giovedì 20 novembre 2014

Lesioni midollari, i nuovi potenziali trattamenti

I risultati delle ricerche presentati al meeting annuale della Society for Neuroscience
 
 
 
Milano
Ogni anno nel mondo oltre 250mila persone vanno incontro a lesioni del midollo spinale, con conseguente perdita della sensibilità e della funzionalità motoria. I danni midollari causano, a seconda del livello, paralisi delle gambe o addirittura di tutti e quattro gli arti, e possono arrivare a coinvolgere anche i muscoli respiratori, costringendo il paziente alla ventilazione artificiale.
L’interruzione delle fibre nervose è considerata una condizione irreversibile, ma nuove ricerche presentate a Washington al meeting annuale della Society for Neuroscience, il più grande evento dedicato alle neuroscienze, suggeriscono che è possibile stimolare un ripristino spontaneo delle connessioni midollari, stimolare la crescita di nuovi neuroni e aggirare le connessioni interrotte tra neuroni e muscoli comandando direttamente con il cervello delle protesi per il supporto del movimento.

Recuperare la funzione respiratoria. Nel caso di danno midollare che coinvolga la muscolatura respiratoria, si ricorre alla ventilazione. I ricercatori hanno ottenuto risultati positivi utilizzando un enzima batterico, la condroitinasi, che agisce rompendo il tessuto cicatriziale, ostacolo alla riparazione del midollo spinale. Iniettandolo in un’area del midollo non lesa, ad un anno e mezzo dall’incidente, l'enzima rafforza le connessioni con il sistema motorio respiratorio» ha spiegato in conferenza stampa Philippa Warren della Case Western Reserve University a Cleveland. «Nello studio, condotto su modello murino, abbiamo visto che combinando a questo trattamento la riabilitazione muscolare, eseguita con esposizione ad aria a basso contenuto di ossigeno che scatena profondi e rapidi atti respiratori, si ottiene il ripristino della funzione respiratoria in due casi su tre».

Indurre la neurogenesi. «Nelle cavità delle lesioni, il trapianto di cellule neurali staminali progenitrici, sia nella fase sub acuta che cronica, rispettivamente a due o dodici settimane dalla lesione, ha dimostrato che esse proliferano, si sviluppano normalmente e generano nuovi neuroni che, estendendo i loro assoni (o neuriti) su lunghe distanze, superando l’ostacolo della lesione midollare» ha spiegato Ken Kadoya del Center for Neural Repair dell’Università della California a San Diego, che ha aggiunto che la ricerca è stata effettuata su modello murino ma sono già  in corso i primi studi per capire quali risultati si possono ottenere con le staminali umane.

 Muoversi con il pensiero. I progressi nel settore delle interfacce uomo-macchina sono stati mostrati al mondo in occasione del calcio di inizio dei campionati Brasile 2014, tirato da un ventinovenne paraplegico alla guida di un esoscheletro. Il responsabile del progetto era il brasiliano Miguel Nicolelis, neurobiologo e ingegnere biomedico della Duke University negli Stati Uniti.«All’inizio gli sforzi erano volti principalmente all’estrazione di informazioni relative all’attivazione cerebrale da tradurre in segnali digitali, capaci di far muovere dei robot. Oggi ci si preoccupa anche di un altro aspetto, quello del feedback sensoriale, in grado di restituire ai pazienti informazioni come se provenissero dal loro stesso corpo» ha spiegato Miguel Nicolelis.

Ad esempio, il soggetto paralizzato che indossa l’esoscheletro riceve una leggera pressione sulle braccia quando le proprie gambe stanno per toccare terra. «I nostri otto pazienti che finora hanno imparato a muovere l’esoscheletro riportano una chiara e vivida sensazione tattile, personale e verosimile, anche grazie alla fluidità dei movimenti del robot». Nicolelis ha spiegato che, oltre ad avere la possibilità di riacquisire il controllo volontario dei movimenti, pur mediati da una macchina controllata con la mente, i soggetti possono andare incontro ad un miglioramento neurologico ed un eventuale parziale recupero delle funzioni motorie, anche a mesi dall’incidente, grazie alla plasticità cerebrale. 


