lunedì 21 gennaio 2013

LA LOCANDA DEI GIRASOLI CHIEDE AIUTO


Rispondiamo alla richiesta di aiuto pubblicata dal blog Eliotropo, vista e condivisa anche su Web sul blog e su Renovatio.

A Roma c’è un ristorante la Locanda dei Girasoli. E’ nato dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi con la sindrome di Down per dare una prospettiva lavorativa ai loro figli Claudio,Valerio, Emanuela e Viviana che già oggi ci lavorano come camerieri. Purtroppo non è in una via molto frequentata di Roma (in zona Quadraro) ed è molto difficile farlo conoscere. Però se non riusciamo a farlo in fretta, le prospettive non sono molto allegre. La pizza è buona, il locale è carino ed economico e vale la pena di dar loro una mano, non vi pare? Un primo aiuto può essere far girare questo messaggio al maggior numero di amici possibile; se poi conoscete persone o uffici nella zona Appio-Tuscolano è ancora meglio o se avete un amico giornalista che può pubblicizzare la loro esperienza, ancora meglio.

Via dei Sulpici 117/h - 00174 Roma
 Tel - Fax 06.76.10.194
 info@lalocandadeigirasoli.it
LA LOCANDA DEI GIRASOLI RISCHIA LA CHIUSURA CONDIVIDETE...GRAZIE.


venerdì 18 gennaio 2013

NMG del Dr. Hamer - Sclerosi multipla: secondo caso...


Pubblichiamo un secondo caso di sclerosi multipla, anamnesi e diagnosi fatta in base alla conoscenza delle 5 leggi biologiche della Nuova Medicina Germanica.

Del Dr.Gianni Giannella

Il paziente, Marco, di circa 30 anni, accetta di parlare della sua esperienza.
Riferisce di avere avuto, nel 2005, un formicolio della gamba destra e racconta di un episodio di sen­sazione di camminare sul sale grosso.
Va dal medico il quale gli prescrive subito una risonanza magnetica la quale da esito negativo.
Nel novembre 2005 si sottopone a una seconda risonanza: si evidenzia una cosiddetta lesione midol­lare, altezza C6-C7 e si parla già di una sospetta scle­rosi multipla. Ironia della sorte la diagnosi gli viene comunicata da un amico.
La convivente lo aiuta ad affrontare il trauma del­la diagnosi e si affida alle cure dei medici dell'ospe­dale S. Luigi di Orbassano (To).
Durante la proiezione vengono mostrate le im­magini relative ai "multpli focolai di iperintensità di segnale" e alla così definita dal referto "malattia demielinizzante": in sala si commenta come si tratti evidentemente di un fatto dato per scontato che ci sia effettivamente tale demielinizzazione dal mo­mento che da un esame strumentale di questo tipo sia impossibile definire se in quei punti visibili come addensamenti del tessuto ci sia effettivamente un in­teressamento di quel tipo della guaina mielinica (Fig. 1,2,3).
Fig 1 - RMN del paziente

Fig 2 - RMN del paziente

Fig 3 - Referto
Dal punto di vista delle Leggi Biologiche invece tali iperaddensamenti rappresentano esiti cicatrizia­li del tessuto gliale: in particolare questi assumono un aspetto particolarmente evidente se il programma SBS che li produce ha fatto numerose recidive.
E' possibile, da una anamnesi correttamente ese­guita sul paziente, verificare la dipendenza di queste cicatrici gliali da precisi programmi SBS dal momen­to che egli può ricordare se in passato nella sua vita abbia avuto sintomi relativi ai suddetti programmi.
Se, come in questo caso, alla risonanza è visibile una cicatrice gliale nel midollo cerebrale che inner­va la zona dell'anca destra, cerebralmente a sinistra, alla specifica domanda il paziente potrà rispondere riferendo di avere avuto a periodi, o in un periodo specifico, dolore e impotenza funzionale a quel livel­lo e non a livello dell'anca sinistra (Fig. 4).
Fig 4 - RMN del paziente

