mercoledì 22 ottobre 2014

Uomo paralizzato torna a camminare dopo trapianto cellule

Tecnica rivoluzionaria usata da équipe medici polacchi e Gran Bretagna. "Staminali olfattive inserite nel midollo spinale"

di VALERIA PINI
 
LONDRA - Quello che viene definito come un intervento rivoluzionario avrebbe permesso al 40enne Darek Fidyka, che era paralizzato dal 2010 dalla vita in giù dopo un accoltellamento, di tornare a camminare. Secondo il sito della Bbc, il trattamento compiuto da chirurghi polacchi in collaborazione con scienziati britannici, si è basato su un trapianto di cellule del suo sistema olfattivo inserite nel midollo spinale.

"E' stato raggiunto qualcosa di più impressionante dell'uomo che cammina sulla Luna", ha detto Geoff Raisman, dell'Istituto di Neurologia dell'University College London che ha guidato il team di ricerca nel Regno Unito. I risultati di questo trattamento, che apre uno scenario del tutto nuovo per le persone paralizzate, sono stati pubblicati sulla rivista 'Cell Transplantation'.

L'emozione di camminare di nuovo. Secondo gli scienziati ora Fidyka  riesce ora a camminare con l'ausilio di un deambulatore. La terapia, che se confermata non avrebbe precedenti, è stata messa a punto da un gruppo di chirurghi polacchi in collaborazione con alcuni esperti di Londra. Fidyka, cittadino polacco, aveva perso l'uso delle gambe, 4 anni fa, dopo essere stato ripetutamente accoltellato alla schiena. "Camminare di nuovo, anche se con l'aiuto del deambulatore, è "una sensazione incredibile - ha detto Fidyka - . Quando non riesci a sentire quasi metà del tuo corpo, sei impotente; ma quando inizia a ritornare è come se tu nascessi di nuovo". I danni subiti da Fidya sono simili a quelli dell'attore Christopher Reeve dopo una caduta da cavallo. In passato alcune vittime di lesioni spinali parziali hanno recuperato, una rottura completa è considerata generalmente irreparabile.

Utilizzate le cellule del naso. L'intervento è considerato 'miracoloso' dagli esperti. Gli scienziati hanno utilizzato le cellule del naso di Fidyka per far "ricrescere" le cellule nervose successivamente impiantate nella spina dorsale dell'uomo con lo scopo di riparare il collegamento perso. E' la prima volta che questa procedura viene effettuata con successo su un essere umano. "Crediamo che questa procedura rappresenti la svolta e che, dopo un ulteriore sviluppo, si tradurrà in un cambiamento storico delle prospettive delle persone disabili per lesioni del midollo spinale attualmente senza speranza", ha spiegato Geoffrey Raisman, coordinatore del team che ha messo a punto la tecnica. 

Il video:

Il trapianto. "Senza questo trattamento le probabilità di recupero del nostro paziente sarebbero state meno dell'1 per cento - ha detto Pawel Tabakow della Wroclaw medical university in Polonia, che ha collaborato alla ricerca - . Tuttavia, abbiamo osservato una graduale ripresa sia nella funzione sensoriale che in quella motoria, che ha avuto inizio quattro mesi dopo l'intervento chirurgico", ha aggiunto. La procedura consiste nel trapianto delle cellule ensheathing olfattive (OECs) nel midollo spinale tramite 100 micro-iniezioni attraverso il sito della lesione. Un piccolo pezzo di tessuto nervoso, prelevato dalla caviglia del paziente, è stato innestato nel midollo spinale in modo da fungere da impalcatura per i neuroni spinali. Questo ha permesso alle estremità delle fibre nervose recise di crescere e di unirsi insieme in un processo prima considerato quasi impossibile.

Tre mesi dopo l'operazione, Fidyka ha iniziato a recuperare il muscolo della gamba sinistra e a percepire caldo, freddo e la puntura di aghi nella parte inferiore del corpo. Un anno dopo l'intervento chirurgico e dopo molta fisioterapia, l'uomo è riuscito a camminare con l'aiuto di barre parallele e usando un dispositivo di sostegno alle caviglie.

