giovedì 8 dicembre 2016

Cibo, flora intestinale e psiche

Cibo, flora intestinale e psiche

La relazione tra la mente e l’intestino è bidirezionale: i pensieri influenzano le funzioni intestinali e, viceversa, l’ecologia intestinale influenza i pensieri e quindi il nostro comportamento. Già le medicine tradizionali ci insegnano che i cibi giunti nel tratto gastrointestinale, si smaterializzano e influenzano l’anima trasformandosi in pensieri, così come i pensieri possono agire in modo perverso sul nostro sangue, organi e funzioni e materializzarsi per esempio in un’ infiammazione, un’ulcera o portare a conseguenze ben più gravi.

Il nostro intestino accoglie abitualmente un’enorme quantità di microrganismi (microbioma), stiamo parlando di milioni di miliardi. Basti pensare che la quantità di E.coli presenti soprattutto nel colon, supera di numero tutti gli uomini che sono vissuti su questo pianeta della compara dell’umanità. Questa massa viva e brulicante interagisce con le mucose e le strutture immunitarie e influenza costantemente la nostra salute, compresa quella della nostra mente.
L’asse ipotalamo-ipofisi-surrene(HPA) modula nel nostro organismo la capacità di adattamento allo stress. Se lo stress è prolungato e ci sono predisposizioni genetiche ad una vulnerabilità verso i disturbi mentali, l’asse HPA perde il suo equilibrio e questo può portare ad alterazioni nel comportamento fino a vere e proprie malattie psichiatriche. Questa situazione si accompagna ad un processo di infiammazione cerebrale (neuroinfiammazione) ed un titolo elevato nel sangue di citochine proinfiammatorie.

Il microbioma è una variabile importante nel funzionamento del nostro sistema immunitario ed entra regolarmente in comunicazione con l’asse HPA e lo fa in tre modi: tramite gli ormoni, il sistema immunitario oppure direttamente. Di fatto, alcuni microbi del nostro intestino rilasciano dei neurotrasmettitori che “dialogano” direttamente con il nostro cervello tramite il nervo vago.
Alcuni studi hanno mostrato che è possibile cambiare il comportamento di animali da laboratorio (roditori), effettuando delle modifiche sostanziali del loro microbioma. Lo si può fare in vari modi: cibo, probiotici, antibiotici, prebiotici e trapianti fecali.

Nell’uomo, l’assunzione di probiotici è in grado di ridurre i pensieri negativi, in soggetti sani e ridurre gli stati d’ansia in pazienti sottoposti a trattamenti antitumorali. In un piccolo studio si sono registrati sorprendenti risultati positivi sull’evoluzione dei sintomi nel tempo (13 anni dopo) in bambini affetti da autismo e sindrome da deficit attentivo (ADHA).
Attualmente i ricercatori stanno lavorando su alcuni ceppi microbibici definiti “psicobiotici”, che un giorno potrebbero essere utilizzati per combattere le malattie psichiatriche.

La vita dell’uomo attuale è assai lontana dai ritmi della natura e da un’ alimentazione salubre. Stress, mancanza di sonno, cibo spazzatura, alcol, droghe ecc. influenzano negativamente il microbioma. L’effetto può anche essere immediato. Potete ridurre del 40% la diversità della vostra flora intestinale nel giro di 10-14 giorni se consumate regolarmente cibo altamente processato/industriale e di conseguenza vedere il vostro umore mutare e non riuscire più a tollerare le avversità della vita. Questo spiega perché coloro che seguono una dieta tradizionale hanno una resistenza allo stress e allo sviluppo di malattie mentali superiore del 40%, rispetto a coloro che hanno adottato una dieta devitalizzata e processata.

E’ indubbio che l’uomo moderno, se paragonato a quello antico o solo di qualche generazione fa, sia un soggetto animicamente sempre più debole e fragile. A testimonianza di ciò ci sono gli enormi e sempre crescenti consumi di ansiolitici, sonniferi, antidepressivi e altri psicofarmaci senza i quali una bella fetta delle popolazione, ormai di tutte le età, non sarebbe più in grado di sopravvivere su questo Pianeta. Per non parlare del ricorso a vari tipi di droghe e l’incidenza dei suicidi soprattutto nelle aree più industrializzate.

