domenica 3 febbraio 2013

L'Autoguarigione Secondo la Nuova Medicina

Prezzo € 10,97 invece di 12,90 sconto 15%
Sto leggendo il nuovo libro del dottor Herrera e lo consiglio vivamente a chi vuole avvicinarsi alla Nuova Medicina.

A cosa è dovuta la malattia? Perc hé mi ammalo? Che cosa accade veramente al mio corpo quando succede? Come posso guarire?
Per rispondere a tutte queste domande l’esperto medico Vicente Herrera ci illustra i concetti base della Nuova Medicina messa a punto dal famoso dott. Hamer, secondo la quale la malattia non è altro che un programma speciale, biologico e sensato della natura mentre le patologie rappresentano le risposte che l’organismo dà a grosse situazioni di conflitto per l’individuo.
L’autore, in quest’opera ricca di illustrazioni e schemi, sviluppa e semplifica l’enorme lavoro realizzato dal dott. Hamer, integrandolo con teorie e studi tratti dalla fisica quantistica, dalla psicologia classica e dai campi morfici di Sheldrake. Vengono presentati tutti i tipi di conflitti e le relative patologie (anche degenerative quali cancro, morbo di Parkinson, depressione, ecc.) ma non solo: viene illustrata anche la cosiddetta costellazione schizofrenica e relativi disturbi mentali psicotici derivati.
Questa guida pratica, con casi clinici reali e domande e risposte, ci consente di capire meglio quello che succede dentro di noi, a cosa è dovuta una patologia, perché ci siamo ammalati e come possiamo guarire imparando ad ascoltare il nostro corpo.

APPROFONDIMENTI

TRATTO DAL CAPITOLO 4
Proposta per comprendere la finalità dei comportamenti psico(pato)logici

Disorientamento
Aspettare tempi migliori
Costernazione
Relativizzare la situazione
Inibizione
Evitare l’aggressione
Megalomania
Imporre la valorizzazione
Depressione
Rivalutare lo spazio
Mania, aggressività
Difendere il territorio
Assenza, perdita di memoria
Sopportare la separazione
Allucinazioni, euforia
Trascendere la situazione
Paranoia, blocchi
Evitare pericoli

I suddetti comportamenti sono da considerare una costellazione (ossia una combinazione di conflitti) che si esprime nello stesso strato embrionale; ciò causa anche sintomi fisici od organici al minimo livello (ma non a livello zero) nello strato controllato dalla corteccia cerebrale. A prescindere da ciò che possiamo denominare meta-significato psichico, l’insieme dei segnali e sintomi organici che accompagnano le costellazioni presenta anche un proprio significato biologico.

Facciamo due esempi: messo di fronte a due conflitti del tipo vivere fuori del proprio ambiente la reazione psichica di disorientamento che si osserva offre una maggiore probabilità che l’organismo vivente ritorni al proprio ambiente (acquatico) se rimane quieto e non prende alcuna iniziativa. In questo modo deve solo sperare che l’onda (o tempi migliori) lo restituiscano al suo ambiente.

Organicamente, entrambi i reni trattengono liquidi dato che il corpo ha bisogno di conservarne una minima quantità per assicurare le funzioni metaboliche e che la sensazione di sete non sparisca. Finché dura questa situazione fuori dell’ambiente in cui l’organismo si sente solo e abbandonato, il suo corpo si gonfia ed è come se galleggiasse in mezzo a un ambiente che gli è ostile.

L’altro esempio lo troviamo nel polo opposto del quadro proposto prima, davanti a due conflitti di paura localizzati nella nuca; come animali da preda possiamo sentire i pericoli che possono apparire nel luogo più insospettato. In questo caso una reazione paranoica ci situa in una posizione tale da evitare il pericolo; al minimo sospetto si produce una reazione sproporzionata di difesa e fuga.

Organicamente si produce la visione a tunnel e un aumento di visibilità a breve distanza. Da qui nascono rispettivamente il glaucoma e la miopia. In generale, gli stati di coscienza generati da questi comportamenti riducono la pressione dei conflitti. Infatti, la loro durata e intensità provocherebbero uno stato di stress permanente, molto intenso, che avrebbe ripercussioni negative sull’asse neuroendocrino e sul sistema di omeostasi. In secondo luogo vengono minimizzate il più possibile le somatizzazioni negli organi e, pertanto, in certe condizioni, provocano una riduzione della comparsa di patologie oncologiche. Negli ospedali psichiatrici la mortalità per cancro è molto minore che negli ospedali in genere, in popolazioni in cui età e sesso siano omogenei.

Indubbiamente, ci troviamo davanti a situazioni complesse in cui si può trovare ogni specie di combinazione, come si è detto in precedenza: tutti i colori del grigio. Per questo motivo, a titolo di aiuto e guida per valutare la sintomatologia concreta in ciascun caso, bisogna considerare i seguenti punti:

1. non solo si possono presentare due conflitti biologici (che costituiscono una costellazione) ma anche più di due conflitti e due o più costellazioni. Si possono persino osservare combinazioni tra conflitti e costellazioni, comprendendo o meno la sintomatologia fisica. Tutto questo determina in pratica ciò che viene denominato quadro clinico. Ad esempio, la schizofrenia paranoide è considerata il risultato di conflitti di separazione e di territorio ma anche di costellazioni associate a paura e apprensione.

2. La cronologia (presentazione in successione di diversi conflitti biologici attivi) determina anch’essa quadri clinici specifici. Nella anoressia nervosa il primo passo è un conflitto di contrarietà indigesta associato generalmente alla figura della madre, che poi si combina con un altro conflitto localizzato nell’emisfero cerebrale sinistro, che si esprime con amenorrea. Questi quadri vengono accompagnati generalmente da conflitti di svalorizzazione; da qui la loro relazione con l’immagine che ognuno ha di sé. La bulimia è associata a rifiuto e ribrezzo seguiti da contrarietà indigesta.

3. L’espressione sintomatica che maggiormente si manifesta è in funzione della combinazione o costellazione che presenta maggiore massa conflittuale. Ad esempio, si può osservare un delirio di grandezza o megalomania di levitazione, espressione di una combinazione tra paura-panico e la minaccia di perdita di territorio. Dopo un quadro delirante sopraggiunge una depressione grave.

4. L’entrata in un circolo vizioso avviene tanto per gli interventi apparentemente terapeutici che in conseguenza della stessa sintomatologia, la quale – non possiamo dimenticarlo – si modifica in seguito all’assunzione di farmaci neurolettici o psicotropi (che, in ogni caso, non devono mai essere abbandonati in forma brusca in un trattamento psichiatrico).

5. I quadri degenerativi o tossici sono causati da alterazioni dei meccanismi biofisici del sistema nervoso; a questo bisogna aggiungere l’interferenza di sostanze esterne con effetto neuromediatore. Diverse sostanze con valenza ludica, se usate in misura smodata, possono influenzare il sistema nervoso. L’azione di queste sostanze nel cervello provoca un conflitto che riguarda tutto il cervello; da qui si stabilisce un focolaio cerebrale centrale che può incrociarsi con un altro focolaio. Per questo motivo, si osservano con una certa facilità quadri psicotici in persone che consumano (abusandone) alcol, anfetamine, cocaina, cannabis, cortisone e altre sostanze che hanno effetti allucinatori.

Per completare il quadro diamo di seguito due regole relativamente
semplici:

1. le cosiddette psicosi funzionali – come la schizofrenia e la psicosi maniaco-depressiva – sono dovute a costellazioni combinate con una grande massa conflittuale;

2. le nevrosi (ossia i disturbi che riguardano il carattere e la personalità) seguono lo stesso meccanismo ma la massa conflittuale è ridotta.

