lunedì 24 aprile 2017

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale.

L’attività cognitiva è influenzata dalla flora batterica intestinale alterata da diete ricche di zuccheri o di grassi
Grassi e dolci danneggiano la flora batterica intestinale e, di conseguenza, è danneggiata la funzione cognitiva.

L’attività cognitiva è influenzata negativamente dalle diete ricche di grassi e/o di zuccheri, che alternano la flora batterica intestinale. Uno studio condotto presso l’Università dello Stato dell’Oregon indica che sia le diete ricche di zucchero che quelle ricche di grassi, rispetto a una dieta normale, causano mutazioni nella flora batterica intestinale che sembrano connesse con una perdita significativa di “flessibilità cognitiva”, vale a dire della capacità di adattarsi al cambiamento di situazioni. 
Le più dannose sembrano essere le diete ad alto contenuto di zucchero, che danneggiano anche l’apprendimento giovanile per compromissione della memoria, sia a breve che a lungo termine.

La ricerca è stata condotta in Laboratorio sui topi che vennero nutriti in modo diverso e poi sottoposti a una serie di test, come quello del labirinto acquatico, per monitorare i cambiamenti delle loro funzioni mentali e fisiche, e associati all’impatto su vari tipi di batteri. Le scoperte sono state pubblicate nella rivista Neuroscience.

Kathy Magnusson, professore presso l’OSU College of Veterinary Medicine and e ricercatore principale del Linus Pauling Institute, ha detto: “è sempre più chiaro che i batteri che vivono nel nostro intestino, o microbiota, possono comunicare con il cervello umano. I batteri possono rilasciare delle sostanze che agiscono come neurotrasmettitori, stimolare i nervi sensoriali o il sistema immunitario e influenzare un’ampia gamma di di funzioni biologiche. Non siamo certi di quali messaggi vengono inviati, ma stiamo rintracciando i percorsi e gli effetti.”
I topi si stanno rivelando assai utili come modello per studi rilevanti per gli umani – ha detto Magnusson – su temi come l’invecchiamento, l’obesità, la memoria spaziale e altro ancora.

Nella presente ricerca, dopo solo quattro settimane di dieta ricca di grassi o di zuccheri, la performance dei topi in vari test su funzioni fisiche o mentali incominciò a decadere, rispetto agli animali a dieta normale. Il cambiamento più significativo si è avuto in quella che i ricercatori chiamano “flessibilità cognitiva”.
Magnusson ha commentato così: “il decadimento della flessibilità cognitive in questo studio è stato forte.” Questo vuol dire che di fronte a un problema inatteso – anche piccolo – non si è in grado di trovare soluzioni efficaci a risolverlo.

Questo studio è stato condotto su animali giovani – ha detto Magnusson, i quali normalmente hanno un sistema biologico più integro e perciò più capace di resistere alle influenze patologiche del loro microbiota. Se ne può dedurre che i risultati dello studio sarebbero stati ancora più severi se lo studio fosse stato condotto su una popolazione anziana.
 

Quella che viene indicata come “dieta occidentale”, ricca di grassi e zuccheri semplici è stata messa in relazione con una varietà di malattie croniche negli Stati Uniti, includenti l’obesità sempre più diffusa e un’aumentata incidenza di malattia di Alzheimer. (Science daily, June 22, 2015)

domenica 23 aprile 2017

8 cose che scopre chiunque smette di mangiare carne

Post utilissimo tratto interamente del blog: http://www.ioscelgoveg.it/8-cose-che-scopre-chiunque-smette-di-mangiare-carne/. Mi dissocio soltanto sulle affermazioni riguardo alla bontà e soprattutto salubrità della soia: http://frontelibero.blogspot.it/2015/08/la-soia-fa-bene.html


Siamo sicuri che almeno alcune non le sai Sappiamo che i motivi per cui si decide di passare a una dieta a base vegetale possono essere molto differenti fra loro, ma con un filo conduttore: la volontà di rendere il mondo un posto migliore per tutti i suoi abitanti. Quello che forse non tutti sanno è la quantità di effetti positivi che questo stile di vita porta con sé.


