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martedì 16 maggio 2017

La convinzione di guarire è la miglior cura

LA CONVINZIONE DI GUARIRE È LA MIGLIOR CURA

La convinzione di guarire è la cura più efficace per ristabilirsi da una malattia fisica o mentale, in quanto il pensare e il sentire la guarigione permettono al paziente di risvegliare le forze dell’anima che danno vita al corpo, ispirare idee creative, migliorare l’autostima, rinforzare la convinzione di essere efficaci e funzionali e attirare di conseguenza eventi di supporto che aiuteranno a sentirsi ristabiliti nella piena completezza.

Troppo semplice? No! Se ad esempio c’è bisogno di una guarigione, è bene concentrare i nostri pensieri sulla pianificazione da fare una volta guariti, anziché focalizzare la nostra attenzione sulla situazione problematica della malattia. Immaginando ciò che potremmo fare nel futuro, vicino o lontano che sia, ci permetterà di attirare situazioni che accelereranno la nostra guarigione! Al contrario, se c’è bisogno di guarigione e lasciamo che paura e ansia si impadroniscano di noi, allora al posto della convinzione di guarire subentrerà la convinzione di non farcela, di sentirsi soli, senza aiuto, e tutto ciò ci porterà a pensare in maniera irrazionale, le nostre emozioni entreranno in conflitto e il sistema immunitario ne risentirà a tal punto da non poter agire in maniera efficace.

Quando parlo di convinzione di guarire mi riferisco a quel pensiero focalizzante che non si limita a scaturire dalla testa, ma che racchiude emozione, immaginazione e per l’appunto, convinzione.
Un pensiero che è l’espressione del fatto che tutto l’organismo si trova d’accordo sul risultato da ottenere. Un pensiero di fiducia, o ancora di più, di fede.

È questa la convinzione capace di produrre cambiamenti nella nostra realtà, anche se si tratta di una realtà di malattia. Se il paziente è sicuro che un certo farmaco lo salverà, allora state pur certi che avverrà così, perché la guarigione avviene sulla base della convinzione personale del paziente. In questo caso si parla di effetto “placebo”. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia, ossia l’effetto “nocebo”. Se focalizziamo la mente sulla guarigione, ma d’altra parte rifiutiamo le cure che ci vengono proposte, oppure non abbiamo fiducia nel medico che ci segue, o ancora, se siamo spaventati dalle sensazioni provenienti dal nostro corpo sofferente, allora inconsciamente sappiamo che non possiamo guarire.

A questo punto è evidente che la differenza la fanno il pensiero, la convinzione e l’emozione che il paziente lega alla cura, più che la cura in sé.
La fede, la fiducia, ossia tutto ciò che stimola l’effetto placebo, condurranno alla guarigione. La paura, la sfiducia e tutto ciò che stimola l’effetto nocebo, condurranno ad un triste epilogo. Non si scappa da questa Legge.

Ho già parlato delle innate capacità di autoguarigione del nostro corpo nell’articolo “Per Vivere In Salute È Necessario Comprendere La Malattia”, ora si tratta solo di appurare come la convinzione di guarire sia la miglior cura possibile. Non c’è trucco o inganno, bisogna essere consapevoli del fatto che ciò su cui concentriamo il nostro pensiero rappresenta la nostra realtà. Qualsiasi sensazione che sperimentiamo nella nostra vita non dipende dagli eventi che ci capitano, ma da ciò su cui ci concentriamo e dal significato che diamo a quel particolare accadimento. Quindi, se la nostra convinzione è stabilizzata sul “negativo”, il risultato sarà una realtà negativa. Ci sono persone che anche quando la loro vita sembra procedere per il meglio, sono tanto abili da focalizzarsi sull’unica cosa che va male, rendendola più grande e grave di quanto in realtà lo sia.
C’è comunque una variabile “esterna” che può favorire la nostra convinzione di guarire, ed è rappresentata dall’atteggiamento del medico. È importante che il medico curante creda nella guarigione del paziente, e creda nella terapia proposta. La sua fiducia, unita a quella del paziente, genera delle vibrazioni sinergiche che potranno condurre alla guarigione. Di conseguenza, un primo passo per riportare la medicina ad una dimensione umana, più olistica, è cambiare il rapporto medico-paziente.