Riflessione
Il processo che conduce alla malattia, in generale e, in particolar modo, nelle patologie gravi, è complesso. Pertanto, quando si tratta di completare la storia clinica di un paziente in relazione a un allarme biologico, bisogna tener conto delle diverse circostanze e condizioni che possono presentare il conflitto o i conflitti.

I vari aspetti di un conflitto biologico:
  • Massa del conflitto biologico (intensità e durata del conflitto).
  • Quantità di conflitti e loro combinazioni.
  • Cronologia della comparsa del conflitto o dei conflitti.
  • Preponderanza dei conflitti o combinazioni di maggiore intensità.
  • Fase o fasi di un conflitto, ivi compresa la fase epilettica o epilettoide.

AUTORE


Vicente Herrera è un prestigioso medico con oltre 30 anni di esperienza, sia come dottore di famiglia e sia come operatore sanitario in situazioni di emergenza in Africa e altri paesi del Sud del mondo. Esperto della Nuova Medicina di Hamer, ha scritto vari libri sul tema.
L'Autoguarigione Secondo la Nuova Medicina Vicente HerreraL'Autoguarigione Secondo la Nuova Medicina
Ascolta il tuo corpo e impara a superare la malattia
Vicente Herrera

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L'Autoguarigione secondo la Nuova Medicina - Libro
Per approfondire:

La Medicina Sottosopra La Medicina Sottosopra
E se Hamer avesse ragione?
Giorgio Mambretti, Jean Séraphin

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Cancro - Hamer Il Cancro e tutte le cosiddette malattie
Breve introduzione alla Nuova Medicina Germanica. Sostituisce il precedente libro "Introduzione alla Nuova Medicina"
Dott. med. Mag. Theol. Ryke Geerd Hamer

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Grazie Dottor Hamer Grazie Dottor Hamer
Un anello mancante nell'evoluzionismo di Darwin: la causa e il senso biologico delle malattie dal raffreddore al tumore... Non ancora per tutti
Claudio Trupiano

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Comprendi i Sintomi del Tuo Corpo Comprendi i Sintomi del Tuo Corpo
La Nuova Medicina di Hamer, la nuova e rivoluzionaria teoria per la cura di cancro, Aids... e tante altre malattie
Vicente Herrera

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sabato 2 febbraio 2013

Cultura Manipolata, Religione ed Illuminati

Quando si crede di aver scavato abbastanza in mezzo alle menzogne, spesso si scopre che la ricerca abbia solo intaccato lo strato superficiale dell'inganno. Esso è infatti così profondo e ben pianificato che riuscire a risalire fino al bandolo della matassa è una impresa quasi proibitiva.

Prendete ad esempio la storia che ci è stata insegnata.Le cose che impariamo a scuola, i libri che leggiamo, i documentari che guardiamo sono lo specchio della verità, oppure si tratta solo di manipolazioni culturali? 
Interessante notare come gli eventi ed i personaggi di cui si legge nei libri di storia sembrino avere a che fare, più o meno direttamente, con l'agenda degli Illuminati. Moltissimi eroi, grandi artisti, conquistatori, scienziati, inventori, grandi 'umanisti', musicisti classici (tutti di sesso maschile) erano collegati a qualche società segreta.

N.d..t. Per verificare la fondatezza di quanto finora affermato abbiamo fatto una piccola ricerca e composto una sommaria lista di nomi di illustri e conclamati massoni e/o rosacrociani attualmente studiati nelle scuole italiane. L'elenco non include numerosi sovrani e presidenti della repubblica.

Leonardo da Vinci
Dante
Giordano Bruno
Shakespeare
Galileo Galilei
Thomas Cook
Napoleone
Mozart
Montesquieu
Rousseau
Danton
Voltaire
Goethe
Pellico
Goldoni
Lavoirsier 
Franklin
Washington
Beethoven
Foscolo
Pisacane
Fleming
Newton
Bell
Meucci
Dumas padre
Alfieri 
Carducci
Pascoli
Mark Twain
Mazzini
Cavour
Garibaldi
Crispi
De Amicis
Collodi
Bixio
Kipling
Trilussa
D’Annunzio
Mameli
Churchill
Einstein
Fermi
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Tutto ciò vuol dire che solo gli appartenenti alle società segrete abbiano la capacità di incidere sul destino del genere umano? Certo che no. Il fatto è che a noi viene insegnata la versione massonicadella storia. Ma cosa dire di tutti coloro i quali non furono membri di società segrete? Beh, quando il loro operato non si rivelava funzionale alla Grande Opera venivano emarginati ed esclusi dai libri di storia. 

Ciò che ci viene insegnato è una versione deviatadella storia; la versione che gli Illuminati hanno voluto instillare nella cultura dei popoli occidentali. A che scopo? Perché la rappresentazione del passato aiuta anche a costruire quella del presente e del futuro. Se tutti noi crediamo in una determinata versione della storia, ed essa è tutto ciò che ci è dato di sapere, è molto facile che i nostri attuali comportamenti influenzati da questa esperienza storica 'di seconda mano' vadano a parare laddove gli Illuminati hanno accuratamente progettato. 

Insomma essi potrebbero avere creato una finta esperienza storica, una attualità illusoria, e potrebbero essersi serviti di personaggi minuziosamente selezionati e poi celebrati dai loro media e dalla loro cultura, per educarci ad accettare l'ideologia delnuovo ordine mondiale. Tutti gli altri, coraggiosi uomini e donne dalle menti brillanti ma non funzionali al piano, furono esclusi dalla cultura dominante e spesso dipinti come i 'cattivi' (gli indiani d'America sono un perfetto esempio; Nicola Tesla un altro)(attualmente basta vedere le demonizzazioni subite dagli oncologi alternativi e dai leader dei paesi sovrani in cui è in corso la 'esportazione della democrazia' - n.d.t.)

Passiamo alla parte politicamente scorretta: la religione! Che dire della religione? E della Bibbia? Fortuna che in questo brutto mondo possiamo almeno consolarci con la Parola di Dio, non è vero? Ma è davvero così? 

Quanto segue è frutto di pura speculazione, tuttavia si tratta di un tema che deve essere discusso, in quanto diversi indizi inducono a tenerlo in debita considerazione. Se la Bibbia (come le altre sacre scritture di molte altre religioni) fosse il frutto di una secolare campagna di indottrinamento culturale progettata dagli Illuminati, come potrebbe inserirsi in un tale contesto? 

La società cristiana ad esempio ritiene che la Bibbia sia la parola di Dio, e la prende alla lettera. Ma come ormai tutti sanno, il Nuovo Testamento non è che la ennesima versione di una vicenda comune alla maggior parte delle culture: un salvatore nato da una vergine, ucciso e risorto con la promessa di tornare in futuro (seconda venuta). Questa storia si ripete allo stesso modo fin da tempi antichissimi, a partire dalla storia di Osiride, Iside e Horus, e suona più come una sorta di racconto allegorico meta-comunicativo, piuttosto che un fatto realmente accaduto. 


Inoltre sappiamo per certo che la Bibbia fu manomessa. La versione attualmente più diffusa in occidente, quella di King James (KJV) - ad esempio - fu soggetta ad una ampia revisione, e il compito fu affidato a sir Francis Bacon, alto iniziato di diverse società segrete, oltre che Gran Maestro dello Ordine dei Rosacroce. Lo stesso King James era massone di primo piano.

n.d.t. Anche il Vecchio Testamento ed i Vangeli apocrifi,specie sulla scorta delle recenti 'interpretazioni' fornite da ricercatori 'alternativi' a nostro avviso sollevano sospetti di autenticità.