Questa e altre "coincidenze" permetteranno al paziente di riconoscere nelle leggi biologiche la loro autenticità e di acquisire fiducia nel fatto che ogni processo è biologicamente sensato, che l'organismo non fa banali errori e l'idea che si tratti di reazioni autoimmuni è molto utile per spingere il paziente a una terapia farmacologica a vita ma non corrisponde a una realtà scientifica comprovata.
A questo punto il paziente racconta di essersi sot­toposto poi all'esame dei potenziali evocati: risulta che un nervo ottico è già interessato anche se lui rife­risce di non accorgersene.
All'esame delle bande monoclonali si riscontra la presenza di auto-anticorpi e a giugno 2006 viene infine emessa la diagnosi ufficiale di SM.
Viene subito proposta la terapia con interferone beta il quale, a detta dei medici, ha una probabilità di stabilizzare la malattia del 30%. Inizia la terapia dal 18 settembre.
Il paziente racconta delle sue difficoltà nella auto-somministrazione, della brutta sensazione di dover prendere "a vita" questo medicamento, delle varie problematiche come avere un permesso speciale per poter prendere l'aereo.
Esegue continuamente un monitoraggio degli en­zimi epatici. Intanto si presenta costantemente. come effetto indesiderato, il rialzo di temperatura.
Viene un giorno a conoscenza delle Cinque Leggi Biologiche: ne riceve comunicazione da un'amica. Subito si iscrive ad un corso introduttivo e dopo poco tempo arriva ad un primo colloquio con il medico. Durante la seduta viene verificata la precisa correla­zione dei due programmi SBS, per epidermide dovu­to alla separazione dalla partner e per la motricità del muscolo tibiale anteriore come incapacità nel tratte­nere la partner.
Schema delle fasi del programma SBS
 L'epidermide, un tessuto di origine ectodermica embrionale, innervata dalla corteccia cerebrale sensoriale controlaterale, in zona temporo-parietale po­steriormente alla scissura di Rolando: in fase di CA (conflitto attivo) è sede di una ulcerazione, un'atrofia e di una riduzione di sensibilità, poco avvertita dal paziente.
Il conflitto biologico corrispondente è quello di rottura del contatto con la persona amata e il senso biologico, che si esprime qui in fase di CA, è quello, grazie alla ulcerazione, di avere meglio il contatto mancante.
Quando arriva una prima fase di PCL-A inizia un periodo di vera e propria anestesia, una riduzione improvvisa e più o meno profonda della sensibilità, determinata principalmente dalla compressione esercitata dall'edema del focolaio di Hamer sulla zona cerebrale corrispondente.
Segue una crisi epilettoide poco avvertita dal paziente in quanto risponde al cosiddetto schema esterno dell'ectoderma, nel quale tale momento è caratterizzato, come per la fase di CA, da una riduzione di sensibilità.
La fase PCL-B, la fase finale del processo di riparazione, è proprio quella maggiormente avvertita dal paziente in questo caso nella quale in modo caratteristico si verifica il formicolio, la parestesia.
Questa si manifesta al massimo tre settimane dopo la CL, a condizione che la fase di CA sia durata per sei settimane o più: altrimenti cade nella metà della fase di soluzione avendo questa la stessa durata della fase di CA, particolarmente per i programmi ­caratterizzati da un andamento monociclico.
Nei casi in cui ci sia stato un conflitto in sospensione la durata della fase PCL può essere diversa e minore della durata della fase attiva ed è difficile un calcolo preciso della sua durata.
Per quanto riguarda il tessuto muscolare striato del muscolo tibiale anteriore questo è di origine mesodermica recente diretto, per la struttura, dal midol­lo cerebrale controlaterale in zona occipitale mentre per la motricità è innervato dalla corteccia cerebrale motoria, nella zona temporo-parietale anteriormente alla scissura di Rolando: in fase di CA, per la strut­tura il muscolo è sede di fenomeni di necrosi al suo interno e di una lieve riduzione di funzione per quan­to riguarda la motricità, il tutto poco avvertito dal paziente.
Il conflitto biologico corrispondente per la strut­tura è quello di non essere abili, rapidi per trattenere a se la persona amata dato che il muscolo tibiale an­teriore svolge la funzione di pronare medialmente il collo del piede (il Peroneo serve invece per pronare lateralmente, ovvero per scalciare).
Nel caso specifico trattasi del partner (lato destro per la persona destrimane); la motricità è spesso, quasi sempre, coinvolta assieme alla struttura con il conflitto motorio, un movimento interrotto, vorrei fare il movimento ma non posso.
In fase PCL-A si avverte, per la struttura, che il muscolo il questione "cede", risponde al comando ma non regge il carico e questo lo protegge dalla rot­tura nel momento in cui è lasso a causa della fase riparativa infiammatoria di cui è sede.
Per la motricità invece la fase PCL-A si manife­sta con una paralisi flaccida, il muscolo non risponde al comando e questo è causato dall'edema cerebrale che comprime la corteccia in sito.
La crisi epilettoide è inavvertita per la struttura mentre per la motricità è una vera e propria crisi epi­lettica, con spasmi tonici o tonico-clonici della dura­ta di pochi istanti: l'estensione della zona interessata può interessare il singolo muscolo oppure l'intero arto a seconda dell'intensità della fase di riparazio­ne.
