giovedì 24 aprile 2014

Tumore al seno e Screening precoce: Prevenzione o Preoccupazione?

E’ difficile dialogare su questi argomenti con obiettività.
Anche solo accennare una critica agli esami diagnostici viene visto come un affronto al progresso, un voler sparare sulla Croce Rossa. Chi osa farlo, anche con fior di dati alla mano, viene additato come gli untori di manzoniana memoria…
Alziamo subito bandiera bianca. Mostrare i limiti dello screening precoce non equivale a suggerire che nessuna faccia più una mammografia, o negare che in molti casi possa salvare una vita. Ci permette solo di prendere decisioni informate, conoscendo anche l’altro lato della medaglia.

E’ DAVVERO PREVENZIONE?
Cominciamo con la semantica. Le prime campagne di prevenzione del tumore al seno, che incitavano le donne a sottoporsi a mammografia,  erano note con il nome  “mese della consapevolezza”   (“Breast cancer awareness month”).  Oggi invece si parla di “mese della PREVENZIONE”. Questa parola non è stata cambiata a caso, e non è un mero errore di traduzione linguistica.
Parlare di prevenzione è più rassicurante, ci rincuora, ci fa pensare che una volta fatto il nostro esamino annuale e superatolo a pieni voti, saremo a posto ma soprattutto, si è visto che invoglia più donne a donare soldi per la ricerca e alle associazioni (o aziende commerciali) che supportano queste campagne.
Non ci piace pensarlo, ma anche il business dietro la “prevenzione” di questo tumore è a nove zeri purtroppo…
Come ci ricorda la famosa chirurga Susan Love, creatrice di una fondazione di ricerca e autrice di quella che è considerata “la bibbia per le donne affette da questo tumore”,   “quando si parla di tumore al seno, lo screening non è prevenzione. Lo screening significa solo trovare un tumore che ormai c’è già”. (B)
Mentre la prevenzione primaria (quella vera) viene fatta su un soggetto sano per EVITARE che si ammali, aiutandolo a cambiare stili di vita, la mammografia fa parte di quel tipo di prevenzione detta “secondaria”, fatta su una popolazione APPARENTEMENTE SANA ma che potrebbe essere già malata, senza essersene accorta.
Oltre a sentirci rassicurate dall’uso improprio della parola prevenzione, tendiamo inoltre a pensare che questi esami siano sempre salvifici. A volte sicuramente lo sono, ma non in tutti i casi.
Come prosegue la Dottoressa Love, “da decenni ci viene ripetuto il mantra che la migliore speranza di curare il tumore al seno sia quella di trovarlo presto. In questo modo,  molte  di noi ormai pensano che lo screening (mammografie, auto-palpazione ecc.) sia davvero una forma di “prevenzione” e che le donne che sopravvivono a questo tumore debbano ringraziare il fatto che  “è stato trovato in tempo”. (A)
Basta leggere i forum per donne con tumore al seno per renderci conto che questo mantra ha funzionato bene. Ormai abbiamo associato la mammografia a queste due parole: “prevenzione” e “salvezza”, con la conseguenza che molte donne vi si affidano completamente, dimenticandosi così di fare prevenzione a tavola, o considerandola di importanza secondaria.
Quante vite vengono perse in questo modo…?
“Oggi mi è arrivato l’invito a fare questo esame per la prevenzione tumori”
 “Ho sempre sentito dire che oltrepassati i 40 è la mammografia che ti salva la vita”
 “Piu’ che controllarsi regolarmente non si può fare, se il destino si accanisce”
“Se solo mia moglie avesse fatto la mammografia prima, come continuavo a dirle, si sarebbe salvata!”.

