venerdì 14 marzo 2014

CHEMIOTERAPIA: SE LA CONOSCI LA EVITI E NON TI UCCIDE




La perseveranza della chemioterapia in Italia più che diabolica è omicida.
Nonostante la recente pronuncia dell’OMS in merito alla sua provata nocività (QUI) ed alla sua provata inefficacia si continua a elargirla indiscriminatamente.
Già da molti anni ci si era resi conto della palese inefficacia e della dannosità di tale terapia la quale devasta il corpo creando un ambiente oltremodo acido, quindi mortale per ogni cellula, poi diversi anni fa qualcuno rese di pubblico dominio che i farmaci antitumorali riportavano nelle loro indicazioni (bugiardino) la dicitura “cancerogeno o puo’ causare il cancro”. Sono passati degli anni in cui molte persone sono morte per tale pratica e molte altre hanno sostenuto una battaglia per far riconoscere il male insito in tale terapia diabolica. Ora, anche se in ritardo va bene, che l’OMS dichiara ufficialmente quello che già si sapeva da oltre un ventennio, qui in Italia si fa finta di niente!
Ma cosa stiamo aspettando che le varie autorità diano la loro interpretazione o attuazione ad una dichiarazione ufficiale dell’OMS? Ma allora ci vorranno altri 5-10 anni!

Basta! Bisogna finirla.
Medici in primis ribellatevi come potete o fatelo capire ai vostri pazienti e fornite alternative valide, magari naturali, tanto lo sapete meglio di me come stanno le cose.
A tutti gli altri dico: attenzione, non date nulla per scontato, chiedete delucidazioni per tutto, chiedete alternative, informatevi sul web, fatevi aiutare dai vostri parenti più informati e nel frattempo state pure tranquilli ed uscite dal vostro stato di paura, tanto grazie al cielo (veramente agli uomini di buon cuore) ora sappiamo cos’e’il cancro e come combatterlo, quindi massima serenità.
Tenete presente che i dati statistici sulla chemioterapia sono quasi sempre occultati o altrimenti appositamente falsati, nel senso che se ne vantano solo le pochissime lodi. Si è dimostrato da tempo il sostanziale fallimento di questo approccio terapeutico, essendo la chemio-terapia curativa solo nel 5,9% dei casi su oltre 785.000 casi studiati, e nel 13% di tutti i casi.
Se siamo ammalati ricordiamoci che non siamo soli, ci sono persone in giro pronte ad aiutarci, pronte a sostenerci, non necessariamente dobbiamo affidarci ciecamente alla medicina ufficiale se abbiamo dei dubbi prendiamoci una settimana per approfondire quel che non conosciamo, per capire il male che ci affligge. Vogliamoci bene, il cancro come tutte le malattie ha una sua funzione e bisogna conoscerlo per non temerlo, in ogni caso esistono terapie alternative di straordinaria efficacia.

Questo mio appello non è follia come potrebbe sembrare, gli stessi oncologi se ne sono accorti subito dell’orrore di tale terapia e quelli che lo sanno e continuano a farlo per sopravvivere si riconoscono subito, entrano in empatia col malato, lo tranquillizzano, fanno scegliere il tipo di terapia oncologica e si ricordano di lui poiché hanno sofferto insieme. Altri oncologi hanno abbandonato la professione, altri si sono opposti ed ora cercano di informare la gente come possono, con libri, siti web, ebook gratuiti ecc.
Stiamo parlando di una malattia che combattiamo da 50 anni senza alcun risultato, non riusciamo a prevenirla e non riusciamo a debellarla efficacemente nonostante l’enorme progresso nel campo medico, ove l’unico vero e tangibile progresso-miglioramento si e’ avuto nel campo della diagnostica; riescono a dirti se avrai il cancro con qualche anno di anticipo, ma non riescono a dirti il perché. Se volete saperlo basta approfondire sulle scoperte fatte dal dr. Hamer, dopo averlo fatto i vostri dubbi saranno dissolti, la vostra percezione della malattia completamente stravolta, la vostra vita cambiata in meglio e per sempre.
La medicina preventiva assicura il continuo incremento di malati, perché e’ diventata tanto sensibile che ogni minima naturale variazione dei tessuti corporei viene individuata e in quel caso si decide di debellarla nei consueti modi (farmacologicamente o chirurgicamente) tanto per far stare tranquillo il paziente o perché lo ha deciso il protocollo sanitario? Sarebbe interessante sapere gli introiti correlati alle cure oncologiche (QUI)?
Di cure alternative ed efficaci per il cancro esistono da quando esiste la malattia e sono veramente tante, tuttavia non rendono economicamente quanto quelle farmacologiche ufficiali quindi al diavolo i bisognosi . . . ., qui si tratta di affari.

