mercoledì 10 dicembre 2014

Tumori, torna la cura Di Bella. Dal figlio migliaia di pazienti

Stessi farmaci. E alcuni tribunali impongono alle Asl il rimborso dei costi
La terapia Di Bella torna d’attualità

BOLOGNA 
 
Se c’è una parola che potrebbe riassumere tutto è «speranza». Di guarire, certo. Ma anche di tornare a una vita non più sospesa tra la morte e l’attesa che giunga. Quella vita che, giura un avvocato di San Severo di Foggia, ha ritrovato sua moglie. Condannata da un tumore alla mammella «e tornata sana. Alla faccia di ciò che diceva la scienza ufficiale». Tornata al mare con i figli e il marito, a dispensare sorrisi e carezze, a fare progetti. «E tutto grazie alla Cura Di Bella».
A quindici anni, quasi, dalla fine della sperimentazione, il «Metodo Di Bella» è diventato - così spiega l’avvocato Gianluca Ottaviano che oggi segue alcuni pazienti Stamina - la seconda cura antitumorale del Paese». La prima è quella erogata dal servizio sanitario nazionale. L’altra quella che Giuseppe Di Bella, figlio di quel medico dai capelli bianchi che, alla fine degli Anni 90, riuscì ad ottenere la sperimentazione della sua terapia anticancro - somministrata da anni nel suo studio di via Marconi, centro di Bologna.

E qui la differenza la fanno i numeri. Due-tre mila persone curate, in pochi anni. Esiti molto diversi tra loro, certo. Ma alcuni casi fanno scalpore. E a quella porta vanno a bussare migliaia di persone. «Niente mail» ne arrivano troppe con richieste di terapia. Solo telefonate, e anche così è complicato star dietro a tutti. Arrivano uomini con tumore alla prostata. Donne con patologie terribili e devastanti. «Gente ormai al quarto stadio, quelli che già respirano il fiato della morte» dicono a Bologna. E lui, Giuseppe Di Bella li riceve tutti. Parla per ore, spiega tutto, e se è il caso parte con la terapia. I farmaci sono quelli di sempre, quelli che già suo padre utilizzava a suo tempo. Somatostatina prima di tutto e poi ancora octreotide, vitamine (A, C, D, E) melatonina, calcio e molto altro ancora.

«I risultati ci sono e ottimi» s’infervora l’avvocato Ottaviano. «L’unico guaio è che la si deve pagare tutta di tasca propria. E non tutti possono permetterselo». Come accade con Stamina, con le cure imposte dai tribunali, anche in questo caso la magistratura si fa sentire. I tribunali di Lecce, di Lucca e una sfilza di altri, hanno ordinato alle Asl di competenza di «pagare le cure ad alcuni malati». E ci sono altre sentenze in arrivo. I giudici si basano sugli esiti delle perizie dei Ctu (i consulenti) che se notano una regressione della malattia, o una stabilizzazione dicono: «L’Asl deve pagare le cure già fatte e quelle che verranno». È già accaduto parecchie di volte. Accadrà ancora. «Ne abbiamo altre in arrivo, saranno rivoluzionarie. Questa volta non si potrà più far finta che la cura non esista» dicono i pazienti.

E poi c’è la questione denaro. Quanto costa comprarsi questa speranza. Tanto o poco, a seconda di quanto sei attaccato a questa vita, certo. Ma anche di quali sono le entrate di chi va a bussare a quella porta. Duemila euro al mese di medicinali, stima qualcuno. Ma i consulti con Giuseppe Di Bella non costano. «Paghi la prima visita e poi basta, anche se lui ti vede e ti rivede decine di volte» dicono i pazienti.
Ripartire con richieste di sperimentazione a livello nazionale? «Non ha senso» suggerisce Giuseppe Di Bella. «Non ha senso» insistono alcuni pazienti. E la coda davanti alla porta si allunga, in un pellegrinaggio alla ricerca della speranza. 


Fonte: http://www.lastampa.it/2014/09/20/italia/cronache/tumori-torna-la-cura-di-bella-dal-figlio-migliaia-di-pazienti-YdotgoeILcbLV8XYLe1QiJ/pagina.html


 
 

lunedì 1 dicembre 2014

L'aria, fonte di energia gratuita e inesauribile per l'edilizia residenziale

02/11/2014 - Zoe Parisi 

La soluzione tecnologica Aquarea di Panasonic sfrutta una pompa di calore aria-acqua che fa risparmiare sui costi di riscaldamento del 78% rispetto alle soluzioni con alimentazione elettrica.

