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sabato 19 agosto 2017

Chemioterapia: la strana pratica di somministrare veleni ai pazienti per guarirli.

Cancro: un crepuscolo degli dei.

Tratto dal libro di Alberto R. Mondini "Il tradimento della medicina"
Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli, la chemioterapia?

Essa si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute.

Nessuna persona sana di mente penserebbe che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani.

Tutte quelle discussioni fatte in televisione di volta in volta su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. 
In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? 

E’ molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se è funziona o no: si osservano i RI-SUL-TA-TI...

Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati.
E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli; poi basta leggerli. Io li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell’oncologia ufficiale. Confrontateli con le centinaia di ore di chiacchiere televisive trionfalistiche di Tirelli & C.

Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in medicina per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo...

Credo che veramente poche persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto; ma, per darvi un’idea, io per televisione in tanti anni l’ho sentito spiegare solo un paio di volte e solo di sfuggita.
Ricordatevi che cambiare il significato alle parole è un mezzo importante per confondere e dominare. Questo dato pertanto è fondamentale, è una chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di “guarigione”.
Premesso ciò, loro proclamano che: ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 50 guariscono; in altre parole ciò significa soltanto che 50 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi, le altre dopo.

In verità la cose stanno perfino molto, ma molto peggio di così.
Se lasciamo perdere le chiacchiere televisive e le cialtronate per ottenere offerte e finanziamenti e ci riferiamo a ciò che effettivamente è scritto e provato, troviamo che la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di “tumore certo” è mediamente del 7%. Nella tabella seguente trovate i dati riferiti ad alcuni specifici tipi di tumore. Sono presi dal monumentale trattato “Medicina Oncologica” di Bonadonna e Robustelli” (testo universitario): mille pagine per dire “non ci abbiamo capito niente”.

Tumore / Sopravvivenza a 5 anni
Glomi maligni (cervello):  meno di 10%
Distretto cervico facciale:  meno di 5%
Melanomi maligni meno: di 20%
Neoplasie maligne dell’orecchio e della mastoide:  meno di 25%
Polmone:  7,50%
Mesotelioma della pleura:  0%
Carcinoma dell’esofago meno: di 10%
Carcinoma dello stomaco meno: di 13%
Neoplasie del piccolo intestino:  25%
Carcinoma del fegato:  0-2%
Carcinoma della colecisti:  meno di 3%
Carcinoma del pancreas:  2%.
Carcinoma mammario localmente avanzato: 5%

Ma perfino questi dati sono troppo ottimistici! Un lavoro scientifico pubblicato nel 2004, prende in esame dieci anni di statistiche mediche australiane e americane (gennaio 1994-gennaio 2004) sui risultati della chemio nella cura del cancro. I risultati, usciti dallo spoglio di un campione immenso e più che rappresentativo di circa 227.800 casi di tumore, sono catastrofici: in media, solo il 2% dei pazienti sottoposti alla chemio risulta essere ancora vivo dopo 5 anni dall’inizio del trattamento “terapeutico” (1).

Provate un po’ ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 93 o 98 % crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno lo pagherebbe più e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione... Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive di medicina. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200-300 euro o più per una visita di 10-15 minuti!

Incomprensibile... Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull’ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l’ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.

Il Prof. Luigi Di Bella qualche anno fa avvertì che “se una persona viene dimessa dall'ospedale, si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola”.

Estremamente importante in questo contesto è la vasta indagine condotta lungo 23 anni dal Prof. Hardin B. Jones, fisiologo presso l'Università della California, e presentata già nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley. Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.

Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle riviste mediche più autorevoli del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati con chemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni.

Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono semplicemente le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di miliardi di euro spesi per la ricerca e le centinaia di miliardi per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica di tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.

venerdì 18 novembre 2016

Medicine letali e crimine organizzato

Medicine letali e crimine organizzato
Marcello Pamio - 25 maggio 2016
“Le aziende farmaceutiche non meritano più la nostra fiducia
per la loro arroganza e per il loro palese disinteresse
per la salute della popolazione”
Drummond Rennie, vicepresidente del JAMA
L’ultimo libro del dottor Peter C. Gøtzsche, “Medicine letali e crimine organizzato” è inquietante.
Se non fosse stato scritto da uno scienziato di fama internazionale il cui curriculum professionale è inossidabile e inattaccabile verrebbe da non crederci.
Due lauree (medicina e chimica) hanno permesso a Gøtzsche di lavorare direttamente per le aziende farmaceutiche sia come informatore impegnato a lanciare i nuovi farmaci sia come responsabile del prodotto. Quindi uno che conosce molto bene come funziona il Sistema dal di dentro…
Ha diretto inoltre il prestigioso e indipendente Nordic Center della Cochrane Collaboration (1).
Nel libro Gøtzsche spiega dettagliatamente, studio dopo studio come le aziende farmaceutiche sono riuscite a nascondere il fatto che i farmaci, al pari del tabacco, sono uno dei killer più spietati al mondo.