mercoledì 12 marzo 2014

La Natura non crea sfigati - Online

Ciao a tutti e buona giornata.
Ho finito la "monumentale" opera "La Natura non crea sfigati", che potete raggiungere qui: http://strumentistaso.altervista.org/NMG/Presentazione/natura-non-crea-sfigati1.html
E' importante che leggiate la pagina delle info, per avere una esperienza completa e facile: http://strumentistaso.altervista.org/NMG/Presentazione/info.html

Sono state apportate diverse modifiche che spero vi piacciano.
Sono graditi consigli, correzioni, eventuali ampliamenti e quant'altro possa essere inerente alla cosa e di interesse generale.

Ciao :-)

martedì 11 marzo 2014

La miglior virtù o il peggior difetto?

EMOZIONI, VIBRAZIONI E SCELTE

Numerosi studiosi hanno dimostrato come le cellule del nostro corpo reagiscono alle nostre emozioni adattando la loro membrana con i giusti recettori al fine di ricevere i segnali dal cervello (una sorta di nutrimento) senza i quali non potrebbero partecipare al processo di crescita ed evoluzione proprio e dell’essere. Le emozioni determinano il rilascio da parte del sistema limbico (ghiandole cerebrali) di neuropeptidi specifici per ogni singolo “vissuto”, le cellule del nostro organismo per poter prendere parte al mantenimento della salute e all’evoluzione attuano più o meno rapidamente delle sostituzioni dei loro recettori per ricevere tali segnali.

La mancanza di specifici recettori determinata da un cambiamento emotivo improvviso determina una situazione di disagio per le cellule che non sono ancora preparate a ricevere il nuovo segnale, questa situazione di emergenza cellulare, che andrà pian piano risolvendosi, determina a livello subconscio una vera e propria astinenza che potrebbe essere anche di forte intensità, quando l’emozione è diametralmente opposta alle solite provate per molti anni.

Ai ricercatori nel campo della biologia cellulare è apparso chiaro che il nostro organismo soffriva di dipendenze dalle nostre usuali emozioni, la mancanza quindi delle solite routine comportamentali e quindi emozionali con la successiva modifica degli ormoni cerebrali (neuropeptidi) causava un disagio notevole che pur non manifestandosi a livello conscio aveva degli effetti reali ed immediati sul comportamento dell’individuo(tipico da astinenza).

La persona che è abituata a fare/pensare/sentire sempre le stesse cose è inconsciamente molto restia ai cambiamenti della sua condotta, la cui assenza gli crea un notevole disagio reale, tanto forte da non consentirgli un sereno cambio di “vedute”.
La crisi d’astinenza generata da un cambio d’atteggiamento repentino è tale da indurre l’individuo alla ricerca inconsapevole delle vecchie circostanze/azioni (zona confort); volendo procedere per esempi possiamo prendere la nostra stessa vita ed analizzarla, se siamo solitamente propensi al litigio, la tendenza è quella di continuare con tale atteggiamento e a ricercalo a livello inconscio, mentre se siamo abituati a perdonare o sorvolare difficilmente cercheremo lo scontro poiché le sensazioni opposte ci creano disagio/sofferenza.