Il corpo umano non è una macchina assemblata in vari pezzi, e il medico non è un operaio specializzato in quello o quell’altro organo, tanto da fargli perdere il più delle volte la visione d’insieme. Oggi troppo spesso si sente la mancanza del medico di famiglia, quel medico definito generico perché non specialista, ma che aveva la capacità di comunicare positivamente e di interagire con il paziente con umanità, fiducia e convinzione!
“I farmaci non sono sempre necessari. La fede nella guarigione lo è sempre.” Norman Cousins

Tragicomico

martedì 10 novembre 2015

Il potere delle convinzioni


Le convinzioni sono delle generalizzazioni, distorsioni o cancellazioni che costituiscono la “certezza” della nostra realtà, influenzando i nostri punti di vista, il nostro centro interiore, i nostri comportamenti, stati d’animo e aspettative. Più semplicemente sono ciò che per noi è vero, (giusto o sbagliato), vale a dire la nostra realtà. Rappresentano quindi una componente chiave della nostra struttura profonda, insieme ai nostri criteri e i nostri valori. Per struttura profonda si intende la struttura propria, di ciascun essere umano, che dà significato alla realtà che ci circonda. Le nostre convinzioni sono come delle storie che ci raccontiamo, quindi quanto è “vero” e quanto è invece “illusione” nella nostra realtà individuale?

Penserete che le convinzioni nascano soprattutto da esperienze personali o che siano generate da noi stessi, invece molto spesso provengono anche da esperienze raccontate da amici, genitori, insegnanti, stampa e media in generale. 

Le convinzioni possono essere più o meno forti o deboli, potenzianti o limitanti. Quelle potenzianti permettono di vivere scelte utili al raggiungimento di mete nella vita e alla nostra realizzazione. Quelle limitanti restringono o limitano del tutto gli obiettivi e i desideri che si hanno. È possibile catalogarle anche in base alla loro utilità, vale a dire se sono utili o meno ad una determinata persona, in un dato contesto sociale e in un tempo preciso.

Nel suo libro “Il Potere della Parole e della PNL” , Robert Dilts (insegnante e ricercatore della PNL) sostiene che le convinzioni possono essere di tre tipi:

  • Senza speranza (non potrò mai trovare l’amore, sarò sempre grasso..);
  • Impotenti (non ce la farò mai, non posso cambiare le cose…);
  • Non sentirsi degni (nessuno mi ama, non merito la stima degli altri…).

Ce ne sono ovviamente molte altre! Diamo un’occhiata a quelle che seguono e chiediamoci se qualcuna ci passa per la testa, limitandoci nelle azioni:

•     Io non sono abbastanza bravo;
• Non merito …(amore, denaro…)
• Io non sono degno
• Io sono cattivo (es: io sono un cattivo genitore…)
• Io mai….
• E’ troppo tardi per me… (cambiare lavoro, marito…)
• Deludo sempre la gente
• Io non posso cambiare
• Sono troppo egoista, fannullone, debole….