I cristiani contestano questa versione dei fatti con tutto il cuore, ma è impossibile negare l'evidenza; in questo caso la fonte proviene dai massoni stessi. E per quanto riguarda il Libro della Apocalisse? Non so quanti cristiani abbiano lodato via email il mio sito:Illuminati News. Quasi tutti però nei loro messaggi tendono a sottolineare il fatto che non ci sia niente da fare per contrastare il piano degli Illuminati, in quanto si tratta diun evento previsto dalla Bibbia. 

Per un breve periodo governerà l'Anti-Cristo - mi scrivono - e questo periodo oscuro anticiperà il Secondo Avvento di Cristo. Non vi è motivo di intervenire, in quanto le cose si risolveranno da sole, perché appartengono al Grande Piano di Dio. La guerra è già vinta perché Dio ha già sconfitto Satana. Purtroppo molte persone soffrono e muoiono prima dei mille anni di pace, ma questo è inevitabile. Così è la vita. 

E se invece avessimo a che fare con l'ennesimo inganno? Se la Bibbia fosse unamappa fuorviante data ai popoli affinché la considerassero Sacra e la seguissero alla lettera? Se tale ipotesi fosse fondata, che tipo di conseguenze comporterebbe? In primo luogo le persone religiose (percentuale ampia) sceglierebbero di non intervenire anche di fronte alle mille prove del nascituro nuovo ordine mondiale. La seconda è la possibilità di motivare un sacco di guerre per questioni di divergenze religiose. Molti morti. Sacrificio. Genocidio.

Anche dopo l'avvento di un 'Anti-Cristo' (dittatore mondiale), poche persone religiose sceglierebbero di intervenire, in quanto secondo le Scritture costui dovrebbe governare solo per un breve periodo prima dei mille anni di pace. Basta aspettare.Aspettare. Non è proprio questo che sta accadendo, ed è accaduto in passato?

Ora, riguardo il cristianesimo, che ne dite se l'avvento del Dittatore Mondiale alla fine non fosse succeduto dal nuovo avvento di Cristo? Quando i cristiani e tutti gli altri realizzassero di essere stati ingannati, sarebbe ormai troppo tardi. Qui molti cristiani obietteranno che gli Illuminati in realtà odiano i cristiani, e che il loro obiettivo sia quello di distruggere la religione cristiana. Ebbene, se hanno inventato la religione, una parte della propaganda potrebbe essere consistita proprio nel fare sentire i cristiani minacciati. Questo renderebbe lo scenario molto più realistico (v. correlati). Non credo che gli Illuminati odino i cristiani più di quanto odiano tutti gli altri. 

La Bibbia mette in guardia sui 'falsi profeti' degli ultimi tempi. Nell'ottica cattolica io stesso, scrivendo queste cose, sarei uno di essi. Tuttavia, seguendo il ragionamento di questo articolo e valutando la Bibbia come progetto degli Illuminati e scrittura simbolica meta-comunicativa, non sarebbe stata una ottima mossa far si che le Sacre Scritture screditassero quelli che - giunti alla comprensione dello inganno - avessero cercato di svelarlo ai credenti? 

Per mantenere sotto continuo controllo le persone, è necessario che si controllino a vicenda, giusto? (v. post correlati) Nel frattempo, senza incontrare alcuna resistenza significativa, gli Illuminati continuano indisturbati ad allestire la loro Grande Opera. 

Personalmente sono convinto che ci sia un Dio, o una Entità che possiamo chiamare Dio, prima di questo gran casino. Tuttavia ho molti dubbi che le sue parole siano riportate nelle religioni della Terra. Mi viene più facile credere che si trovino all'interno di ognuno di noi.

Articolo in lingua inglese pubblicato sul sito Illuminati News
Link diretto:

Governi Occulti e Società Segrete Governi Occulti e Società Segrete
Dietro le quinte della storia
Serge Hutin

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Un 2013 amaro sul fronte dei prezzi




ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI E DEGLI IMPRENDITORI LANCIANO UN DOPPIO ALLARME.

Rincari per 1500 euro a famiglia sono stati calcolati da Adusbef e Federconsumatori. A pesare una serie di aumenti: dai prezzi dei prodotti alimentari, alle tariffe nei trasporti, all’Rc auto. Ad alimentare la stangata anche canone Rai, bollette varie, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tasse sui rifiuti e ricadute dell'Imu. Mezzogiorno in grande difficoltà. I dati degli industriali: 16mila le imprese chiuse in 4 anni con oltre 330mila posti di lavoro persi

Si allarga il fronte della crisi in Italia. Da un lato le associazioni dei consumatori prevedono un 2013 molto caro per le famiglie che, stando agli studi di Adusbef e Federconsumatori, saranno costrette a sopportare un aumento medio dei propri costi di circa 1500 euro. Dall’altro Confindustria, nel suo studio intitolato 'Check-up Mezzogiorno’ denuncia la situazione drammatica dell’economia delle Regioni del Sud che, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2011, hanno subito un calo del proprio Pil del 6,8%, con una perdita reale calcolata in quasi 24 miliardi. Una realtà segnata dalla chiusura di oltre 16mila imprese con la perdita di circa 330 mila posti di lavoro.

Un quadro drammatico, preso nel suo complesso, che vede innanzitutto crescere le difficoltà dei nuclei familiari. Si tratta infatti di una vera e propria stangata quella che li attende al varco, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori per le quali tra alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tasse sui rifiuti e ricadute dell'Imu gli aumenti per i bilanci familiari saranno "insostenibili", pari in media a 1.490 euro.

Un vero e proprio balzo, stimano Adusbef e Federconsumatori, sarà quello della tariffa rifiuti che aumenterà da aprile dell'anno prossimo del 25%, pari a 64 euro in più a famiglia. A salire saranno  anche i prezzi degli alimentari (+5%, 299 euro in più), l'assicurazione auto (+5%, 61 euro in più), le tariffe professionali e artigianali (114 euro in più), le tariffe aeroportuali (dopo il rinnovo dei contratti di programma di Sea a Milano e Adr a Roma) oltre alle bollette di luce e gas, anche se in modo più contenuto rispetto al 2012, e dell'acqua, la cui tariffa sarà presto aggiornata dall'Autorit per l'energia. Piccolo rincaro infine (1,5 euro di aumento) anche per il canone Rai, a cui si aggiungono gli aumenti di bancoposta, francobolli e raccomandate.

Per i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, si tratta di aumenti "insostenibili che determineranno nuove e pesantissime ricadute sulle condizioni di vita delle famiglie, già duramente provate, e sull'intera economia, che dovrà continuare a fare i conti con una profonda e prolungata crisi dei consumi".

La situazione appare ancor più tragica se si guarda al Sud d’Italia e, in particolare, al suo tessuto produttivo che, stando alle analisi condotte da Confindustria e Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, nel quadriennio 2007-2011, ha ridotto drasticamente la sua capacità di produrre ricchezza e occupazione, con un contrazione di quasi 7 punti percentuali del prodotto interno lordo e la riduzione di circa 330mila unità lavorative, di cui la metà circa nella sola Campania.

Una tendenza negativa confermata anche nel 2012 con il tasso medio di disoccupazione dei primi due trimestri dell'anno  salito al 17,4% rispetto al 13,6% registrato nello stesso periodo del 2011, anche per effetto dell'aumento delle persone in cerca di lavoro. Di positivo ci sono solo i dati sull’export che, segnala lo studio di Confindustria, è “l'unica variabile che è tornata al di sopra dei valori pre-crisi: dal primo semestre 2011 al secondo semestre 2012 le esportazioni nel Mezzogiorno sono aumentate del 7%, il doppio del Centro-Nord''.