Fonte: http://www.lastampa.it/2014/11/19/scienza/benessere/lesioni-midollari-i-nuovi-potenziali-trattamenti-Z6zKS6Y8I0P4aeAvQCVMMP/pagina.html


Canone Rai, ennesimo ribaltone: lo pagheremo tutti nella bolletta elettrica



 
Pubblicato il
Ennesimo ribaltone per quanto concerne uno dei balzelli più mal tollerati dagli italiani: il canone Rai. Dopo l'indiscrezione secondo cui sarebbe stato "incorporato" nel prezzo del biglietto della lotteria Italia,  ora pare che l'odiato balzello sia pronto a prendere definitivamente la forma di vero e proprio prelievo, così da risolvere il problema di sostanziale inesigibilità sollevato dall'agenzia delle Entrate. Il canone entrerà infatti nella bolletta della luce, e nessuno potrà più evitarlo. Renzi ha ricevuto il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, e ha approvato l'idea di legare il Canone Rai alla bolletta elettrica. Spetta ora al Tesoro e a Palazzo Chigi decidere quale sarà lo strumento normativo, se presentare un emendamento alla Legge di Stabilità oppure varare un decreto ad hoc. Vediamo nel dettaglio come, quanto e da chi verrà pagato.
 
RIFORMA
E' pronta la riforma del Canone Rai voluta dal Governo Renzi. La tassa verrà quasi certamente legata alla bolletta della luce. L'importo sarà inferiore, ma pagherà il canone anche chi ha un pc o un tablet. Starà all'utente dimostrare di non possedere una tv o un dispositivo con cui vedere i programmi del servizio pubblico.
 
CHI LO PAGA
La platea degli utenti si allargherà. Per non pagare la tassa bisognerà - sul modello della Bbc - dimostrare di non possedere una tv o anche qualsiasi dispositivo (device) con cui sintonizzarsi sui programmi del servizio pubblico: tablet, ipad, smartphone, pc. Continueranno ad esserci le fasce di esenzione e i bonus per i meno abbienti, anche se a farne richiesta finora è stato solo il 30% delle famiglie disagiate. Tutti gli altri pagheranno.
 
QUANTO COSTA
Attualmente il canone Rai costa 113,50 euro all'anno per ogni nucleo famigliare. Con la nuova formula verrebbe a costare da 35 a 75/80 euro - in media circa 60 euro - visto che la cifra varierà in base agli indicatori Isee.
 
GETTITO
L'obiettivo dichiarato di garantire all'azienda di viale Mazzini un gettito di 1 miliardo e 800 milioni di euro l'anno. Più o meno quanti la Rai ne incassa ora ma chiedendo agli italiani un importo inferiore agli attuali 113,50 euro, cifra uguale quasi per tutti.
 
COME SI PAGA
Sarà direttamente nella bolletta elettrica, quindi verrà pagato automaticamente insieme ad essa.
 
TEMPISTICA
Spetta ora al Tesoro e a Palazzo Chigi decidere quale sarà lo strumento normativo, se presentare un emendamento alla Legge di Stabilità oppure varare un decreto ad hoc. Lo stato delle casse Rai richiede di non esitare. L'evasione del Canone Rai è stimata in 450 milioni di euro e un ulteriore rinvio sarebbe deleterio. Per questo il governo confida di portare a casa l'operazione entro l'anno, ma dovrà superare i dubbi dell'Authority per l'Energia - che già ha definito un "uso improprio" quello del Canone in bolletta e ha sollevato perplessità legate alla privacy.
 
PERCHE' CAMBIA: LE DIFFICOLTA' DI EQUITALIA
"Voi lo sapete che il canone televisivo è regolato da una legge del 1938 che parlava di Rai, parlava di radio, ed è talmente astrusa e consente così pochi poteri che di fatto è molto difficile da applicare". Lo afferma il direttore dell'Agenzia delle entrate Rossella Orlandi a Radio 24, aggiungendo che "il canone Rai è sotto i 2.000 euro. Per una legge dello Stato fino a 2.000 euro con la riscossione coattiva noi non possiamo fare niente. Forse chi ha pensato quella legge si deve fare delle domande. L'evasore non rischia. Rischia che noi lo tormentiamo con cartelle esattoriali. Ma fino a 2.000 euro. Deve ripensarci il Parlamento a questo, è scandaloso". Considerando che l'evasione del Canone Rai è stimata in 450 milioni di euro, si capisce perchè la riforma del canone sia tra le priorità dell'esecutivo.