Ovviamente il motivo che si frappone tra noi ed una nuova comprensione dell’esistenza non è solo di natura biochimica, ci sono molti altri “impedimenti” dei quali ne citerò solo alcuni. 
C’è l’aspetto prettamente mentale, infatti le informazioni che abbiamo memorizzato formano nel nostro cervello-mente delle coerenze, intrecci molto solidi (anche strutture fisiologiche) che è difficile destrutturare. Ogni nuova informazione-pensiero che sia difforme da quelli già esistenti deve trovare nelle esperienze passate dei punti di contatto, aggancio, conferma o condivisione che gli consenta di integrarsi gradualmente al gruppo di credenze creatosi nel corso della vita. Non è quindi facile che la nuova informazione venga accettata ed integrata, di norma questo richiede del tempo di adattabilità affinché la nostra parte cosciente trovi sempre più connessioni con gli altri dati; un’informazione nuova che non trova alcun riscontro in quelli memorizzati viene scartata all’istante (es. se ci dicessero che siamo alieni o peggio stupidi). La presenza di molti altri filtri mentali formatisi con l’inculturazione limita ulteriormente tale integrazione, pertanto massime del tipo "La verità attraversa sempre tre fasi: nella prima viene ridicolizzata; nella seconda ci si oppone violentemente; infine, la si accetta come ovvia.” di Arthur Schopenhauer, trovano un loro fondamento tangibile.

Non è solo questo, ci sono anche altre interconnessioni con il nostro corpo energetico, in quanto le energie del corpo nel corso dell’adattamento alle nuove idee rallentano il loro flusso, per poi riprendersi meglio di prima una volta integrate completamente.

Questa superficiale disamina dell’argomento tuttavia non tiene conto della natura intrinseca delle nostre emozioni, azioni e pensieri, infatti se fosse tutto qui potremmo dire che non c’è differenza tra vari tipi di comportamento, es. tra fare del bene e fare male ed in effetti a livello strettamente chimico l’effetto è il medesimo. 
Volendo però tener presente la natura sostanziale dei nostri atteggiamenti e della vita in genere si evidenziano altri fattori che influiscono sul nostro essere in maniera concreta in relazione al tipo di comportamento adottato.
Azioni negative non producono risonanza benefica, mentre quelle positive invece vanno in risonanza con le frequenze naturali del creato e agiscono nel profondo sia in chi agisce che nel ricevente. 

Come e Perché?
I ricercatori, non solo quelli spirituali, si sono avveduti del fatto che la nostra realtà è fatta, nella sua unità fondamentale, da vibrazioni; tutto vibra dalla singola particella subatomica alle galassie intere, la vibrazione è la componente chiave della massa(impropriamente chiamata materia), senza la vibrazione la massa non sarebbe più soggetta alle leggi dello spazio e del tempo, diventerebbe atemporale e occuperebbe uno spazio infinito e infinitesimale allo stesso tempo divenendo materia(non massa). La materia quindi diviene massa solo dopo aver iniziato a vibrare e quindi “definibile” in termini di spazio-tempo. 

La vibrazione di fondo di ogni cosa conosciuta è la stessa che ha dato origine a tutto, è coerente, armoniosa, essenziale e vitale. 
Le vibrazioni che scaturiscono dai nostri pensieri, parole o gesti se non contrastano con le naturali vibrazioni della realtà vanno in risonanza con esse amplificando il loro effetto, incontrando un obbiettivo (essere vivente e non) sollecitano un’ulteriore emissione dell’analogo “suono”; quelle negative non avendo carattere di naturalezza, in quanto in contrasto coi principi creativi, cooperativi ed evolutivi della natura, hanno vita(effetto) breve. 

L’odierna esistenza, in questa evoluta(?) civiltà, è immersa in un mondo vibrante innaturale e dannoso (musica a 440 hz, vibrazioni wi-fi, armi soniche e scalari ecc.) che non agevola la condizione di salute dell’individuo, tuttavia l’essere umano, espressione universale della coscienza, ha la possibilità di variare le proprie frequenze per mezzo di una vita serena e felice, tramite la meditazione, tramite lo sport o con qualsiasi altra attività che favorisca il riequilibrio fisico-emozionale.