Nata dalla demolizione e ricostruzione di un precedente volume residenziale in un contesto agreste pressoché incontaminato in provincia di Cuneo, a Boves è sorta una villetta bifamiliare ‘green’ che, appartenendo alla classe energetica più alta e dimostrandosi quasi autosufficiente, ha ricevuto il prestigioso riconoscimento di primo edificio in Piemonte in classe ‘Gold’ di CasaClima. La pompa di calore Aquarea di Panasonic costituisce il cuore energetico di questa casa e provvede alla produzione ecosostenibile di calore per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria, comportando un consumo quasi nullo in bolletta per la famiglia che vi abita.
Più conveniente e versatile. La soluzione tecnologica Aquarea proposta da Panasonic air conditioning per il riscaldamento, sfrutta una fonte di energia gratuita e inesauribile quale l’aria: i costi di riscaldamento ottengono, in questo modo, un risparmio fino al 78% rispetto a soluzioni con alimentazione elettrica, garantendo massimo risparmio ed efficienza, minima emissione di CO2 e ingombro ridotto.
Questa pompa di calore sfrutta, grazie a un ciclo frigorifero, l’energia termica presente nell’aria esterna e la trasferisce, tramite uno scambiatore di calore, all’acqua impiegata per riscaldare l’abitazione.
In particolare, la versione ‘solo caldo’ utilizzata per l’edificio è un kit composto da un’unità esterna Aquarea alta connettività da 9 kW e un’unità interna quarea alta connettività S/Ris da 9 kW; l’unità split garantisce massima efficienza anche a basse temperature, è dotata di un termostato per semplificarne il controllo e, collegata a pannelli solari, aumenta ancora di più l’efficienza, riducendo l’impatto sull’ecosistema.
Alta efficienza, minima potenza. «La scelta di una pompa di calore aria/acqua Panasonic si è dimostrata ideale per le nostre esigenze, in quanto ottimo esempio di qualità tecnica con prezzo assolutamente congruo alla qualità. Una volta risolto il problema dell’ottenimento di un buon involucro dell’edificio (murature, tetto, solaio verso terra, serramenti esterni) ci si è occupati dell’impiantistica, sia per la ventilazione meccanica controllata, Zehnder, che per il generatore di calore, Panasonic, con una pompa di calore aria/acqua ad alta efficienza. Le potenze necessarie sono state minime, in quanto la potenza elettrica richiesta dalla macchina è di soli 3 kW, mentre il fabbisogno energetico dell’edificio era di soli 10,24 kWh/mq/anno con una potenza specifica riferita alla superficie netta di 31,32 W/mq», specifica Marco Mauro, architetto progettista dell’edificio residenziale.

Semplicità d'uso e di installazione 
Il più grande vantaggio relativo al funzionamento? La facilità d’uso per l’utente finale, che, una volta tarati correttamente gli impianti, non deve fare nulla; la pompa di calore genera il poco fabbisogno termico necessario per il riscaldamento a pavimento.
Pur essendo presenti cronotermostati con regolazione a fascia oraria, giornaliera e settimanale, in fase di collaudo è stato sufficiente impostare i giusti settaggi per l’uso specifico dell’edificio: il tutto funzionerà correttamente sino al cambio di stagione, nel periodo estivo, quando sarà necessario impostare la pompa di calore sulla sola produzione di acqua calda sanitaria.
L’installazione di Aquarea è stata semplice e non ha comportato particolari problematiche, a detta dell’azienda installatrice, poiché la macchina è risultata intuitiva e facile da installare; l’unità interna della pompa di calore è stata collocata nella centrale termica, mentre l’unità esterna è stata appesa verso Est, sulla facciata del garage, in modo da nasconderla anche dal punto di vista architettonico.

Il progettista - Arch. Marco Mauro
«Dopo aver pensato a un’architettura che ben si inserisse nel contesto rurale del paesaggio e garantisse un buon soleggiamento invernale e un riparo dall’eccesso di sole in estate (il tutto grazie al porticato sul fronte Sud), si sono studiati dettagli costruttivi, strutture e impianti, scelti i materiali e quantificati i costi di realizzo: il tutto ha richiesto circa un mese di lavoro con l’aiuto degli ingegneri Claudio Pellegrino, per le strutture, e Luca Sarale, per gli impianti termici.
Nella fase di messa in funzione dell’impianto abbiamo dovuto prestare attenzione al corretto settaggio della pompa di calore, per il quale è intervenuto direttamente un tecnico qualificato, che ha impostato il software della macchina in funzione delle condizioni d’uso richieste dall’utenza. L’impianto è il punto di arrivo, la partenza è un corretto involucro, pertanto ritengo sia necessaria una serrata collaborazione, a livello progettuale, tra i progettisti delle parti architettoniche, strutturali e impiantistiche
».