Fonte: http://www.quifinanza.it/8885/foto/il-canone-rai-sara-imposta-pagheranno-tutti-anche-chi-non-ha-tv.html?

mercoledì 19 novembre 2014

"Entro due anni l'Italia tornerà alla lira". La profezia del 'Guardian'

 
di QuiFinanza
 
IL CAMBIO DI ROTTA - "C'è stato un tempo in cui la classe media italiana non voleva sentir parlare di un'uscita dell'euro - si legge semptre nell'analisi del Guardian -. Grazie all'Euro hanno mantenuto i loro risparmi e tutte le altre attività, in particolare le loro proprietà, hanno goduto di un valore sicuro con la moneta unica. L'uscita dell'Euro avrebbe portato ad un'enorme calo della ricchezza. Questa paura sembra essere evaporata oggi. Più in generale, le mancate promesse di crescita hanno fatto mancare sostegno di Bruxelles e della Banca centrale europea all'Italia".

SVALUTAZIONE NECESSARIA - "Gli italiani hanno aspettato tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta coma la Banca d'Inghilterra e la Federal Reserve - prosegue l'analisi del quotidiano britannico -. Draghi parla all'infinito di immettere liquidità nelle economie in difficoltà della zona euro, per poi tirarsi indietro. La settimana scorsa è successo di nuovo. Ma anche quando una spinta di Draghi viene messa in pratica, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E' l'unica via di salvezza. I giapponesi lo hanno fatto. Questo può essere un buon modello di riferimento, a differenza di quanto stanno facendo gli altri Paesi più importanti creando un enorme debito nel settore pubblico.
Non si possono commettere errori, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra che gli elettori siano disposti a contemplare questa possibilità per fermare la deriva dell'economia italiana."

Fonte: http://www.quifinanza.it/8974/soldi/entro-due-anni-italia-tornera-alla-lira-profezia-guardian.html




martedì 18 novembre 2014

Superare la paura della malattia (e del cancro) ed iniziare ad usare la forza che sta alla base dell’esistenza.

di Marcello Salas - 16/11/2014 - http://compressamente.blogspot.it















   Il coraggio non è non aver paura, ma avere
la forza di superarla. – Tiziano Terzani
In ogni momento mi “scontro” con persone che pur riconoscendo alcune teorie di queste fantomatiche medicine alternative nonché alcuni processi corporei si intimoriscono quando si parla di cancro o altre malattie di forte impatto sociale; non riescono a superare la massiccia programmazione mediatica, perché di questo si tratta, che è andata avanti in questi ultimi decenni sulla vicenda e mi risulta difficile in poco tempo far sopraggiungere la consapevolezza che “il diavolo” non è così cattivo come lo si dipinge.
 Chiariamoci subito: tutti abbiamo paura è naturale ed è biologico che sia così, essa ha la sua funzione e guai se non ne avessimo, tuttavia se essa dipende da una mancanza di conoscenza e determina un atteggiamento inadeguato al superamento delle situazione della vita appare opportuno ridurla nei limiti entro i quali possa essere utile alla nostra esistenza.
Abbiamo paura del cancro, della leucemia, della sclerosi multipla, dell’aids ecc. semplicemente perché non abbiamo la minima idea di cosa sono nel dettaglio e quello che ci viene detto giornalmente non fa altro che incrementare questo timore in quanto si diffonde in ogni dove l’incapacità di arginare tali fenomeni patologici che spesso portano alla morte.
Siamo proprio sicuri che quello che ci dicono sia reale?
Vorrei spiegare a parola mie e con le più genuine motivazioni come sfuggire al fenomeno globale e sociale del terrore del cancro e delle altre malattie di rilevante entità, con una disamina molto semplificata di un argomento per il quale servirebbero migliaia di libri, che peraltro già esistono; invitando per i dovuti approfondimenti alla visione dei link e dei consigli di lettura citati a fondo articolo.

