domenica 4 gennaio 2015

Big Pharma: repetita iuvant


Sul nostro blog e in giro per la rete troverete spesso riferimenti alle malefatte di Big Pharma, quindi indugiare sull'argomento sembra quasi una ripetizione per mancanza di fantasia sui temi da dissertare. E invece no, repetita iuvant.
Per Big Pharma si intende l'insieme delle multinazionali del farmaco che detengono il monopolio delle cure. Se ancora credete romanticamente all'idea che i farmaci servano a curare le malattie e a farci stare meglio è ora che poniate l'attenzione su alcuni dati di fatto. Innanzitutto, la malattia è il terzo business remunerativo al mondo; questo dato lascia supporre che ci sia poco spazio per il giuramento di Ippocrate o qualsiasi altra forma di etica civile. Vi siete mai chiesti perché negli anni siano stati fatti dei veri e propri roghi mediatici per cure alternative ai protocolli, che funzionavano a detta dei malati (e ovviamente, secondo quei medici ambasciatori e/o inventori della cura stessa), mentre i nostri vari ministri della salute, tra comunicati stampa e conferenze, si dicevano rammaricati di non poter aiutare i malati e che lo avrebbero fatto se ci fosse stata la benché minima speranza e che tale veto perentorio verso questa nuova terapia era soltanto per il loro bene...bla bla bla...ma purtroppo la cura in questione si era rivelata un bluff, una delusione, un niente inefficace, una favola senza lieto fine. Poveri malati, prima illusi, poi delusi e poi condannati a restare malati. Mi viene in mente Stamina e i fratelli Biviano che vivono accampati da più di un anno in una tenda di fronte a Montecitorio, con Sandro che è stato ricoverato qualche giorno fa. (Forza ragazzi!). Mi viene in mente la scoperta del Professor Zamboni, la pantomima dello Studio Cosmo di Aism, il pellegrinaggio in luoghi sconosciuti per la liberazione costosa delle vene, in mane a medici mercenari e senza scrupoli. Mi viene in mente la cura Di Bella e come fu fatto a pezzi mediaticamente e moralmente quell'uomo dai capelli bianchi e lo sguardo stupito di fronte a tanta inaspettata e mai cercata notorietà. Non c'è pietà per i malati, per i medici che scoprono cure valide. L'industria del farmaco ormai controlla e determina la medicina, le cure, la salute, non il contrario.
Sul libro di Marco Pizzuti, Scoperte mediche non autorizzate. Le cure osteggiate dalle multinazionali del farmaco, Ed. Il punto d'incontro, si apprende che il volume d'affari per le cure mediche in Italia, nel 2005 ha raggiunto 125 miliardi di euro annui, pari al 9% del PIL. 
Udite udite noi malati cronici siamo i migliori pazienti -ops- clienti, che l'industria del farmaco possa desiderare: noi saremo malati a vita, "acquisteremo" medicine spesso costosissime per sempre. Sarò ripetitiva: il Rebif per la sclerosi multipla che ho utilizzato per quasi due anni costava ben 1800 euro al mese (non direttamente pagati di tasca mia, ma indirettamente col sistema sanitario li paghiamo tutti). Perché consigliare il le carotine che fanno bene e costano poco?! O il sole e l'aria aperta che sono gratuiti?! Stiamo scherzando? Come fanno i creatori di malattie* ad arricchirsi? Non certo con le malattie rare, la cui cura costerebbe troppo e salverebbe quei pochi pochi sfigati al mondo. Chissenefrega. Facciamo ammalare i sani e peggiorare chi è già malato con farmaci che provocano effetti collaterali disastrosi e creano altre patologie. Quando entri in quel tunnel se non hai una rivelazione, coraggio e anche sprezzo del pericolo, non ne esci più.

Dal punto di vista economico produrre un farmaco a basso costo, efficace in modo definitivo, non potrà mai essere un buon investimento. Il massimo profitto si realizza commercializzando medicine che presentano molti effetti collaterali (ovvero che migliorano una patologia inducendone nello stesso tempo altre) e pochi benefici reali (o addirittura nessuno). Tutti i rimedi naturali non brevettabili e non sfruttabili commercialmente, quindi, non diverranno mai oggetto di studio, anche se possiedono eccellenti proprietà terapeutiche e non favoriscono l'insorgenza di altri disturbi. Per quale motivo? Un paziente guarito è un paziente in meno.

Marco Pizzuti, Scoperte non autorizzate, pag. 12.
Aprite il vostro cuore e non smettete di cercare mai, la soluzione è a portata di mano. La strada non è semplice ma l'avventura ne vale la pena!

* https://www.youtube.com/watch?v=s-pGFBKK888

Altri link:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scoperte-mediche-non-autorizzate-libro
http://frontelibero.blogspot.it/2014/12/tumori-torna-la-cura-di-bella-dal.html
https://www.facebook.com/fratellibiviano
http://frontelibero.blogspot.it/2014/09/civico-117-diciamo-si-stamina.html
http://sclerosette.blogspot.it/2013/06/pazienti-o-clienti.html
http://www.ccsvi-sm.org/node/629

Giuliana Sclerosette

3 commenti:

  1. Medicus curat natura sanat..........................

    RispondiElimina
  2. Risposte
    1. Saggezza e forma antica, ma contenuto sempre vivo ed attuale...... :-)

      Elimina

Non si accettano offese parolacce o bestemmie. Rispetto e civiltà sono ben accetti. Gli autori non vogliono sostituirsi alla figura medica e non si accettano richieste di cura. Non è possibile in questa sede rispondere a domande riguardo malattie personali ma, solo in linea generale, a scopo informativo e divulgativo.