1. Combatte il riscaldamento globale
Dagli allevamenti proviene il 51% delle emissioni di gas serra, percentuale che colloca l’industria della carne al primo posto nella classifica dei responsabili del cambiamento climatico. 
Questo è un piccolo esempio di impatto ambientale delle nostre abitudini alimentari: 
Impronta di carbonio* per ogni Kg di:

• Carne di maiale 2,44 kg di CO2e
• Salumi 5,05 kg di CO2e
• Riso 0,35 kg di CO2e
• Legumi 0,78 kg di CO2e
• Zucchine 0,35 kg di CO2e

* la carbon footprint è una misura che esprime il totale delle emissioni associate direttamente o indirettamente a un prodotto, individuo o servizio. La carbon footprint è espressa in termini di kg di CO2e, ovvero CO2 equivalente, un’unità di misura che permette di pesare insieme emissioni di gas serra diversi con differenti effetti climalteranti.

2. Fa risparmiare DAVVERO molta acqua

Gli allevamenti consumano una quantità d’acqua molto maggiore di quella necessaria per coltivare soia, cereali o verdure per il consumo diretto umano. Qualche numero? Un manzo può consumare più di 80litri d’acqua al giorno, e una mucca da latte nella stagione estiva può arrivare a 200litri! La maggior parte delle risorse idriche tuttavia viene consumata per la coltivazione del foraggio, che necessita di 2300 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno.

3. Salva tantissimi animali

Non possiamo sottovalutare la questione etica del sapere che il nostro sistema sfrutta esseri viventi al solo scopo di farli diventare cibo. Miliardi di animali eviterebbero una vita di sofferenze se smettessimo tutti di mangiare carne.
In Italia gli allevamenti sono luoghi dove milioni di animali vivono in condizioni terribili, come dimostrato dalla nostra ultima indagine su un allevamento fornitore di di una delle eccellenze del made in Italy.




4. Fa risparmiare denaro

Sfatiamo un falso mito: seguire la dieta vegan non è necessariamente dispendioso. Anzi, gli ingredienti base dei quali si compone come ad esempio riso, farro, verdure e legumi sono generalmente molto economici.
Il discorso cambia nei casi dove si acquistino esclusivamente piatti già pronti, che, come gran parte dei cibi elaborati che possiamo trovare al supermercato risultano essere generalmente più costosi. Alcune alternative vegetali hanno ancora un prezzo superiore al latte o ai formaggi, e questo dipende non solo da un mercato ancora minore, ma soprattutto dalle enormi sovvenzioni ricevute dagli allevatori e dall’Iva che sui latti vegetali è al 22% contro il 4% del latte normale.

5. È deliziosa!

Al contrario di quanto pensano in molti, eliminare la carne dal proprio piatto significa aprire la porta a centinaia di nuovi sapori e ricette gustosissime. Quinoa, soia, seitan, mopur…non c’è che da provare!
Hai sentito parlare molto di cucina vegana ma non hai mai avuto l’occasione di provarla? Guarda qui tantissime ricette per tutti i gusti e tutte le stagioni!

6. Ti fa conoscere persone nuove

Cene benefit, incontri informativi, social network, attività in difesa degli animali: abbracciando la dieta vegan sono tantissime le opportunità di conoscere nuove persone con le quali condividere idee, esperienze e perché no, ricette!

7. Migliora la tua salute

Lo dicono anche i nutrizionisti: la dieta vegan fa bene! Riducendo il rischio di molte patologie, fra cui malattie croniche, obesità, ipertensione, colesterolo e malattie cardiovascolari costituisce un vero e proprio toccasana per la nostra salute!



8. È molto più facile di quanto pensi!

Il passaggio a vegan all’inizio può sembrare difficoltoso. È normale: tutti abbiamo il timore di sentirci “diversi” o che le nuove abitudini possano essere troppo difficili da seguire. Ma fatti i primi passi vedrai che la strada è in discesa e al contrario, questa scelta è un’ottima occasione per condividere nuovi sapori con amici e conoscenti.

venerdì 21 aprile 2017

Cos'è il CORPO ?

CORPO



Cos'è il nostro corpo ?
Come comunica con noi ?
Che cosa significa per noi ?
Chi lo governa ?
Quanto dipende da noi ?




Come ho già scritto mi piace porre domande che aprono la visione piuttosto che dare risposte , il mio scopo ? Contagiare il mondo in una visione che scorge a prescindere la perfezione cosmica in azione.










Cos'è il nostro corpo :
Possiamo vederlo come un insieme di cellule, atomi, molecole o come un veicolo per questo piano dimensionale, o l'espressione di noi, o come involucro per poter fare esperienza e sicuramente uno strumento della perfezione cosmica .