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2014/10/21/news/uomo_paralizzato_torna_a_camminare_dopo_trapianto_cellule-98646607/#gallery-slider=98645909 

 

 

sabato 18 ottobre 2014

Grecia, con l’economia al collasso gli stipendi si pagano in buoni pasto

Nonostante l'ottimismo ostentato dal governo, cittadini e imprese sono allo stremo. Circa 1,2 milioni di dipendenti, soprattutto nel settore alimentare, vengono retribuiti in tutto o in parte "in natura", con i ticket. E c'è un ulteriore paradosso: la spesa alimentare nel Paese costa in media più che nel resto d'Europa. Intanto l'esecutivo Samaras procede con la cessione dei gioielli di famiglia: dall'atolo di Elafonissis a aeroporti, porti e castelli. Peccato che le entrate siano inferiori al previsto

di | 1 luglio 2014

Paradosso Grecia: lavoratori pagati con buoni pasto, stipendi in ritardo anche di dodici mesi mentre il governo “festeggia” il ritorno sui mercati e i miliardi di Emirati Arabi e Cina che letteralmente comprano pezzi del Paese. Circa 1,2 milioni di dipendenti vedono la busta paga con un ritardo da 3 a 12 mesi, ed è ormai diffuso il fenomeno del pagamento in natura, con i buoni pasto che sostituiscono il bonifico bancario. In particolare i datori di lavoro proprietari di catene alimentari e negozi di fast food pagano sempre più spesso una consistente porzione di stipendio con buoni pasto e con ticket per gli ipermercati. Certificando un vero e proprio collasso nell’economia quotidiana di cittadini e imprese, nonostante i mercati e il governo inneggino alla ripresa.
E proprio il settore alimentare è protagonista di numeri contraddittori: secondo gli ultimi dati Eurostat, la Grecia è uno dei Paesi europei dove la spesa è più cara, con prezzi superiori alla media continentale nonostante crisi, tasse e tassi di interesse. I prezzi dei prodotti alimentari e di bevande analcoliche sono più cari del 2% rispetto alla media Ue. Sui beni che riguardano l’elettronica, invece, il prezzo medio in Grecia è del 3% superiore alla media e senza che un adeguato controllo sia stato effettuato sui beni di primissima necessità, come pane, latte e pasta. Uno scenario che fa a pugni con l’entusiasmo dell’esecutivo di Antonis Samaras, sempre più orientato alla cessione dei gioielli di famiglia ellenici. Ultimo in ordine di tempo il vecchio aeroporto di Atene, entrato nelle mire degli Emirati Arabi pronti ad acquistarlo per sette miliardi di euro. Con il quotidiano francese Libération che titola: “La Grecia vende tutto”.
Il riferimento è non solo al processo di privatizzazioni che, se condotto con sapienza, potrebbe portare miglioramenti nell’economia ellenica (anche se quella della società dell’acqua Eyath sta causando un aspro dibattito). Ma anche alla cessione di pezzi del Paese come l’atollo di Elafonissis, nel sud del Peloponneso, visitato da Lady Diana e dal Principe Carlo d’Inghilterra in occasione del loro viaggio di nozze, prossimo alla cessione nonostante l’indignazione dei pescatori locali. E ancora, scorrendo l’elenco dei “prodotti” messi in vendita dal governo, ecco 38 aeroporti, 700 km di autostrade, 100 porti, castelli e centinaia di ettari di fronte al mare. Tuttavia queste offerte non hanno portato le entrate previste, scrive Libération. E l’aspettativa irrealistica di 50 miliardi è stata già dimezzata, mentre la troika spera di trovare altri 22,3 miliardi entro il 2020.

twitter @FDepalo

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/01/grecia-con-leconomia-al-collasso-gli-stipendi-si-pagano-in-buoni-pasto/1046318/



venerdì 17 ottobre 2014

Licenziati e reintegrati, in Europa si fa così. In Italia già minori tutele




giovedì 16 ottobre 2014

L'India porta Bill Gates in tribunale per gravi crimini sull'uso dei vaccini

07/10/2014

La sua Gates Foundation sperimentato vaccini su una popolazione assolutamente non informata, vulnerabile e analfabeta. E non solo in India...