Questo assunto, che qui ho solo brevemente esplicato, trova conferma nelle innumerevoli ricerche di Masaru Emoto che studia la memoria dell’acqua, la quale dimostra non gradire atteggiamenti innaturali; i cristalli d’acqua con l'informazione positiva hanno forme armoniose, simmetriche e bellissime, che diventano amorfe in caso di informazioni negative-non naturali.

Se prima era difficile comprendere come mai l’effetto di una azione benevola/positiva/naturale avesse un influsso tanto potente da appianare molte sofferenze ora è chiaro che tutto ciò che è naturale vive, coopera e risuona con le vibrazioni vitali a favore del tutto.

Tenuto conto dei numerosi impedimenti pratici che si frappongono tra noi ed un cambiamento/ miglioramento si comprende il perché l’individuo non è disposto a cambiare e quindi un po’ soffrire, insistendo con la solita routine trita e ritrita, si annoia, si dispera, si lamenta, ha paura e si ammala

Solo l’esperienza diretta potrà fornire ad ognuno le risposte che cerca, leggere quattro righe, forse sconclusionate, non fornirà la giusta motivazione al cambiamento.
Sappiamo bene che ci muoveremo verso il “nuovo” solo dopo una forte “scossa” in caso contrario resteremo nel nostro piccolo habitat ideologico. Nella società moderna i cambiamenti socio-culturali collettivi(leggasi programmazione mentale delle masse) non essendo così repentini non ci inducono ad opporci, tentenniamo e poi li accettiamo pur sapendo che il lento peggiorare delle condizioni di vita viene portato avanti di proposito a piccoli passi, per farci arrendere/cedere.

Riuscire ad effettuare dei cambiamenti con scioltezza gioverebbe per acquisire nuove coerenze mentali, aumentare le percezioni anche vibrazionali, le capacità cognitivo-funzionali, lo stato di salute psico-fisico, ridurre la sofferenza da astinenza emozionale e ad avere sempre aperta una porta per il cambiamento e la sperimentazione del nuovo e di se stessi.

Quella che qualcuno giudica la migliore delle nostre virtù cioè quella di essere sempre noi stessi, di essere coerenti, di avere dei principi immutabili, potrebbe essere il nostro peggior difetto?

"Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso." Dalai Lama



LIBRI: Biologia delle credenze – Bruce H. Lipton; libri sull’acqua di Masaru Emoto; Bleep. . . . – William Antz; Programmazione mentale – Eldon Taylor; Neuroschiavi – Marco della Luna e Paolo Cioni. - AUDIO-VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=oyaBZ-RJkjY  - http://www.youtube.com/watch?v=KTbLjEeO9Yo - http://www.youtube.com/watch?v=TFWOk5NQaHc WEB: Siti web e blog fuori dal sistema.

giovedì 6 marzo 2014

Crudismo, Denti e Nuova Medicina Germanica

Il Crudismo, che per lo più si appoggia ad una visione igienista dove è data molto importanza all'aspetto biochimico della salute, e la Nuova Medicina Germanica dove - si potrebbe dire - è data molta importanza all'aspetto biopsichico della salute (anche se questo termine non sarebbe mai usato da un purista della NMG), si muovono da posizioni molto diverse. Entrambe le discipline offrono però degli avanzamenti importantissimi nel campo della salute e forse un giorno potranno essere perfettamente integrate.
Personalmente ritengo che le 5 Leggi Biologiche dovrebbero essere la base di qualsiasi pratica medica o salutistica, indipendentemente dall'indirizzo terapeutico specifico poi adottato, poiché ad oggi ritenere un tumore il risultato di una cellula impazzita o la malattia un errore e non un programma biologico non ha più senso. (Il vantaggio della NMG è che ognuno può verificarne gli assunti su di sé e sui propri sintomi, esattamente come l'efficacia di una dieta crudista va al di là di qualsiasi teoria sull'alimentazione in quanto chiunque può verificarla da solo sulla propria slaute e sul proprio benessere).