Le industrie grazie a comportamenti fraudolenti sia nel campo della ricerca che della promozione commerciale hanno sempre nascosto la letalità dei loro prodotti, e non appena emergono dati convincenti sulla loro pericolosità, vengono puntualmente realizzate ricerche di scarsissima qualità, spesso falsificandole, che arrivano a conclusioni opposte, generando volutamente confusione sia nell’opinione pubblica che nel mondo medico.
Così facendo le
aziende guadagnano tempo e le persone continuano a prendere farmaci e a morire…

Le organizzazioni criminali
Per comprendere i livelli di corruzione e amoralità che circolano nelle sale ovali delle principali multinazionali ecco un elenco incompleto di condanne che hanno ricevuto.
Questo è solo uno dei tantissimi motivi delineati magistralmente nel libro che permettono al dottor Gøtzsche di paragonare le lobbies della chimica e farmaceutica alle organizzazioni criminali. Anzi, queste ultime uccidono di meno.
Le multe sono state affibbiate per truffe vere e proprie, corruzione di medici, omissioni volontarie di eventi avversi, prescrizioni off-label (fuori dalle indicazioni terapeutiche), promozioni illegali e informazioni ingannevoli.
Pfizer: 2,3 miliardi di dollari nel 2009; Novartis: 423 milioni di dollari nel 2010; Sanofi-Aventis: 95 milioni di dollari nel 2009; Glaxo-SmithKline: 3 miliardi di dollari nel 2011; AstraZeneca: 520 milioni di dollari nel 2010; Johnson & Johnson: 1,1 miliardi di dollari nel 2012; Merck: 670 milioni di dollari; Eli Lilly: 1,4 miliardi di dollari nel 2009; Abbott: 1,5 miliardi di dollari nel 2012.
Dei 165 procedimenti giudiziari conclusisi con un patteggiamento (dal 1991 al 2010) le lobbies hanno sborsato 20 miliardi di dollari di sanzioni. A questi si devono aggiungere fino a luglio 2012 altri patteggiamenti per un totale di 10 miliardi di dollari.
Negli ultimi 15 anni, solo di patteggiamenti le cifre si aggirano sui 30 miliardi di dollari!

Guerra ai generici
I farmaci generici (stesso principio chimico ma molto meno cari perché il brevetto è scaduto) possono essere tenuti fuori dal mercato con una strategia in stile mafioso. Basta che un’azienda avvii una causa legale contro il produttore del generico, accusandolo di aver violato la legislazione sui brevetti, anche se l’accusa è del tutto priva di fondamento. L’autorizzazione per il generico slitta negli Stati Uniti automaticamente di ben 30 mesi.
In questo modo riescono a tenere per diversi anni l’esclusiva sulle proprie molecole anche dopo la scadenza dei brevetti. Impediscono di fatto l’utilizzo commerciale dei farmaci generici provocando un danno economico enorme ai vari sistemi sanitari e alle persone.
Un’altra strategia commerciale sfrutta la stereoisomericità delle molecole. I farmaci infatti sono stereoisomeri, cioè composti da due metà speculari, dal punto di vista chimico, di cui solo una metà è farmacologicamente attiva.
Quando il brevetto del farmaco originale sta per scadere la società mette sotto brevetto la metà attiva delle due. Modificano il nome, aggiungendo per esempio una o più lettere davanti al nome vecchio, e il farmaco-fotocopia viene immesso nel mercato per altri decenni. In questo modo ogni singolo farmaco viene brevettato per almeno due volte.
Il citalopram (scaduto) è diventato escitalopram.
Un’altra strada è rimettere il farmaco in commercio ma per un altro disturbo.
L’olanzapina era un principio attivo molto datato e quando il suo brevetto era prossimo alla scadenza, la Eli Lilly riuscì ad ottenere un nuovo brevetto dimostrando che il farmaco induce un aumento del colesterolo nei cani inferiore però a quello di un altro farmaco che non è mai stato autorizzato. Tutto questo è folle, anche perché l’olanzapina aumenta il colesterolo più di quasi tutti i farmaci in commercio!
Ma questo poco importa perché grazie ad una campagna di marketing spietata lo Zyprexa (nome commerciale dell’olanzapina) è divenuto l’antipsicotico più usato al mondo e nel 2005 ha portato ricavi per 4,2 miliardi di dollari.

Non tutti sanno che i farmaci fortemente innovativi nascono quasi tutti dalle ricerche pubbliche e non private. Tutta la ricerca di base che ha consentito alla medicina moderna di progredire è stata realizzata dal settore no-profit (università, centri di ricerca, laboratori finanziati dai governi). Circa 15 dei 21 farmaci più importanti entrati nel mercato statunitense dal 1965 al 1992 sono stati sviluppati da finanziamenti federali.
Le aziende farmaceutiche investono nella
ricerca di base per la scoperta di nuove molecole e di nuovi vaccini solo l’1% dei loro profitti, la maggior parte dei soldi li usano infatti per il marketing.

Manipolazione degli studi
Attualmente il solo requisito che viene considerato vincolante per stabilire se un farmaco è efficace è la presenza di un effetto statisticamente significativo in soli due studi clinici randomizzati e controllati (dalle aziende stesse) a confronto con il placebo. Questo obiettivo è facilmente raggiungibile, anche perché se l’azienda non raggiunge il proprio obiettivo può continuare a realizzarne altri, fino al momento in cui ce ne sono almeno due che cedono alle sue insistenze…
La comparazione con il placebo non ci dice nulla purtroppo se il nuovo farmaco è migliore o peggiore di un farmaco già in commercio.
Le aziende dispongono di svariate tecniche per manipolare gli studi clinici randomizzati che finanziano. Possiedono vari sistemi per ingannare le agenzie di controllo e far approvare farmaci pericolosissimi per la salute umana.
Per esempio se le dimensioni del campione sono sufficientemente ampie, uno degli effetti del farmaco assumerà valori statisticamente significativi e il farmaco verrà approvato anche se è pericoloso per la salute pubblica.
La storia ci insegna che sono tantissimi i farmaci entrati in commercio e poi ritirati dopo aver causato vere e proprie stragi. Sanno che un farmaco rischia di uccidere centinaia di migliaia di persone? Nessun problema, ai produttori non importa nulla, se quel farmaco farà incassare miliardi di dollari.
Si calcola il Vioxx della Merck abbia ucciso oltre 120.000 persone; il Celebrex della Pfizer circa 80.000, ecc. ecc.
Questi semplici due casi dimostrano che i FANS sono un gruppo di farmaci ad alta letalità, mentre la pubblicità e il marketing hanno spinto i medici, col supporto di reumatologi venduti a prescriverli per qualsiasi forma di dolore.
Poi c’è tutto il mondo delle scorrettezze scientifiche come far sparire i dati raccolti nello studio se non sono in linea con i risultati desiderati.
Negli studi controllati, lo dice il nome stesso, è possibile controllare e manipolare ogni risultato.