E’ DAVVERO SEMPRE SALVIFICO?
Esiste un solido fondamento scientifico che dimostri l’utilità di questi interventi, una riduzione significativa sulla mortalità?
Per esempio, prosegue questo medico, “nessuno studio ha mai trovato che un’auto-palpazione mensile riduca la morte per cancro al seno”. (A)
(Anche perché, più ci si tocca temendo di trovare qualcosa di negativo, più aumenta l’ansia e la paura, non proprio due sensazioni positive per mantenerci in salute!)
Non solo.  Ormai si è capito che non tutti i tumori al seno sono uguali.  Come ci spiega questo medico,  alcuni non causano metastasi  “e quindi non importa quando vengono scoperti, non porteranno comunque mai alla morte.  Altri invece sono così aggressivi che, anche se diagnosticati presto, avranno già fatto danni e spesso sono questi a portare alla morte. Solo il 30% invece ha il potenziale di diventare “cattivo” se non fermato in tempo.”  (B) Ed è per questi tumori che si rivela in effetti utile una diagnosi precoce, ma non è giusto dire che la guarigione è sempre dovuta a questi esami. Tutto qui.
Non sempre la mammografia è salvifica insomma, a volte era il tumore a non essere mortale…

C’è dell’altro ancora da considerare.

mercoledì 23 aprile 2014

Stamina, chiusura indagini a Torino. “Associazione a delinquere e truffa"

Lo avevamo predetto mesi fa dalle pagine di questo blog, il metodo Stamina ha fatto la fine del metodo Di Bella! Ironia della sorte entrambi le inchieste in mano allo stesso magistrato.

L'ARTICOLO

Nel mirino del magistrato Raffaele Guariniello il padre del cosiddetto "metodo" Davide Vannoni e il numero due Andolina. Coinvolti neurologi, biologici, otto medici degli Spedali di Brescia e un membro Aifa. La Stampa: "Per il presidente di Stamina Foundation ipotizzato anche il reato di esercizio abusivo della professione medica". Stralciate alcune posizioni.

Stamina, chiusura indagini a Torino. “Associazione a delinquere e truffa”



La procura di Torino ha chiuso le indagini su Stamina. Gli indagati sono 20, tra cui Davide Vannoni, il presidente e inventore del cosiddetto “metodo” stamina, nonché il numero due della fondazione, Mario Andolina. Come si legge nell’atto di chiusura delle indagini, insieme a Vannoni e al suo vice, sono indagati anche Gianfranco Merizzi di Medestea, Ermanna Derelli, direttrice sanitaria degli Spedali civili di Brescia e Carlo Tomino, responsabile dell’ufficio sperimentazione clinica dell’Agenzia italiana del farmaco “perché, in un vasto arco di tempo pluriennale protrattosi dal novembre 2006 e ancora oggi pienamente in corso, a mezzo di idonee strutture radicate, e sulla base di mirati programmi attivati sin dall’inizio a Torino, si associavano stabilmente tra loro allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti…promuovendo, costituendo, organizzando l’associazione”.
La procura di Torino ha chiuso le indagini su Stamina. Gli indagati sono 20, tra cui Davide Vannoni, il padre del cosiddetto “metodo” Stamina, nonchè il numero due della Stamina foundation, Mario Andolina.

Gli indagati, si legge sempre nelle carte della procura, “hanno costituito associazioni tra cui Medestea, con sede a Torino, la Biogenesis research, di Lugano, la Biogenesis tech, di Lugano, con la finalità di diffondere in vari Paesi del mondo la terapia Stamina, attraverso accordi di joint venture con cosiddette cell factories, e cioè anche grazie a fattori strettamente connessi ed esplicitamente dichiarati quali lo scatenamento di un’attività mediatica di forte impatto, il superamento del blocco alle terapie imposto dall’Aifa il 15 maggio 2012 attraverso ordinanze dei giudici civili, l’utilizzo del metodo Stamina nell’ambito di una struttura sanitaria pubblica come l’azienda Spedali civili di Brescia, la presentazione all’estero della terapia Stamina sotto una veste di piena legalità“.

Avviso conclusione delle indagini preliminari:
http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano/stamina2?ref=http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/stamina-procura-torino-chiude-le-indagini-20-indagati-associazione-a-delinquere-e-truffa/960878/