Veniamo adesso alla questione dei denti: non è infrequente tra i crudisti, e in modo particolare tra i fruttariani, accusare problematiche dentali. Spesso sotto accusa viene messa la frutta acida ed il problema viene analizzato per lo più da un punto di vista biochimico.
Anche accettando che vi sia una componente di facilitazione alla carie in caso di assunzione di cibi particolarmente acidi, non si capisce perché però ad alcuni questo accade mentre ad altri no... ciò che viene ignorato sono proprio le 5 leggi biologiche che regolano la manifestazione di questi problemi!!

Secondo Hamer (vedi http://www.nuovamedicinagermanica.it/content/view/116/55/) i problemi dello smalto dentale derivano da un conflitto di autosvalutazione ("Vorrei mordere ma non posso"). In fase di conflitto attivo la dentina, o anche il solo smalto, subiscono una lisi, mentre il dolore si ha nella fase di riparazione. Esistono delle sfumature specifiche per i denti: gli incisivi, infatti, servono per "azzannare", i canini per "catturare" ed i molari per "triturare" (sia il cibo che, in senso figurato, una situazione o una persona).


In un animale domestico, ad esempio, può capitare che un cane vorrebbe azzannarne un altro che considera un suo rivale ma che il padrone lo blocchi ... è possibile che una situazione di questo tipo, soprattutto se ripetuta, possa causare le carie. Nell'essere umano l'azzannare è per lo più figurato (ad es. potrebbe essere il voler raggiungere un obiettivo), ma per un crudista o un fruttariano il conflitto può tornare ad essere molto concreto e riguardare il cibo direttamente. Una delle sfumature che riguardano le carie è "Io vorrei mordere quella cosa ma non me ne danno la possibilità"; a negarci la possibilità di mordere potrebbero benissimo essere le nostre convinzioni alimentari e il forzarsi ad una dieta stretta quando, più o meno inconsciamente, sentiremmo ancora un bisogno emozionale-istintuale di cibarci di cibi non contemplati nel percorso scelto. Un'altra possibilità è che in una dieta più strettamente fruttariana venga meno quel "gusto del mordere" che si ha nell'azzannare un panino o anche nel triturare un'insalata e che soddisferebbe di per sé la necessità biologica di azzannare, anche intesa in modo figurato quando ci sono situazioni di vita che ci fanno stare "a denti stretti" ma dove vorremmo invece "mordere" con gusto e a fondo.

Questi sono solo spunti, ovviamente solo un'attenta analisi della situazione individuale permetterebbe di comprendere a fondo il tipo di conflitto e cosa lo abbia scatenato. Spero con questo articolo di aver contributo ad allargare l'orizzonte dei problemi dentali in ambito crudista-fruttariano!

NOTA IMPORTANTE: Il fatto che le cosiddette malattie o i tumori siano parte di un processo biologico sensato non significa che siano sempre curabili con successo in tutti in pazienti. Vi sono anche specifiche situazioni patologiche che effettivamente mettono il paziente a rischio di vita sebbene risultino essere delle fasi riparatorie (ad es. l'infarto quando il conflitto corrispondente - la perdita del territorio - sia durato più di 9 mesi). Ciò che è cardinale nella terapia in NMG è sempre il vissuto interiore - il "sentito" - della persona, che funziona da barometro!
Ogni individuo è unico e deve essere trattato a sé!

Il mio consiglio è di non accettare la Nuova Medicina Germanica a priori, né di rifiutarla a priori. Dopo averla studiata nelle sue basi fondamentali, testatela, mettetela alla prova, verificatela nella vostra vita e in quella delle persone a voi più vicine!

Tratto da Compressa-mente

Approfondimenti:
frontelibero.blogspot.it/p/pdf-gratuiti

frontelibero.blogspot.it/p/le-5-leggi-biologiche-perche-ci-si ammala...

frontelibero.blogspot.it/la-nuova-medicina-germanica-spiegata alla mamma e agli amici...