I dati infatti sugli studi parlano da soli: i risultati sono più favorevoli per il farmaco valutato se l’azienda che lo produce è quella che finanzia lo studio (20 volte più favorevoli del previsto).
E’ davvero incredibile che si sia arrivati ad accettare un sistema in cui le aziende fanno la parte sia dei giudici che dell’imputato, e chi ne paga le spese siamo
noi.

Ghostwriters
Il livello dell’attuale ricerca è così corrotto che esistono autori invisibili direttamente stipendiati dalle aziende farmaceutiche che sfornano revisioni e articoli secondari in modo da inondare e deviare il mondo accademico.
Questa prassi produce gravi danni alla sanità pubblica dal momento che spinge i medici verso conclusioni sbagliate sui benefici e svantaggi dei farmaci. Si tratta di una vera e propria truffa.
In pratica la divisione marketing produce articoli scritti da autori aziendali, ma questi verranno poi firmati da importanti e autorevoli professori e baroni universitari, i quali ricevono una lettera con l’offerta di decine di migliaia di dollari semplicemente per firmare con il proprio nome un articolo che tesse le lodi del nuovo farmaco!

Questi medici venduti avvallano il farmaco basandosi su studi scritti dalle stesse aziende (spesso neppure letti), in un conflitto di interessi pericolo per la salute dei pazienti.
Poi la maggior parte dei medici in buona fede credendo che gli articoli scientifici siano stati scritti dai colleghi più autorevoli, prescriveranno il farmaco….

Corruzione dei medici
Con l’informatizzazione della vita umana le aziende riescono a sapere ogni settimana tutti i dati relativi alle prescrizioni farmaceutiche effettuate da ogni singolo medico. In questo modo sono in grado di tenere sotto controllo e verificare come stanno lavorando i loro medici. Se lavorano bene oppure no. Se meritano premi, soldi oppure no.

lunedì 7 novembre 2016

Genitori paurosi e ignoranti sui vaccini, si informano di più quando devono comprare un'auto nuova!

I VACCINI CAUSANO L'AUTISMO... E MOLTO ALTRO. SVEGLIATEVI, BRANCO DI LOBOTOMIZZATI!
Inutile prendersi per il culo. Guardiamo le cose per come sono.
Viviamo in un'epoca in cui la vita umana non vale un cazzo. A nessuno interessa niente di nessuno, a meno che non ci sia qualcosa da guadagnare.

I rapporti umani hanno raggiunto il loro livello più basso, tanto da fare gli auguri di compleanno su Facebook a persone morte da un pezzo.

Il livello di ignoranza e di inconsapevolezza, poi, uniti alla mancanza totale di pensiero indipendente sono la ciliegina sulla torta: nessuno ragiona con la propria testa e delega di forza agli altri il proprio destino, soprattutto in campo medico.

Greggi di pecore belanti che non sanno nemmeno che cazzo dicono osannano il dottore di turno pro-vaccini, che li prende per il culo nella maniera più sfacciata possibile: con il sorriso sulla bocca.

Scienza qui, scienza lì.
Quando in realtà basterebbe osservare...

Siamo completamente circondati da milioni e milioni di bambini autistici, la cui sintomatologia è senza alcun dubbio iniziata con la somministrazione vaccinale.

Se io vi dessi una bastonata in testa e voi provaste dolore, assocereste la botta alla bastonata o dareste la colpa a un uccello che nel frattempo vi ha cagato dal cielo?
Ecco, questo è quello che fanno questi spocchiosi, arroganti, frustati, incompetenti e marci dottori che arrivano a negare l'evidenza... a negare quello che è davanti agli occhi di tutti.

Vaccino mio figlio e il giorno dopo muore in culla.
Vaccino mio figlio e il giorno dopo smette di guardarmi.
Vaccino mio figlio e il giorno dopo smettere di andare di corpo.
Vaccino mio figlio e il giorno dopo smette di parlare.

Ma la colpa rimane sempre e solo VOSTRA.

Genitori paurosi e ignoranti che studiano ore prima di comprare un'auto nuova, ma che non perdono cinque minuti per capire se vaccinare o meno i propri figli.

Qualunque sostanza venga inserita direttamente nel torrente sanguigno e provochi febbre NON può essere qualcosa di benefico per il corpo, altrimenti, per le Leggi naturali, il corpo NON produrrebbe febbre, che si sviluppa solo ed esclusivamente davanti a qualcosa di negativo.

Una persona su tre muore di cancro. Gli anziani, quando ci arrivano alla terza età, raggiungono l'aldilà completamente devastati nel corpo e nella mente, pieni zeppi di farmaci.

Gli uomini, oltre i 50 anni, sono quasi tutti viagra-dipendenti.
L'essere umano medio, intorno ai 50 (ma anche molto prima) non ha più quasi tutti i suoi denti naturali.

I bambini, soprattutto quelli vaccinati, sono sempre devastati da febbri e tonsilliti, tanto che è raro trovare un bambino vaccinato che vada regolarmente all'asilo.

Gli animali domestici, unici in natura che si vaccinano, hanno la peggior salute del regno animale pur vivendo in condizioni estremamente favorevoli.
Continuate la vostra vita fatta di porchetta, scamorza e vaccini.