I PRO E I CONTRO DELLA MALATTIA
Parto subito col darvi una notizia positiva: le malattie in genere, quindi anche il cancro, non sono un male ingiusto, al contrario sono un bene poiché costituiscono un processo di riparazione del corpo, quindi non temiamole a priori, ma cerchiamo di comprenderle nel dettaglio.
Altra notizia di eccelsa utilità è il fatto che il nostro corpo ha il potere dell’autoguarigione e in casi non gravissimi, fa tutto da solo anche e soprattutto senza farmaci. Ora però non pensiamo subito al peggio, alle gravi patologie o altro, c’è il metodo di giungere ad una soddisfacente guarigione anche per quelle con un ponderato aiuto.
La notizia meno piacevole invece è che le malattie non possono essere prevenute; tuttavia si può predisporre il corpo in modo da consentirgli il superamento di tali processi vitali in maniera autonoma e con il minor disagio possibile.
Basta mantenere molto alte le energie (ossigenazione del sangue ed altro) corporali tramite un’alimentazione corretta, un adeguato esercizio fisico e soprattutto con un’attività mentale sempre positiva e tesa al superamento delle odierne difficoltà imposte dal sistema di vita; beh sicuramente non è facile, ma per la nostra saluta uno sforzo consapevole credo che ne valga la pena giusto?

LA MALATTIA
Non ho certo le competenze adeguate per poter spiegare il fenomeno nella sua complessità tuttavia vorrei fornire degli elementi conoscitivi di base validi per tutte le patologie in maniera il più semplice possibile.
Da quanto asseriscono varie medicine alternative (non solo la Nuova Medicina Germanica) si è appreso che la stragrande maggioranza dei nostri traumi psico-fisici sono di origine mentale/emotiva/biologica, con conseguente calo d’energia in una o più parti del corpo, quindi in sostanza derivano dal nostro “vissuto” abbinato ad un determinato evento della vita presente o passata (gli eventi passati sono registrati nelle nostre cellule) che ci coglie impreparati e ci ingenera uno shock.
Puntualizzo subito che per “vissuto” non si intende solo l’esperienza diretta ma anche esperienze “riflesse”(la Medicina Ufficiale direbbe genetiche) che risultano registrate nel nostro splendido organismo biologico.
Quando questo shock ci coglie impreparati, cosa succede?
La mente, che non distingue la vita reale dalla nostra immaginazione, invia un segnale di pericolo al corpo per indurlo ad una variazione di condotta che gli consenta di superare il “pericolo” quindi, in relazione al sentito/percepito, si attiverà un programma(registrato nei nostri tessuti nel corso dell’evoluzione della specie) che altererà la funzione di uno o più organi e/o tessuti.
Durante questa fase, che generalmente non comporta sintomi, l’aumento o la riduzione dell’attività o delle dimensioni di una componente del corpo consente di salvaguardarci dalla minaccia incombente (es. se ci troviamo in una situazione improvvisa di sfida, non necessariamente fisica, si avrà un aumento di zuccheri nel sangue per donarci il giusto vigore per superare l’eventuale “disputa”; - se ci troviamo in una circostanza con un pericolo di vita automaticamente si attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrenale, viene secreto l’ormone dello stress, il sangue viene fatto confluire agli arti per consentire un attacco/difesa o una fuga, le altre funzionalità del corpo vengono drasticamente ridotte, viene ridotta la funzionalità cosciente(ragionamento) del cervello ed aumentata quella istintuale(cervello antico) ecc.), al termine di tale situazione incresciosa si attiva la normalizzazione delle funzioni di base che richiede un notevole dispendio di energie; il corpo dovrà far aumentare/ridurre quel componente corporeo che aveva alterato, anche demolendo eventuali tessuti/organi che aveva incrementato nelle dimensioni(leggasi tumore), ripristinandone la piena funzionalità.
Questa fase è quella più importante ed è l’unica fase riconosciuta a livello ufficiale, quella precedente del pericolo percepito è sconosciuta ai più e di certo non insegnata nelle opportuni sedi, è definita calda in quanto aumenta la velocità delle reazioni biologiche per giungere presto alla vita normale, in questo momento il corpo necessita di molte energie per recuperare la regolarità delle sue funzioni e quindi invia il segnale del dolore, associato ad altri (sudore, febbre, infiammazioni ecc.), che ha lo scopo di far rallentare/fermare le attività coscienti dell’individuo per utilizzare le energie nell’auto-guarigione.