©Gt il giornale del termoidraulico

Fonte: http://www.edilizianews.it/articolo/20365/laria-fonte-di-energia-gratuita-e-inesauribile-il-caso-di-una-bifamiliare-a-boves-in-provincia-di-cuneo?ctbt=ClickTheBrick+n.+181+%E2%80%A2+08.09.2014


venerdì 28 novembre 2014

METODO INFALLIBILE PER EVITARE LA DIALISI RENALE

Valdo Vaccaro
24/11/2014 - dal blog di Valdo Vaccaro

LETTERA


AUMENTO CREATININA E VOGLIA DI RIMETTERSI IN CARREGGIATA

Carissimo Valdo, purtroppo dall'ultima volta che ci siamo sentiti sono ricaduto inesorabilmente nella trappola della carne e dei latticini. Come ricorderai, soffro sin da ragazzo di nefropatia e di insufficienza renale cronica. Solo adesso che la mia creatinina è aumentata di nuovo, da 2.9 a 3.3, ho deciso di rimettermi in carreggiata. Forse non tutti i mali vengono per nuocere e ti chiedo anche scusa per non averti più contattato.

PASTA APROTEICA AL POSTO DELLA PASTA INTEGRALE

Vorrei chiederti un consiglio. Fino ad oggi assumevo regolarmente pasta integrale, carica di proteine. Secondo te può avere senso assumere momentaneamente a pranzo la pasta aproteica, sempre anticipata dalla lattuga senza sale? Lo faccio per abbassare il tetto di proteine giornaliere e per abituarmi progressivamente al passaggio verso frutta e verdura crude. Se elimino brutalmente la pasta a pranzo succede che nel pomeriggio mi sento in carenza di zuccheri e fame di carboidrati.

MALVA, ZENZERO E FRUTTA IN ABBONDANZA

Per il resto porto con me in ufficio il thermos di malva e zenzero e frutta in abbondanza. A cena alterno zuppe di verdure con zuppe di legumi e friselle integrali con pomodoro, origano e basilico.
Cosa ne pensi? Spero di riuscire ad organizzarmi presto anche per un incontro, se sei sempre disponibile, visto che ho anche la fortuna di averti in regione. Un abbraccio.
Giovanni

*****

RISPOSTA

CERCHIAMO DI NON PERDERE COLPI
Ciao Giovanni, ho la netta sensazione che tu non legga il mio blog e non è strano poi che la tua preparazione e la tua capacità di recupero abbiano subito una caduta e un arretramento. Fai proprio bene a rimetterti in carreggiata, ma non devi attendere che scatti in alto la creatinina per farlo! Non pensare poi che passando dalla pasta integrale a quella aproteica si risolva tutto. Occorre contenere i valori e riportarli non lontano dalla quota di 0.6-1.1 mg/dL.

RENI E PELLE VANNO RISPETTATI
Urea, acido urico, cloruri, sali minerali inorganici, farmaci, integratori sintetici, aria viziata, scarsa ventilazione della pelle, poca esposizione al sole, ritenzione idrica, avvelenamenti vari, sono tutti ingredienti negativi da tenere sotto attento controllo. I reni costituiscono una delle difese più poderose dell'organismo, visto che dal loro buon funzionamento dipende gran parte della nostra salute. Qualsiasi minimo intralcio al loro lavoro di costante filtraggio, selezione ed eliminazione, provoca un immediato avvelenamento del sangue. Visto poi che la funzione eliminatorie della pelle è di capitale importanza per il sistema renale, occorre mantenere attivo e traspirante il sistema cutaneo.

LA CARNE COTTA BIANCA O ROSSA È QUANTO DI PEGGIO L'UOMO POSSA ASSUMERE
Astenersi da carni di ogni tipo, da pesce e crostacei, da the e caffè, da ogni sostanza che produca acido urico, non è un semplice suggerimento ma un principio fondamentale. La carne cotta bianca o rossa è quanto di peggio una persona sana possa assumere, se poi uno ha dei problemi renali la carne diventa un vero atto autolesionistico vicino al suicidio visto che si va ad addensare e viscosizzare pericolosamente il sangue. Per riattivare l'eliminazione cutanea e ripristinare la normalità digestiva, serve una dieta basata sulla frutta acquosa e sulle insalate crude, specie lattuga, cavolo, crescione, tarassaco, nonché su verdure cotte al vapore tipo cavolfiori e cavolini di Bruxelles, e su zuppe di verdure con porri, cipolle, zucche, patate. orzo e riso.

TISANA DEPURATIVA STILE LEZAETA
Oltre alle bevande alla malva ti suggerisco la tisana preferita da Lezaeta, con 20 grammi di equiseto, 20 di rosa canina frutti, 20 di millefoglio o sanguinella, 20 di parietaria. Bollire in 1250 grammi d'acqua per 5 minuti, lasciar raffreddare e filtrare. Berne due tazze al giorno con l'aggiunta del succo di mezzo limone.