Per gli analisti il persistere della crisi è causa ed effetto del forte calo degli investimenti pubblici e privati. La spesa in conto capitale si è ridotta, dal 2007 al 2011 di circa 7 miliardi di euro. Gli investimenti fissi lordi sono diminuiti nello stesso periodo di 8 miliardi di euro (-11,5%) e particolarmente rilevante è stata la caduta degli investimenti nelle costruzioni (-42,5%) e nell'industria in senso stretto (-27,8%). La quota di imprese manifatturiere che hanno investito è andata progressivamente calando, dal 37,4% nel 2008 al 23,6% nel 2011. Il calo dell'occupazione e le crescenti difficoltà economiche delle famiglie stanno determinando - aggiunge la ricerca - una vera ''emorragia di capitale umano''. Sono sempre di più, infatti, quelli che decidono di lasciare il Mezzogiorno per andare a vivere nel Centro-Nord o all'estero (110 mila nel solo 2010). Nel frattempo il Mezzogiorno non utilizza gran parte del capitale umano che resta sul territorio: i giovani con età compresa tra 15 e 24 anni che non studiano o non lavorano nel Mezzogiorno rappresentano il 33% del totale, contro il 25% in media in Italia. 

venerdì 1 febbraio 2013

Il Dott. HAMER e la STORIA


Evoluzione e futuro delle scoperte del dottor Hamer nell'ottica di un ricorso storico: l'eliocentrismo di Copernico, Keplero in Germania, e di Galileo in Italia. I ricorsi della storia, oggi come ieri.



In parte devo al mio professore di Storia del liceo la decisione di scrivere questo articolo.
A studenti imbelli ripeteva sempre che solo dallo studio della Storia era possibile comprendere gli avvenimenti attuali, sino anche a  prevederne gli sviluppi.
Tra le molte conferme dell'assunto del professore figura senza dubbio l'evolversi del percorso scientifico delle scoperte del dottor Hamer. Stiamo assistendo a un ricorso storico, sino al paradosso del “dejà vu” e alla possibilissima previsione di quanto accadrà nei prossimi anni.
Da anni studio e verifico le scoperte del dottor Hamer. La verificabilità e la riproducibilità scientifica degli studi di questo medico tedesco, a me come a tanti altri ricercatori italiani, si sono subito manifestate in tutta la loro evidenza. Ma la regola vale per tutti: non basta presumere di aver ragione, occorre che, chi è davanti a te, te la dia. E allora o ci si spazientisce e ci si arrabbia, oppure si è obbligati a “fare i saggi” e accettare il mondo così com'è.

In attesa che il tempo dia ragione al vero, non mi resta che riconoscere al mio professore la sua sacrosanta verità storica e rilevare lo straordinario ricorso storico che si sta perpetuando.
Vicende analoghe a quelle attuali del riconoscimento delle scoperte di Hamer si sono già verificate 500 anni or sono, con una quanto mai sorprendente riproduzione storica nei contenuti e a cui va ad aggiungersi una singolare coincidenza di luoghi, fatti e persone.
Verso la fine del 1500 Copernico teorizzava la rivoluzionaria tesi dell'eliocentrismo: una scoperta che sovvertiva tutti i canoni della fisica e dell'astronomia, rompendo gli schemi precostituiti dei dotti e della religione dell'epoca. Keplero in Germania e Galileo in Italia si convinsero della fondatezza della scoperta e cercarono di sostenere la tesi.
A 500 anni di distanza il dottor Hamer, dall'evento tragico della morte del figlio, accaduto davanti all'isola di Cavallo nel 1978, ricostruisce, empiricamente e sulla base di migliaia di verifiche, i fondamenti di una Nuova Medicina. Il centro di questa nuova scoperta: la psiche umana.
Nel 1600 Germania e Italia sono i due paesi che tentano dunque di portare avanti le scoperte copernicane. Oggi negli anni 2000 si ripete il binomio dei due Paesi nel tentativo dello studio, divulgazione e possibile applicazione delle scoperte di Hamer.
Ma se mettere il sole al centro del movimento dei pianeti sovvertiva allora un sistema dogmatico, mettere l'individuo e la sua psiche al centro del fenomeno chiamato “malattia” fa sballare ora tutto il sistema diagnostico e terapeutico della Medicina ufficiale.
A questo punto si sta verificando per Hamer ciò che è già avvenuto per Copernico e i suoi sostenitori: il rispetto del “modello delle rivoluzioni scientifiche” secondo James Mc Allister (1). Secondo tale modello la ricezione di una teoria rivoluzionaria è caratterizzata da tre fasi: “ Nella prima, la teoria incontra resistenza, perché le nuove proprietà contrastano con i canoni della comunità. Nella seconda, nonostante la resistenza, la teoria dimostra un successo empirico maggiore di quello delle rivali. Nella terza il successo empirico accumulato dalla nuova teoria è così solido che buona parte della comunità, inclusi coloro che l'avevano avversata (ndr, ma soprattutto perché deceduti) è indotta ad accoglierla”.
Il modello si è rivelato esatto per le teorie copernicane e il tempo necessario per arrivare alla terza fase è stato quasi di 200 anni per la scienza e 500 per il riconoscimento ufficiale della Chiesa (nel 1992 ad opera di Papa Giovanni Paolo II).
Per le scoperte di Hamer siamo ancora alla prima fase: la resistenza e l'opposizione, salvo i primi successi empirici.
Per dovere di contraddittorio riconosco subito agli oppositori di Hamer la facile critica e condanna a quanto sto dicendo: la presunzione della verità delle scoperte del medico tedesco e soprattutto la presunzione nell'accostamento delle due rivoluzioni scientifiche. Ma per questo, ribadisco, lasciamo ai posteri la sentenza e la conferma su quanto riportato.

I contenuti delle due scoperte
Copernico intitola la sua opera principale “De Revolutionibus orbium caelestium”. Keplero pubblica a Tubingen la sua opera “Mysterium Cosmographicum”. Hamer, dopo cinque secoli, presenta le sue nuove teorie della genesi delle malattie con una tesi di abilitazione sempre all'Università di Tubingen col titolo “Il capovolgimento diagnostico”.
Siamo di fronte a opere che contengono concetti rivoluzionari nel mondo della scienza. Copernico sovverte le regole della fisica e della cosmologia, Hamer quelle della Medicina. Ma l'apporto rivoluzionario di queste nuove conoscenze non è tanto nei contenuti, quanto nelle implicazioni che questi comportano per le rispettive epoche.
Le rivelazioni copernicane andavano ben oltre la scoperta dei movimenti celesti o di nuovi astri. Dopo un primo momento di apparente successo della teoria copernicana e un disorientamento tra i dotti dell'epoca, specie a seguito degli apporti di Keplero e Galileo, ci si rese subito conto che l'accettazione di queste teorie avrebbe influenzato e modificato lo stesso modo di vedere l'uomo e il suo rapporto con il mondo e la natura. Senza contare l'implicazione più sconcertante e cioè che la visione eliocentrica copernicana andava a inficiare i contenuti delle Sacre Scritture che, in quanto testi ispirati, non potevano essere errati né tanto meno contraddetti.
Hamer, scoprendo la connessione scientifica tra psiche e corpo, non solo ha dimostrato il collegamento funzionale ed emozionale dei nostri organi, ma soprattutto ha rimesso al centro dell'indagine medica l'individuo in tutta la sua unicità. Cadono quindi tutti i protocolli medici, ma soprattutto cade la visione della malattia come un'assurdità della natura, così come non c'è più spazio per i dogmi del “male maligno o benigno”.
A distanza di 500 anni si ripete un capovolgimento scientifico: sotto i colpi impietosi dell'astronomia eliocentrica e della Nuova Medicina è l'intero sistema di certezze a crollare. I sistemi nel loro insieme sono malati. Tutto ciò che appariva armonioso e ordinato ora va in pezzi.
Massimo Bucciantini (2) allarga oltre le implicazioni delle scoperte copernicane e ora, a mio avviso, assimilabili a quelle di Hamer : “Con la crisi del modo di intendere la natura, non soltanto il posto e il ruolo dell'uomo nell'universo vengono messi in discussione, ma è il senso da dare alla propria vita e lo stesso ordine gerarchico dei rapporti politici e sociali che rischia di essere travolto”.

