martedì 21 maggio 2013

10 regole per l’uso corretto del telefonino



a cura di Giuseppe Primavera

Call me on my mobile phone…or better not ?
Questo è il titolo del commento che accompagna la pubblicazione di INTERPHONE, il più vasto studio internazionale caso-controllo mai realizzato, il cui obiettivo era quello di determinare se l’uso prolungato del telefono cellulare aumenta il rischio di alcuni tumori cerebrali. Lo studio suggerirebbe un aumentato rischio di gliomi solo nel gruppo ad elevato utilizzo del cellulare, confermando parzialmente i risultati della review di Hardell, che aveva riscontrato una correlazione tra esposizione >10 anni e aumentato rischio di neurinomi dell’acustico e gliomi ipsilaterali al lato di maggior utilizzo del cellulare. Inoltre, nel 2011 l’Agenzia Internazione per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici come “possibili cancerogeni per l’uomo”, classificazione assegnata alle sostanze per le quali esistono limitate evidenze di cancerogenicità.
Hardell, INTERPHONE e IARC non sono riusciti a comunicarci certezze, quelle che i medici e i pazienti vorrebbero, ma ragionevoli dubbi. La comunità scientifica insieme ai decisori politici deve imparare a convivere con l’incertezza, applicando ampiamente il principio di precauzione. Assenza di certezza scientifica assoluta non significa assenza di prove, e questo non deve servire come motivo per rinviare l’adozione di misure efficaci, come recita il Principio 15 della “Dichiarazione di Rio”. Sulla base di queste considerazioni, l’ACP ha deciso di sottoscrivere, insieme a ISDE e APPLE (Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog), le 10 domande dei medici di Vienna [ITA - ENG] all’industria, ai media e ai politici, e di diffondere tra i nostri soci le 10 regole per un uso responsabile del telefonino. Secondo Lorenzo Tomatis adottare il principio di precauzione significa anche accettare il principio di responsabilità, e quindi il dovere di informare, nel nostro caso sia i ragazzi che i loro insegnanti. In fondo sono sufficienti pochi gesti, in particolare l’uso dell’auricolare, per diminuire notevolmente l’effetto delle onde elettromagnetiche, in attesa che la scienza ci dia maggiori certezze.
1) Hardell L. et al. Long-term use of cellular phones and brain tumours: increased risk associated with use for >10 years. Occup. Eviron Med 2007; 64:626-632.
2) Brain tumor risk in relation to mobile telephone use: results of the INTERPHONE international case-control study. The INTERPHONE Study Group, International Journal of Epidemiology 2010;39:675-694.


TELEFONA CON IL CERVELLO! 10 REGOLE PER L’USO CORRETTO DEL TELEFONINO
1- Usa l’auricolare per diminuire
l’effetto delle ondeelettromagnetiche sulla tua testa
(no blue-tooth) oppure usa il viva voce: l’intensità
del campo elettromagnetico diminuisce
rapidamente con l’aumentare della distanza!
In auto, per legge, devi usare
solo il viva voce .

2- Evita le lunghe telefonate, alterna spesso
l’orecchio durante leconversazioni e limitane
drasticamente la durata (alcuniminuti);
quando fai una chiamata aspetta che ti rispondano
prima di avvicinare il cellulare all’orecchio.

3- Telefona quando c’è pieno campo(tutte le “tacche”)
altrimenti il tuo cellulare aumenta la potenza delle
emissioni sul tuo orecchio.

4- Durante la notte non tenere il cellulare acceso
sul comodino o, peggio, sotto il cuscino (le onde
elettromagnetiche disturbano il sonno).
Non ricaricarlo vicino al letto.

5- Durante il giorno non tenere il telefonino acceso in
tasca o a contatto con il corpo: appena puoi riponilo
sul tavolo, negliindumenti appesi, nella borsa o nello zaino.

6- Non tenere il cellulare acceso negli ospedali o
dove sono presenti apparecchiature elettromedicali,
sugli aerei ed in presenza di persone con dispositivi
quali pacemaker o apparecchi acustici.