IL PREZIOSO INSEGNAMENTO DI MACKENZIE WALSER

Basti aggiungere che un grande medico come il dr Mackenzie Walser, (1924-2006) della John Hopkins University, uno dei maggiori talenti mondiali in campo renale, autore di "Coping with kidney disease" (Treatment program to help you avoid dialysis), aveva come terapia vincente la sostituzione totale di tutte le proteine animali e la loro sostituzione con frutta e verdura. Grazie a questo semplice metodo riusciva a recuperare pazienti estremi con funzione renale superiore al 2%, risparmiando loro la tremenda esperienza della dialisi.

Valdo Vaccaro


Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it/2014/11/metodo-infallibile-per-evitare-la.html


giovedì 27 novembre 2014

Salvaguardare la privacy su internet


Ixquick Tutela La Tua privacy!
https://www.ixquick.com/ita/
L’unico motore di ricerca che non registra il tuo indirizzo IP

La vostra privacy è a rischio!
Ogni volta che si usa un normale motore di ricerca, i dati della ricerca vengono salvati. I principali motori di ricerca raccolgono gli indirizzi IP e utilizzano tracking cookie per registrar i termini di ricerca, l’orario della vista e i link cliccati, informazioni che salvano in un enorme database.

Le ricerche rivelano un quantitativo esorbitante di informazioni personali sull’utente, per esempio interessi, stato di famiglia, preferenze politiche, problemi di salute e altro. Questi dati sono preziosissimi per aziende venditrici, enti governativi, hacker malintenzionati e malviventi, i quali vorrebbero tutti avere accesso ai dati di ricerca privati degli utenti.
Perché preoccuparsi?
I principali motori di ricerca hanno accumulato in sordina il più vasto database di dati personali mai realizzato. Purtroppo questi dati possono finire con troppa facilità nelle mani sbagliate. Si rifletta sui seguenti eventi:

Nell’agosto 2006 il mondo on-line ha subito una scossa quando AOL ha divulgato per errore tre mesi di dati di ricerca aggregati relativi a 650.000 utenti, pubblicandoli nel dettaglio in un database on-line.
È possibile effettuare ulteriori ricerche nel database. Tale fatto è indicativo della portata della questione legata alla tutela privacy.
    Inserisci una query e scopri chi l’ha usata per una ricerca
  Cliccate su "ID utente" per sapere quali altre ricerche sono state effettuate da quell’utente

Siete rimasti senza parole? Non siete i soli.
Quando effettuiamo delle ricerche, comunichiamo i nostri pensieri più intimi ai computer.
Tali pensieri devono essere protetti
La posizione di Ixquick:

- L’utente ha diritto alla privacy.
- I dati delle ricerche dell’utente non devono mai finire nelle mani sbagliate.
- L’unica soluzione efficace è cancellare rapidamente i dati o non salvarli neanche.
- Dal gennaio 2009 non registriamo più gli indirizzi IP dei nostri utenti.
- I dati personali dell'utente non sono condivisi con terze parti.
- Siamo il primo e unico motore di ricerca ad aver adottato questi provvedimenti.
- Da allora, sono state aggiunte molte altre funzionalità che mirano a tutelare la privacy degli utenti.
- La nostra iniziativa ha ricevuto un’ondata di commenti positivi!



Ixquick continuerà con il massimo impegno a perseguire la sua missione: offrire all’utenza ottimi risultati con la massima tutela della riservatezza!


Garanzie di Ixquick:
Certificazione EU Privacy Seal
Il 14 luglio 2008 Peter Hustinx, garante europeo per la protezione dei dati, ha attribuito a Ixquick il primo marchio di certificazione dell’UE Privacy Seal, che dà conferma ufficiale alle promesse fatte da Ixquick agli utenti. Ixquick è ora il primo motore di ricerca ad aver ricevuto approvazione formale dall’UE. La commissaria dell’UE Viviane Reding e il Dr.Thilo Weichert, garante Tedesco per la privacy, hanno lodato Ixquick per i risultati conseguiti in materia di tutela della privacy.
Per leggere il comunicato stampa, fare clic qui.

Certified Secure, affermato organismo di certificazione, ha certificato le procedure di Ixquick relative alla riservatezza. A seguito di un controllo esaustivo Ixquick ha ricevuto il CS Privacy Certificate, che protegge la privacy degli utenti!



 
  

Ixquick è registrata presso l’autorità olandese di tutela dei dati (CBP) con il numero M 1346973. Questa Authority garantisce la legittimità e l’equità dell’uso dei dati personali, nonché la loro protezione, al fine di tutelare la privacy degli utenti, oggi e in futuro.