• Io non sono bello, non abbastanza magro, non abbastanza intelligente….
        • Mio padre era un alcolizzato e ciò significa che io….
• Non potrò mai trovare l’amore
        •     Tutti gli uomini non sono fedeli, tutte le donne sono….
• Sarò sempre grasso
• Ho un metabolismo lento
• Odio l’esercizio
• Il denaro è il male
• Non sarò mai ricco
• Non c’è mai abbastanza denaro per….
• Il denaro rende infelice e soli
• Il mio sogno non si avvererà

La più gettonata è senz’altro: Non posso farlo



Questi rimproveri, queste accuse che ci muoviamo, costituiscono il nostro dialogo interiore, vale a dire il modo in cui parliamo a noi stessi. Se ciò che diciamo ogni giorno è negativo, ne verremo influenzati altrettanto negativamente e ci procureremo una sensazione di malessere psico-fisica che può sfociare in malattie più o meno gravi. Del resto, avete mai visto la psiche andare a spasso senza il corpo? Viceversa un dialogo interiore costruito da frasi positive e incoraggianti cambia il nostro modo di approcciarci alla vita, trasformando anche un evento negativo o una crisi in un’opportunità. È importante ciò che ci diciamo e come ce lo diciamo, vale a dire quali parole usiamo e il tono con il quale ci rivolgiamo a noi stessi. Come si possono cambiare le convinzioni negative? Una delle tecniche suggerite da Dilts per sfondare il “muro" di una convinzione è il contro-esempio: trovare anche una sola eccezione alla regola che contraddica, mettendo in discussione, la regola stessa (vedi foto della 500 rossa!). Un’altra possibilità è quella di ampliare la propria mappa mentale, magari iniziando con la ricerca dei contro esempi alla convinzione limitante e poi continuando a scoprire che esistono altri punti di vista utili da poter adottare. Un esercizio facile da realizzare per minimizzare e ridicolizzare gli effetti nefasti delle nostre convinzioni negative e gli auto-rimproveri, è quello di ripeterci mentalmente la convinzione limitante utilizzando la voce di Paperino o Gatto Silvestro. Provate: “Non troverò mai l’amore…” oppure “…nessuno mi stima…” oppure “…Non combino mai nulla di buono”. 
Richard Bandler sul libro “Il potere dell’inconscio e della PNL” scrive: 

“Quindi considerato quanto potenti possono essere le convinzioni, fermatevi un attimo e pensate alle cose più meravigliose che voi potreste avere, o fare, se semplicemente prendere la convinzione che vi impedisce di imparare qualsiasi cosa nuova in modo incredibilmente felice e veloce, la cambiaste. Come sareste, se foste in grado di sfruttare al meglio la capacità della vostra mente  ha di alterare i propri stati, in maniera tale, ad esempio, da poter aprire gli occhi e vedere che avete creato qualcosa di meraviglioso e fantastico…[…]”, p.139.

Un esercizio suggerito dallo stesso Bandler, nel testo sopracitato (pp. 139-140), consiste nello scrivere su un foglio le convinzioni che vorremmo abbandonare e i cambiamenti da inserire al loro posto in due colonne distinte. In una terza colonna appunteremo dettagliatamente in che modo la nostra vita migliorerebbe, fatti questi cambiamenti. Bandler consiglia di essere specifici in termini sensoriali, descrivendo nel dettaglio cosa vedremmo, che suoni sentiremmo, che sensazioni, odori e gusti percepiremmo una volta apportati questi cambiamenti. Una riflessione dell’autore è che “una convinzione può cambiare soltanto se cambia il modo in cui la convinzione è archiviata nel cervello. Per poter distinguere tra qualcosa di possibile e qualcos’altro di impossibile, è necessario che le due convinzioni differiscano in qualche maniera”.
Un altro elemento degno di nota è che il nostro cervello impara velocemente e, se le informazioni vengono date troppo lentamente, non impara perché non è in grado di individuare schemi ricorrenti. È su questo principio che si basa lo “swish”, la tecnica di rimpiazzo delle convinzioni limitanti con quelle positive.


La PNL offre altre tecniche per cambiare le convinzioni negative: le submodalità, le ancore e anche i metamodelli offrono un grande spunto di riflessione e cambiamento. L’importante è trovare la risposta giusta dentro di noi e lanciarsi andare nel cambiamento senza timore.



Il Potere dell'Inconscio e della Pnl Voto medio su 11 recensioni: Da non perdere