Quando, dopo avervi spennato come polli, la "medicina moderna" vi manderà a casa a morire pieni di morfina, con vostro figlio autistico che non potrà accudirvi (e che lui stesso finirà in qualche casa famiglia alimentandola, assieme alla valanga di psicofarmaci che vengono somministrati in questi casi) non dite che Pietro Bisanti non vi aveva avvertito.

Io questa vita la vivrò dall'inizio alla fine in piena integrità fisica e mentale.
E nessuno osi portarmela via con la forza. O saranno cazzi amari.
Pietro Bisanti

mercoledì 9 settembre 2015

La spensierata farsa della medicina convenzionale


No eziologia? Ahi ahi ahi!! - La spensierata farsa della medicina convenzionale

Eziologia? E che è? E’ una parola che ho imparato da qualche anno e di tanto in tanto per farmi “bello” la uso nelle mie insensate elucubrazioni, alla fin fine è un termine come un'altro, ma se attiene alla nostra salute assume un'importanza vitale. Intanto la sanità ha pensato bene di creare dei sinonimi più specifici tipo eziopatogenesi; sapete com’è la medicina ufficiale no? Deve sempre complicare le cose semplici ed inserirci un po’ di “pathos” altrimenti non c’è lo stesso effetto(paura) sul nostro subconscio. Tornando al termine eziologia ecco cosa recita wikipedia: Il termine eziologia deriva dalla lingua greca (aitia = causa e logos = parola/discorso) ed è utilizzato in medicina, diritto, filosofia, fisica, teologia, biologia e psicologia in riferimento alle cause che provocano i fenomeni. In linea generale, si tratta dello studio e dell'approfondimento sul motivo per cui alcuni eventi o processi si verificano, o persino sulle ragioni che si nascondono dietro determinati avvenimenti.

Questa parolina è molto, ma molto importante per la nostra salute e vi dico il perché.
In medicina pare sensato ritenere che conoscere le cause di una patologia sia utile a meglio fronteggiarla e fin qui non credo che ci sia nulla da eccepire, ma comprendere l’entità dell’intera "vicenda" può farci vedere chiaro sul reale funzionamento(?) della medicina tradizionale.

Visto che sono molto ignorante vi parlo "come mangio" e vi faccio un esempio per meglio descrivere il fenomeno e le sue implicazioni sulla nostra vita:
-se faccio a pugni con i tifosi della squadra avversaria tornando a casa accuserò dei forti dolori alla stomaco dove sono stato raggiunto da pugni e calci, non vado certo “nel pallone” per tale malessere poiché sono cosciente cosa l’ha determinato e di sicuro non prenderò un digestivo per tale dolore, al massimo metterò una crema sulla parte dolente;
-se invece torno a casa da una cena dove ho mangiato dieci salsicce e bevuto 2 litri di birra ed una paio d’amari anche in quel cas0 avrò dei forti dolori allo stomaco e non ne sarò spaventato sempre per il fatto che conosco la genesi di tale condizione, al massimo prenderò un digestivo e chiaramente non mi sognerei mai di applicare una crema sulla pancia dolorante.
E’ chiaro no? 

Ora mettiamo che io vada dal dottore e gli dica che ho mal di pancia senza dirgli altro probabilmente il dottore non la farà poi tanto lunga e mi prescriverà un digestivo?
No, non è vero, perché il dottore mi chiederà cosa è successo e poi deciderà sul da farsi. Questo comportamento che appare sensato è invece paradossale se si pensa che il dottore fa il suo dovere come si conviene, ma lo fa solo per queste sciocchezzuole, infatti se invece gli porto le mie analisi cliniche con i marker tumorali della prostata “a palla”, o qualcosa di ancora più grave, non farà assolutamente nulla, chiude ogni rapporto e mi manda dallo specialista(chirurgo) che non si mette certo a discutere sul come e sul perché, lui agisce come da protocollo e basta! Insomma stiamo parlando di uno specialista(oncologo) che ha studiato così tanto quindi qualsiasi cosa dirà sarà "legge", una sorta di dio che deciderà della mia vita, senza neanche sapere chi sono!

In pratica è come essere in mano a dei robot ai quali il tuo vissuto personale non importa assolutamente nulla pur essendo di primaria importanza per meglio comprendere ed agire sul tuo male.

In passato moltissime malattie la cui origine era del tutto ignota o errata sono state curate con cure mediche scellerate e potentissimi farmaci con il lodevole intento di debellare l’epidemia, tuttavia queste cure hanno causato molte migliaia di vittime. Solo di recente si sono scoperte le cause(presunte) di molte vecchie passate patologie che quindi hanno consentito di debellare tali mali o affrontarli in maniera più oculata e risolutiva (es. la pellagra).

Nel mondo delle cure tradizionali più si scava a fondo e più si scopre che la causa(eziologia) delle nostre malattie e quasi del tutto sconosciuta, infatti non troveremo mai una risposta esaustiva ed appagante alla nostra sete di conoscenza. Cercando l’eziologia ufficiale di un nostro malessere, sia esso un semplice raffreddore, la cui colpa è stata attribuita ad un centinaio di virus differenti in base alla stagione e all’anno(!?), o che si tratti di un tumore alla prostata, al seno, al polmone, alle ossa, alla sclerosi multipla, la leucemia e compagnia bella, quantomeno ne rimarremo delusi.

Se vi venisse la malsana idea di ricercare l’eziologia di alcuni dei mali più conosciuti di questi ultimi tempi non potrete non incappare nelle seguenti risposte: “le cause specifiche del ..... rimangono ancora sconosciute”; che a mio avviso è la più onesta. In altri casi ci saranno elencati una moltitudine di cause che potrebbero dar luogo alla patologia e in altri casi invece al posto dell’eziologia si potrebbe incappare in un altro termine ad hoc: fattori di rischio con un lungo elenco di situazioni che determinerebbero un rischio di insorgenza della malattia, le cause non vengono nemmeno accennate. C’è da dire però che alcune volte si trovano anche risposte specifiche, salvo poi andare a fondo e trovarle prive di fondamento.