“Non sono stupita. Ora vedremo l’esito del processo”, ha commentato a caldo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ospite a ‘Coffee break’ su La7, che ha chiesto “chiarezza” sulla vicenda “perché le vittime sono le migliaia di persone che hanno creduto di poter aver una cura miracolosa“.
L’inchiesta del pm Raffaele Guariniello era partita nel 2009. Chiuse alla fine del 2011, le indagini erano poi state riaperte per indagare sul filone della sperimentazione del metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia. Secondo le indagini l’intento della Fondazione sarebbe stato quello di trarre un guadagno da pazienti con malattie senza speranza, con trattamenti che i parenti dei malati arrivavano a pagare anche 50mila euro.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/23/stamina-procura-torino-chiude-le-indagini-20-indagati-associazione-a-delinquere-e-truffa/960878/


lunedì 21 aprile 2014

"Sesta Legge" Biologica - Contenimento (Nuova Medicina Germanica)



di Mauro Sartorio
Il principio di contenimento del sentito biologico (osmosi percettiva)
PREMESSA: la sesta Legge Biologica NON esiste in Nuova Medicina Germanica, il dottor Hamer non ne ha mai parlato, bensì è il frutto di una mia personale intuizione e dell'esperienza, che mi permette di aggiungere un pezzo che sentivo mancante allo straordinario e ancora così inesplorato puzzle delle leggi biologiche.
Sto sicuramente peccando di presunzione, ma non posso nemmeno permettermi di lasciare nel cassetto questa idea, che dalla condivisione spera di ricevere grosse critiche e conferme.
In base a queste nel tempo si potrà affinare il concetto.

Esseri viventi a qualsiasi livello evolutivo che costituiscono "branchi", sono interconnessi tra di loro nella percezione dell'ambiente, con il senso biologico di comunicare in modo immediato e istantaneo pericoli per la sopravvivenza del branco stesso e in ultimo della specie.

Più gli individui sono legati nella vita, più sono sensibili a questa comunicazione: gruppi di individui che vivono situazioni al limite della sopravvivenza sono rapidamente in grado di creare connessione tra i componenti, con una sensibilità che aumenta con il grado di attenzione verso il pericolo.
Questo tipo di percezione è chiamata "contenimento", un atto passivo del corpo intero che "contiene" un altro corpo rilevando il suo stato emotivo e quindi fisico (emozione è comunque uno stato generato in prima istanza dalla cenestesia del corpo).
Non è una funzione attiva che irradia qualcosa, nè un atto di volontà, ma una disposizione passiva alla ricezione di informazioni.

L'immagine, puramente metaforica, è quella della paura (emozione radice) vista come un fluido in movimento nel nostro corpo, che si espande nello spazio liberamente, intersecando e compenetrando le onde degli altri corpi.
Un corpo che "contiene" un fluido molto mosso di un altro corpo, ha la percezione del proprio fluido similmente perturbato. Non si può dire che un corpo senta l'altro, ma che ognuno sente il proprio sintonizzato con l'altro.

Il massimo grado di contenimento che è naturalmente simbiotico è quello di mamma / figlio, situazione in cui spesso la mamma percepisce sensazioni che non sa dire se siano sue, ma che è probabile siano precisamente quelle del figlio (e viceversa). Nel contenimento non c'è limite di spazio, nel caso di un legame così stretto le due persone possono essere a poli opposti del pianeta.

I casi di commozione tra due o più persone è il contenimento più comune e verificabile, anche in assenza di contatto visivo.
Altri casi comuni sono le malattie di gruppo, per esempio classi scolastiche di bambini che danno in contemporanea la stessa risposta biologica a un evento (sintomi intestinali, sintomi all'epidermide come varicella ecc...). Assodato che un evento non crea la risposta biologica, ma è il vissuto viscerale della singola e unica persona rispetto a quell'evento ad attivare la fisiologia speciale, si presume che ogni organismo risponda in modo diverso rispetto a un altro: quando questo vissuto si "allinea" in gruppi di persone attraverso il contenimento, abbiamo risposte biologiche allineate.
I casi più eclatanti di contenimento del sentito biologico sono le pandemie, come il caso della peste manzoniana in una Milano assediata e in carestia, dove una buona fetta di popolazione può rispondere biologicamente in modi e tempi praticamente uguali.

Altri casi comuni sono i dolori muscolari di uguale posizione e intensità tra persone a stretto legame, o la sincronizzazione del ciclo mestruale in gruppi di donne.

