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mercoledì 20 marzo 2013

Neurology: il regno del terrore




A volte ho tanti pensieri che mi assillano e una rabbia che mi assale. Mi sento una spada di Damocle sulla testa e, chi come me convive con una patologia, puo' capirmi. Siamo in un mondo che non vuole soltanto far ammalare i malati, ma vuole anche ammalare i sani. Il rapporto con il medico moderno, si e' involuto, in un modo spaventoso, che ci e' sfuggito di mano. Non posso certo fare di tutta un'erba un fascio: ho conosciuto qualche bravo medico, attento ai sentimenti del paziente e desideroso di lasciare al paziente stesso la facolta' di scegliere quale "cura" fosse piu' adatta a lui/lei. Perche' la liberta' di scelta della cura e' un diritto insindacabile, ormai dimenticato dalla massa dei medici. Ma voglio discutere di questa massa di Terzilli cafoni e arroganti che vedo in giro, che impongono la loro pseudo assoluta verita', su noi che a volte non ce la facciamo a contrastare. E vi assicuro che ne incontro tanti. I neurologi sono la categoria con la quale, ahime', ho piu' a che fare. E comincero' col dirvi che hanno un aspetto orribile: sono brutti, hanno una pessima cera perche' mangiano male e dormono poco, hanno le occhiaie, perdono i capelli, alcuni si mangiano le unghie e spesso sono innaturalmente magri e tralasciamo ovviamente quelli che fumano. E loro dovrebbero curare noi?


Inoltre, ho notato che sono sempre nervosi, di pessimo umore e spesso,   estremamente pessimo. Poi, personalmente sono stata spesso oggetto del loro nervosismo piu' o meno accentuato. (E sono sicura di non essere la sola al mondo!!). Ho cambiato tre centri: due centri pubblici "d'eccellenza" (ah ah ah) nella "cura" per la sclerosi multipla, nei quali non ho mai cacciato una lira e uno privato, di medicina omeopatica unicista, in cui pago le visite e i rimedi omeopatici che mi danno. Speravo di trovare un porto sicuro in quest'ultimo centro, ma anche qui, la neurologa, secca come un chiodo, svolge il doppio ruolo di medico omeopata qui e di medico tradizionale in una altro ospedale pubblico "d'eccellenza". Sicche' sono circondata. Non credo siano i deliri di una malata disperata, dal momento che vado a ballare latino americano, mi alleno all'aria aperta due volte a settimana, porto fuori i miei cani tutti i giorni e vado in bicicletta e anche a cavallo. Inoltre, ho un'attivita' lavorativa soddisfacente (che svolgo anche in piedi) e l'hobby di partecipare a mercatini.  E non ve lo dico perche' voi siate ammirati dal fatto che nonostante la malattia ho una vita piena. No! Il punto e' che io sono una malata che sta bene, per ora. Ma sono afflitta dai  vari neurologi che mi hanno seguito, prima uno, poi l'altro (anzi no: tutti insieme, perche' loro non sono mai da soli, ma lavorano in team), perche' sono una malata sana. Finche' prendevo l'interferone ed ero divenuta l'ombra di me stessa, nessuno di loro aveva nulla da dirmi: a loro bastava la mia angoscia, la mia disperazione e la sensazione che mi sentissi una larva umana, li rassicurava del fatto che tutto stesse procedendo nella giusta direzione. Ma quando ho alzato la testa e ho detto: "Ehi, ma io i piu' grandi disturbi li ho avuti a causa dell'interferone e non per la malattia, allora smetto di prendere questo farmaco "preventivo", altrimenti scompariro' dalla faccia della terra, allora li' sono cominciati i soprusi psicologici. Il primo neurologo ha cercato di convincermi in modo paternalistico, poi un bel giorno si e' incazzato e mi ha urlato che il suo era un centro d'eccellenza lodato anche dalla Montalcini e anche il suo staff ha cominciato a trattarmi diversamente, in modo sempre piu' scocciato. Io volevo soltanto non prendere l'interferone, senza dietrologie! E cosi' me ne sono dovuta andare! Non c'e' bisogno che qualcuno ti dica che non sei gradito, per capirlo...si sente! Ma attenzione! Se avessi ripreso il farmaco, sarebbe tutto tornato come prima: indifferenza cordiale. Cosi' ho cambiato centro, su consiglio e presentata dalla mia psicologa Aism!! Ho spiegato fin da subito che non avrei preso farmaci e che per questo motivo ero dovuta andar via dall'altro centro. Per un po' hanno provato ad accontentarmi, poi a convincermi con le buone e poi con le cattive. Stessa spiaggia, stesso mare: anche a questi che stavo bene, dava fastidio! Ma perche'?! Io sarei felice di avere di fronte a me una paziente affetta da SM o da una qualsiasi altra malattia e vedere che sta bene. E invece loro no!!! Mai una volta una parola gentile quando mi visitavano...e soprattutto erano infastiditi a causa del mio stato di salute!!!!!! Una era talmente indispettita che mi ha anche passato con tutta la sua forza la penna sotto al piede durante la visita, facendomi del male. E allora io stupida, educata a non rispondere mai, a sopportare e ad essere sempre gentile, zitta. Oltre che malata, pure maltrattata! Come i mei ex amici...non solo non li ho piu' visti ne' sentiti, mi hanno detto pure che ero io ad essere sparita!! E questo a Roma, si chiama buttarla in caciara, (un modo pseudo scanzonato, per non ammettere che sei 'na testa de cavolo) e meno male che ho senso dell'umorismo... Cosi' mi armo di forza e coraggio e vado a pagamento in un centro diverso (medicina omeopatica hannemaniana). Ma anche qui: surprise! La neurologa lavora anche in un centro SM pubblico ed e' gentile devo dire; ma anche lei, nell'ultimo controllo, mi ha dato l'impressione che cercasse qualcosa che non andasse in me, ma niente, signori miei, io sto bene e non ho sintomi ed e' un dato di fatto! I salti sulle punte, sui talloni, camminata, guarda a destra e a sinistra, guarda in su e guarda in giu e dai un bacio a chi vuoi tu. Quindi, di fronte al nulla, anche lei e' "caduta" nel comportamento di tutti i neurologi che ho incontrato finora: instillare non solo il dubbio, ma anche il terrore. Facciamo un'altra risonanza a sei mesi, hai avuto la neurite ottica retrobulbare, ne ho vista di gente perdere l'uso totale dell'occhio. Cambia centro, cambia la placca, ma la formula e' la stessa: incutere terrore. 
Ma che studiano questi all'universita'?????