Se non si era ancora capito, la nostra salute la stiamo(stanno) curando ad occhi chiusi, all’oscuro di una conoscenza fondamentale senza la quale le probabilità di successo sono irrisorie, insomma e come se mettessimo una crema sulla pancia dopo un’abbuffata e prendessimo un alka-seltzer dopo aver fatto una scazzottata.

Sembra assurdo, ma purtroppo è l’amara verità.
Ora sarebbe interessante capire perché nonostante gli enormi progressi in campo medico ci troviamo in questa situazione; come mai si brancola nel buio dell’ignoranza su una questione tanto importante quanto la salute?
E qui la risposta potrebbe farci male, destabilizzarci: non si trova perché non la si vuole trovare e per non farlo pesare ai ricercatori del campo cosa hanno fatto? Hanno escogitato un modello di indagine farlocco e lo hanno continuamente lodato tanto che nessuno lo mette più in dubbio, pur essendo fallace sotto molti punti di vista. Insomma oggi ci si ritrova a “pescare tonni in alta montagna con un retino” è sbagliato sia il metodo, sia il luogo. 
Tutto questo ha comunque uno scopo ben definito si chiama profitto, ma non solo.

Il metodo d’indagine è altamente riduzionistico, meccanicistico e troppo frammentato (specializzazioni), si cerca una qualsiasi correlazione tra diversi "eventi", di solito batteri, virus, funghi ecc, e gli si addossa la colpa di esserne i responsabili, senza chiedersi perché ci sono e cosa stanno veramente facendo, il tutto basandosi su dogmi prestabiliti a monte e mai messi in discussione.

E’ un discorso che richiederebbe un notevole approfondimento, ma credo che le basi di tali metodologie medico-scientifiche debbano essere conosciute, bisogna essere consci del fatto che quando si prende un farmaco spesso si sta ingerendo un miscuglio il cui effetto potrebbe essere l’esatto opposto di quello che ci serve per guarire (es. la chemioterapia, gli antibiotici, antiinfiammatori, antidolorifici ecc.) e quindi il corpo è obbligato a fare un doppio o triplo lavoro per poterne uscire; fortunatamente che la mente da un grande supporto in questi casi e ci sovviene con l’effetto placebo, di un’efficacia straordinaria ampiamente verificata, che consente il mirabile superamento della malattia e dell’intossicazione farmacologica che noi ci aggiungiamo.

Per concludere considero questa fantomatica parola molto importante per la nostra salute perché conoscendo la reale causa del mio star male:
o       non adotto cure mediche sbagliate o inutili (es. vedasi le malattie mentali) che chiaramente non possono arginare il mio malessere;
o       non si ingenera nella mia mente la paura di un male “sconosciuto” ed ingiusto che chiaramente non so come affrontare, nonostante le moderne cure sanitarie(vedasi tumori, leucemie, sclerosi ecc.);
o       il sintomo(dolore) diventa ragionevole, giusto e quindi ben più sopportabile(vedasi mal di schiena e dolori ossei in generale, emicranie ecc. ecc.) poiché acquisisce un suo senso;
o       posso scegliere preventivamente di stare lontano o quantomeno di limitarne il “contatto” con la causa facendo vera prevenzione o posso ridurne la gravità.

Non so se vi è mai giunta all’orecchio questa astrusa parola, ma ora avete un’idea della sua importanza e quanto possa fare la differenza per il nostro benessere disporre di tale informazione essenziale.

Se non conosciamo le motivazioni che ci portano a stare male come possiamo condurre una vita serena?
E se ci fosse la possibilità di conoscere l’eziologia di ogni nostra malattia ci piacerebbe saperla?
Se sperate che qualcuno ce la venga a dire forse è perché non conoscete bene "mamma sanità" ed i suoi veri scopi, in caso contrario sapete già che ci dobbiamo dare da fare per cercarla e prendere parte attiva nella nostra vita.

Marcello Salas

venerdì 29 maggio 2015

I medici non sono esperti di salute ma di malattie

La Fabbrica della “Salute” (si fa per dire)



Oggigiorno siamo tutti malati. Come si spiega questo in un mondo in cui la ricerca promette continuamente di debellare l’umanità dalle malattie? Alla base di ciò sono una errata percezione di ciò che sono le “malattie” ma soprattutto enormi interessi economici. La notizia positiva è che è possibile cambiare questo stato di cose, a partire dall’assunzione di responsabilità della propria salute in prima persona. Oggigiorno è virtualmente impossibile vivere da sani. 
Oggigiorno la normalità è vivere da malati e del resto se il settore medico-farmaceutico è il primo al mondo per fatturato un motivo ci sarà. E fin qui è tutto procede sui binari della normalità, perché noi moderni crediamo sia normale “ammalarsi”, crediamo sia normale “essere malati”, crediamo normale ricorrere ai medici, agli ospedali, alle medicine, per “curarci”. Noi crediamo che per curarci abbiamo bisogno della medicina, possibilmente una Medicina con la “M” maiuscola. Non è del resto la “guerra contro le malattie” il compito ufficiale di cui è investita la Medicina nell’immaginario comune? Da qui è tutto un proliferare di guerre: contro il cancro, contro l’alzheimer, contro la sclerosi, il diabete, la depressione, quello e quell’altro. Del resto in un mondo in guerra contro tutto e tutti (natura, animali, popoli, clima, ecc.) non è normale essere in guerra anche contro le malattie?