7- Al cinema, a teatro, a SCUOLA tieni il cellulare spento
e utilizza l’opzione segreteria.
Il cellulare a SCUOLA è VIETATO dalla legge!

8- L’uso del cellulare da partedei bambini dovrebbe
Essere limitato alle sole chiamate di emergenza!

9- Quando acquisti un cellulare nuovo informati sul
livello delle sue emissioni (TAS inWatt/kg, l’intensità di
campo elettrico in V/m).

10- All’interno degli edifici il cellulare aumenta la sua
potenza di emissione: nei luoghi chiusi cerca di usare la
rete telefonica fissa (non il cordless).

Fonte: http://domodama.wordpress.com/2011/09/30/10-regole-per-l%E2%80%99uso-corretto-del-telefonino/

lunedì 20 maggio 2013

L'influenza della luna sulla natura e su di noi tra credenze popolari e realta'

La luna influisce su di noi e sulla natura o sono solo credenze popolari? Chi mi conosce sa bene che sono fedele alla scienza ed al metodo scientifico. Allo stesso modo però mi piace avventurarmi in campi che, lungi da me dal chiamarli scientifici, mi permettono di aprire la mente tenendo sempre ben aperti anche gli occhi. Sono cresciuta, come molti, con alcune convinzioni e con molti modi di dire tramandatimi dagli anziani della mia famiglia.
Mia nonna, quand'ero piccina, mi insegnava cose che mi porto dentro ancora oggi. Uno dei tanti insegnamenti fu, appartenente ovviamente alla saggezza popolare e non certamente guidato da alcuno studio, quello relativo all'influsso -o l'apparente influsso- della luna sulla natura che mi circondava.
Argentea, pallida e brillante, mutevole, ma perennemente presente, mi ha, da sempre, affascinato, fin da quando avevo poco meno di 10 anni. Un anno per il mio compleanno chiesi il mio primo telescopio astronomico.
Non ci potevo credere, passavo ore davanti alla finestra e, se non fosse stato per il fatto che il giorno dopo avrei dovuto andare a scuola, sarei probabilmente rimasta lì a guardare la luna in alto nel cielo nero a lungo, notte dopo notte.
In effetti, a ben pensare, da sempre l'uomo è sempre stato affascinato dalla luna attribuendo ad essa enormi influenze.
Molte sono le tracce che permettono di capire quanto la luna e gli astri avessero influenza sulla vita dei nostri antenati. 
Le fasi della luna, come mi é stato insegnato, sono identificabili in quattro: quando si trova tra la terra ed il sole non la vediamo e la luna è in fase nuova, quando compare la parte luminosa ed aumenta significa che è in fase crescente fino a quando non arriva alla fase di luna piena; poi quindi decresce, ed è in fase calante.
Mi è sempre stato raccontato, dai nonni o dagli anziani che avendo un'orto stavano ben attenti alla fase nella quale ci si trovava, che ad ognuna delle quattro fasi lunari corrispondeva, in natura, una diversa energia cosmica.
E così la fase della luna nuova è sempre stata la fase caratterizzata da un'energia rinnovatrice nella quale era bene digiunare per disintossicarsi meglio mentre nell'orto era il periodo giusto per permettere la guarigione di alberi malati.
La fase di luna crescente invece rappresentava il periodo perfetto per rigenerarsi e nell'orto era la fase di crescita per eccellenza: le verdure andavano piantate e seminate e questo era anche il periodo giusto per rinvasare, trapiantare ed innestare.
La fase della luna piena era quella che ho sempre preferito. 
Non parliamone nemmeno, infatti è sempre stata la fase della luna più amata, odiata e discussa, sono stati scritti libri a riguardo ed addirittura si sprecano le vicissitudini accadute a causa o grazie ad essa.
In fase di luna piena, la luna si trova dietro la terra, le erbe medicinali nell'orto ,se vengono raccolte in questa fase, sprigionano tutte le loro proprietà e questa è anche la fase migliore per concimare.
Infine la fase di luna calante, è il momento buono per disintossicarsi e depurarsi, nell'orto vanno piantate o seminate in luna calante le verdure che crescono sotto la terra perché questa è più sensibile, è poi il momento per trattare i parassiti e le erbacce oltre che essere il periodo giusto per le potature.
Ma purtroppo, benché io sia attratta da questi racconti e da queste tradizioni, ad oggi l''unica influenza della Luna sulla Terra, provata in modo scientifico, è quella di tipo gravitazionale.
Infatti l'attrazione che la Luna esercita sulla terra, insieme a quella del Sole, provoca maree terrestri e maree oceaniche.
Una giornalista un astrofisico ed un biofisico, Marta Erba, Gianluca Ranzini e Daniele Venturoli, nel loro libro "Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari" analizzano e raccontano tutto questo.
Questo loro libro è un saggio scientifico di taglio divulgativo che intreccia storia e scienza in maniera dinamica.
Il libro scredita miti senza alcun fondamento, ma al contempo avvalora anche quelli che invece hanno alla base una possibile verità scientifica: un esempio per tutti quello dell'agricoltura biodinamica che rispetta la periodicità naturale ed i ritmi della Luna senza l'uso di metodi agricoli intensivi.
Secondo il cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ed organizzazione che promuove un'indagine scientifica e critica nei confronti del paranormale, " ...gli unici influssi della luna sulla terra accertati scientificamente sono la forza gravitazionale e la luce solare che essa riflette".
L'effetto più evidente originato dalla forza gravitazionale lunare è costituito -come detto- dalle maree, fenomeni principalmente generati dall'attrazione congiunta della Luna e del Sole sugli oceani....meno conosciuta è l'esistenza di un fenomeno simile che interessa l'atmosfera ed oltre alle maree atmosferiche sono state accertate anche le cosiddette maree terrestri. Infine la luce riflessa dalla Luna, pur essendo molto debole rispetto a quella solare pare essere capace di provocare tropismi in alcune specie vegetali ed ancora alcuni organismi marini sembrano avere un comportamento riproduttivo influenzato dalla luce lunare.
Ma in definitiva posso dirvi che, benché non vi siano prove scientifiche certe, ad oggi, dell'influsso della luna sulle varie attività antropiche e naturali sulla terra, almeno non per tutte quelle che crediamo noi, io mi trovo sempre ad alzare gli occhi al cielo verso la luna osservando la sua gobba o la sua luce e ricordo sempre tra me e me se sia il periodo giusto per raccogliere o seminare, per depurarsi o tagliarsi i capelli...stupido ed insensato, forse sì, ma pur sempre accompagnato da senso armonioso e poetico, noi in fondo piccoli in un universo così estremamente complesso ed infinitamente grande sempre incerto e magico. 