LA FUNZIONE DELLA MALATTIA
Lo scopo della malattia è quello di ripristinare le funzionalità dell’organismo, quindi è utile per la nostra stessa sopravvivenza.
Analizzando l’utilità del meccanismo biologico automatico (che la NMG chiama SBS speciale programma biologico sensato) da cui scaturisce quella che noi definiamo a torto malattia, quando in realtà è un sintomo di una fase cruciale del citato programma, non possiamo fare a meno di notare la sua necessità al fine di garantire la sopravvivenza del nostro corpo per ragioni ben più elevate della mera vita fisica e consente all’organismo di evolversi per adattarsi all’ambiente circostante

IL CANCRO
Anche qui non potrò essere esaustivo per la vastità dell’argomento, ma qualche piccola ed essenziale informazione sul male del secolo la ritengo doverosa.
La proliferazione controllata, non certo impazzita come vogliono farci credere, di cellule di un particolare tessuto/organo è indotta dal nostro essere biologico per fargli aumentare la sua efficienza (es tumore al polmone per avere più aria e non morire, tumore alle ovaie per aumentare la possibilità di rimanere incinta, alla prostata per aumentare le capacità riproduttive maschili ecc. ecc. ma ci sono anche procedimenti opposti, cioè di riduzione dell’organo, come ad esempio l’osteoporosi, cancro ai dotti lattiferi ecc.) e non avviene certo per caso, è essenziale per superare biologicamente alcuni shock in corso o vissuti, non ha certo lo scopo di arrecarci del danno, ma esattamente l’opposto.

Trattandosi di un aumento o riduzione delle dimensioni dell’organo/tessuto per aumentarne o ridurne l’efficienza tale evento è spesso connesso ad eventi di considerevole entità emotiva, se invece lo shock non è di forte entità il corpo non influisce sulle dimensioni ma solo sulla funzionalità accelerandola o rallentandola.
Essendo un processo di rilevante gravità anche la sua fase riparativa sarà molto intensa e pertanto i sintomi saranno così forti tanto da indurci ad andare dal medico, qui però inizia il vero dramma, quello che invece vorremmo che terminasse, con sintomi molto marcati chiaramente il dottore oltre a prescrivere i soliti farmaci farà anche eseguire degli esami diagnostici che evidenzieranno il problema all’organo/tessuto dolente e se tale problema, come spesso avviene, viene diagnosticato come cancro (proliferazione ormai in fase di disfacimento) allora cominciano i guai e le paure.
Il primo guaio è la diagnosi, sentirsi dire che si ha un cancro qui o lì, piccolo o grande che sia, e che si deve intervenire subito è un evento devastante per la maggior parte di noi, altro che shock e quindi …. ricordate cosa succede nel corpo se noi viviamo uno shock? Un nuovo processo biologico si attiva per la paura di morire o di sentirsi spaesati o soli al mondo ecc..
Il secondo guaio, come se il primo non bastasse è il protocollo sanitario. Si inizia un calvario interminabile fatto di dottori, esami, ospedali, cure infernali, controlli a tappeto che si protrae per diversi anni, evento che non fa altro che aumentare il forte shock già attivato con la diagnosi.
Il terzo guaio può avvenire se si sono vissuti male i primi due guai e si verifica in seguito quando siamo tornati alla normalità della vita, oramai salvi da quel maledetto cancro, succede che l’organismo ritornato ad una situazione di non pericolo avvii il programma riparatorio dello shock della diagnosi e del protocollo e si ricomincia tutto daccapo. Dagli esami diagnostici risulterà che una cellula impazzita è sfuggita al trattamento chemioterapico ed è andata a far danno in un altro organo (es. il polmone o le ossa), tale processo viene definito metastasi ed ora dovrebbe essere chiaro chi/cosa le genera no?

Uscire da questo circolo vizioso è difficile solo perché non lo si conosce altrimenti si manda a quel paese tutti e si avvia un processo di cura consapevole, rivolgendosi a medicine differenti da quella ortodossa, che ci consenta di aiutare il nostro corpo di giungere quanto prima all’autoguarigione.

PREVENZIONE

Due righe sulla prevenzione(vedasi anche articoli correlati): credete davvero che le case farmaceutiche rinunceranno mai agli inimmaginabili introiti derivanti dall’affare cancro o delle malattie invalidanti che necessitano di cure a vita?
Basterebbe ascoltare i messaggi che ci invia il nostro corpo per percepire la nostra salute, non servono analisi ed esami diagnostici di ogni genere che vengono pubblicizzati in ogni dove per la nostra salute, questo senza tener conto delle probabilità molto alte di falsi positivi e che si traducono in cure farmacologiche e/o chirurgiche non necessarie.