Noi crediamo nella religione della medicina che ci salverà dalle malattie che, cattive che non sono altro, ci vogliono tutti morti. Bisognerebbe invece ficcarsi bene in testa anzitutto che i medici, con tutte le eccezioni del caso (e questo sia ben chiaro), non sono esperti di salute ma di malattie (che non è stessa cosa) e soprattutto che noi non viviamo affatto grazie alla medicina ma nonostante questa. Del resto alcune cifrette parlano chiaro: la medicina, tra vaccini, somministrazioni di farmaci con effetti collaterali vari, infezioni contratte in ospedale, diagnosi ed interventi chirurgici errati, varie ed eventuali, è la prima causa di morte negli Usa (oltre 800.000 statunitensi muoiono ogni anno per colpa della medicina ufficiale) e la terza in Europa (2). Ma questo non conta perché nella nostra testa la Medicina ci salva e nemmeno le cifre ci convincono del contrario.

Se non avessimo abdicato del tutto alla nostra capacità di formulare pensieri logici e di buon senso, ci porremmo immediatamente un paio di domandine molto semplici: da dove vengono le malattie? E, soprattutto, cosa sono le malattie? Ma queste domande non ce le poniamo perché siamo stati educati a credere nel mondo in cui viviamo e nelle sue strutture, di cui la tecno-medicina scientifica è senza ombra di dubbio una struttura portante. Insomma, se ci ammaliamo la colpa non è mai del mondo e del modo in cui viviamo e proprio per questo crediamo nella Medicina che ci salverà. Perché la Medicina fa parte di quel mondo e rinnegarla significherebbe rinnegare quel mondo, cioè rinnegare come viviamo.

Perché ci “ammaliamo” dunque? Pensiamoci un attimo: siamo animali fisiologicamente frugivori e ci cibiamo di carne, pesce, latticini, uova, grani (il tutto ovviamente ben cotto e devitalizzato) combinandoli per di più tra loro (rendendo così la digestione estremamente difficile ed energeticamente dispendiosa, energie che il nostro corpo non può convogliare alla “salute”) e generando in tal modo tossiemia, ma questo non importa. Questi (pseudo)cibi che ingeriamo quotidianamente sono pieno di veleni e composti chimici per la loro colorazione, conservazione, ecc., ma anche questo non importa. Inoculiamo vaccini (organismi geneticamente modificati, metalli vari, formaldeide, ecc.) nei corpi dei nostri bimbi (e anche adulti), ma la cosa non è determinante. Nel corso della nostra vita assumiamo medicinali (cioè veleni) per “curarci”, ma pure questo non incide affatto. Respiriamo aria satura di composti chimici e nanoparticelle (sono dappertutto) ma la cosa non conta affatto.
Conduciamo vite del tutto innaturali, con pochissimo movimento, seduti per ore dietro ad un computer, su un divano, sul sedile di un auto, al chiuso di una casa, un ufficio, una fabbrica, un centro commerciale, un centro abbronzatura, quando sappiamo benissimo che il nostro corpo è fatto per muoversi e stare all’aria aperta). Ma questo non ci fa niente. Siamo costantemente immersi in campi elettromagnetici, ma potranno mai essere i campi elettromagnetici i responsabili della nostra salute? Usiamo l’aria condizionata per il troppo caldo e il riscaldamento per il troppo freddo (ormai non siamo in grado di sopportare più nulla), con ciò indebolendo progressivamente il nostro corpo. Ma nemmeno a pensare che un corpo indebolito e con le difese immunitarie altrettanto indebolite possa essere la causa delle nostre malattie! Ma come ci viene in mente?! Abbiamo lavori orribili e senza senso che ci fanno stare male, relazioni perlopiù altrettanto orribili al lavoro, in famiglia, in società, ma la cosa non conta nulla.

Siamo stanchi, depressi, annoiati, stressati, del tutto privi di gioia ed entusiasmo per la vita, ma non ci passa nemmeno per la testa che tutto questo possa influire minimamente sulla nostra salute.

Assumiamo droghe di ogni genere (ufficiali e non) ma la cosa non incide minimamente. Spalmiamo sulla nostra pelle creme, lozioni, rossetti, shampoo, you name it, anche questi tutti pieni di composti chimici e delle onnipresenti nanoparticelle,  le quali, essendo nano, eludono le naturali barriere protettive del nostro sistema immunitario per arrivare dritte al sangue (e lì fermarsi). Ma pure questo non incide sulla nostra salute perché in fondo, (non)ragiona il cittadino medio, potranno mai essere creme, lozioni, rossetti, shampoo e tutto il resto i responsabili delle nostre malattie? Ma dai, non sono stati testati negli asettici laboratori del mondo progredito? Non hanno ottenuto l’imparziale placet per la commercializzazione dei vari Ministeri della Salute (leggi, della Malattia)?

venerdì 14 marzo 2014

CHEMIOTERAPIA: SE LA CONOSCI LA EVITI E NON TI UCCIDE




La perseveranza della chemioterapia in Italia più che diabolica è omicida.
Nonostante la recente pronuncia dell’OMS in merito alla sua provata nocività (QUI) ed alla sua provata inefficacia si continua a elargirla indiscriminatamente.
Già da molti anni ci si era resi conto della palese inefficacia e della dannosità di tale terapia la quale devasta il corpo creando un ambiente oltremodo acido, quindi mortale per ogni cellula, poi diversi anni fa qualcuno rese di pubblico dominio che i farmaci antitumorali riportavano nelle loro indicazioni (bugiardino) la dicitura “cancerogeno o puo’ causare il cancro”. Sono passati degli anni in cui molte persone sono morte per tale pratica e molte altre hanno sostenuto una battaglia per far riconoscere il male insito in tale terapia diabolica. Ora, anche se in ritardo va bene, che l’OMS dichiara ufficialmente quello che già si sapeva da oltre un ventennio, qui in Italia si fa finta di niente!
Ma cosa stiamo aspettando che le varie autorità diano la loro interpretazione o attuazione ad una dichiarazione ufficiale dell’OMS? Ma allora ci vorranno altri 5-10 anni!