Il contenimento è una funzione libera negli animali, che possono anche percepire il pericolo contenendo il predatore, ma estremamente limitata e soffocata nella civiltà umana dall'educazione razionalista.
La scissione odierna operata tra mente e corpo tende a escludere le sensibilità più antiche e viscerali.
Oltre a un basso grado di attenzione rispetto a queste ultime, sperimentiamo anche una esplicita negazione dei segnali da parte della cultura dominante.
Quello che viene definito "sesto senso" con un incerto grado di fiducia e affidabilità, è precisamente la funzione passiva di contenimento della sesta Legge Biologica.
Il ritorno all'uso di queste facoltà (sempre presenti) è un atto di semplice attenzione, come un orecchio che decide di cogliere un suono ascoltandolo.

Malgrado il contenimento sia una qualità naturale, nella vita di tutti i giorni viene così spesso negata che si è disimparato a sentirla, ad esempio: si pensi a un bambino al quale, per essere a fin di bene protetto dal dolore, viene nascosta la morte della nonna. Il bambino percepisce che la nonna non c'è più, e percepisce che la mamma è turbata, ma le parole sono "va tutto bene, la nonna è andata un po' in vacanza".
Queste apparentemente innocue dissonanze nell'informazione tra percezione e ragione consolidano profondamente la scissione tra mente e corpo, e convincono il bambino che la sua sensibilità sia errata, quindi non più affidabile per le occasioni future.
http://www.naturaeconsapevolezza.com/blog/index.php?id=24oaqf86

giovedì 17 aprile 2014

Il mistero della coppa mestruale

Coppette mestruali in vari colori

Oggi noi donne parliamo molto più liberamente di assorbenti, ciclo mestruale, contraccettivi e tutto ciò che riguarda i "nostri giorni". E' stato un processo lungo, quello che ha tirato fuori dalla "solitudine" di quei giorni le donne dei paesi industrializzati anche se i tabù resistono ancora nei nostri giorni, in maniera del tutto diversa a seconda del paese di provenienza e dei i suoi costumi.
I primi assorbenti usa e getta, in cotone e tessuto, furono inventati negli anni '20 e si trattò di una vera e propria rivoluzione! Finalmente non c'era più bisogno di lavare i pannolini o di coprire il sangue con degli appositi pantaloncini; l'igiene di questi nuovi articoli permetteva alle donne di sentirsi più sicure di se stesse.


Un decennio dopo, Leonora Chalmers inventava la coppetta o coppa mestruale, ancora più comoda e innovativa dei più "antichi" assorbenti, tuttavia non ebbe affatto lo stesso successo di questi ultimi e scomparì velocemente, per poi ritornare a fasi alterne nel corso degli anni.
I motivi di tale insuccesso furono sostanzialmente due: il primo, come già menzionato, fu da imputarsi alla diffusione degli assorbenti, più pratici da utilizzare e più puliti, nel senso che finalmente permettevano alle donne di non sporcarsi più con il sangue. Il secondo motivo era culturale e legato alla chiusura mentale e pseudo-morale legata all'ispezione della vagina, visto che la coppa veniva inserita nella cervice. Scabroso e impensabile addirittura anche ai giorni nostri, figuriamoci negli anni trenta  e successivi.
Dunque cos'è una coppa mestruale? Si tratta di un contenitore realizzato in silicone medico o TPE (lo stesso materiale dei ciucci per bambini) che, inserito in vagina, serve a contenere il sangue mestruale durante il ciclo. Esistono varie misure a seconda del flusso mestruale ma anche a seconda della grandezza della cervice: tendenzialmente possono contenere 20-30 ml di sangue.


Perché utilizzare una coppa mestruale? Tre i motivi più significativi, senz'altro il risparmio economico e un'attenzione maggiore all'ambiente. Pensate che una donna, nella sua vita, consuma circa 10-11.000 assorbenti: lascio a tutte noi il piacere di fare da sole il conto di quanto ci costano questi preziosi articoli! A questo punto, tuttavia, è bene riflettere sul fatto che un assorbente necessita di 500 anni per essere "smaltito" dall'ambiente, mentre una coppetta mestruale, se ben trattata, dura 10 anni.
Inoltre, la coppetta può essere usata fino a 12 ore (a seconda del flusso di ciascuna donna) ed è possibile dormirci, nuotare, ballare, praticare qualsiasi sport, perché è pratica e discreta. Bisogna tassativamente sterilizzarla in acqua bollente per 5-7 minuti all'inizio e alla fine di ogni ciclo e, ovviamente, svuotarla ogni volta che la togliete.  Le donne che l'hanno provata, sostengono che non tornerebbero mai indietro! Anche perché il suo materiale non provoca irritazioni o allergie causate dai comuni assorbenti intrisi di sbiancanti tossici.
Tra  contro principali ci sono senz'altro la possibile difficoltà nell'inserimento per le più inesperte e tutte coloro che non hanno confidenza con il proprio corpo. Ragazze, donne di tutte il mondo...coraggio! Ispezioniamoci e proviamo! Le istruzioni per l'uso le trovate all'interno della confezione e addirittura su youtube...e se non vi piace, fate sempre in tempo a tornare indietro.