La fase PCL-B invece comporta una graduale ri­presa funzionale per la riduzione della fase infiam­matoria nella struttura e per una riattivazione della motricità: l'esito è, alla fine della fase di riparazione e soprattutto per la struttura, una riparazione con ec­cesso, con aumento del numero e della dimensione delle fibre muscolari per rispondere allo scopo bio­logico dell'individuo di essere più forte per rispon­dere meglio in futuro a una situazione analoga alla precedente.
In funzione soprattutto del numero e dell'intensità delle recidive possono esitare cicatrici nei focolai di Hamer e in seno al tessuto muscolare che possono causare un certo grado di deficit funzionale residuo.
La spiegazione secondo le Leggi Biologiche risulta anche moto pertinente per spiegare una certa lateralità o localizzazione e non un'altra: la spiegazione secondo l'ipotesi degli auto-anticorpi invece non può essere confermata o confutata in quanto, se questi fossero la vera causa del problema, dovrebbero ovviamente agire a tutti i livelli dell'organismo.
Il paziente riferisce di essere subito stato colpito dal fatto che si possano identificare in precedenza dei fatti così specifici che lui ha vissuto in precisa sequenza senza che il medico abbia saputo nulla prima.
Col tempo, nei giorni seguenti al colloquio, è arrivata gradualmente anche la sensazione di liberazione dall'angoscia di essere preda di un brutto male la quale aumenta con il passare del tempo.
Nota come nessun medico prima, a parte osservare i dati strumentali, abbia pensato di guardare anche il resto della persona del paziente.
Per un buon lasso di tempo ha continuato normalmente le terapie prescritte fino a che una sera non è più riuscito a farsi l'iniezione. Ne parla come di una rinascita: quando il frutto è maturo casca da solo.
Gli viene intanto proposta una nuova terapia sperimentale con azidovudina (AZT), un immuno­soppressore: la comincia ma in pochi giorni gli effetti collaterali si rivelano insopportabili, gli enzimi epatici risultano subito alterati e ci sono voluti mesi perché tornassero nuovamente sotto controllo.
A oggi ha deciso di non sottoporsi più a nessuna terapia da circa 5 mesi.
A domanda risponde che le cosiddette lesioni al midollo secondo lui sono esiti di vecchi conflitti, e le così definite "lesioni a placche" sono cicatrici gliali. In effetti ad ogni controllo che è stato fatto non si poteva apprezzare nessuna modifica dell'aspetto di tali macchie bianche.
Afferma che quello che lo ha portato a raccontare la sua esperienza è il poter aiutare altri che vivano la stessa situazione.
In sala si commenta come il paziente spesso arriva all'osservazione quando il cambiamento è già iniziato: in questo caso il paziente è avvantaggiato dal fatto di avere sintomi pressoché stazionari.
Grazie alla conoscenza delle Cinque Leggi Biologiche, per la tranquillità del paziente, non è importante spingerlo al fare o non fare esami o terapie ma è importante che lui sappia di avere il tutto il tempo.
Secondo questa conoscenza l'entità "SM" non esiste, non è un fatto reale: però se qualcuno di molto autorevole emette una diagnosi di questo tipo è molto difficile per il paziente non rimanerne terrorizzato.
Noi sappiamo che una affermazione, per essere definita "scientifica", deve essere confutabile.
Il paziente può notare come i sintomi si manifestano sempre in modo preciso, e spesso prevedibile. solo dopo determinati eventi.
Eppure anche in questo caso ha potuto apprezzare questo fatto ma ha continuato per lungo tempo a seguire le terapie prescritte.
Indubbiamente è sembrato determinante per conquistare la fiducia del paziente aver identificato i fatti che lui ha vissuto che hanno causato l'attivazione dei programmi SBS: una volta che si è sicuri della pertinenza dei sintomi, del tessuto interessato, della sua origine embrionale e della sua innervazione il medico può spiegare al paziente il funzionamento normale del tessuto, il funzionamento speciale, e può affermare che deve essere accaduto un fatto di un certo tipo.
Non solo: può prevedere che ci devono essere stati prima dei sintomi caratteristici di una fase di conflitto attivo, e dal momento della conflittolisi in poi i sintomi devono essere diventati quelli tipici della fase di soluzione, come in questo caso in fase PCL-A è iniziata la paralisi del muscolo e in PCL-B si è manifestato il formicolio della cute.
Il paziente può comprendere come i sintomi, proprio per le precise correlazioni cronologiche che è possibile individuare e prevedere, devono necessa­riamente essere in relazione con quanto accaduto.
La precisione di questa diagnostica è elevatissi­ma, virtualmente del 100%, le domande da parte del medico possono essere mirate e così le affermazioni come: se oggi ho avuto il formicolio tre settimane fa è iniziata la fase di riparazione. E' qualcosa su cui non c'è bisogno di credere, si può verificare in qual­siasi caso preso a campione.
La medicina del terzo millennio ci impone di es­sere scientifici: nel futuro il paziente potrà tutte le volte vedere la correlazione precisa con gli eventi e questo rafforzerà la sua aspettativa positiva e la sua fiducia nell'organismo.