Basta! Bisogna finirla.
Medici in primis ribellatevi come potete o fatelo capire ai vostri pazienti e fornite alternative valide, magari naturali, tanto lo sapete meglio di me come stanno le cose.
A tutti gli altri dico: attenzione, non date nulla per scontato, chiedete delucidazioni per tutto, chiedete alternative, informatevi sul web, fatevi aiutare dai vostri parenti più informati e nel frattempo state pure tranquilli ed uscite dal vostro stato di paura, tanto grazie al cielo (veramente agli uomini di buon cuore) ora sappiamo cos’e’il cancro e come combatterlo, quindi massima serenità.
Tenete presente che i dati statistici sulla chemioterapia sono quasi sempre occultati o altrimenti appositamente falsati, nel senso che se ne vantano solo le pochissime lodi. Si è dimostrato da tempo il sostanziale fallimento di questo approccio terapeutico, essendo la chemio-terapia curativa solo nel 5,9% dei casi su oltre 785.000 casi studiati, e nel 13% di tutti i casi.
Se siamo ammalati ricordiamoci che non siamo soli, ci sono persone in giro pronte ad aiutarci, pronte a sostenerci, non necessariamente dobbiamo affidarci ciecamente alla medicina ufficiale se abbiamo dei dubbi prendiamoci una settimana per approfondire quel che non conosciamo, per capire il male che ci affligge. Vogliamoci bene, il cancro come tutte le malattie ha una sua funzione e bisogna conoscerlo per non temerlo, in ogni caso esistono terapie alternative di straordinaria efficacia.

Questo mio appello non è follia come potrebbe sembrare, gli stessi oncologi se ne sono accorti subito dell’orrore di tale terapia e quelli che lo sanno e continuano a farlo per sopravvivere si riconoscono subito, entrano in empatia col malato, lo tranquillizzano, fanno scegliere il tipo di terapia oncologica e si ricordano di lui poiché hanno sofferto insieme. Altri oncologi hanno abbandonato la professione, altri si sono opposti ed ora cercano di informare la gente come possono, con libri, siti web, ebook gratuiti ecc.
Stiamo parlando di una malattia che combattiamo da 50 anni senza alcun risultato, non riusciamo a prevenirla e non riusciamo a debellarla efficacemente nonostante l’enorme progresso nel campo medico, ove l’unico vero e tangibile progresso-miglioramento si e’ avuto nel campo della diagnostica; riescono a dirti se avrai il cancro con qualche anno di anticipo, ma non riescono a dirti il perché. Se volete saperlo basta approfondire sulle scoperte fatte dal dr. Hamer, dopo averlo fatto i vostri dubbi saranno dissolti, la vostra percezione della malattia completamente stravolta, la vostra vita cambiata in meglio e per sempre.
La medicina preventiva assicura il continuo incremento di malati, perché e’ diventata tanto sensibile che ogni minima naturale variazione dei tessuti corporei viene individuata e in quel caso si decide di debellarla nei consueti modi (farmacologicamente o chirurgicamente) tanto per far stare tranquillo il paziente o perché lo ha deciso il protocollo sanitario? Sarebbe interessante sapere gli introiti correlati alle cure oncologiche (QUI)?
Di cure alternative ed efficaci per il cancro esistono da quando esiste la malattia e sono veramente tante, tuttavia non rendono economicamente quanto quelle farmacologiche ufficiali quindi al diavolo i bisognosi . . . ., qui si tratta di affari.

mercoledì 20 marzo 2013

Neurology: il regno del terrore




A volte ho tanti pensieri che mi assillano e una rabbia che mi assale. Mi sento una spada di Damocle sulla testa e, chi come me convive con una patologia, puo' capirmi. Siamo in un mondo che non vuole soltanto far ammalare i malati, ma vuole anche ammalare i sani. Il rapporto con il medico moderno, si e' involuto, in un modo spaventoso, che ci e' sfuggito di mano. Non posso certo fare di tutta un'erba un fascio: ho conosciuto qualche bravo medico, attento ai sentimenti del paziente e desideroso di lasciare al paziente stesso la facolta' di scegliere quale "cura" fosse piu' adatta a lui/lei. Perche' la liberta' di scelta della cura e' un diritto insindacabile, ormai dimenticato dalla massa dei medici. Ma voglio discutere di questa massa di Terzilli cafoni e arroganti che vedo in giro, che impongono la loro pseudo assoluta verita', su noi che a volte non ce la facciamo a contrastare. E vi assicuro che ne incontro tanti. I neurologi sono la categoria con la quale, ahime', ho piu' a che fare. E comincero' col dirvi che hanno un aspetto orribile: sono brutti, hanno una pessima cera perche' mangiano male e dormono poco, hanno le occhiaie, perdono i capelli, alcuni si mangiano le unghie e spesso sono innaturalmente magri e tralasciamo ovviamente quelli che fumano. E loro dovrebbero curare noi?