E come comunica con noi ?
Attraverso i sensi registra tutte le informazioni che immagazzina ,archivia, elabora e traduce in reazioni chimiche, pensieri, emozioni, forza fisica, energia vitale.

Che cosa significa per noi ?
Possiamo usarlo come strumento di altissima precisione che ci indica il nostro stato vibrazionale. Il nostro corpo è un alleato prezioso aldilà che ci piaccia o non ci piaccia. Possiamo utilizzarlo o lasciarci utilizzare, possiamo amarlo o denigrarlo anche se in ogni caso esso vibra in linea con piani "invisibili"

Chi lo governa ?
Un intelligenza cosmica che governa tutto il processo evolutivo di cui facciamo parte. Non dipende da noi ma con noi può fluire nel suo compito.

Quanto dipende da noi ?
Essendo interconnesso con più piani iniziamo a vederlo come una "servitore" che risponde a ordini superiori che "fortunatamente" non derivano dal nostro pensare , se infatti dipendesse da noi il solo dover provvedere a una cicatrizzazione saremmo "perduti" ...


Nei miei 51 anni ho avuto un rapporto con lui di odio/amore e sempre con la sensazione che fino ad un certo punto dipendesse da me ma niente di più.
Comprendere che spessissimo quando si "ammala" non è altro che ingolfato come lo sarebbe una "Ferrari" che vada a 30 all'ora .


Come relazionarcisi dunque ?
Se lo consideri come "veicolo - casa - strumento" diventa più facile occuparsene con intelligenza e praticità.
Quando lo consideri parte di te entra in gioco tutta la tua storia, il tuo vissuto con tutta la gamma emozionale e diventa molto più complesso.


Ogni corpo reagisce allo stesso modo al di là della nostra storia per tutti noi valgono gli stessi parametri ... " se mangi asparagi , puzza la pipì - se ti vergogni, diventi rosso - se ti emozioni, brividi - se ti innamori, palpiti - se ti preoccupi, ansia .... e ognuno di noi vuol stare bene, sentirsi amato, ascoltato, sentirsi importante, utile, che tutti stiano bene ....
Dunque il corpo è uguale in tutti noi ma a secondo di come lo nutriamo attraverso pensieri, emozioni, presenza, alimentazione, attività fisica darà o meno la sua migliore prestazione .

Senza mai dimenticare che ognuno di noi prende in carico per DNA tutta la storia e contribuisce all'evoluzione .

Il corpo sta evolvendo e si sta modificando per i parametri evolutivi.
Spesso consideriamo "malattia" un processo di trasmutazione in corso che è del corpo in mutazione.
Tutti noi siamo parte del processo che porta i corpi a vibrare sempre più innalzando la frequenza . C'è di più !

Beatrice 
www.beatricecarnaghi.com 







martedì 18 aprile 2017

Ecco come quello che ti circonda può farti ammalare o guarire!

Ecco come quello che ti circonda può farti ammalare o guarire!

La Società Americana per il Cancro ha recentemente pubblicato una statistica che afferma che il 60% dei tumori sono evitabili, cambiando stile di vita e dieta. Quest’informazione proviene da un’organizzazione che ha cercato per circa 50 anni i geni del cancro.
Si sono focalizzati sul cancro come se fosse una questione genetica, ma solo il 5% dei cancri ha una connessione genetica. Il 95% dei cancri in effetti non ha nessuna connessione coi geni. L’epigenetica lo ha affermato 15 anni fa: è l’ambiente (alimentazione, stile di vita, emozioni, relazioni) a creare le condizioni per la salute o la malattia.
Ecco come torna a noi il potere della nostra vita.

“Piuttosto che esser vittime dei nostri geni, lo siamo stati delle nostre percezioni.” afferma Bruce Lipton, biologo cellulare statunitense, conosciuto per le sue ricerche riguardanti le relazioni fra attività genetica, ambiente e pensiero.
E continua: “La medicina cerca di guarire le cellule dalla malattia andando a intaccare i meccanismi biochimici innescati dall’ambiente esterno. La medicina agisce sull’uomo mentre il problema è l’ambiente.” Non sorprende quindi che ci ammaliamo spesso sempre della stessa malattia o che dopo aver curato un cancro questo ritorna.