Fonte: rivista Psiche-Cervello-Organo n°3/2008


mercoledì 16 gennaio 2013

Dr. R.G. Hamer – La sclerosi multipla secondo la Nuova Medicina Germanica.


Crochi fioriti, fiore-simbolo della NMG

  La sclerosi multipla (sm), le paralisi motorie e sensorie.
La medicina ufficiale si studiava seguendo un sistema di pensiero a seconda della vicinanza di posizione degli organi nel corpo. Nella Nuova Medicina Germanica® l’unico sistema sensato per tutta la medicina è l’orientamento che guarda l’evoluzione dei foglietti embrionali. Conflitti appartenenti allo stesso foglietto embrionale hanno anche relè cerebrali imparentati, i cosiddetti focolai di Hamer, organi imparentati, formazioni istologiche inerenti ai foglietti embrionali stessi.
Tutte le cellule e gli organi che si sono evoluti dal foglietto embrionale esterno (ectoderma) mostrano nella fase di conflitto attivo diminuzione di cellule (necrosi, ulcere) o in caso di malattie oncoequivalenti solamente deficit o blocco funzionale, per esempio una paralisi.
Parliamo di malattie oncoequivalenti quando non formano né tumori né necrosi in fase di conflitto attivo. È il caso del diabete, dell’insufficienza di glicogeno, dei disturbi di vista o d’udito e delle paralisi motorie.
Nei conflitti motori abbiamo una certa difficoltà di definizione in quanto vediamo solo una diminuzione funzionale come paralisi motoria, però notiamo anche nell’organo d’esecuzione, il muscolo, appartenente al foglietto embrionale medio, una cosiddetta atrofia muscolare.
A causa della mancata innervazione il muscolo atrofizza, pensavamo fino ad ora. Sarebbe possibile anche però che si tratti di un processo che si sovrappone a due foglietti embrionali: riguardo al foglietto embrionale esterno è un oncoequivalente che crea deficit funzionale; riguardo alla sostanza bianca del foglietto embrionale medio, dal quale dipendono i muscoli, che crea necrosi nella fase di conflitto attivo, cioè calo delle fibre muscolari, che pure questo lo chiameremo atrofia muscolare.
Vediamo un sistema che si soprapone a due foglietti embrionali anche nel caso del seno femminile, dove il carcinoma ulceroso dei dotti lattiferi si orienta rigidamente secondo le ghiandole mammarie del seno destro e sinistro governate dal cervelletto.
Perciò non ci sorprende che dobbiamo attribuire ad un sistema sovprapposto la paralisi della corteccia motoria del foglietto embrionale esterno e la cosiddetta atrofia muscolare governata dalla sostanza bianca cerebrale del foglietto embrionale medio.
Questo processo complesso è stato molte volte il motivo di una diagnosi scorretta di "sclerosi multipla": i "focolai demielinizzati", che riguardavano spesso i gruppi muscolari e le parti scheletriche interessate, venivano considerati erroneamente come cause della paralisi motorie o sensorie.
È da tempo che si era in grado di attribuire determinati organi o la loro innervazione ad determinate aree della corteccia motoria e sensoria. Era nota anche la correlazione della sensibilità cutanea con i relativi relè nella corteccia sensoria degli emisferi cerebrali. Purtroppo questa conoscenza si perdeva di nuovo poiché i neurologi cercavano la sclerosi multipla sempre nella sostanza bianca, dove poi trovavano nella TAC o nella risonanza magnetica questi "focolai demielinizzati" e piccole placche o addensamenti di glia e li ritenevano causa della sm. Questo però era sbagliato.
In realtà i pazienti presentano una paralisi motoria, e spesso subiscono a causa della paralisi crolli dell’autostima (a livello organico: osteolisi). Quando alla fine vengono a patti con la loro paralisi ed hanno risolto il loro conflitto di crollo dell’autostima o almeno lo hanno compensato, allora si trovano piccoli focolai di glia come residuo di questi relè ossei nella sostanza bianca.
Possiamo costatare che la sm come credevamo in passato, non è mai esistita. Nella Nuova Medicina Germanica® parliamo non più di sclerosi multipla ma di paralisi motorie o sensorie, che possiamo attribuire con esattezza all’omuncolo nella corteccia motoria e sensoria .
Il contenuto del conflitto è sempre un conflitto di "non poter fuggire o del non poter venire via insieme" (gambe), "del non poter respingere" o "del non poter trattenere" (braccia), "del non poter scansare" (muscolatura del dorso, delle spalle) o "del non saper cosa fare/che decisione prendere" (paralisi delle gambe).
Nella fase di conflitto attivo, iniziando con la DHS e a seconda dell’intensità del conflitto, la paralisi progredisce gradualmente. Partono sempre meno impulsi dalla corteccia motoria cerebrale per la muscolatura striata fino a cessare del tutto. Possono essere colpiti singoli muscoli, interi gruppi muscolari o interi arti. La paralisi però non è dolorosa. Nel caso che la paralisi perduri da parecchio tempo c’è il grande rischio di un secondo conflitto che porterebbe ad una costellazione schizofrenica!
Uno dei conflitti secondari più frequenti è la diagnosi dei medici: "Lei ha la sclerosi multipla e non potrà mai più camminare." Il paziente subisce immediatamente un secondo conflitto del "non poter mai più camminare", che rimane quasi sempre in forma definitiva a causa del credere da parte del paziente alla diagnosi , quasi come in una programmazione postipnotica, il che lo rende particolarmente difficile ad un approccio terapeutico. Anche il circa 70-80 % dei paraplegici appartengono a questa categoria. In questi casi bisogna procedere criminalisticamente, scoprire con esattezza quando e quale paralisi è apparsa. Non si può più definire tutto ciò che non si riesce a spiegare, come una paraparesi o come compressione di radici nervose.
Una ragazzina aveva subito una DHS enorme, quando le venne somministrato un vaccino contro il vaiolo paravertebralmente in mezzo alle scapole. Breve tempo dopo la bambina era paralizzata in tutte e quattro le estremità. I medici sospettavano erroneamente un tumore nel canale vertebrale che causasse una paraplegia incompleta. In questo modo si teneva il conflitto attivo, manipolando sempre la stessa zona.
Anche bambini che nascono con una paralisi hanno subito nel periodo intrauteriono una grave DHS conflittuale, che ha colpito il centro motorio o sensorio.
Spesso con la diagnosi "sm" il primo conflitto perde consistenza per il paziente, in quanto la dichiarata malattia riempie la sua coscienza. Ma a causa del conflitto secondario attivo persiste la paralisi.
Esistono due tipi di paralisi: la paralisi motoria inerente alla corteccia motoria del gyrus precentralis; e la paralisi sensoria, inerente alla corteccia sensoria del gyrus postcentralis, nella quale sono bloccate le conduzioni afferenti.
Il contenuto del conflitto è la paura di "non poter notare qualcosa" o "di non poter sentire …", cioè la paura di non notare in tempo un pericolo, in natura un rischio letale; inoltre anche la paura di perdere il contatto fisico o un conflitto di paura di essere abbandonato: conflitto di essere piantato in asso, conflitto di isolamento: conflitto di non avere più contatto con i famigliari, il branco ecc.. Questi conflitti (con DHS) causano una paralisi sensoria.
Se avviene la soluzione del conflitto motorio, la formazione a bersaglio nel cervello accumula edema. Questo peggiora apparentemente la funzione motoria in questa fase pcl (fase di guarigione) in modo passeggero. Inoltre si presentano scatti incontrollabili. Sempre avviene un attacco epilettico con crampi muscolari. Crisi epilettiche corticali sono quelle che partono da un HH nella corteccia cerebrale, possono espandersi sull’intera corteccia cerebrale e manifestarsi in crampi tonico clonici, morso della lingua, schiuma alla bocca, ecc. Per natura una crisi epilettica è un reazione da choc dell’organismo, con la quale si cerca di spremere l’edema intra e peri focale dell’HH, in quanto il relè corrispondente soffoca letteralmente nell’edema eccessivo, cioè si cerca di garantire la sua funzione. Dopo questa crisi epilettica l’innervazione muscolare riprende gradualmente. La crisi epilettoide dopo soluzione di un conflitto sensorio consiste nell’assenza, che può durare perfino alcuni giorni senza essere un coma vero e proprio. I pazienti sono in parte reattivi, possono mangiare e poi tornano del tutto coscienti senza aver fatto null’altro che somministrare cortisone per sgonfiare l’edema cerebrale( n.d.t. attenzione: ora il Dott. Hamer ci tiene a chiarire che utilizza questo mezzo sempre più raramente, mentre lo scritto originale risale a tempo fa).
Ogni programma speciale biologico ha la sua forma specifica di crisi epilettica. Nel conflitto motorio si tratta dell’attacco epilettico tipico, nel conflitto sensorio dell’assenza.
I conflitti motori e sensori sono malattie oncoequivalenti. Hanno una DHS, un focolaio di Hamer, mostrano simpaticotonia in fase di conflitto attivo, vagotonia ed edema cerebrale in fase di guarigione. Entrambi mostrano deficit funzionale in fase di conflitto attivo. Nei conflitti motori con paralisi motorie vediamo sempre un attacco epilettico nella fase di guarigione, mentre nei conflitti sensori con paralisi sensorie troviamo un assenza.
La Nuova Medicina Germanica® non è una dottrina di fede ma un punto di vista, secondo le categorie scientifiche di pensiero, nuovo, biologico, completo, verificabile e riproducibile in ogni singolo caso (clinico). Perfino la differenziazione mentale tra psiche, cervello ed organo è solo accademicamente fittizia. In realtà è un tutt’uno, ed un aspetto senza l’altro non è immaginabile in modo sensato.
Copyright by Dr. med. Ryke Geerd Hamer