I presupposti dei due metodi scientifici
Un nuovo e simile modo di vedere la natura è alla base dei due eventi storici: “il ritorno all'archetipo”. Keplero (3) scrisse: “Le leggi archetipe che governano l'universo sono “ipsa essentia divina” e sono in funzione dell'uomo, che ha ricevuto da Dio le capacità per conoscerle”.
Così Hamer definisce “Leggi Biologiche” i contenuti delle sue scoperte, ma rilevando che queste sono da sempre esistite e sempre esisteranno, rispettando i codici evolutivi di un programma biologico sensato.
Una straordinaria e ulteriore assonanza nella metodologia della ricerca di Galileo e di Hamer è l'assoluta irriducibilità della conoscenza della natura a qualunque forma di conoscenza logico-linguistica. E' questo un tema caro a Galileo che applica alla differenza tra “i nomi” e “le cose”: i nomi e gli attributi si devono accomodare all'essenza delle cose, e non l'essenza ai nomi; perché prima furono le cose e poi i nomi. Alla stessa stregua Hamer, sulla base della semplice osservazione dei processi fisiologici del corpo, ristruttura la terminologia medica, epurando ogni nome che evoca catastrofe e morte, e ridefinendo, soprattutto nel campo dei tumori, l'essenza di un processo biologico sensato con il termine di un programma naturale.
Il risultato raggiunto da Hamer sembra essere l'applicazione del pensiero di Galileo: “Noi non dobbiamo desiderare che la natura si accomodi a quello che parrebbe meglio disposto et ordinato a noi, ma conviene che noi accomodiamo l'intelletto nostro a quello che ella ha fatto, sicuri tale esser l'ottimo et non altro; e perché ella si è compiaciuta di far muovere le stelle erranti circa centri diversi, possiamo esser sicuri che simile costitutione sia perfettissima et ammirabile, et l'altra sarebbe priva d'ogni eleganza, incongrua e puerile”.
Per riuscire però a scardinare ataviche concezioni e credenze dogmatiche occorreva “cercare in luoghi fuori mano, in mestieri periferici dei matematici e degli astronomi, capaci di inaspettate invenzioni da cui scaturiscono nuove forme di filosofare e di leggere la natura” (4).
Ai tempi di Copernico e Galileo l'astronomia, la fisica e la matematica erano campi a debole autonomia, a vantaggio invece di studi quali la filosofia e la teologia.
Così ad Hamer, per assemblare le sue scoperte, è stato necessario rivolgersi all'approfondimento e rivalutazione di nuovi studi come l'embriologia e la filogenesi.
Nuove materie di studio, diversi momenti storici, ma le due rivoluzioni sono tornate allo stesso punto di origine: la riscoperta dell'archetipo e quindi della semplicità e unitarietà delle leggi della Natura. Non più allegorie, metafore, miti o credenze miracolistiche, ma semplice osservazione della Natura. Hamer (5) scrive: “Se volete fare delle nuove scoperte, ascoltate semplicemente il battito della Natura”.
Così Galileo (6) nel riportare la spiegazione del movimento delle comete: “Non abbiamo a chimerizzare altro ch'un semplicissimo ed equabil moto per linea retta dalla superficie della Terra verso'l cielo”.
Keplero scrisse: “La Natura ama la semplicità, ama l'unità. In essa non vi è niente di inutile o di superfluo”.
Hamer scrive: “La malattia non è altro che una parte di uno speciale programma biologico sensato”.
Uscendo dagli schemi artificiosi dell'intelletto umano e ritrovando la semplicità della Natura, per le due rivoluzioni diventa dunque consequenziale e straordinario il punto d'arrivo: il senso biologico di ogni fenomeno.
Galileo (7) quasi si sorprende a rilevare che “la natura non è né superflua, né oziosa, la natura non può che operare con somma esquisitezza” e criticando l'opera di Tycho Brahe (famoso astronomo dell'epoca, anticopernicano) dice:“Tycho pare più un poeta che un filosofo naturale. Le sue conclusioni assomigliano più a metafore e allegorie che a spiegazioni scientifiche. Considerare le comete “stelle imperfette”, “scherzi della natura” “trastulli delle vere stelle” non è che parlare per immagini, che ha tanto più della piacevolezza poetica… ma la natura non si diletta di poesie”.
Allo stesso modo Hamer critica la posizione della Medicina ufficiale quando continua a sostenere la cellula impazzita, che un giorno a caso sceglie una persona a caso, per proliferare in un processo subdolo e maligno, chiamato tumore. Oppure quando si definisce il nostro sistema immunitario impazzito, perché altrettanto casualmente decide di rivoltarsi contro l'individuo. Ultima spiaggia dell'eziologia medica: la genetica e quindi la malattia preordinata dalla natura che colpisce solo le persone SS (Scientificamente Sfigate).
In sostituzione a questo sistema diagnostico confuso, si riesce finalmente, con la comprensione delle Leggi Biologiche, a dare un senso biologico ai fenomeni sinora chiamati malattia.
Così assistiamo parallelamente al percorso di Keplero e di Galileo e a quello di Hamer: per tutti il linguaggio “scientifico” non è più quello della logica aristotelica, né quello “segreto” della cultura magico-astrologica, né quello della malattia con la radice del “male”. Il libro della natura è scritto da Dio in caratteri semplici e matematici, ma è anche un libro di filosofia: il mondo, vasto, multiforme, solo apparentemente regolato dal caso, nelle sue leggi fondamentali è soggetto all'ordine e alla rigorosa precisione della consequenzialità matematica. Alla stessa stregua quindi di un moto circolare dei pianeti si può dedurre la conseguente naturale circolarità bifasica di un processo di riparazione del corpo, dopo una precedente fase simpaticotonica, dovuta ad uno shock improvviso che porta  fuori dalla normotonia.
Spinti dalla prova dei fatti e dalla ricerca della verità ritroviamo un altro comune denominatore di questi ricercatori: l'ottimismo iniziale, e purtroppo rivelatosi “ingenuo”, di considerare la scienza al di sopra di ogni conflitto. Per un ricercatore puro la scienza unisce, non divide, e per realizzarsi e diffondersi ha bisogno di pace e non di guerra. Keplero (8) scrisse: “L'astronomia è incapace di fare la guerra. Questi studi conducono ad amare la pace e la moderazione in tutte le cose”.
Con lo stesso intento, ma forse un po' più consapevole delle implicazioni delle sue scoperte, così scrive Hamer (9): “La Nuova Medicina è una bomba di pace” .
Ma la Storia insegna purtroppo che l'uomo ha sempre anteposto al giusto la ricerca dell'utile.