Grazie Dottor Hamer
Voto medio su 60 recensioni: Da non perdere
Manuale di Applicazione delle Cinque Leggi Biologiche - Vol. 1 - Libro

domenica 2 marzo 2014

Le Parole per Crescere Tuo Figlio

Mi è capitato di leggere una parte del libro "Le Parole per Crescere Tuo Figlio" di Alessio Roberti e sono rimasto piacevolmente colpito dalla semplicità con cui l'autore risponde a quesiti che spesso noi genitori ci troviamo ad affrontare, riportando esempi di vita quotidiana, situazioni dove, a volte non è facile scegliere le parole giuste.

"Le parole si possono scegliere e quando comunichiamo con i bambini questa è la scelta più preziosa che abbiamo a disposizione.
Insegnamenti, rimproveri, battute scherzose... ogni parola che rivolgi a tuo figlio può essere per lui una sorgente di energia o la fonte di un inquinamento emotivo che lo condizionerà lungo il percorso del suo sviluppo."

"Trovarsi in disaccordo con altre persone è piuttosto normale e capita quasi ogni giorno. Quando i contrasti nascono in famiglia, è possibile gestirli in modo sereno ed educativo e trovare anche in questi momenti una buona occasione di crescita per te e tuo figlio.
Dal mio punto di vista di genitore ed esperto di comunicazione, l’aspetto più importante è riuscire a far capire a bambini e ragazzi che ci si può volere bene anche se qualche volta non si è d’accordo."

Estratto dal libro e prefazione:

I giudizi degli altri: aiuta tuo figlio a farli pesare meno
Era una bella giornata primaverile e dopo due settimane in giro per l’Italia a tenere corsi, finalmente ero a casa: quale occasione migliore per andare a prendere mio figlio a scuola? Ed eccomi, il “padre perfetto”, puntuale davanti all'ingresso insieme a un paio di nonni, qualche tata e un gruppetto di mamme in attesa. Finalmente i bambini escono e io sono lì, ad aspettare un bel sorriso e un abbraccio. Invece, ecco mio figlio che a testa bassa mi saluta e si incammina verso l’auto. Appena gli chiedo cosa è successo la verità mi si rivela immediatamente: Melissa [nome di fantasia] ha detto che le mie scarpe fanno schifo!
Ho tirato un sospiro di sollievo – perché poteva andarmi decisamente peggio – e gli ho prontamente spiegato chele sue scarpe erano belle. Poi mentre guidavo ho pensato: che genio della comunicazione che sono, tutto qui quello che posso fare? Rassicurarlo sul fatto che le sue scarpe sono belle? E se domani il problema fosse che qualcuno gli dice che il suo naso fa schifo? E se più avanti il giudizio degli altri potesse ferirlo su questioni molto più importanti?  Allora ho pensato a quello che ho studiato e insegnato negli ultimi vent'anni e mi sono reso conto che anche in questo caso, per aiutare i nostri figli a crescere, possiamo contare sulla forza delle nostre parole. Infatti, grazie alle parole possiamo insegnare ai nostri bambini e ragazzi ad avere quello che durante i corsi chiamo un “sistema personale di giudizio”, basato sui “propri” valori e gusti, piuttosto che su quelli degli altri. Quindi, se di fronte a mio figlio che si è appena sentito offeso dalle parole di un’altra persona, mi limito a dire: Per me le tue scarpe sono belle, sono stato poco utile. Ma se a questa frase aggiungo una domanda, allora forse mi danno il Nobel per la comunicazione. La domanda da un milione di dollari è: E TU cosa ne pensi?
Quindi se gli dico: Per me le tue scarpe sono belle. E TU cosa ne pensi?, quello che faccio è aiutarlo a porsi un interrogativo molto importante.
Perché questa domanda è così importante?
Perché i bambini e i ragazzi sono molto influenzati dal giudizio dei loro coetanei e degli adulti.
Gli esperti ci dicono che il modo in cui gli altri li vedono, spesso diventa il modo in cui loro vedranno se stessi. E quindi che i giudizi che gli altri esprimono su di loro, in buona o mala fede, possono portare i nostri
figli a un basso livello di autostima. Questo perché la fiducia che i nostri figli nutrono in se stessi è spesso legata a doppio filo al giudizio di altre persone, su cui di fatto non hanno nessun controllo.
Come possiamo allora, in quanto genitori, aiutare nostro figlio a creare e mantenere una solida autostima?
I nostri nonni ci risponderebbero: aiutandoli a ragionare con la propria testa.
Okay. E come, praticamente? La risposta è: dando maggior valore alle loro opinioni e ai loro punti di vista.
Più gli insegniamo, sin da piccoli, a ragionare con la loro testa, più eviteranno di farsi condizionare dagli altri. E nel farlo il linguaggio viene in nostro aiuto.
Il mio consiglio è quello di usare spesso queste domande:
E tu cosa ne pensi?
Tu come la vedi?
Sei d’accordo?
E poi questa domanda importantissima:
Cosa è importante per te?
Con queste domande puoi insegnare a tuo figlio a ragionare con la sua testa e quindi a dipendere meno dall'opinione degli altri.