Fonte: www.nuovamedicinagermanica.it


martedì 15 gennaio 2013

Bill Clinton, un anno dopo: Vegan

BILL CLINTON, UN ANNO DOPO: SEMPRE PIU' IN FORMA E SEMPRE PIU' VEGAN. 


VERSO LA GUARIGIONE DALLA CARDIOPATIA GRAZIE ALL'ALIMENTAZIONE 100% VEGETALE.
IMPEGNATO ANCHE IN UN'OPERA DI PREVENZIONE NELLE SCUOLE.



Era di un anno fa la notizia che che l'ex Presidente USA Bill Clinton aveva deciso di seguire un'alimentazione "quasi vegan", cioè basata sull'assunzione di frutta, verdura, legumi, cereali e noci e di aver eliminato carne (e quasi del tutto il pesce), uova e latte dalla propria dieta. Oggi Bill Clinton dichiara di essere completamente vegan, quindi di seguire un'alimentazione 100% vegetale.

I suoi motivi sono prettamente salutistici: il fine è non solo prevenire la progressione della sua cardiopatia ischemica (per la quale ha già subito un intervento di cardiochirurgia dopo l'infarto) ma anche favorirne la regressione e assicurarsi una serena longevità con i potenziali nipoti a venire.
Dopo gli interventi subiti da Clinton nel 2010, di angioplastica e impianto di stent, il Dott  Ornish ha contattato l'ex presidente e, come il medico stesso riferisce, gli ha "indicato che i cambiamenti moderati nella dieta e nello stile di vita che aveva già compiuto non erano sufficienti e prevenire la progressione della sua cardiopatia ischemica, ma che le ricerche dimostravano come un cambiamento più radicale potesse addirittura farla regredire".