Kia - Carmela Giambrone
Fonte: http://www.greenme.it





sabato 18 maggio 2013

NMG-Elenco delle patologie e spiegazione secondo Hamer

1. Cancro al seno sinistro, cervelletto destro: emozione detta del"conflitto del nido". Hamer definisce tale conflitto come "conflitto madre-figlio piccolo" (ancora sotto la tutela dei genitori) reale o virtuale ; per esempio, succede qualcosa al figlio e la madre se ne attribuisce la colpa ; o succede qualcosa al marito invalido (vissuto come figlio piccolo "virtuale") e la moglie se ne attribuisce la colpa; oppure ancora conflitto coniugale caratterizzato da collera, verso marito ritenuto irresponsabile (cioè figlio piccolo "virtuale").

2. Cancro seno destro, cervelletto sinistro: conflitto madre-figlio grande; per esempio, la madre soffre , perché il figlio o la figlia si allontana o si sposa, o non le dà retta come lei vorrebbe o le crea preoccupazioni o in effetti non è in accordo, ma può anche essere il caso di uno stress fisico, legato al rimanere in casa dei figli grandi, che devono essere accuditi.

3. Cancro dei linfonodi ascellari, della pleura : come il cancro del seno, con uno sviluppo temporale più rapido.

4. Cancro dei bronchi: in fase attiva vi è ulcerazione, in fase di riparazione le ulcere si chiudono. Conflitto di territorio indiretto, cioè quando la sfera personale e dello spazio vitale è insidiata da sensi di colpa, da minacce o semplicemente da paure, da insicurezze irrisolte dell'infanzia o dell'adolescenza, riattivate da specifici eventi. Per es. “mi togli l’aria”, “lasciami respirare”, "non ho più il mio spazio" ecc.