Dalla prefazione della Prof.ssa Maria Rita Parsi - Psicologa e Psicoterapeuta
Alessio Roberti, sociologo specializzato in comunicazione, ha fatto delle parole una missione, quella, cioè, di insegnare a utilizzare il linguaggio in modo consapevole ed efficace, per capire e farci capire da chi ci ascolta. Come padre, poi, ha scritto un manuale che si propone di formare i genitori a diventare linguisticamente intelligenti con i loro figli, attraverso l’esposizione – chiara, diretta e semplice – di esperienze comuni a molti di loro. Le parole per crescere tuo figlio, nell'intento di illustrare alcuni percorsi affettivi ed educativi del rapporto quotidiano tra genitori e figli, indaga tutti i canali della prassi comunicativa – verbale, non verbale e paraverbale – a dimostrazione del fatto che non solo sulle parole, ma anche sul sorriso, sulla postura, sullo
sguardo, sui gesti, sul tono della voce si deve e si può lavorare per la riuscita di un’educazione sentimentale consapevole e radicante.
Il libro, mentre suggerisce, una dopo l’altra, preziose regole linguistiche per comunicare al meglio con i bambini, invita i genitori a sperimentarle da subito, attraverso alcuni esercizi pratici. Così, laddove, di fronte ai giudizi negativi degli altri, sproniamo nostro figlio a chiedersi: E tu cosa ne pensi? Tu come la vedi? Sei d’accordo con loro?, e laddove, ormai adolescente, gli domandiamo: A che ora sei tornato ieri sera?, ma lo facciamo, però, con il tono neutro della voce, la postura distesa e lo sguardo vigile; prima, sotto la guida attenta e competente dell’autore, impariamo che è importante quello che diciamo – a noi stessi e ai nostri figli – e, poi, che fa la differenza anche come lo diciamo. Le parole per crescere tuo figlio vuole essere un utile e
agile prontuario anche per gli insegnanti, gli educatori, gli animatori, gli adulti in genere che sono in contatto
con l’infanzia, la preadolescenza e l’adolescenza di tanti bambini e ragazzi, spesso, però, senza avere gli strumenti, le competenze e le alleanze necessari per ascoltarli, aiutarli ed educarli.
Ha ragione lo psicoanalista Massimo Recalcati quando dice che Freud ha dato ai genitori una cattiva notizia – quella, cioè, che il mestiere del genitore è un mestiere impossibile. C’è anche una notizia buona, però, precisa Recalcati: “I genitori migliori sono consapevoli di questa impossibilità” e, aggiungo io, da essa partono per formarsi e informarsi, per poter sostenere, con amorevole competenza, il ruolo che essi esercitano, a partire dalle parole che usano con i propri figli.

La parola è per metà di colui che parla e per metà di colui che l’ascolta.
Michel Eyquem de Montaigne

Le Parole per Crescere Tuo Figlio - Libro