Aggiunge il dottor Caldwell Esselstyn, Jr, autore di "Prevenire e curare la cardiopatia" e direttore del programma di prevenzione e cura cardiovascolare - basato su un'alimentazione 100% vegetale a basso contenuto di grassi - al Cleveland Clinic Wellness Institute: "La cardiopatia ischemica è una malattia causata dal cibo. Bisogna passare dalla tipica alimentazione occidentale ricca di grassi, carne e latticini a questo tipo di stile alimentare."

Bill Clinton ha anche studiato le conclusioni del libro "The China Study" di qui abbiamo parlato in questo blog QUI: una ricerca del 1938, reiterata nel 1989, condotta su un totale di 16.000 individui tra la Cina e Taiwan), distribuiti tra 300 villaggi di aree vastissime del paese che vanno dalle vaste contee rurali alle regioni industrializzate. Esso ha fornito ai ricercatori una rara visione di primo piano sui complessi collegamenti tra abitudini alimentari e l'insorgenza di diverse malattie e morte. Il Dr T. Colin Campbell, biochimico nutrizionista presso la Cornell University, responsabile della ricerca e direttore USA del Progetto Cina, negli ultimi 45 anni ha pubblicato più di 300 articoli su riviste scientifiche e condotto ricerche estensive sugli effetti del cibo sulla salute.

Le malattie che la ricerca cinese etichettò come "malattie del benessere" - malattia coronarica, ictus, ipertensione, cancro alla mammella, del colon, della prostata, del polmone, del sangue, del cervello, diabete, osteoporosi - erano rilevabili nei ceti sociali più ricchi che avevano fatto del consumo di carne uno status quo. La maggiore assunzione di proteine di origine animale e i maggiori livelli di azoto ureico - scarto del metabolismo delle proteine - erano i principali fattori correlati con le malattie del benessere.

D'altra parte i ricercatori trovarono che maggiore era la percentuale di proteine vegetali nell'alimentazione, minore era il rischio di essere soggetti a quelle malattie. Ma le malattie del benessere non sono inevitabili. Secondo il Dott. Campbell "la trasformazione tumorale delle cellule sane è apparentemente attivata da un'alimentazione ricca di proteine (e grassi) animali e disattivata da un'alimentazione ricca di proteine vegetali (e povera di grassi). Questo vale persino se il cancro è già insorto."

Afferma Clinton, come riportano varie agenzie e articoli pubblicati in questi giorni sui giornali americani: "Sostanzialmente ho concluso che stavo giocando alla roulette russa, perché se anche negli anni passati avevo modificato un po' la mia dieta e avevo diminuito le calorie totali e buona parte del colesterolo del cibo che mangiavo, stavo comunque ingerendo molto colesterolo aggiuntivo, senza sapere che il mio corpo era in grado di produrne il necessario. Se non avessi assunto tutto quel colesterolo, non avrei avuto il blocco alle arterie che ho avuto nel 2010. In quel momento ho deciso di cambiare davvero."

Continua Clinton: "Ora tutti i miei esami del sangue sono buoni, i miei parametri vitali (pressione, polso, ecc.) sono buoni, mi sento bene e ho anche più energia". Il suo obiettivo attuale è arrivare a 83 kg, quanto pesava a 13 anni.

Clinton sta anche usando le sue nuove conoscenze e convinzioni sul tema per aiutare i bambini: la Fondazione Clinton ha iniziato una collaborazione con l'Associazione Americana per il Cuore e sta aiutando 12.000 scuole a promuovere l'esercizio fisico e a offrire pasti più bilanciati, in modo che, tra pochi decenni, coloro che sono bambini oggi non abbiano a soffrire di danni cardiovascolari come successo a lui.

Conclude la dottoressa Luciana Baroni, presidente di Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana: "La nostra associazione da anni lavora per portare anche in Italia la conoscenza di queste informazioni e questi studi, sia al pubblico generale che ai professionisti della medicina e della nutrizione. Speriamo che la divulgazione di questi dati anche da un personalità così nota possa aiutare tante persone a rendersi conto che è attraverso la propria alimentazione che si può evitare di ammalarsi e si può anche guarire. L'attuale alimentazione a base di carne, pesce, latte, uova è estremamente dannosa e carente di nutrienti protettivi: una alimentazione a base vegetale è quella fisiologica per il corpo umano, meno costosa per le nostre tasche, meno dannosa per l'ambiente, più gustosa e appetitosa, e più etica per tutti".