Al ricercatore Bruce Lipton è stata posta questa domanda: allora in un ambiente sano possiamo guarire spontaneamente? Ecco la risposta:
“In teoria sì ma in termini pratici è tutto più complesso perché la nostra mente interpreta l’ambiente esterno a suo modo. Magari noi siamo posti in un ambiente sano ma la nostra mente inizia a leggerlo come un ambiente negativo e dannoso, il nostro sistema nervoso genera così una sostanza chimica che ci renderà ugualmente malati.”

Quindi più che l’ambiente è la percezione dell’ambiente a decidere la nostra vita. La mente conscia e sopratutto quella subconscia, sono programmate secondo schemi mentali che risalgono ai primi anni di vitaDiventare consapevoli di questi schemi limitanti è il primo passo verso la riprogrammazione.
“E’ dimostrato che se un bambino adottato è cresciuto da una famiglia dove uno dei genitori ha un tumore, nella vita adulta il soggetto adottato ha più probabilità di sviluppare un cancro.

Quando si vibra ad una certa frequenza, tutto ciò che sta là fuori che vibra alla stessa frequenza sarà imbevuto della nostra energia. Così se noi abbiamo un pensiero positivo allora un evento positivo risonante risponderà e sarà imbevuto di quell’energia. Se manifestiamo un pensiero negativo allora anticiperemo qualunque cosa ci sia là fuori che potrà risuonare con quel tipo di energia. In pratica nutriamo l’ambiente con la nostra energia. Così il Dott. Lipton spiega in un’intervista, arrivando anche a parlare di come non si può sperare di avere una relazione soddisfacente finché non siamo in grado di generare la nostra felicità:
Se non si è in grado di ri-programmare da soli i vecchi modi di pensare si ha bisogno di qualcun altro che ci renda felici e, se si necessita di qualcuno per il proprio completamento, ci si trova in una relazione di reciproca dipendenza. Questo tipo di relazioni sono costellate di fallimenti poiché se un partner non viene incontro all’altro, l’altro si sente una vittima. In ogni caso in cui si è in grado di procurarsi felicità e gioia e di rispondere alle necessità da soli, allora si è liberi dalla esigenza di avere un partner che lo faccia al posto nostro. Di conseguenza, quando due persone indipendenti iniziano insieme una relazione, ricatti e manipolazioni non avranno alcun ruolo all’interno della loro storia d’amore. Questo è quanto ho imparato dalle mie precedenti relazioni che erano basate sul soddisfare dei bisogni. Nel momento in cui fui in grado di provvedere io stesso alla mia felicità la mia vita è cambiata improvvisamente. Sono diventato soddisfatto di me, potevo anche essere impegnato tutto il giorno, godermi il mondo e divertirmi.”
Per questo divulghiamo informazioni su tutto quello che riguarda il nostro ambiente, tutto quello con cui entriamo in relazione, a partire da ciò che mangiamo (corpo) fino alla meditazione e quindi i pensieri che abbiamo (mente) e ad indagare la natura dell’esistenza attraverso la spiritualità (spirito).

Alcuni ricercatori dell’Università di Tokushima, in Giappone, hanno studiato gli effetti di periodi difficili su un gruppo di studenti di medicina. Hanno prelevato loro del DNA nove mesi prima dell’ultimo esame e l’hanno confrontato con campioni prelevati due giorni prima del momento in cui lo stato ansioso era al massimo. Hanno dimostrato che uno stress psicologico cronico genera dei cambiamenti nei geni: si erano modificati 24 geni codificati, soprattutto per il sistema immunitario. In un altro studio il Dott. Dean Ornish ha modificato la dieta e le relazioni sociali di pazienti malati di cancro alla prostata: dopo 3 mesi erano cambiati 501 geni e la malattia stava regredendo.
Insomma la vita non può essere parcellizzata: tutto è connesso e interdipendente.

Cosa aggiungere? Non mi sorprende alla luce di queste informazioni, come un tempo quando qualcuno stava molto male gli si faceva cambiare aria e portare in un tranquillo posto nella natura con persone che se ne prendevano cura amorevolmente. Insomma lo stesso ambiente degli ospedali di oggi
FONTE: Dionidream

lunedì 27 marzo 2017

Psichiatria - Dr. Thomas Szasz



Il pensiero sulla psichiatria del dr. Thomas Szasz, illustre psichiatra: il disturbo da deficit di attenzione NON è un malattia.