Appena smetti l'interferone avrai una ricaduta...devi prendere l'interferone, non vorrai mica camminare con le stampelle tra qualche anno?...hai una sola placca nel midollo, ma e' pericolosa: se si attiva puo' compromettere l'uso degli arti...con questa placca attiva (asintomatica), io ti devo dare qualcosa per forza, altrimenti chissa' che succede...se stavi in un centro pubblico, ti avrei dovuto fare un bolo di cortisone....facciamo una risonanza a sei mesi, altrimenti chissa' che succede dopo questa neurite...ho visto pazienti perdere totalmente la vista....non prendete i farmaci e poi piangete...ah, sapessi quanti ne ho visti...be' ma solo il 3% dei pazienti e' morto a causa del Fingolimod, che sara' mai?...

Signori neurologi, che c'e'? Non sapete "curare" una persona malata che sta bene? O siete affezionati cosi' tanto alla SM che se uno quasi non ha sintomi, vi da' fastidio? O non potete smettere di prendere sovvenzioni e regalini dalle case farmaceutiche? O avete cosi' paura da instillarla ai poveri pazienti?

Un applauso ai neurologi 
e 
benvenuti a Neurology...  
il regno del terrore!

Se non siete ancora convinti date un'occhiata a questi link:


domenica 13 gennaio 2013

Sclerosi Multipla: Liberta' di cura



Ciao a tutti. Mi chiamo Giuliana e scrivo su FL da poco tempo: questo e' il mio secondo post e non pensavo di raccontarvi la mia storia, fino a quando, oggi pomeriggio, ho letto il post di Pico sull'esperienza di Maria: il cancro, la chemio, il Dottor Hamer e la guarigione...Credo che la sua storia di "liberazione" dalle catene dei protocolli medici e dai vortici diagnostici, in cui alcuni medici ci infilano senza tener conto della nostra sensibilita' e del giuramento che hanno fatto, possa aiutare tante persone che si sentono spacciate. E cosi' ora, con molta emozione, vi racconto la mia, sperando che piu' persone possibili riescano a liberarsi. Ho ricevuto la diagnosi di Sclerosi Multipla alla "tenera" eta' di 29 e, in quel momento, mi e' crollato il mondo addosso: mi sono sentita terribilmente sola, spacciata e senza futuro. In alcuni momenti ho pensato di farla finita, perche' mi vedevo gia' triste e sconsolata sulla sedia rotelle, anche se il mio primo neurologo, mi aveva invitato premurosamente (?!!) ad andare in vacanza tranquilla. Al ritorno dalle mie tranquille (!) vacanze mi si prospetta davanti un percorso di esami diagnostici concitato: prelievo del liquor, potenziali evocati, risonanze in posti sperduti della citta'. Il prelievo del mio liquor mette in crisi il mio neurologo di spicco: non ci riesce, ed e' costretto a chiedere aiuto ad altri tre medici, per un totale di otto tentativi di prelievo, tante scuse verso di me, loro sudore freddo, mio dolore terribile e un mese di degenza distesa a casa di mia madre, a causa di questo prelievo definito da questi medici bravissimi come "un po' indaginoso". Ho soltanto rischiato di andare sulla sedia a rotelle a causa loro e del prelievo praticatomi sulla parte alta della schiena (quella dorsale) come tentativo in extremis di ricavare un po' del mio liquor. Poi un paio di risonanze in posti lugubri o sperduti