PERCEZIONE E VISSUTO
Ma se come detto prima le malattie non sono prevedibili considerato che scaturiscono da eventi inattesi e imprevisti allora non c’è scampo?
Beh, vederla in questo modo costituisce la prova di non aver compreso la funziona della malattia, cioè quella di farci sopravvivere non di farci morire, quindi la prima cosa da fare è di non temerla, tuttavia non è piacevole essere ammalati e ancor meno avere delle patologie invalidanti quindi sarebbe opportuno evitare di far scattare il meccanismo biologico di sopravvivenza. Come?
Cosa determina per ognuno di noi se una situazione è pericolosa o meno? Le nostre percezioni consentono al nostro organismo di adattarsi e vivere nell’ambiente in cui ci troviamo, quando percepiamo un qualcosa(persona-situazione-cibo-altro) come pericoloso chiaramente ci sarà una risposta a tale “sentito biologico” che a seconda dell’entità della percezione sarà più o meno incisiva.

Eliminando dalla nostra mente le paure indotte e le programmazioni distruttive, tramite una cancellazione consapevole determinata dalla conoscenza, potremo vivere una vita serena e stare al riparo da molte patologie, se ci ritroviamo in situazioni “indesiderate” di forte intensità, ricordiamoci di quanto avverrà dentro di noi e limitiamo volontariamente la tensione associata all’evento per non incappare, al termine del conflitto, in un brutto male.
Inoltre c’è la possibilità di conoscere la causa specifica delle varie malattie in modo tale da conoscere il sintomo che seguirà ad un determinato evento traumatico, chiaramente dovremmo cercare di alleggerire il conflitto per avere una riduzione della successiva malattia. Anche questo non è certo una passaggio facile, ma tant’è.
La morte biologia e il suo senso. La malattia non è altro che la fase finale del programma biologico di sopravvivenza agli “attacchi” dell’ambiente, se si supera questa fase l’organismo si è un po’ evoluto e riuscirà a rispondere meglio a tale trauma. Nell’ipotesi, che il conflitto prosegua per un periodo di tempo piuttosto lungo, la fase riparativa potrebbe essere di una intensità devastante, tanto da non poter essere superata e cagionare la morte. Considerato che l’organismo non ha saputo superare il conflitto(non si è saputo adattare) il programma biologico della natura non trova altra soluzione se non quella definitiva. Tranquilli di solito non si muore per questo, ma per i devastanti trattamenti farmacologici, ma quelli però sono a norma di legge e quindi va bene....

martedì 11 novembre 2014

All’ONU una denuncia alle scie chimiche: ”composti chimici finiscono in aria, acqua e suolo”


Il video che vi presentiamo, riguarda un intervento presso le Nazioni Unite della tecnologa agricola Dott.ssa Rosalind Peterson. Rosalind ha parlato in occasione della 60° conferenza sul Cambiamento Climatico tenutasi presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York, denunciando la grave minaccia che si sta abbattendo sulle nazioni, quindi, a livello globale.

Rosalind Peterson,  ha lavorato per il Dipartimento dell’Agricoltura americano,  fondando nel 2006 l’Agriculture Defense Coalition (Coalizione per la Difesa dell’Agricoltura) ed è stata invitata alle Nazioni Unite in questa conferenza,  per affrontare i problemi riguardanti la ricerca ( soprattutto i suoi studi) nel settore agricolo in materia di cambiamento climatico, oscuramento globale e gli effetti delle nuvole artificiali, dei programmi sperimentali di modificazione del clima, anche in materia di agricoltura.  
Il video dell’intervento dura 17 minuti, è sottotitolato in italiano e mostra in maniera chiara quello che sta accadendo sopra le nostre teste, nonchè gli interessi economici delle multinazionali, dei pericoli per la salute dell’uomo, degli animali e delle piante, i risultati sull’inquinamento dell’acqua e del suolo. Guardate!!
video


Redazione Segnidalcielo

Fonti: http://www.segnidalcielo.it/allonu-una-denuncia-alle-scie-chimiche-composti-chimici-finiscono-in-aria-acqua-e-suolo/ 

http://escidalcerchio.altervista.org/allonu-denuncia-sulle-scie-chimiche-finalmente-qualcosa-si-muove/

Articolo segnalatoci da Mobertos