domenica 9 dicembre 2012

Guarita dalla Sclerosi grazie alla Nuova Medicina- Scelgo io come curarmi

Ho deciso di portare alla vostra attenzione la testimonianza di una donna cui avevano diagnosticato la Sclerosi, perché credo esprima molto bene il concetto di cura sostenuto dalla Nuova Medicina Germanica. Siamo noi a dover scegliere come curarci e da chi farci curare.
Lasciamo ora che sia Maddalena a raccontarci la sua storia:
“Questa storia potrei dire che è iniziata nell’estate 2006,
ero diffidente a farmi analizzare, non ho un buon rapporto con gli ospedali ma avevo una persistente diplopia delle contratture muscolari che mi spaventavano ed una stanchezza disarmante per la mia età.
Ho passato tre giorni nel girone del day hospital a fare flebo di cortisone e analisi fastidiose e alcune dolorosissime (ho fatto la puntura lombare e non voglio più sentir dire che  il parto è il dolore più grande della vita!)
A novembre è arrivato il verdetto: nel mio liquor avevano trovato linfociti contro la mielina quindi era sclerosi, probabilmente multipla.
Arrivai a casa dal mio ragazzo (ora mio marito), gli comunicai il verdetto seguito da un corollario: facciamo un figlio. Lui coraggiosissimo rimase turbato ma disse di sì, provi amo ad avere un figlio; io mi sentivo la persona meno fertile del mondo dopo aver avuto quella diagnosi e pensavo-va bèh proviamo, conosco tante persone che impiegano anni ad avere bambini!- Sottovalutavo la nostra fertilità: il mese dopo ero in cinta e dopo qualche mese ci sposammo.
Il dottore dell’ospedale mi aveva spiegato che la cura non c’era e mi aveva proposto anche l’aiuto di uno psicologo dell’ospedale. Io rifiutai fin dall’inizio di credere a quella sentenza e iniziai a cercare aiuto altrove, arrivai fino a un ciarlatano invasato ad Alessandria che mi disse che passava tutto smettendo di mangiare patate…. Poi andai a Pesaro da una naturopata che mi diede pillole strane che mi creavano solo ancora più ansia.
Io ne parlavo con tutti, prima con i miei genitori e amici, poi con i vari conoscenti più o meno intimi che mi capitavano a tiro.
Nel frattempo la mia pancia cresceva e stavo bene, la psicologa dell’ospedale che vedevo una volta la settimana cercava di convincermi ad accettare la malattia, che poi sarei stata meglio, questa psicologa, era più giovane di me, aveva al tempo 27 anni e non riesco ancora a capire con che coraggio….
Mi disse anche che durante la gravidanza sarei stata protetta ma dopo il parto erano usuali crisi, mi diede anche librettini di consigli “per i malati” dove c’era scritto che noi malati di sclerosi, per non stancarci troppo, dovevamo fare la doccia seduti!!!
Non l’ho più voluta vedere: era troppo innamorata della mia malattia!
La mia gravidanza procedeva bene.
Incontrai Luca e raccontai anche a lui cosa mi avevano diagnosticato. Luca mi fece quindi incontrare Claudio (un terapeuta) senza avere fatto un corso introduttivo e avendo letto solo qualcosa sulla NMG. Avevo visto troppi ciarlatani, ognuno sapeva come fare; non riuscivo a credergli, anche se ciò che avevo letto mi aveva colpito molto e l’avevo sentito vero, in particolare la IV e V legge biologica con riferimento al ruolo di microbi e batteri, la sentivo giusta.
Dopo la gravidanza stavo bene ma dovetti comunque andare all’ospedale a fare dei controlli. La diagnosi e l’ospedale erano spade di Damocle sospese sulla mia testa, Questa mia condizione di malata senza sintomi e con tante energie mi piaceva ma non la capivo e fatico ad accettarla.
Convivevo con la paura dell’avvento di nuove “crisi”.
Dopo 7 mesi dalla nascita della mia bambina mi sentii un po’ peggio, non ricordo più bene cos’ebbi, e andai all’ospedale ansiosa di essere riconosciuta come malata e ritrovare un mio ruolo. Iniziai il cortisone, che questa volta mi faceva stare solo peggio. Mi risentii con Luca che mi parlò di Ramona, una donna che ha la diagnosi da 12 anni e sta bene, andava persino a ballare il latino americano, iniziarono lunghe e frequenti telefonate con lei e Paola per capire le leggi biologiche e condividere il vissuto, dopo le prime due flebo smisi il cortisone, stetti male, mi sentivo un drogato in crisi d’astinenza (o almeno, penso che ci si senta così, non ho esperienza diretta).
Iniziò la risalita dal tunnel e quel bellissimo viaggio che non conosce la parola “fine”, fatto di letture interessantissime, di pensieri sulla mia vita passata cercando, e riuscendo, a capire le dinamiche biologiche di cose successe nel passato. Capisco che quella volta che ero stata male con parestesie in tutto il corpo stavo risolvendo un forte e lungo conflitto di separazione.
Mi rendo conto per la prima volta nella pratica della veridicità della NMG quando, mentre stavo già leggendo il libro di Trupiano una sera d’estate cammino a piedi scalzi, sicura che il fatto che facesse male erano solo paure materne. Ricevo a casa una persona poco gradita, il mattino dopo mi sveglio con un po’ di mal di gola e penso “cavoli è per i piedi scalzi di ieri?Allora mamma aveva ragione?”chiamo Paola e parlo con lei, mi dice se la sera prima ho tenuto per me qualcosa che volevo dire, ci penso, sì cavoli la volevo proprio mandare a cagare quella persona ma non l’ho fatto.
E poi continuano verifiche su verifiche, non riesco a trattenere la popò e mi accorgo che era stato un forte rancore verso mio marito, che mi aveva lasciato a casa da sola con la bimba. La prima volta non conosco la NMG e penso “ecco: è la sclerosi multipla che non mi fa più controllare l’intestino” la spada di Damocle si avvicinava a me… La seconda volta avevo appena partecipato al corso e capisco che era solo la rabbia animale per essere stata abbandonata sola col mio cucciolo.
Assieme a queste dimostrazioni vedo le leggi biologiche sulla mia bimba, che ha la febbre quando si sente abbandonata e poi riaccolta, ha la diarrea quando prende paura, le viene la tosse se io e il papà la sgridiamo e poi la consoliamo.
Penso che il mio viaggio sia sì apparentemente iniziato nel 2006 ma ciò che mi ha permesso di rompere gli schemi senza indugiare troppo sono stati il mio carattere d’indole molto poco conformista, l’essere donna e, in quanto tale, dotata d’intuito (mi ha aiutato anche in altre situazioni) e gli studi fatti, in particolare penso a un professore universitario che ruppe tutti gli schemi parlando di pensiero sistemico in una facoltà prettamente tecnica.
Tutto questo mi ha permesso di abbracciare la NMG istintivamente, prima ancora di capire tutto a livello razionale.