domenica 13 gennaio 2013

Sclerosi Multipla: Liberta' di cura



Ciao a tutti. Mi chiamo Giuliana e scrivo su FL da poco tempo: questo e' il mio secondo post e non pensavo di raccontarvi la mia storia, fino a quando, oggi pomeriggio, ho letto il post di Pico sull'esperienza di Maria: il cancro, la chemio, il Dottor Hamer e la guarigione...Credo che la sua storia di "liberazione" dalle catene dei protocolli medici e dai vortici diagnostici, in cui alcuni medici ci infilano senza tener conto della nostra sensibilita' e del giuramento che hanno fatto, possa aiutare tante persone che si sentono spacciate. E cosi' ora, con molta emozione, vi racconto la mia, sperando che piu' persone possibili riescano a liberarsi. Ho ricevuto la diagnosi di Sclerosi Multipla alla "tenera" eta' di 29 e, in quel momento, mi e' crollato il mondo addosso: mi sono sentita terribilmente sola, spacciata e senza futuro. In alcuni momenti ho pensato di farla finita, perche' mi vedevo gia' triste e sconsolata sulla sedia rotelle, anche se il mio primo neurologo, mi aveva invitato premurosamente (?!!) ad andare in vacanza tranquilla. Al ritorno dalle mie tranquille (!) vacanze mi si prospetta davanti un percorso di esami diagnostici concitato: prelievo del liquor, potenziali evocati, risonanze in posti sperduti della citta'. Il prelievo del mio liquor mette in crisi il mio neurologo di spicco: non ci riesce, ed e' costretto a chiedere aiuto ad altri tre medici, per un totale di otto tentativi di prelievo, tante scuse verso di me, loro sudore freddo, mio dolore terribile e un mese di degenza distesa a casa di mia madre, a causa di questo prelievo definito da questi medici bravissimi come "un po' indaginoso". Ho soltanto rischiato di andare sulla sedia a rotelle a causa loro e del prelievo praticatomi sulla parte alta della schiena (quella dorsale) come tentativo in extremis di ricavare un po' del mio liquor. Poi un paio di risonanze in posti lugubri o sperduti decretano la mia diagnosi definitiva (?) di SM, con la conseguente condanna per me all'utilizzo di interferone beta-1a, farmaco "preventivo" contro questa patologia: tre iniezioni alla settimana con effetti collaterali devastanti ad ogni puntura, almeno per due anni, secondo protocollo. Sappiate che in quel momento storico, a parte la pressione dovuta a questi controlli e soprattutto alla diagnosi, io ero fisicamente in salute. Ma il mio premuroso neurologo, alle mie rimostranze verso l'utilizzo dell'interferone, mi fece prontamente notare "che io non volevo certo dover utilizzare le stampelle o altro alla giovane eta' di mia madre, giusto?". E' bello essere consigliati dal proprio medico in modo spassionato e disinteressato! Febbre, dolori muscolari, ossei, depressione, perdita di capelli, mancanza quasi totale di forze, colorito cadaverico, occhi spenti, impossibilita' non solo a praticare sport, ma anche a fare una rampa di scale e portare la propria borsa, angoscia, disperazione, alternarsi di momenti di risate nervose a momenti di pianto improvvisi. Niente male per una giovane donna di tren'anni! E questa e' stata la mia vita per due anni, trascorsa insieme a Max, il mio fidanzato, conosciuto 4 mesi dopo la diagnosi. Lui che e' nato il 5 agosto 1970, doveva essere una persona molto speciale per me, visto che avevo ricevuto la mia diagnosi il 5 agosto 2008. E infatti non e' stato soltanto mio compagno di vita in un momento difficile, coccolandomi, praticandomi delle applicazioni sui chakra durante le mie terribili notti post-iniezione e facendomi conoscere alcune strade alternative (l'omeopatia, i rimedi naturali), ma ha aspettato al mio fianco il momento in cui avrei capito che l'interferone era acqua fresca velenosa: non curava e mi avvelenava, rovinandomi l'esistenza!
Per chi non li conoscesse, ecco una breve spiegazione sugli interferoni, tratta dal sito ufficiale dell Aism, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla:
Fisiologicamente, gli interferoni sono sostanze immunomodulanti prodotte dall’organismo umano come difesa dai virus. I farmaci utilizzati nella SM sono prodotti sinteticamente dall’industria farmaceutica con la tecnica dell’ingegneria genetica, a “modello” della molecola umana.L’azione degli interferoni non è del tutto nota, tuttavia si ipotizzano tre meccanismi principali:> inibizione dell’attivazione di cellule infiammatorie;> inibizione del loro passaggio dai vasi sanguigni al sistema nervoso centrale;> inibizione della produzione di sostanze infiammatorie nel sistema nervoso centrale.
Leggete bene! "La funzione degli interferoni NON e' del tutto nota, TUTTAVIA SI IPOTIZZANO tre funzioni principali:...!". Vale a dire che se chiedete al vostro neurologo se vi assicura la totale assenza di ricadute mentre prendete l'interferone, muovera' il capo in cenno di diniego sconsolato e anche un po' scocciato,  pero' se voi OSATE non prendere l'interferone o simili perche' vi fanno stare male, si scatenera' l'inferno contro di voi, pazzi, folli, visionari, che osate contraddirlo e non curarvi, sfidando la cattiva sorte. E' quel che mi e' accaduto!