5. Cancro peribronchiale del mediastino: simile, anche come localizzazione cerebrale, al cancro bronchiale, causato da paura di perdere la salute, paura di perdere il partner, paura della solitudine, paura dell’ignoto.

6. Cancro dei polmoni (alveoli polmonari): in fase attiva carcinoma, la fase di riparazione avviene mediante tubercolosi polmonare. Qui rappresenta la paura arcaica di morire, di non poter più respirare. Conflitti familiari solitamente, ma anche di lavoro, dove l'individuo è stato lungamente e pesantemente soppresso e infine è accaduto un episodio che ha fatto traboccare il vaso, eventualmente anche qualcosa obiettivamente ma non soggettivamente insignificante.

7. Cuore e coronarie: dalla letteratura medica è noto che i tumori del cuore sono un'eventualità rarissima ; ma Hamer considera i disturbi ischemici del cuore alla stregua di tumori.
Per effetto di un conflitto, il tessuto cardiaco e la parete delle coronarie si gonfia, sino ad occludere la circolazione,provocando dunque un infarto. Le sedi cerebrali colpite parallelamente al cuore, sono il cervelletto e il lobo temporale controlaterale : se il disturbo ha sede nella parte destra del cuore, sono coinvolti il lobo cerebellare sinistro e il lobo temporale sinistro; viceversa nel caso della parte sinistra del cuore.  Il conflitto riguarda la difesa e la conquista del territorio, per esempio sul lavoro(connessione con il cuore sinistro) ma anche nel campo degli affetti (connessione con il cuore destro).

8. Cancro dei gangli linfatici del collo, dei gangli sopraclavicolari, dei gangli linfatici mediastinici: bulbo spinale e corteccia frontale controlaterale; conflitto: paura delle malattie e della morte, che diviene una fissazione dopo un episodio nel quale si è temuto per la propria salute o quella dei propri cari o dopo un episodio di malattia o di morte, da cui si è rimasti molto impressionati.

9. Tiroide: area cerebrale e conflitto del tutto sovrapponibile a quelli dei gangli linfatici del collo, sopraclavicolari e mediastinici; "bisogna fare in fretta", "presto, presto, non c'è abbastanza tempo per far tutto", "non ce la faccio a star dietro agli avvenimenti".

10. Cancro della laringe: simile ai tumori della tiroide e dei gangli linfatici del collo, ma con un episodio scatenante, nel quale l'individuo rischiò di soffocare o annegare o qualcuno a lui caro; area cerebrale : corteccia frontale interemisferica.

11. cancro della mucosa orale, dei seni paranasali, delle ossa facciali: regione encefalica retro-orbitale, frontobasale e/o temporale omolaterale (dalla stessa parte) ; conflitto legato a qualcosa difficile da masticare , o da odorare o difficile da affrontare. Per esempio, una situazione familiare di litigi continui è difficile da masticare quotidianamente e ci può essere sempre una goccia che fa traboccare il vaso ; l'odore può essere connesso ad episodi emozionalmente molto negativi (traumi,operazioni), dove era presente un forte odore(per esempio di benzina nel caso di incidente stradale o di etere o alcool, nel caso di interventi chirurgici); il viso è connesso ad episodi , nei quali il viso è stato sfigurato o traumatizzato oppure nei quali si è trovato insopportabile affrontare "a viso aperto" qualcuno, di cui si ha timore.

12. Cancro delle ossa : la localizzazione nel sistema nervoso è a carico della sostanza grigia cerebrale; conflitto di autosvalutazione, in quanto lo scheletro è la parte che maggiormente nel corpo rappresenta l'Io. In fase attiva si ha decalcificazione, mentre in fase di riparazione leucemia o osteosarcoma.