http://hippiesuitacchi.blogspot.it/2013/10/eco-mestruazioni-e-recensione-della.html

Buona Pasqua

Giuliana Sclerosette

Vaccini, intervista al Dr. Stefano Montanari


Il Dr. Stefano Montanari
 Francesco Dal Pozzo, gestore della pagina Facebook Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono ha intervistato il dr Stefano Montanari, noto scienziato italiano (vedi chi è) titolare del laboratorio nanodiagnostics.it specializzato sulle nanopatologie.

Montanari è uno dei pochi accademici italiani che conferma le operazioni di geoingegneria; nell'ambito di una conferenza ha dichiarato pubblicamente che le scie che vediamo quotidianamente nei cieli delle nostra città "non sono normali scie di condensa"
 
INTERVISTA AL DOTTOR STEFANO MONTANARI

DOMANDA: Qual è secondo lei lo scopo per cui sono sviluppati i vaccini e somministrati alla popolazione?

STEFANO MONTANARI: L’idea della vaccinazioni ha delle basi corrette. Purtroppo, però, quando ci si è accorti che si potevano fare soldi, il corretto è diventato corrotto. Semplificando molto a costo di far storcere il naso agli addetti ai lavori, l’idea del vaccino era quella d’ingannare l’organismo introducendovi degli agenti patogeni messi in varie maniere nelle condizioni biologiche di non nuocere e, così, facendo credere a quell’organismo di avere contratto una malattia virale o batterica. La conseguenza sarebbe stata la formazione di anticorpi, cioè proteine particolari, capaci di contrastare gli aggressori. Senza entrare nei particolari, la cosa funziona ma ha limiti e controindicazioni. Un limite evidente è quello della copertura difensiva che, a differenza di un’immunità acquisita contraendo veramente la malattia in modo naturale, è tutt’altro che totale. Dunque, anche chi si è vaccinato può ammalarsi della patologia da cui si credeva immune. Un altro limite è quello della durata della copertura. Anche in questo caso c’è una notevole differenza con la malattia contratta naturalmente perché il vaccino difende non solo parzialmente ma lo fa per un tempo limitato, tanto che occorre ricorrere ai cosiddetti “richiami”. Un terzo limite è quello della mancata trasmissione dell’immunità. Prendiamo, ad esempio, una femmina che abbia contratto naturalmente il morbillo da bambina e che, diventata adulta, partorisca un figlio. Per qualche anno il bambino sarà immune dalla malattia. Non così, invece, se la madre era stata vaccinata. Quanto alle controindicazioni, una che è quasi buffa è quella delle allergie. Buffa perché i foglietti illustrativi allegati ai farmaci avvertono di non praticare la vaccinazione se il soggetto è allergico ad uno dei componenti ma ben ci si guarda dal dichiarare tutto quello che è contenuto nella fiala. Un po’ tristemente aggiungo che è ben raro (e qui sono generoso oltremisura) che il medico accerti la sussistenza di uno stato di allergia verso almeno una sostanza, beninteso limitatamente a quelle dichiarate, che sta per iniettare.