Oltre ad una fatale involuzione dell’umanità, alla luce di quanto detto sulla relazione intestino-mente, non è peregrina l’idea che a far precipitare la situazione abbia contribuito anche la sempre peggiore qualità/salubrità del cibo e delle bevande che abbiamo assunto negli ultimi 50 anni.
Alimenti devitalizzati da eccessivi trattamenti termici (pastorizzazione), altamente manipolati dall’industria alimentare, inquinati da pesticidi, coltivati in terreni ormai esausti, ecc, che apportano nel nostro organismo tutto il loro carico di forze oscure e telluriche.

Bibliografia - Deans E. Microbes and Mental Health: The Link Between Biome and Brain. Medscape Psychiatry. March 04, 2016.
Francesco Perugini Billi © copyright
Tratto da: lastella

giovedì 1 dicembre 2016

Logosintesi: ovvero come aiutarsi con le parole

... La coscienza si può cristallizzare nel passato, nella rappresentazione interna di episodi non gestibili altrimenti …
La coscienza si può cristallizzare nel futuro, mediante l’immaginazione automatica di situazioni diverse dalla realtà …
Ancora, la coscienza si può congelare in una credenza: idee politiche, scientifiche, religiose, psicologiche etc. possono influenzare pesantemente uomini e popoli, alterandone la capacità di esprimere il loro pieno potenziale.

Logosintesi è il mezzo per riportare tutto al tempo ed al luogo giusti, ovvero in allineamento con l’Essenza. ...

Per capire che cos'è la logosintesi partiamo dalla prima affermazione:
Recupero tutta la mia energia legata a questo ricordo, e la riporto nel posto giusto in me stesso/a”.
Un individuo che pronunci questa frase dopo aver focalizzato un ricordo doloroso, molto probabilmente farà un’esperienza memorabile.

Le caratteristiche sensoriali della scena tenderanno a mutare, facendosi sempre meno definite. Le reazioni corporee ed emotive al ricordo, quali tensione, rabbia, paura, dolore saranno sempre meno evidenti, ed in taluni casi scompariranno come neve al sole. Magia?
Per qualcuno potrebbe sembrarlo, invece trattasi di logos syn thesis ovvero riunire mediante le parole: si richiama quel frammento del sé che si era “staccato” al momento dell’evento doloroso e che era rimasto letteralmente congelato nello spazio e nel tempo, dando luogo ad una sorta di enclave energetica.

Nel 2005 il Dr. Willem Lammers, psicoterapeuta con esperienza clinica ultratrentennale, ha fatto una serie di scoperte che l’hanno condotto ad ideare un nuovo modello di auto-aiuto e di cambiamento guidato:
Logosintesi.
Il metodo della Logosintesi
Le radici di questo metodo affondano nelle viscere della storia umana, in tempi nei quali lo sciamano era considerato il punto di riferimento del villaggio per le sue capacità di interagire con il mondo del sovrasensibile. Tra le varie culture sciamaniche troviamo un’idea comune a varie latitudini: un evento traumatico crea un “frammento d’anima”, una scheggia di coscienza che si separa e si isola dal tutto per gestire l’evento e le sue conseguenze. Uno dei ruoli dello sciamano è quindi quello di aiutare il sofferente, mediante specifici rituali, nel recupero di quel frammento così che la sua consapevolezza possa tornare (un po’ più) intera. Inoltre, spetta sempre all’uomo di medicina la cacciata degli spiriti maligni (leggi: energia estranea) dalla coscienza dell’individuo.

“Allontano tutta l’energia estranea collegata a questo ricordo, da tutte le mie cellule, dal mio corpo e dal mio spazio personale, e la rimando nel luogo e nel tempo a cui realmente appartiene”.

Gli elementi percettivi dell’esperienza dolorosa, che il soggetto ha inconsciamente trattenuto, vengono finalmente rilasciati in seguito all’enunciazione di questa frase. L’energia di persone, luoghi, idee, credenze viene restituita in flusso al legittimo “proprietario”, favorendo un sostanziale riequilibrio ed una ulteriore presa di coscienza. La frase di allontanamento costituisce il punto due del processo di Logosintesi, ed è spesso risolutiva senza essere vanamente consolatoria.