13. Cancro della pelle, melanoma : connesso in generale con il cervelletto; qualche malattia o deformazione della pelle vista su di sé o su altri ha impressionato profondamente l'individuo, creando in lui forte repulsione per tutto ciò che appare sporco o deformato oppure il conflitto può nascere da una profonda delusione relativa al proprio aspetto o al proprio modo di apparire agli altri.

14. sclerosi a placche: colpisce la guaina isolante che riveste i nervi,formata da un lipide complesso chiamato mielina; il venir meno della mielina produce delle" placche " di demielinizzazione, dove i nervi, nei quali si propaga l'elettricità per la regolazione degli organi e dei muscoli in particolare,sono fra di loro in cortocircuito e sono inutilizzabili per la conduzione nervosa; perciò si producono delle paralisi muscolari, che possono regredire o peggiorare alternativamente, in relazione con la rigenerazione delle guaine e la loro distruzione, come una costruzione di sabbia sul bagnasciuga viene azzerata dalle onde e nuovamente ricostruita dai bambini.
Aree del sistema nervoso centrale colpite: qualsiasi area può venire colpita, in modo del tutto variabile e imprevedibile.
Il conflitto alla base della sclerosi è un conflitto di dipendenza da una figura genitoriale, che imprigiona la personalità individuale dentro un involucro isolante (una guaina psichica), che impedisce all'individuo il contatto diretto con l'ambiente circostante.
L'inizio della sclerosi è connesso con un evento psichicamente traumatico (per esempio un divorzio da un partner, che di solito viene scelto inconsapevolmente del tutto simile alla figura genitoriale).

15. Cancro dello stomaco : tronco cerebrale inferiore,bulbo; conflitto: episodio o episodi indigesti, il "boccone" che rimane nello stomaco, spesso con familiari, costretti a vivere sotto lo stesso tetto o in vicinanza; in fase attiva adenocarcinoma in fase di riparazione intervengono funghi e micobatteri a caseificare il tumore.

16. Cancro del duodeno: tronco cerebrale inferiore, bulbo; conflitto analogo a quello dello stomaco, ma in personalità sanguigne, che devono sopprimere i propri normali sfoghi emozionali per convenienza sociale o materiale.

17. Cancro del pancreas : tronco cerebrale; conflitto analogo a quello dello stomaco e duodeno, in personalità molto fini e sensibili, che si offendono molto per le indelicatezze subite. 18. Cancro del fegato e cistifellea: tronco cerebrale, bulbo; conflitto: forte arrabbiatura, spesso con parenti, per questioni economiche, associato a sentimenti negativi, come la gelosia e l'invidia. Paura di morire di fame per mancanza di mezzi, paura di mancare all’essenziale. Il “cibo”  è tutto quello che serve alla sopravvivenza, quindi: soldi, lavoro, ecc.

19. Cancro all'esofago : area encefalica colpita è la regione interventricolare, vicino alla base del cranio; conflitto: un episodio per il quale "non si è riusciti a mandar giù qualcosa"; personalità: orgoglio eccessivo, dolersi eccessivamente anche per piccoli torti; precedente episodio solitamente accaduto nell'infanzia di scampato soffocamento per ingestione di un oggetto o per asfissia, per esempio, dopo avere messo la testa in un sacchetto di cellophane o per rischio di annegamento.

20. Cancro del piccolo intestino: del tutto simile a quello del duodeno.

21. grosso intestino: tronco cerebrale; conflitto: situazione eccessivamente complessa e pesante,difficile da mandare avanti, sulla quale insorge un evento traumatizzante, che toglie ogni gusto della vita; personalità insicura, eccessivamente timorosa di sbagliare e che ha soffocato la propria vita sentimentale.

22. sigma : tronco cerebrale; conflitto e personalità: come per il grosso intestino, ma in modo ancora più accentuato.

23. Cancro del retto : tronco cerebrale ; conflitto : avere subito una "stronzata" spesso da persona della quale si aveva fiducia . Personalità: come per il grosso intestino, con un particolare atteggiamento perfezionista .

24. Cancro alla vescica: lobi temporali ; conflitto : eccessiva assunzione di responsabilità, spesso dei genitori nei confronti dei figli adulti, che non sanno badare da soli alla propria vita, ma anche di manager, che si trovano in situazioni troppo stressanti per loro; personalità : testardaggine, impongono a se stessi e agli altri una disciplina eccessivamente rigida .