Health Impact News e Economic Times India riportano come la Bill & Melinda Gates Foundation sia stata messa sotto accusa per questioni riguardanti i vaccini.


Tutto è nato da un esposto presentato da alcuni cittadini indiani contro l’Oms, la Gates Foundation e il PATH (Program for Appropriate Technology in Health), accusati di avere sperimentato vaccini su una popolazione assolutamente non informata, vulnerabile e analfabeta, senza fornire né alle famiglie né alle ragazzine le informazioni idonee ad ottenere appunto un consenso informato, senza peraltro dare informazioni sui potenziali eventi avversi di quei vaccini e senza garantire alcuna sorveglianza post-vaccinale.
 
La notizia è stata resa pubblica in prima battuta dell’Economic Times India in un articolo con il quale si spiegava che erano stati effettuati test su 16.000 bambine di una scuola tribale nell’Andhra Pradesh, utilizzando il vaccino per il papilloma virus (HPV), nella fattispecie il Gardasil. Nel giro di qualche settimana l’inchiesta ha fatto il giro del mondo. Secondo l’articolo scritto da KP Narayana Kumar, entro un mese dalla vaccinazione molte delle bambine si sono ammalate e un po’ di tempo dopo cinque di esse sono morte. 
 
Altre due bambine sono risultate decedute a Vadodara, nel Gujarat, dove altre 14.000 ragazzine erano state vaccinate con un altro vaccino HPV, il Cervarix prodotto dalla GlaxoSmithKline (GSK). La cosa sconcertante che sarebbe emersa è che molti dei consensi informati erano stati firmati illegalmente o dai custodi delle residenze dove stavano le studentesse o da familiari analfabeti. Tutto ciò è stato scoperto solo quando un gruppo di attivisti dell’associazione SAMA, un gruppo a tutela della salute delle donne, ha deciso di investigare per scoprire cosa era accaduto.
 
L’articolo spiega anche che 120 ragazzine sono state male, con sintomi che variavano dalle crisi epilettiche a forti dolori di stomaco, mal di testa e cambiamenti dell’umore. L’Economic Times ha riportato come ci siano stati anche casi di comparsa precoce del mestruo subito dopo la vaccinazione, forti sanguinamenti e crampi tra molte studentesse. La correlazione con la vaccinazione però è stata subito esclusa, senza nemmeno indagini approfondite, preferendo addebitare tutto a psicosi suicidarie, malaria, infezioni virali, eccetera. L’organizzazione che ha finanziato lo studio era proprio la Gates Foundation che però definì quel progetto come un autentico successo. E proprio sulla base di quelle affermazioni, l’Oms, la International Federation of Gynaecology and Obstetrics e la Federation of Obstetric and Gynaecological Societies of India hanno raccomandato la vaccinazione come di provata sicurezza ed efficacia come misura orecentiva del cancro alla cervice. I firmatari dell’esposto alla Corte Suprema indiana hanno anche sostenuto come non sia la prima volta che accadono fatti del genere.
 
Nel dicembre 2012 nel piccolo villaggio di Gouro, nel Chad, 500 bambini sono stati chiusi dentro la loro scuola e, da quanto ricostruito sempre dai giornali e dall’associazione americana VacTruth, costretti a ricevere il vaccino per la meningite A senza che i genitori sapessero nulla. Il vaccino non era ancora stato autorizzato poiché doveva ancora passare attraverso le fasi tre e quattro della sperimentazione. Nel giro di qualche ora 106 bambini cominciarono ad accusare mal di testa, vomito, convulsioni gravi e paralisi. Stando alle ricostruzioni, hanno dovuto attendere una settimana l’arrivo di un medico, mentre il personale che aveva somministrato loro il vaccino continuava a vaccinare altre persone nel villaggio. Quando poi il medico è arrivato, ha ammesso di non poter fare più nulla per quei bambini.