decretano la mia diagnosi definitiva (?) di SM, con la conseguente condanna per me all'utilizzo di interferone beta-1a, farmaco "preventivo" contro questa patologia: tre iniezioni alla settimana con effetti collaterali devastanti ad ogni puntura, almeno per due anni, secondo protocollo. Sappiate che in quel momento storico, a parte la pressione dovuta a questi controlli e soprattutto alla diagnosi, io ero fisicamente in salute. Ma il mio premuroso neurologo, alle mie rimostranze verso l'utilizzo dell'interferone, mi fece prontamente notare "che io non volevo certo dover utilizzare le stampelle o altro alla giovane eta' di mia madre, giusto?". E' bello essere consigliati dal proprio medico in modo spassionato e disinteressato! Febbre, dolori muscolari, ossei, depressione, perdita di capelli, mancanza quasi totale di forze, colorito cadaverico, occhi spenti, impossibilita' non solo a praticare sport, ma anche a fare una rampa di scale e portare la propria borsa, angoscia, disperazione, alternarsi di momenti di risate nervose a momenti di pianto improvvisi. Niente male per una giovane donna di tren'anni! E questa e' stata la mia vita per due anni, trascorsa insieme a Max, il mio fidanzato, conosciuto 4 mesi dopo la diagnosi. Lui che e' nato il 5 agosto 1970, doveva essere una persona molto speciale per me, visto che avevo ricevuto la mia diagnosi il 5 agosto 2008. E infatti non e' stato soltanto mio compagno di vita in un momento difficile, coccolandomi, praticandomi delle applicazioni sui chakra durante le mie terribili notti post-iniezione e facendomi conoscere alcune strade alternative (l'omeopatia, i rimedi naturali), ma ha aspettato al mio fianco il momento in cui avrei capito che l'interferone era acqua fresca velenosa: non curava e mi avvelenava, rovinandomi l'esistenza!
Per chi non li conoscesse, ecco una breve spiegazione sugli interferoni, tratta dal sito ufficiale dell Aism, l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla:
Fisiologicamente, gli interferoni sono sostanze immunomodulanti prodotte dall’organismo umano come difesa dai virus. I farmaci utilizzati nella SM sono prodotti sinteticamente dall’industria farmaceutica con la tecnica dell’ingegneria genetica, a “modello” della molecola umana.L’azione degli interferoni non è del tutto nota, tuttavia si ipotizzano tre meccanismi principali:> inibizione dell’attivazione di cellule infiammatorie;> inibizione del loro passaggio dai vasi sanguigni al sistema nervoso centrale;> inibizione della produzione di sostanze infiammatorie nel sistema nervoso centrale.
Leggete bene! "La funzione degli interferoni NON e' del tutto nota, TUTTAVIA SI IPOTIZZANO tre funzioni principali:...!". Vale a dire che se chiedete al vostro neurologo se vi assicura la totale assenza di ricadute mentre prendete l'interferone, muovera' il capo in cenno di diniego sconsolato e anche un po' scocciato,  pero' se voi OSATE non prendere l'interferone o simili perche' vi fanno stare male, si scatenera' l'inferno contro di voi, pazzi, folli, visionari, che osate contraddirlo e non curarvi, sfidando la cattiva sorte. E' quel che mi e' accaduto!