25. Rene : mesencefalo; conflitto: episodio connesso con un liquido: latte nei poppanti (per esempio rigurgito che quasi lo soffocava), acqua (per esempio rischio di annegamento o acqua bollente su una parte del corpo), acidi (causticazione accidentale di un bambino, o anche di una persona adulta sul lavoro); condizione di fondo: dover sopportare una personalità sopraffacente la propria sensibilità sul lavoro o in famiglia.
In medicina cinese il rene è l'organo della volontà e l'acqua è la portatrice della sensibilità.

26. Cancro alla prostata: ponte, nel tronco cerebrale; conflitto da sessualità impropria, non nella norma, relativo alla vita di coppia, ad un partner che si comporta male, in modo spiacevole.

27. Cancro al testicolo : mesencefalo; conflitto di perdita in seguito alla perdita reale o figurata di un figlio; soppressione sessuale, impedimento a formarsi una famiglia, da parte del padre.

28. Cancro alle ovaie : mesencefalo; conflitto: figlia, che subisce soppressione sessuale e non, da parte della madre o, al contrario, madre che non riesce a sopprimere la vita sessuale del figlio o della figlia, volendo trattenere la prole con sè ; problemi sessuali con il marito o con il compagno, nati dal fatto che lei non desidera concepire, mentre lui vuole un figlio, o viceversa; timore di essere rimasta incinta in seguito a un rapporto extraconiugale o, viceversa, timore di non essere in grado di concepire, di non essere fertile; litigio con il marito o il compagno sui problemi della contraccezione.

29. Cancro al corpo dell'utero : ponte (tronco cerebrale); conflitto: legato ad aborti temuti, subiti o provocati a se stessa; episodi prenatali di tentativo di aborto subito, che agiscono come fattori scatenanti profondi del conflitto legato all'aborto.

30. Cancro all'orifizio e collo dell'utero, vagina : lobo temporale sinistro ; conflitto sessuale , che origina dal fatto di non sentirsi posseduta , ma anzi rifiutata , perché l'uomo agognato ha preferito un'altra, oppure di sentirsi trascurata sul piano sessuale ; mancanza di figli e/o di rapporti sessuali.
Spesso tale conflitto è connesso con disturbi coronarici o della conduzione a carico del cuore destro o con embolia polmonare destra. Altre situazioni patologiche , anche se non tumorali, presentano lo stesso andamento bifasico , cioè una predisposizione fisica, seguita da uno scatenamento psichico conflittuale del problema .

31. malattie autoimmuni : conflitto di auto-disistima in seguito a una sconfitta vera o supposta; l'area più colpita chiarisce il tipo di emozione implicata; per esempio, se viene colpito in particolare il fegato, l'emozione è di rabbia, se viene colpito il polmone l'emozione è di paura, se vengono colpiti i vasi arteriosi in particolare, l'emozione è di antagonismo, in seguito a un conflitto di territorio; se vengono colpite le articolazioni, il conflitto è di soppressione subita, di solito da una figura parentale reale o virtuale (artrite reumatoide).

32. malattie allergiche : Non esiste allergia senza un conflitto a monte. Ipersensibilità a situazioni difficili reali o virtuali; anche qui il territorio più colpito chiarisce le emozioni e le motivazioni implicate .

33. Morbus Crohn : depressione per chiusura dei rapporti interpersonali e impossibilità di comunicare, perché una persona emotivamente importante ha negato la sua comunicazione.

34. Vitiligine : in seguito ad un episodio traumatico, perdita della gioia di vivere, che conduce ad una visione pessimistica, "nera" delle cose. Sono implicati organi endocrini, in particolare l'ipofisi e l'epifisi.

35. Malattie infettive acute, come l'influenza : Il virus dell'influenza (come tutti i virus) nella fase di riparazione aiuta a risolvere piccoli conflitti di territorio, prevenendo così il cancro ai bronchi.
Ben venga l'influenza!