Diversamente da approcci che cercano di compensare un vissuto doloroso mediante la reinterpretazione cognitiva, Logosintesi prevede il ripristino della coscienza (energia) allo stato fluido, ovvero alla possibilità di rispondere alla vita nei modi più efficaci. Nessun giudizio, nessuna comparazione: dato l’evento X rimasto cristallizzato nell’orizzonte spazio-temporale, si utilizza il potere della parola per recuperare il frammento del sé che si è staccato dalla coscienza (dissociazione), e per allontanare ciò che non appartiene ed è rimasto come un ologramma nello spazio personale (introiezione).

A partire dall’accadimento di X e della sua cristallizzazione, l’individuo inizia a reagire ad esso mediante emozioni, sintomi fisici e azioni, che possono coagularsi in schemi cognitivi e comportamentali. Talvolta queste reazioni vanno avanti per anni (si pensi al disturbo post traumatico da stress) e continueranno a farlo fino a quando nella rappresentazione dell’evento non sia stato ripristinato il flusso.
Ecco allora la terza frase di Logosintesi:

“Recupero tutta la mia energia legata a tutte le mie reazioni a questo ricordo, e la riporto al posto giusto in me stesso/a”.

Dopo l’enunciazione di queste parole il soggetto, che già aveva trovato sollievo dalla vaporizzazione dell’evento, può smettere di reagire ad esso (anche se lo faceva da mesi o anni) realizzando una verità facile da afferrare cognitivamente solo se la parte più arcaica del cervello è liberata. L’evento appartiene al passato, tuttavia la sua traccia (che è stata bonificata grazie alle prime due frasi) veniva reiterata continuando così a generare reazioni inutili e spesso dannose. L’individuo ha così elaborato qualcosa fino ad allora indigesto, ha smesso di reagire in modo meccanico ad un evento del passato ed ha a disposizione il suo potenziale di consapevolezza (che varia da persona a persona) per poter vivere il presente.

I quattro principi della Logosintesi
La Logosintesi è strutturata su quattro principi fondamentali che illustrano l’origine della sofferenza umana, il modo con il quale si perpetua ed una via per uscirne.
1. La sofferenza deriva da una perdita di contatto con l’Essenza, la natura spirituale dell’essere umano.
2. Introiezioni e parti dissociate creano e mantengono questo stato di disconnessione.
3. Introiezioni e parti dissociate sono ologrammi congelati presenti nello spazio di percezione.
4. Il potere della parola permette di dissolvere questi ologrammi, riportando l’energia in flusso.

La possibilità di manifestare la coscienza è il tratto peculiare dell’essere umano. Possiamo definirla come la capacità di comprendere ciò che accade, oltre che ad influenzarlo. La coscienza varia in base all’età, alle esperienze pregresse, alle caratteristiche genetiche ed alle memorie genealogiche, alle attitudini e alle abitudini cognitive e comportamentali. Inoltre, la consapevolezza cambia anche in base ai periodi, alle fasi della vita, alle situazioni contingenti ed a chissà quanti altri possibili fattori di influenza. La tendenza è quella di una evoluzione della coscienza partendo dalla nascita (o dal concepimento?) fino all’età adulta. Ciò che può turbare un bambino è spesso fonte di ilarità per un adulto.

BOLOGNA 10 DICEMBRE - GIORNATA INL

BOLOGNA 10 DICEMBRE - GIORNATA INL 






Vi aspettiamo in questa giornata INsolita, INteressante, INnovativa, INtelligente e molto di più . 

Cos’è INL? Il contrario di tutto…

In questo evento comprenderai che tutto quello che hai fatto è perfetto e che sei parte di un grande disegno. Attraverso una visione libera da credenze e con un nuovo linguaggio potrai mettere in moto i meccanismi che trasformano la realtà.

Hai già tutto dentro di te, serve solo comprendere come accedere all’intelligenza per mettere in pratica un’inversione di vita. Tu non sei un essere programmabile, se non lo vuoi.

Inoltre scoprirai come una semplice inversione di pensiero può darti pace e trasformare il tuo modo di agire, pensare, fare e parlare.



Nel mio intervento parlerò della Sclerosi Multipla...Possibilità 
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Tutte le info e per iscriversi all'evento direttamente sul sito : 

Una giornata e poi .... nulla sarà come prima !