Capito che non volevo vivere malata per morire sana, decido di smettere l'interferone dopo due anni e lo comunico al mio neurologo in un secondo momento. All'inizio fa finta di non battere ciglio e mi impone una risonanza anticipata, il cui esito e' piu' che positivo: situazione invariata dall'anno precedente e da quello ancora prima. Poi comincia a sfoderare le buone maniere paternalistiche e mi mostra il grafico dell'andamento della mia patologia: in due anni nessuna ricaduta, mentre, guarda caso, la seconda risonanza in un mese, alla quale mi sono sottoposta PRIMA di cominciare la terapia, effettuata in un centro sperduto in una zona molto periferica della citta', sancisce lo stato attivo della malattia. Quindi, ora dovevo seriamente considerare l'ipotesi di riprendere l'interferone, essendo a rischio sedia a rotelle da un giorno all'altro, nonostante avessi ripreso ad andare in bicicletta appena interrotto l'uso del farmaco. Stavo bene, ma il neurologo mi diceva "Attenta! O starai male!". Al mio serio rifiuto di riprendere il Rebif, nome commericale del farmaco, cominciano i maltrattamenti, mi fanno aspettare a lungo per una semplice firma, mi rispondono seccati anche i suoi assistenti e un giorno il mio neurologo mi urla in faccia che il loro e' un centro di eccellenza, tra i primi in Europa, anche a detta di Rita Levi Montalcini! Chiedo la mia cartella clinica in segreteria e, al maldestro impiegato, scappa un sorriso tirato con la frase: "il dottor X non vuole che i pazienti abbiano la loro cartella clinica". Avete capito bene?! Il primario di neurologia non vuole che un paziente abbia la sua cartella! Ma e' un mio diritto averla, quindi la chiedo e la ottengo. Comincia a puzzarmi tutto: l'interferone costa 1800 euro al mese, passato a noi sclerosetti in SSN, ma noi cittadini italiani lo paghiamo. E se ci guadagnassero?! Perche' hanno cominciato a maltrattarmi appena hanno capito che non avrei assunto nessun altro farmaco preventivo? E perche' questo benemerito neurologo non voleva darmi le MIE risonanze? Sono riuscita ad averle di straforo dall'assistente che me l'ha passate su una penna USB. Ho sentito con le mie orecchie, il mio neurologo urlare all'assitente: "Le risonanze sono mieeeeeee!!". Giudicate voi perche'; ufficialmente, poiche' ero stata inserita in un protocollo di ricerca, non avevo diritto alle mie RMN.


Cambio ospedale e scelgo un altro centro diagnostico considerato d'eccellenza. Stessa spiaggia stesso mare. Non vi tedio raccontandovi i particolari, tranne quello di una neurologa che, stizzita mi spezza quasi la penna sotto il piede durante la visita neurologica. Domando a voi: a cosa era dovuto tanto accanimento? Si puo' essere cosi' spaventosamente incazzati verso una paziente che cerca soltanto di star meglio?! Perche' questi neurologi non erano contenti per me che avevo addirittura una placca attiva, ma senza sintomi? Perche' tentano con le buone di convincerti che l'interferone e simili fanno bene, ma s'incazzano quando comprendono che non ne farai uso? La stessa neurologa durante la visita mi aveva proposto il nuovo farmaco in compresse, il Fingolimod, e alle mie sacrosante perplessita', viste le persone che erano morte entro le sei ore dalla prima assunzione della pasticca, mi aveva risposto tra lo scocciato e il noncurante: Va be', ma solo il 3%!". E se io sono in quel 3%?. http://www.aism.it/index.aspx?codpage=2012_04_fingolimod. Fonte: www.asim.it.



Durante questi due anni ho fatto tante ricerche e scoperto tante alternative: la dieta Kousmine, il Dottor Hamer, l'omeopatia, lo Yoga, le cure naturali e molte altre. Inoltre ho seguito un cammino di consapevolezza che e' partito dall'assistenza psicoterapica e mi ha portato a cambiare il lavoro che non mi piaceva e dove sono oggi, con la voglia di non fermarmi alle apparenze e di continuare a crescere e star bene. Ringrazio questo blog per l'occasione che mi sta dando di raccontare la mia storia e voi che la leggerete. Sto scrivendo per dirvi che ci vuole una RIVOLUZIONE TOTALE per ritrovare il benessere psico-fisico! Oggi mi sto curando omeopaticamente, con l'alimentazione, che e' fondamentale per star bene e, avendo conosciuto Hamer, voglio conoscere il mio trauma e superarlo. Sto tranquilla, vado in bicicletta e sono felice. Non penso alla sedia a rotelle come una condanna a morte, ma come ad una possibilita' della vita. Vi sto scrivendo perche' bisogna diffondere le alternative, che esistono e che spesso, i medici tradizionali non accettano e non ci propongono. Spesso sono in buona fede, ma altrettanto spesso, lo fanno per interesse. E' la triste verita'! Diffondetela! NON AFFIDATE LA VOSTRA VITA A NESSUNO, FIDATEVI DI VOI STESSI: IL NOSTRO CORPO CI DICE DI COSA ABBIAMO BISOGNO!

Giuliana Sclerosette

Date un'occhiata a questo video su Big Pharma e le bugie sulla nostra salute:

http://sclerosette.blogspot.it/2013/01/big-pharma-truffe-e-bugie-sulla-nostra.html#links