La ricostruzione di questi fatti è stata riportata da un piccolo quotidiano locale, La Voix, secondo cui alcuni bambini sono poi stati trasferiti all’ospedale a N’Djamena, capitale del Chad. Molti di essi sono ritornati al villaggio senza una diagnosi e alle famiglie pare sia stata data una somma di denaro, senza alcun documento firmato ma dopo aver ribadito che non si era trattato di danno dovuto al vaccino. L’unica televisione che ha parlato di questi bambini è stato un canale locale, chiamato Tchad, che ha mostrato anche il primo ministro mentre faceva loro visita in ospedale.
 
Spostiamoci in Pakistan e andiamo a leggere cosa scrive l’Express Tribune da Islamabad. E’ stata messa in piedi un’inchiesta governativa che ha scoperto come “il vaccino antipolio per bambini finanziato dalla Global Alliance for Vaccination and Immunisation stia causando morti e disabilità in alcune regioni, tra cui il Pakistan”. Addirittura la Prime Minister’s Inspection Commission (PMIC) avrebbe raccomandato al primo ministro Yousaf Raza Gilani di sospendere immediatamente tutti i tipi di vaccino forniti dal GAVI. Secondo l’Express Tribune, le principali vaccinazioni incriminate erano l’antipolio e il vaccino pentavalente che si sospettano essere la causa di morti e disabilità in Pakistan, India, Sri Lanka, Bhutan e Giappone. Da sottolineare come il GAVI sia finanziato dal Bill and Melinda Gates Children’s Vaccine Program, dalla International Federation of Pharmaceutical Manufacturers Association, dalla Rockefeller Foundation, dall’United Nations Children’s Fund (UNICEF), dall’Oms e dalla Banca Mondiale. Il rapporto della commissione asseriva poi che i vaccini non risultavano testati in laboratorio per confermarne efficacia e sicurezza.
 
Ma non è finita qua. Nel 2012 Ramesh Shankar Mumbai, redattore per il sto web Pharmabiz, ha riportato come due medici indiani avessero accusato la Gates Foundation e l’Oms di mancanza di etica. Mumbai ha raccontato come i dottori Neetu Vashisht e Jacob Puliyel del Dipartimento di Pediatria del St. Stephens Hospital a Delhi avessero lanciato dure accuse in uno studio comparso nell’aprile di quell’anno sull’Indian Journal of Medical Ethics rimproverando una totale mancanza di trasparenza. Gli autori dello studio facevano notare come l’incidenza di paralisi flaccida fosse aumentata in proporzione all’aumentare delle dosi di vaccino antipolio somministrate e come i bambini con quel tipo di paralisi avessero un rischio doppio di morire rispetto al rischio prodotto dalla polio dovuta a virus selvaggio.
 
Nel 2013 appare un altro articolo sul sito web Occupy Corporatism, scritto da Susanne Posel, secondo cui il GAVI stava usando un vaccino non testato sui bambini pakistani causando innumerevoli morti.

Anche ammettendo che nelle ricostruzioni fatte da giornalisti e medici ci siano imprecisioni o elementi ancora non del tutto confermati, pare possibile ignorare fatti come questi? O non dovrebbero invece indurre chi prende certe decisioni a mettere in discussione approcci e sistemi?

Fonti:
La Redazione del Cambiamento.it
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it 
 
 



 

mercoledì 15 ottobre 2014

CCDU: La storia mai raccontata sugli psicofarmaci

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, è stato invitato a tenere una serata con visione dei frammenti del video "La vena d'oro".

La serata solleva un tema scottante, gli psicofarmaci sono da considerare un aiuto ai cittadini oppure un metodo per aumentare gli interessi delle case farmaceutiche?

Quello che preoccupa ancor di più è che il fenomeno riguarda anche i più piccoli - i bambini che sono il futuro della società.

"I fatti sono difficili da credere, ma fatali da ignorare." 

Questa è la prima conferenza che fa seguito alla recente Mostra sulla psichiatria che è stata ospitata recentemente a Brescia come in altri comuni di tutta Italia.

Seguirà dibattito.

Ospite d'onore: Dott.ssa Emilia Kwasnicka - psicologa

Sale Marasino (BS) - 22 Ottobre 2014 ore 21 - Presso il Centro Benessere "La Playa del Sol" (Via Mazzini 27/a)

https://www.ccdu.org/