36. Sindromi da immunodeficienza : conflitto di perdita profondo, legato alla perdita della stima di sé. Anche in presenza di trauma da diagnosi.

37. Malattie del sangue: il sangue, come l'osso, è connesso con l'io: in effetti il sangue si produce all'interno del midollo osseo; il conflitto in questo caso è legato a una crisi di identificazione con modelli di comportamento o di pensiero proposti dall'ambiente in cui si vive e a perdita del senso di gioia e libertà della vita.

38. Anoressia: conflitto: venire rifiutati, sentirsi abbandonati e in pericolo.

39. Leucemia: fase di riparazione di profondi conflitti di autosvalutazione. A grosse lisi ossee seguiranno grosse ricalcificazioni che richiederanno una maggiore quantità di cellule sanguigne (una leucemia). La leucemia si arresterà alla fine di questo processo. Per quanto riguarda i bimbi che nascono con la leucemia, siamo sempre in presenza di una fase di riparazione conseguente ad un conflitto di svalutazione che si è prodotto in fase intrauterina (cordone ombelicale attorcigliato attorno al collo, desiderio di uscire, ecc).

40. Morbo di Parkinson: è un conflitto relativo alla motricità che è vissuto con un'alternanza di fasi attive e di fasi di risoluzione. I tremiti sono presenti nella fase di vagotonia, ma il malato li teme, e ricade in fase attiva.

41. Torcicllo: conflitto di autosvalutazione intellettuale; voler girare la testa per guardare qualcuno, ma avere forti remore d'ordine etico: due ordini contraddittori al cervello, riguardanti la mobilità del collo.

venerdì 17 maggio 2013

Dov'è il bene?