Le opposizioni alle scoperte
Di fronte al dilagare delle scoperte astronomiche conseguenti alla rivoluzione copernicana, non tardarono a levarsi le voci dei dotti dell'epoca: teologi, politici, funzionari di Stato e uomini di Chiesa. Avvertirono subito che le ripercussioni delle scoperte astronomiche si sarebbero avute soprattutto sul terreno teologico, politico e morale. M. Bucciantini (10) descrive egregiamente questa situazione dirompente: “Ad un sapere politico che fino ad allora era proibito ai privati e trovava salde le proprie ragioni nei testi sacri, si contrapponevano ora principi tutti umani e terreni, e dunque pericolosi perché capaci di rivelare a ognuno i segreti degli Stati. E' quasi un pretendere che l'arbitrio dell'uomo sia necessario”.
Stessa identica sorte si sta verificando per Hamer. Le sue scoperte ridanno all'individuo la conoscenza dei fenomeni legati alla malattia. Hamer scrive che quando la Nuova Medicina sarà riconosciuta ogni individuo diventerà “il capo del suo processo di guarigione”. Rispetto ai contenuti ritroviamo per entrambi i percorsi scientifici la stessa matrice alla base della conoscenza scientifica: la liberazione dalla paura dell'incognito.
Ma per un potere precostituito, per chi comanda è risaputo essere scomodo che si rialzi la testa di chi ha paura.
Quando Keplero si determinò a fare delle scoperte copernicane la ragione e il fondamento di tutti i suoi studi, riuscì anche ad avere l'approvazione e il sostegno del suo maestro M. Mastlin, aperto sostenitore dell'idea copernicana. Ma il professore di matematica di Keplero ravvisò subito le implicazioni e la portata enorme di tali scoperte: “Mi preoccupa senz'altro il fatto che possa causare lo sconquasso e addirittura la rovina dell'intera astronomia, qualora diventi oltremodo caratterizzante. Stimo in ogni caso che la si debba usare quanto meno si può e con grande moderazione”(11).
Molto simili alla figura di Mastlin sono oggi molti ricercatori, tra cui medici e terapeuti che, dopo aver conosciuto e verificato le scoperte di Hamer preferiscono restare in incognito e scegliere la tutela del loro “giardinetto ombroso”.
Anche Galileo si rese presto conto delle implicazioni inevitabili e assunse per diverso tempo un atteggiamento prudente di fronte alle autorità, specie quelle clericali. Solo Keplero si sentiva un po' più libero nelle sue esposizioni, forse perché luterano e più lontano da Roma. Si può dedurre lo stato d'animo dei due da un incoraggiamento di Keplero a Galileo (12) : “Abbi fiducia, Galileo, e vai avanti. Se deduco bene, pochi tra i principali matematici europei vorranno abbandonarci: tanto grande è la forza della verità”.
Ma la nuova astronomia portava in sé il seme di una nuova politica e da più parti dell'Europa si avvertiva l'uso politico che veniva fatto della nuova scienza. Ai moderni politici veniva chiesto di avere nuove prospettive da cui volgere lo sguardo per comprendere meglio il mondo degli uomini: come l'astronomia, anche la nuova politica possiede proprie “lenti”, sconosciute ai politici antichi dai quali guardare la realtà. “Nuova scienza e nuova politica diventano un binomio da cui non si può prescindere per comprendere ciò che sta accadendo”(13).
Per la prima volta si insinua la possibilità di inficiare i giuramenti e i dogmi da parte dei più estremisti, ma soprattutto anche da parte dei più moderati, senza entrare nella dogmatica, si vuol riportare tutta la fenomenologia religiosa (miracoli, oracoli, immortalità dell'anima, pene e castighi ultraterreni, riti e sacramenti) ad una creazione umana, espressione di quel complesso di passioni e interessi che stanno all'origine del potere politico.
Un nobile boemo, Wentzel Meroschwa, così scriveva ad un amico di Norimberga, a proposito di un nuovo modo di fare politica: “Questi comportamenti devono essere ben valutati da un politico; non solo quel che si debba fare o omettere, ma anche ciò che occorre simulare. Tutto il mondo si serve di una maschera e con le volpi bisogna essere volpe. Occorre trarre in inganno i fanciulli con le noci, gli uomini con i giuramenti. E non è un'infamia aver violato il vincolo del giuramento. L'hanno già fatto i nostri Principi”.
Sono passati 500 anni, ma sembra di vivere ancora con questi presupposti e ostacoli da superare.
Anche Hamer unisce la sua profonda spiritualità di teologo e la sua scienza di scopritore delle Leggi Biologiche per formulare una nuova visione del potere politico. Di fronte al miracolo della Creazione, rivisitato secondo i canoni di equilibrio e di perfezione della Natura, vengono meno i dogmi, i vincoli, il maligno e la paura. Per questo quando definisce le sue scoperte con il termine “Nuova Medicina Germanica”, nonostante la strumentalizzazione dei suoi denigratori, vuole solo intendere il richiamo ai valori della cultura celtica, privi della ragion di stato e dello sfruttamento delle paure costruite. Così definisce la servitù dello scienziato moderno: “I biologi e gli altri studiosi di scienze naturali spesso devono accettare il rimprovero di essere “scettici”, perché risulta loro difficile o perfino impossibile credere alle centinaia di questi dogmi delle tre grandi religioni che derivano tutte dall'ebraismo tipicamente dogmatico.
Un biologo non sa cosa farsene del concetto di “peccato originale” che nel cristianesimo è un concetto fondamentale e una condizione “sine qua non” che però non è comprovabile scientificamente. I cristiani non possono rinunciarvi perché esso impone la “necessità della redenzione”. Tuttavia il vero scienziato è molto più pio, nel senso di rispettoso, di fronte al miracolo della creazione”…che assurdità credere che il creatore abbia fatto inizialmente la sua opera cattiva, malvagia e peccaminosa per poi includere la necessità di un miglioramento da parte di suo figlio in forma di redenzione delle creature peccaminose”(14).