Sui risultati reali ottenuti dai vaccini, poi, molto ci sarebbe da dire e poco o, meglio, nulla è detto, tanto che persino i medici, nella quasi totalità dei casi, ignorano i dati. Molte delle malattie per le quali si praticano vaccinazioni s’innescano quando le condizioni ambientali, soprattutto quelle igieniche, sono carenti. Con il miglioramento di quelle condizioni, ben prima dell’introduzione dei vaccini nella pratica corrente, più o meno tutte quelle patologie erano in vistoso declino. Tanto per esemplificare, una per tutte il tetano. Se se ne osserva l’andamento quanto a mortalità a partire dall’inizio del Novecento, ci si trova davanti ad una curva in notevole discesa. Poi, nel momento in cui entra in gioco la vaccinazione, la linea prende a salire. Il che mostra un effetto controproducente del vaccino, cosa facile da spiegare: ritenendosi protetti, i soggetti vaccinati trascuravano le norme d’igiene cui si erano attenuti fino a quel momento (per esempio, il lavaggio delle piccole ferite) e la malattia s’istaurava. Passato qualche anno la curva ha ripreso la sua discesa esattamente come prima dell’introduzione del vaccino. Piaccia o no, quel tipo di profilassi non ha dimostrato oggettivamente efficacia. E ragionamento analogo si può fare per molti altri vaccini. Per esempio quello di recente introduzione contro le infezioni da Papilloma virus. Prescindendo dalla ben scarsa utilità di vaccinarsi contro un patogeno del genere, il rischio maggiore è quello della disinformazione. Le ragazze possono essere indotte a pensare di essere protette nei riguardi di una malattia a trasmissione sessuale e possono essere portate a trascurare le norme ragionevoli della prudenza. Impossibile, poi, non sottolineare come, se nel corso della sperimentazione dei vaccini nuovi si verificano reazioni avverse, la contromisura più usuale è quella di non pubblicarle.
La somministrazione dei vaccini, poi, è spesso effettuata in maniera che nulla ha a che vedere con le basi stesse della disciplina medica. Vaccinare neonati non ha senso, dato che il sistema immunitario matura dopo qualche anno e dopo poche settimane di vita non è capace di acquisire veramente le difese auspicate. Vaccinarli, poi, peraltro del tutto illegalmente, contro sei malattie contemporaneamente è follia pura, visto che quegli organismi così immaturi sono chiamati ad un’impresa pesantissima che potrebbero non saper sopportare. E follia pura si può dire per le decine di vaccinazioni praticate all’ingrosso ai militari senza curarsi se i soggetti siano già immuni da qualcuna delle patologie, siano in condizioni di salute idonee a tollerare quel bombardamento e siano magari allergici ad uno o più d’uno dei tanti componenti dei farmaci, componenti., come ho già detto, elencati solo parzialmente nei foglietti illustrativi che accompagnano il prodotto.
A proposito di ciò che si trova nei vaccini, poi, c’è di che rizzare le antenne. La prassi vuole che al principio attivo si aggiungano stabilizzanti (es. glutammato monosodico), conservanti (es. sodio-etilmercurio-tiosalicilato = Thimerosal), antibiotici (es. Neomicina [sconsigliata ai neonati]) ,adiuvanti (es. sali di Alluminio), solventi (es. sali di sodio e di potassio), proteine, cellule e globuli rossi (di origine umana o animale), gomme e gelatine. Con molta fatica, vista anche l’impresa del comico Beppe Grillo che, per difendere gl’interessi della sua clientela, è riuscito a farci sottrarre il microscopio elettronico con cui svolgiamo le nostre ricerche, noi abbiamo analizzato 26 vaccini tutti diversi tra loro, trovandoli in ogni caso inquinati. Ciò che ci abbiamo trovato erano particelle solide non biodegradabili e non biocompatibili: acciaio e piombo tra loro. L’Istituto superiore di sanità è stato avvertito e se l’è cavata goffamente dicendo che i vaccini sono controllati. Come e quanto non è stato illustrato. Né è stato illustrato come mai, su 26 campioni analizzati dal nostro laboratorio che è uno tra quelli indicati come di punta dalla Commissione Europea, 26 fossero “sfuggiti” ai controlli. Due volte sono stato interrogato dai Carabinieri del NAS su quei casi e due volte non è successo niente.
A parte ciò, ora i vaccini sono diventati un business colossale. Spacciati come la bacchetta magica contro le malattie più disparate, vengono venduti a centinaia di milioni di pezzi senza che, almeno per le novità che escono a getto continuo, la sperimentazione necessaria sia stata svolta, una sperimentazione che deve necessariamente stabilire senza possibilità di dubbio almeno due cose: che quei farmaci sono efficaci e che non nuocciono alla salute. Per fare questo occorre lasciar trascorre il tempo necessario perché la biologia risponda, e si tratta di molti anni, ma questo non si fa perché, altrimenti, il denaro tarderebbe ad arrivare e, anzi, il pericolo è che magari non comincerebbe nemmeno a farlo. Insomma, per rispondere finalmente alla domanda, i vaccini sono una cornucopia e poco importa se gli effetti collaterali possono essere anche gravissimi.