Ora faccio la doccia in piedi senza problemi!
Continuo il viaggio elaborando in me quanto imparato, rendendomi conto che –cavoli!- è vero e torna tutto e che, quando qualcosa l’ho risolta nel corpo, poi riesco a risolverla anche praticamente nella vita. E’ bellissimo, consiglio un po’ di Germanica a tutti, per poter vivere senza paure insensate e irrazionali e crescendo i propri bambini più sicuri e indipendenti, figli di un’epoca nuova in cui il mondo e i suoi abitanti hanno finalmente senso tutti assieme.”

Maddalena.
Leggendo la storia di Maddalena possiamo capire come Lei abbia messo la sua malattia su un piano totalmente diverso, come Lei abbia lottato con coraggio e saggezza, senza farsi abbattere dai consigli di chi voleva solo spingerla a prendere farmaci dannosi o a seguire terapie invasive. Maddalena ha scelto come curarsi e questo l’ha portata a una guarigione. Credo sia molto importante comprendere noi stessi e ciò che ci causa del male, così da poterlo affrontare.
Consiglio di avvicinarsi poco alla volta a questa Nuova Medicina del Dottor Hamer, perché durante le malattie sarà poi difficile essere lucidi e fare le scelte giuste, ricordiamoci che non tutti siamo come Maddalena e lo possiamo costatare sulle scelte di tutti i giorni.
Laura C.

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