Le reazioni 
Da parte del mondo accademico scientifico dell'epoca ci furono alcuni tentativi di opposizione alla teoria copernicana. Ma sul piano scientifico l'evidenza dei calcoli matematici e soprattutto le conclusioni derivanti dall'osservazione diretta, a seguito della scoperta del cannocchiale da parte di Galileo, lasciavano poco spazio  alle contestazioni. Lo stesso Galileo all'inizio dei suoi studi copernicani così rispondeva a Keplero in una sua lettera: “Da molti anni ho aderito alla dottrina di Copernico e perché, muovendo da tale posizione, sono stato in grado di dimostrare le cause di molti fenomeni naturali che certamente nell'ipotesi corrente restano inesplicabili”.
Non posso nascondere al lettore la commozione che ho provato nel leggere queste parole di Galileo, perché sono le stesse che, a distanza di 500 anni, mi sento continuamente ripetere da molti ricercatori, ma soprattutto da molti pazienti, di fronte alla comprensione del fenomeno “malattia” reinterpretato e svelato secondo le Leggi Biologiche del dottor Hamer.
Tornando ai tempi di Keplero e Galileo, come dicevo, vani furono i tentativi di contestare la riproducibilità delle scoperte copernicane da parte degli astronomi dell'epoca; uno per uno caddero sotto la forza dell'evidenza e della verità scientifica.
La nuova astronomia si stava dunque avviando verso un successo inevitabile e, per un certo periodo, sia Galileo che Keplero godettero di una fama sempre più crescente.
La reazione però non si fece attendere.
“Come i primi tangibili risultati della nuova astronomia copernicana stavano mettendo a soqquadro i tradizionali vincoli fra teologia, scienza e filosofia, così la scissione tra religione, morale e politica conduceva alla riduzione delle religioni a impostura, diventando uno dei cardini su cui fondare la nuova scienza della politica”. (15)
Così cominciarono a levarsi le prime voci del potere precostituito.
Il 9 agosto 1910 Martin Hasdal da Praga così scriveva a Galileo: “Gli spagnoli stimano per ragion di Stato essere necessario che il libro di S.V.  si debba sopprimere come pernicioso alla religione”.
La scienza dei nuovi astronomi e matematici rischiava di essere sovvertitrice non soltanto dei cieli, ma anche della vita sociale e delle coscienze, dei misteri divini e dei segreti della politica.
Di nuovo Loyola scriveva a Galileo: “L'aver tu proiettato la terra in cielo ha forse indotto gli uomini a confidare di costruire nuove torri o a minacciare ancora una volta Dio? Oppure da questo moto della Terra essi concludono che l'inferno non esiste, e negano la punizione dei peccati?”.
Ma non bastava evocare i richiami teologici per confutare Galileo e quindi Copernico, occorreva scendere sul piano scientifico ed è proprio su questo terreno che Galileo attese e si preparò allo scontro. Lui si sentiva forte delle risultanze ovvie dell'osservazione dal suo cannocchiale, oltre che soprattutto dai rilievi scientifici, in particolare matematici, che supportavano le scoperte. Nella sua mente razionale e semplicemente deduttiva era l'idea della semplicità e verificabilità a guidarlo nell'intricata mappa delle interpretazioni. Così, quando con il suo Discorso delle comete si preparò a controbattere i suoi contestatori, si sentiva forte dei risultati già raggiunti prima sulla stella nova e poi sulle macchie solari. Galileo, com'era suo costume, con pungente ironia e rigore, non sembrava disposto a concedere nulla all'avversario, mettendolo di fronte alle contraddizioni che scaturivano alle sue argomentazioni. La sua teoria sulle comete implicava necessariamente l'accettazione della teoria copernicana. L'unità e l'omogeneità degli elementi costitutivi del mondo erano garantiti da principi di uniformità delle leggi fisico-matematiche. Tutto quindi portava a dissolvere le contraddizioni, “ogni ripugnanza dissolta”, e le ipotesi parevano trovare un riscontro oggettivo nel principio dell'assoluta semplicità delle leggi naturali.
Inoltre la scoperta dei satelliti di Giove con la visione del cannocchiale rimetteva tutto in discussione, annullando quella che era stata una delle principali obiezioni scientifiche contro Copernico. Non era più una prerogativa della sola Terra essere centro di qualcosa, anche Giove aveva le sue lune.
Anche Hamer s'illuse di ottenere soddisfazione dell'evidenza e della riproducibilità delle sue scoperte. Siccome nessuno gli prestava attenzione per lo sconvolgimento implicito che comportava in Medicina, presentò un'istanza formale al Tribunale di Stoccarda. La sentenza fu ovvia: non era di competenza di un Tribunale decidere nel merito di una scoperta scientifica e, pilatescamente, se ne lavò le mani, rinviando “la palla” a un presunto mondo accademico.
Come contestare dunque l'evidenza ai tempi di Galileo? La risposta degli oppositori fu semplice: bastava negarla con un pretesto! Quei satelliti intorno a Giove altro non erano che difetti delle lenti. Così Ottavio Brenzoni scriveva a Galileo da Verona: “Dicono che l'occhiale è cagione di quelle apparenze nella luna et di quelle stelle et pianeti non più veduti: prima, con qualche punto o inegualità del vetro; poi che vedendosi alcun grosso vapore da vista affaticata per mezzo di lucido vetro, può facilmente apparir corpo lucido”.  Analoga critica fu mossa da Giovanni Antonio Mangini: era solo un effetto ottico, così come lui quando guardò l'eclissi solare con occhiali colorati, aveva visto tre soli.
Nel 1617, dopo un anno dalla condanna di Copernico e dal primo processo a Galileo, il gesuita tedesco Adam Tanner ironizzava sul cannocchiale di Galileo, scrivendo un trattato di mille pagine (16) col titolo “Dioptra Fidei”, “il cannocchiale della fede”, in cui difendeva risolutamente i principi e i dogmi del cattolicesimo.
A nulla valse l'appoggio incondizionato di Keplero che scriveva a Galileo: “Il volgo ignaro di ragioni ottiche porge volentieri orecchio ad un detrattore al corrente di ottica; e poiché non sa distinguere tra un cieco e un vedente, applaude a qualunque capitàno della propria ignoranza. Quanto fu saggio Pitagora a stimare che la maestà della Filosofia non consistesse in altro che nel silenzio! Poiché il dado è tratto, o Galileo, e hai divulgato questi segreti penetrali del cielo, che altro resta se non disprezzare questi concitati strepiti e celebrare pubblicamente l'ignoranza, mercanzia gradita agli stolti, ricevendo in ricompensa un trattamento ignominioso?Perchè il volgo si vendica del disprezzo che ha la Filosofia nei suoi confronti con un'ignoranza perpetua”.
Un destino del tutto simile è capitato ad Hamer con la sua scoperta dei centri concentrici nelle TAC cerebrali. Anche lui pensò inizialmente ad un effetto ottico di un artefatto della macchina. Osservando però che questi cerchi si modificavano nel tempo interpellò la ditta Siemens, costruttrice delle apparecchiature. Nonostante la dichiarazione ufficiale (17) di quest'ultima che negò ogni imputabilità ottica della macchina, si continua tuttora a non voler prendere in esame la scoperta di Hamer.
Tutte le altre questioni sul caso Copernico vennero messe a tacere nel marzo del 1616, con la condanna del De revolutionibus” e, nonostante l'incredulità di Keplero che si trattasse di un decreto ufficiale approvato e sottoscritto dal Pontefice, fu avviata una campagna denigratoria contro i sostenitori delle teorie copernicane. Personalità come monsignor Francesco Ingoli e Libert Froidmont, professore di filosofia, vedevano nei “teologi copernicani” la nascita di una nuova setta eretica da condannare energeticamente.
Stessa identica sorte sta accadendo ora nei confronti dell'unica forma organizzata in Italia a difesa e studio delle teorie di Hamer da parte dell'associazione ALBA, che si è vista etichettare su alcuni giornali nazionali come “setta anticancro” con fatturati di milioni di euro. Servirà la risposta civile di una querela al Tribunale di Milano?
Sappiamo come andò nel 1600: a conclusione della loro travagliata esistenza né Keplero né Galileo furono vincitori. All'indomani della morte di Keplero, nessuno in Germania proseguì le sue ricerche astronomiche e Galileo trascorse umiliato e sconfitto gli ultimi anni della sua vita segregato nella sua casa di Arretri.
Mi piacerebbe pensare che per una volta il mio professore del liceo avesse torto e la Storia non si ripetesse!


Biblio e note
(1)    J.W.MC Allister, “Bellezza e rivoluzione della scienza” - McGraw-Hill Milano 1998, p.198.
(2)    Massimo Bucciantini, “Galileo e Keplero” - Einaudi  Torino 2007.
(3)    J.Keplero, “Harmonice mundi” - 1610, p.360.
(4)    Massimo Bucciantini, ibid. p.314.
(5)    R.G.Hamer, “Testamento per una Nuova Medicina” - Amici di Dirk  Spagna 2005.
(6)    G.Galilei, “Opere” ed. naz. Favaro Barbera, Venezia 1890-1909.
(7)    G. Galilei e M.Guiducci, “Discorso delle comete” - 1619.
(8)    J.Keplero, “Mysterium”, pp.11-12.
(9)    R.G.Hamer, “Testamento per una Nuova Medicina” - Amici di Dirk  Spagna 2005
(10)M. Bucciantini, ibid. p.253 .
(11)R.S.Westmann, “Three Responses to the copenican theory” - University of californian Press, Berkely 1975, pp.330.
(12) J.Keplero, “Gesammelte Werke” a cura di W. Von Dyck - Munchen 1937.
(13)M.Bucciantini, ibid. p.250.
(14) R.G. Hamer, ibid. p. 1057.
(15) M. Bucciantini, ibid. p.250.
(16) Adam Tanner, “Dioptra fidei” Angemayr, Ingolstadt 1617.
(17) Vedi allegata al testo di Hamer, ibid. pp. 214-215.