Capito che non volevo vivere malata per morire sana, decido di smettere l'interferone dopo due anni e lo comunico al mio neurologo in un secondo momento. All'inizio fa finta di non battere ciglio e mi impone una risonanza anticipata, il cui esito e' piu' che positivo: situazione invariata dall'anno precedente e da quello ancora prima. Poi comincia a sfoderare le buone maniere paternalistiche e mi mostra il grafico dell'andamento della mia patologia: in due anni nessuna ricaduta, mentre, guarda caso, la seconda risonanza in un mese, alla quale mi sono sottoposta PRIMA di cominciare la terapia, effettuata in un centro sperduto in una zona molto periferica della citta', sancisce lo stato attivo della malattia. Quindi, ora dovevo seriamente considerare l'ipotesi di riprendere l'interferone, essendo a rischio sedia a rotelle da un giorno all'altro, nonostante avessi ripreso ad andare in bicicletta appena interrotto l'uso del farmaco. Stavo bene, ma il neurologo mi diceva "Attenta! O starai male!". Al mio serio rifiuto di riprendere il Rebif, nome commericale del farmaco, cominciano i maltrattamenti, mi fanno aspettare a lungo per una semplice firma, mi rispondono seccati anche i suoi assistenti e un giorno il mio neurologo mi urla in faccia che il loro e' un centro di eccellenza, tra i primi in Europa, anche a detta di Rita Levi Montalcini! Chiedo la mia cartella clinica in segreteria e, al maldestro impiegato, scappa un sorriso tirato con la frase: "il dottor X non vuole che i pazienti abbiano la loro cartella clinica". Avete capito bene?! Il primario di neurologia non vuole che un paziente abbia la sua cartella! Ma e' un mio diritto averla, quindi la chiedo e la ottengo. Comincia a puzzarmi tutto: l'interferone costa 1800 euro al mese, passato a noi sclerosetti in SSN, ma noi cittadini italiani lo paghiamo. E se ci guadagnassero?! Perche' hanno cominciato a maltrattarmi appena hanno capito che non avrei assunto nessun altro farmaco preventivo? E perche' questo benemerito neurologo non voleva darmi le MIE risonanze? Sono riuscita ad averle di straforo dall'assistente che me l'ha passate su una penna USB. Ho sentito con le mie orecchie, il mio neurologo urlare all'assitente: "Le risonanze sono mieeeeeee!!". Giudicate voi perche'; ufficialmente, poiche' ero stata inserita in un protocollo di ricerca, non avevo diritto alle mie RMN.


Cambio ospedale e scelgo un altro centro diagnostico considerato d'eccellenza. Stessa spiaggia stesso mare. Non vi tedio raccontandovi i particolari, tranne quello di una neurologa che, stizzita mi spezza quasi la penna sotto il piede durante la visita neurologica. Domando a voi: a cosa era dovuto tanto accanimento? Si puo' essere cosi' spaventosamente incazzati verso una paziente che cerca soltanto di star meglio?! Perche' questi neurologi non erano contenti per me che avevo addirittura una placca attiva, ma senza sintomi? Perche' tentano con le buone di convincerti che l'interferone e simili fanno bene, ma s'incazzano quando comprendono che non ne farai uso? La stessa neurologa durante la visita mi aveva proposto il nuovo farmaco in compresse, il Fingolimod, e alle mie sacrosante perplessita', viste le persone che erano morte entro le sei ore dalla prima assunzione della pasticca, mi aveva risposto tra lo scocciato e il noncurante: Va be', ma solo il 3%!". E se io sono in quel 3%?. http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2012_04_fingolimod. Fonte: www.asim.it.



Durante questi due anni ho fatto tante ricerche e scoperto tante alternative: la dieta Kousmine, il Dottor Hamer, l'omeopatia, lo Yoga, le cure naturali e molte altre. Inoltre ho seguito un cammino di consapevolezza che e' partito dall'assistenza psicoterapica e mi ha portato a cambiare il lavoro che non mi piaceva e dove sono oggi, con la voglia di non fermarmi alle apparenze e di continuare a crescere e star bene. Ringrazio questo blog per l'occasione che mi sta dando di raccontare la mia storia e voi che la leggerete. Sto scrivendo per dirvi che ci vuole una RIVOLUZIONE TOTALE per ritrovare il benessere psico-fisico! Oggi mi sto curando omeopaticamente, con l'alimentazione, che e' fondamentale per star bene e, avendo conosciuto Hamer, voglio conoscere il mio trauma e superarlo. Sto tranquilla, vado in bicicletta e sono felice. Non penso alla sedia a rotelle come una condanna a morte, ma come ad una possibilita' della vita. Vi sto scrivendo perche' bisogna diffondere le alternative, che esistono e che spesso, i medici tradizionali non accettano e non ci propongono. Spesso sono in buona fede, ma altrettanto spesso, lo fanno per interesse. E' la triste verita'! Diffondetela! NON AFFIDATE LA VOSTRA VITA A NESSUNO, FIDATEVI DI VOI STESSI: IL NOSTRO CORPO CI DICE DI COSA ABBIAMO BISOGNO!

Giuliana Sclerosette

Date un'occhiata a questo video su Big Pharma e le bugie sulla nostra salute:

http://sclerosette.blogspot.it/2013/01/big-pharma-truffe-e-bugie-sulla-nostra.html#links