Immagine tratta da http://lnx.aseliso.it/
Ci sono situazioni e condizioni nelle quali la domanda di cui sopra si presenta spesso.
Ci sono persone che prima dell'intervento stavano molto male e dopo di esso stanno bene o molto meglio. L'intervento chirurgico è stato risolutivo.
Ci sono persone che prima dell'intervento avevano disturbi saltuari, benché fastidiosi. Campanelli d'allarme e di irritazione. Dopo l'intervento stanno più o meno come prima e la scomparsa di un fastidio dura poco, prima che compaia un altro tedio organico. In sostanza non è cambiato quasi nulla, ma la scienza dice che è stato fatto tutto il possibile.
Ci sono persone che stavano bene prima dell'intervento. La loro vita scorreva bene, con i soliti acciacchi di una vita lunga. Nonostante l'età, la vita aveva un senso e la salute continuava sostanzialmente a supportarle. Per scrupolo o per caso, sollecitate da famigliari o medici curanti zelanti, si sottopongono a qualche esamino clinico e scoprono di avere un "qualcosa" che deve assolutamente essere corretto.
"Ma io sto bene!" è la loro risposta.
Per un diabolico e interessato meccanismo, la persona viene tartassata affinchè dia il consenso ad essere "trattata" per il suo "bene".
Prima dell'intervento chirurgico stavano bene, dopo di esso stanno decisamente male!
L'intervento chirurgico è la causa dei loro dolori e della loro vita invalidata, infelice, perduta.
Il "bene" si trasforma in male quando non ha senso, quando rompe un equilibrio e quando dell'individuo non si vede la globalità che si chiama "persona", ma solo una specifica struttura o funzione.
Nella mia carriera ho visto tanta gente che stava male. L'intervento li ha riconsegnati ad una vita buona, senza dolore e li ha letteralmente strappati alla morte.
Ho visto tantissime persone operate per fastidi di vario genere, tornate poi ad una vita sostanzialmente immutata ed ho visto, purtroppo, molti interventi che hanno creato la malattia, il dolore, l'invalidità, l'infelicità.
Io mi chiedo quale possa essere il senso di mettere le mani addosso a qualcuno che stava bene, ma che per caso ha scoperto di avere qualcosa che la scienza medica vuole assolutamente estirpare. Perchè violare un corpo che funziona ancora bene, per togliere qualcosa di cui non s'è capito ancora nulla?
Prendiamo la calcolosi della colecisti.
In italia vengono asportate decine di migliaia di colecisti all'anno, ma non s'è ancora capito nulla sul perchè si formino i calcoli, perchè in alcuni casi si crea la colecistite, perchè in altri casi non avvenga ciò, ecc. ecc.
La maggior parte delle colecistectomie va a buon fine, la persona torna ad una vita adeguata. Altre invece si complicano, non alleviano le coliche biliari, o peggio creano ulteriori problemi (calcolosi biliari, occlusioni da briglie aderenziali post-chirurgiche, sindromi dispeptiche).
La scienza dice che gli interventi sono stati eseguiti per il bene della persona, ma nei casi in cui la persona sta sostanzialmente bene, il "bene" chirurgico può trasformarsi in un "male".
Ho visto anziani sottoposti a resezione del colon, con colostomia temporanea o definitiva, perchè è stato trovato del sangue occulto nelle feci. Le indagini successive hanno mostrato la presenza di una neoformazione colica non occludente. La scienza ha deciso che "bisogna operare" per il bene della persona. Riassumiamolo questo bene.
Colonscopia previa purgazione drastica
Esami clinici, biochimici e radiologici
ECG, visita anestesiologica, eventuale visita cardiologica (un'ottantenne ha spesso problemi di cuore)
Sospensione della terapia anticoagulante (questi coagulopatici quanti sono? Io mi chiedo se i pazienti sono coagulopatici per cui prendono gli anticaogulanti o devono diventarlo affinché assumano gli anticoagulanti).
Intervento chirurgico (Trauma anestesiologico, trauma chirurgico, perdita di liquidi, sangue e temperatura, fastidi posizionali, cateterismi, ecc.)
Esiti dell'intervento: il paziente è ospedalizzato per svariati giorni (un anziano ha i suoi ritmi e i suoi rituali, si sente spaesato) e spesso si "scompensa" e si "dissocia". Si ritrova con un sacchetto maleodorante e, soprattutto, vergognoso.
Si ritrova con una o più ferite sulla pancia, con il rischio di laparoceli e sovrinfezioni. Se tutto va bene non fa aderenze peritoneali e non si occlude, altrimenti sono cazzi.
Insomma, dal giorno della diagnosi è iniziato il percorso del bisogno e finito il tempo dell'autonomia.
E' sempre giusto fare così?
Valeva la pena di attendere?
Insomma il "bene" della scienza a chi fa bene? Alla scienza o alla gente verso la quale dovrebbe dirigersi?
Per rispondere a quest'ultima domanda, mi corre l'obbligo di dire ciò che non potrà mai essere provato e che nessun scienziato avrebbe mai la voglia/possibilità di dire/ammettere. Ci sono le persone a perdere, vittime sacrificali che vengono immolate sull'altare della scienza per consentire agli scienziati di imparare il loro lavoro. Largamente usata, la sperimentazione sugli animali non è educativa al 100% ed è necessario imparare direttamente sulle persone.
Ecco le azioni scientifiche sproporzionate, quelle che appaiono immotivate agli occhi del buon senso; occhi che vedono la persona prima della scienza, che scorgono la risposta prima nella Natura e poi nella scienza. Solo in chi crede che la Natura sia brutale e spietata, o in chi vuole arricchirsi usando la scienza come scusante per loschi affari, queste azioni ingiustificate e immorali, appaiono "scientificamente corrette".
Eppure l'etica della scienza dovrebbe anteporre il bene della persona umana (animale per estensione naturale) innanzi a tutto. Laddove l'etica dell'azione scientifica cozzi contro l'etica della vita e della Natura, non deve essere quest'ultima a cedere. In fondo è la Natura che ci ha dato un cervello, il pensiero e un cuore.
Il bene non ha maschere e non ha interessi.
È il bene e il bene non ha prezzo!

giovedì 16 maggio 2013

CI SIAMO PERSI





















ci siamo persi nei percorsi labirintici della mente
ci siamo persi nei desideri spasmodici del corpo


ci siamo persi nelle emozioni altalenanti
ci siamo persi nella paura della perdita e della fine


identificati come siamo in un battito d'ali
..quale pace, quale gioia stiamo cercando?



(Ivano Antar Raja)