Bambini super vaccinati


 In attesa che, un giorno, un governo non asservito alle multinazionali (utopia?) abroghi la legge sulle vaccinazioni obbligatorie, oggi è comunque possibile evitare di far vaccinare i propri figli, anche se passando attraverso il filtro del cosiddetto “Dissenso Informato”.

In pratica i medici vaccinatori illustreranno i genitori che non intendono vaccinare i propri figli sui benefici della vaccinazione e dei rischi a cui si sottopongono i propri figli non vaccinandoli. In quello che in effetti è una campagna di “terrorismo pro vaccinazione” i rischi della vaccinazione vengono sminuiti a livello di “trascurabili percentuali come “uno su 10.000, è un rischio accettabile, pensi ai benefici…”

Tuttavia quelle percentuali sono irreali perché, se esiste un registro delle reazioni avverse e dei danni da vaccino, la quasi totalità non viene riportata, in quanto la maggioranza di essi non viene riconosciuta dalla medicina ortodossa come danni da vaccino.
Il fatto di non essere riconosciuti come danni da vaccino e di conseguenza non venendo riportati spiega le basse percentuali di danni, ma lo sono solo in apparenza.

E se anche fossero vere, ma ribadisco non lo sono, i bambini rovinati dai vaccini sono molto di più di quelli quantificati per le ragioni sopraddette, non vorrei essere nei panni del padre o della madre di uno dei decimillesimi bambini.

Questo è stato uno dei punti che mi ha fatto decidere di non vaccinare i miei tre figli. E se mio figlio fosse il decimillesimo? In seguito nel corso degli anni ho illuminato centinaia di genitori, e alcuni ancora oggi mi dicono grazie nel vedere la scintilla di vitalità che sprigiona dagli occhi dei loro figli non vaccinati.
Chiunque che abbia capacità e voglia di osservare potrà notare la luce che emana lo sguardo di un bambino sano e che dopo una vaccinazione quella luce appare spenta o comunque affievolita. E tutto non è più come prima, anche se spesso appare inosservato. I bambini, vaccinazione dopo vaccinazione (i cosiddetti richiami), si spengono un poco ogni volta.

Perciò se devi presentarti a ricevere l’indottrinamento dai medici vaccinatori, di solito sono in due, per poi poter apporre il tuo no alla pratica vaccinale su tuo figlio o tua figlia, se non sei più che preparato, il discorso pieno di negatività, catastrofismo, di accusa implicita di non essere un buon genitore se non fai vaccinare tuo figlio, può abbatterti e invalidare tutti i tuoi buoni propositi.
Consiglio quindi di leggere questo libro scritto da un medico pediatra ex vaccinatore di massa. E’ un libro per chi vuol essere davvero informato sulle vaccinazioni.

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Eugenio Serravalle, medico specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura e Patologia Neonatale.

Da quasi trenta anni visito bambini, e cerco di curarli “in scienza e coscienza”. Fare il pediatra permette, tra le tante cose, anche di crescere professionalmente e umanamente insieme ai bambini, che si evolvono nel fisico, nelle capacità motorie e nelle competenze psicologiche. È appassionante seguire cambiamenti così profondi.

Durante gli studi universitari ho appreso la pratica vaccinale. E per molti anni ho vaccinato i bimbi affidati alle mia cure con ogni vaccino disponibile, convinto dell’utilità dell’immunizzazione di massa. Ho dedicato buona parte del mio tempo ai bambini, ai miei pazienti, spinto dalla voglia di andare al fondo dei problemi, senza fermarmi alla superficie, mantenendo uno spirito critico.

Nel corso della mia attività ho avuto modo di incontrare bimbi non vaccinati, e ho iniziato a rendermi conto che avevo accettato senza riserve e riflessioni il concetto secondo cui i vaccini sono sempre efficaci e sicuri. Ho cominciato a constatare che la frequenza delle malattie pediatriche più comuni, le infezioni ricorrenti delle vie aeree superiori, o le manifestazioni allergiche, erano ridotte nei bimbi non vaccinati rispetto a quelli sottoposti alle vaccinazioni.

Ho conosciuto genitori i cui figli si erano ammalati gravemente, o che addirittura erano morti a causa della somministrazione di un vaccino. Ho iniziato a vedere questa pratica con occhi diversi, ho dato altre interpretazioni alle malattie che avevo visto insorgere dopo la vaccinazione, provocate a volte anche da me, e che non avevo messo in relazione al vaccino.

Ho cominciato a pormi altre domande, a cercare risposte non conformiste o obbedienti a logiche di routine, studiando quanto disponibile nella letteratura scientifica internazionale, mettendo a confronto dati e ricerche cliniche. Ho cercato di sviluppare una riflessione sulle politiche dell’industria farmaceutica, capace di condizionare pesantemente gli studi scientifici, le opinioni dei medici e degli operatori della salute, le politiche dei governi in materia di salute.

Nel frattempo anche le vaccinazioni sono cambiate: inizialmente erano rivolte verso malattie (il vaiolo, la difterite, il tetano, la poliomielite) che potevano costituire un episodio importante nella vita di ciascun individuo. Poi si sono rivolte verso malattie “minori” (il morbillo, la parotite, la rosolia), per arrivare a malattie provocate da germi che, per motivi diversi (variabilità dei sierotipi, modificazioni continue del genoma dei microrganismi, immunità parziale e di breve durata), rappresentano il substrato naturale nel quale siamo immersi da sempre, che sono cresciuti insieme a noi, che mutano e si modificano insieme a noi, in una sorta di co-evoluzione (pneumococco, meningococco, virus influenzale, rotavirus, papillomavirus).

La diffusione di massa di tutti questi vaccini può provocare una trasformazione della nostra naturale capacità di risposta a virus e batteri, abituare l’organismo a una immunità artificiale diversa dall’immunità naturale, e dipendente dai farmaci; con la concreta possibilità che altri aspetti dell’immunità, della tolleranza immunologica, verranno coinvolti.

Il costo dell’immunità artificiale può tradursi nell’aumento delle malattie allergiche e delle patologie autoimmuni, nell’alterazione dei fattori di protezione dai tumori, dalle malattie degenerative. Una trasformazione dello stato di salute permanente, e non solo fisico: l’abuso di farmaci e vaccini modificano la stessa percezione della malattia, ridefinendola in base agli interessi e al potere dell’industria.
I capitoli che seguono sono frutto delle conclusioni a cui adesso sono arrivato, ancora piene di dubbi e interrogativi, e che metto a disposizione di quei genitori che vogliono sapere di più sulla pratica vaccinale. Le domande che mi rivolgono ogni giorno danno il titolo ai capitoli della prima parte del libro. Le risposte spesso non sono conclusive o definitive, né ho l’ambizione di poter fornire certezze valide allo stesso modo per tutti i bambini.

Ogni bambino è un’entità unica, con una storia familiare e personale diversa, che vive in contesti differenti, e per questo il libro non può sostituire un consulto medico.
Ho scritto queste pagine perché credo che l’informazione sia elemento indispensabile per l’autonomia delle decisioni delle persone, perché credo che sia un dovere per il medico che pratica un rapporto paritetico con gli altri condividere le proprie conoscenze, perché credo nell’indipendenza e nella libera scelta degli individui anche nelle terapie mediche.

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