DOMANDA: Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Be the change you wish to see in the world. Mahatma Gandhi. Lei crede che si possa cambiare l'Italia, l'Europa, piuttosto che i problemi del pianeta terra solamente votando il politico o il partito che ha le idee migliori o più giuste, oppure crede che ci possano essere metodi alternativi magari più efficaci?

STEFANO MONTANARI: Non illudiamoci: l’uomo della Provvidenza non esiste né può esistere. L’unica possibilità di salvezza che abbiamo è quella legata alla cultura. Se continueremo ad essere pigri ed ignoranti, personaggi come i politici attuali continueranno a prosperare e a trascinarci a fondo. Basta osservare il fenomeno sconvolgente di Beppe Grillo, un personaggio che io, purtroppo, conosco personalmente fin troppo bene e che ha fatto della disinformazione “scientifica” la sua arma, unica sì ma potentissima. Potentissima fino a che la gente continuerà a chiudere i collegamenti con il cervello e con quella qualità indispensabile che è l’onestà intellettuale, costi quel che costi.

DOMANDA: L'incidente alla centrale nucleare di Fukushima, sta avvelenando l'intero oceano, e le coste del continente americano. La sua opinione è che la risoluzione di questo problema sia solo una questione di budget o di sviluppare la tecnologia giusta, oppure ci sono altre ragioni?

STEFANO MONTANARI: La mia opinione è quella dettata dalla scienza e dalla tecnica del 2014: non c’è soluzione. Purtroppo la gente è convinta di vivere in una specie di cartone animato in cui, alla fine, arriva il deus ex machina che risolve tutto. Ahimè, non è così. Se uno si butta dal decimo piano, quando tocca terra si sfracella. Lo so che il concetto del “non c’è niente da fare” respinge la stragrande maggioranza delle persone e, allora, si dà ascolto al ciarlatano di turno, ma così stanno le cose.

DOMANDA: Il chiamare TERMOVALORIZZATORE un impianto che non valorizza un bel niente è il classico metodo di utilizzo del linguaggio per controllare e ingannare le masse. Altri esempi ECOBALLE, GUERRA DI PACE, ecc. Secondo lei perché questa tecnica funziona almeno sulla maggioranza delle persone?

STEFANO MONTANARI: La ragione è quella che ho appena espresso. Quando, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Winston Churchill, che quella guerra aveva fattivamente contribuito a vincerla, si presentò agl’Inglesi per essere rieletto in una Gran Bretagna da recuperare dai disastri appena passati, disse la verità: “Non altro da offrirvi che sangue, sudore e lacrime.” A lui si preferì Clement Attlee che agl’Inglesi diede poi subito sì gl’inevitabili sangue, sudore e lacrime, ma lo fece avendo l’accortezza di non preavvertirli, cosicché molti degli elettori credettero in un percorso se non cosparso di rose e di viole almeno miracolosamente meno pesante. La gente pretende l’inganno e chi è capace di tacitare la propria coscienza o, nei casi “fortunati”, chi della coscienza non ha mai visto traccia, l’inganno lo propina allegramente. Le tecniche sono tante: dai sali antimalocchio ai terni al lotto fino all’alterazione lessicale. Chi ha voglia di entrare nel mio blog (www.stefanomontanari.net) troverà subito una bellissima considerazione in proposito firmata da Giacomo Leopardi.

Se volete saperne di più sulle tematiche affrontate dal Dott. Stefano Montanari visitate il suo sito o leggete i suoi libri. Potete inoltre trovare innumerevoli interventi e conferenze su YouTube.
E'presente inoltre nel film/documentario Sporchi da morire (Filthy to The Core) che parla di inceneritori.


Fonte: Unione Europea quello che i media italiani non Vi dicono
http://www.nocensura.com/2014/03/vaccini-intervista-al-dr-stefano.html

Intervista a Stefano Montanari