Inoltre, ho notato che sono sempre nervosi, di pessimo umore e spesso,   estremamente pessimo. Poi, personalmente sono stata spesso oggetto del loro nervosismo piu' o meno accentuato. (E sono sicura di non essere la sola al mondo!!). Ho cambiato tre centri: due centri pubblici "d'eccellenza" (ah ah ah) nella "cura" per la sclerosi multipla, nei quali non ho mai cacciato una lira e uno privato, di medicina omeopatica unicista, in cui pago le visite e i rimedi omeopatici che mi danno. Speravo di trovare un porto sicuro in quest'ultimo centro, ma anche qui, la neurologa, secca come un chiodo, svolge il doppio ruolo di medico omeopata qui e di medico tradizionale in una altro ospedale pubblico "d'eccellenza". Sicche' sono circondata. Non credo siano i deliri di una malata disperata, dal momento che vado a ballare latino americano, mi alleno all'aria aperta due volte a settimana, porto fuori i miei cani tutti i giorni e vado in bicicletta e anche a cavallo. Inoltre, ho un'attivita' lavorativa soddisfacente (che svolgo anche in piedi) e l'hobby di partecipare a mercatini.  E non ve lo dico perche' voi siate ammirati dal fatto che nonostante la malattia ho una vita piena. No! Il punto e' che io sono una malata che sta bene, per ora. Ma sono afflitta dai  vari neurologi che mi hanno seguito, prima uno, poi l'altro (anzi no: tutti insieme, perche' loro non sono mai da soli, ma lavorano in team), perche' sono una malata sana. Finche' prendevo l'interferone ed ero divenuta l'ombra di me stessa, nessuno di loro aveva nulla da dirmi: a loro bastava la mia angoscia, la mia disperazione e la sensazione che mi sentissi una larva umana, li rassicurava del fatto che tutto stesse procedendo nella giusta direzione. Ma quando ho alzato la testa e ho detto: "Ehi, ma io i piu' grandi disturbi li ho avuti a causa dell'interferone e non per la malattia, allora smetto di prendere questo farmaco "preventivo", altrimenti scompariro' dalla faccia della terra, allora li' sono cominciati i soprusi psicologici. Il primo neurologo ha cercato di convincermi in modo paternalistico, poi un bel giorno si e' incazzato e mi ha urlato che il suo era un centro d'eccellenza lodato anche dalla Montalcini e anche il suo staff ha cominciato a trattarmi diversamente, in modo sempre piu' scocciato. Io volevo soltanto non prendere l'interferone, senza dietrologie! E cosi' me ne sono dovuta andare! Non c'e' bisogno che qualcuno ti dica che non sei gradito, per capirlo...si sente! Ma attenzione! Se avessi ripreso il farmaco, sarebbe tutto tornato come prima: indifferenza cordiale. Cosi' ho cambiato centro, su consiglio e presentata dalla mia psicologa Aism!! Ho spiegato fin da subito che non avrei preso farmaci e che per questo motivo ero dovuta andar via dall'altro centro. Per un po' hanno provato ad accontentarmi, poi a convincermi con le buone e poi con le cattive. Stessa spiaggia, stesso mare: anche a questi che stavo bene, dava fastidio! Ma perche'?! Io sarei felice di avere di fronte a me una paziente affetta da SM o da una qualsiasi altra malattia e vedere che sta bene. E invece loro no!!! Mai una volta una parola gentile quando mi visitavano...e soprattutto erano infastiditi a causa del mio stato di salute!!!!!! Una era talmente indispettita che mi ha anche passato con tutta la sua forza la penna sotto al piede durante la visita, facendomi del male. E allora io stupida, educata a non rispondere mai, a sopportare e ad essere sempre gentile, zitta. Oltre che malata, pure maltrattata! Come i mei ex amici...non solo non li ho piu' visti ne' sentiti, mi hanno detto pure che ero io ad essere sparita!! E questo a Roma, si chiama buttarla in caciara, (un modo pseudo scanzonato, per non ammettere che sei 'na testa de cavolo) e meno male che ho senso dell'umorismo... Cosi' mi armo di forza e coraggio e vado a pagamento in un centro diverso (medicina omeopatica hannemaniana). Ma anche qui: surprise! La neurologa lavora anche in un centro SM pubblico ed e' gentile devo dire; ma anche lei, nell'ultimo controllo, mi ha dato l'impressione che cercasse qualcosa che non andasse in me, ma niente, signori miei, io sto bene e non ho sintomi ed e' un dato di fatto! I salti sulle punte, sui talloni, camminata, guarda a destra e a sinistra, guarda in su e guarda in giu e dai un bacio a chi vuoi tu. Quindi, di fronte al nulla, anche lei e' "caduta" nel comportamento di tutti i neurologi che ho incontrato finora: instillare non solo il dubbio, ma anche il terrore. Facciamo un'altra risonanza a sei mesi, hai avuto la neurite ottica retrobulbare, ne ho vista di gente perdere l'uso totale dell'occhio. Cambia centro, cambia la placca, ma la formula e' la stessa: incutere terrore. 
Ma che studiano questi all'universita'?????

Appena smetti l'interferone avrai una ricaduta...devi prendere l'interferone, non vorrai mica camminare con le stampelle tra qualche anno?...hai una sola placca nel midollo, ma e' pericolosa: se si attiva puo' compromettere l'uso degli arti...con questa placca attiva (asintomatica), io ti devo dare qualcosa per forza, altrimenti chissa' che succede...se stavi in un centro pubblico, ti avrei dovuto fare un bolo di cortisone....facciamo una risonanza a sei mesi, altrimenti chissa' che succede dopo questa neurite...ho visto pazienti perdere totalmente la vista....non prendete i farmaci e poi piangete...ah, sapessi quanti ne ho visti...be' ma solo il 3% dei pazienti e' morto a causa del Fingolimod, che sara' mai?...

Signori neurologi, che c'e'? Non sapete "curare" una persona malata che sta bene? O siete affezionati cosi' tanto alla SM che se uno quasi non ha sintomi, vi da' fastidio? O non potete smettere di prendere sovvenzioni e regalini dalle case farmaceutiche? O avete cosi' paura da instillarla ai poveri pazienti?

Un applauso ai neurologi 
e 
benvenuti a Neurology...  
il regno del terrore!

Se non siete ancora convinti date un'occhiata a questi link: