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giovedì 13 febbraio 2014

NMG: la mia “cervicale”!


Quando si parla di dolori alle vertebre cervicali si sente spesso dire che è colpa del freddo, degli sbalzi di temperatura, dell'umidità, dell'aria condizionata, dei capelli umidi e chi più ne ha più ne metta!
Dalla mia esperienza personale, posso affermare che così non è!
Da bambino i miei genitori mi raccomandavano sempre di asciugarmi accuratamente i capelli dopo averli lavati e di coprirmi sempre bene la testa in caso di freddo, ma non è servito a molto!
Fino ai trent’anni d'età mai un disturbo, poi anche se sporadicamente iniziai ad avere episodi di cervicalgia o “cervicale” come comunemente viene chiamata. Inizialmente non conoscendo le 5 Leggi Biologiche e memore delle raccomandazioni assunte me la prendevo con l'aria condizionata e gli sbalzi di temperatura a cui tutti i giorni ero sottoposto a causa del mio lavoro.
Alla ricerca di una risposta sensata e attendibile ai miei problemi iniziai con il fare delle prove: in più di un occasione completamente fradicio di sudore mi mettevo al fresco sotto il getto d’aria dei condizionatori, oppure sempre sudato aprivo i finestrini dell'auto facendomi pervadere dall'aria che entrava, addirittura sono entrato in quelle condizioni in una cella frigo a +4°, ma nulla, durante questi esperimenti mai un caso di cervicale, la ragione doveva per forza essere un'altra!
Quando presi abbastanza confidenza con le scoperte del Dr. Hamer, mi misi in una posizione di indagine introspettiva e pian piano venne alla luce che ogni volta che avevo episodi di cervicale, a monte c'era sempre uno stato di costernazione interiore iniziato a seguito di un problema improvviso, al quale cercavo di dare una soluzione ma senza trovarla.
Cito uno tra i tanti episodi che ho vissuto e che poi mi ha portato ad un forte episodio di cervicalgia: mi adatto a fare molte cose a livello domestico e artigianale, mi capitò per aiutare un parente di sostituire dei cavi elettrici della sua azienda perchè danneggiati, cercai di prestare attenzione il più possibile, ma all'accensione del contatore si distrusse una scheda elettronica di un frigo industriale che conteneva quintali di latte, era scattata una corsa contro il tempo o si trovava una soluzione in tempi brevi o si buttava via tutto.
Oltre a sentirmi responsabile per il danno, cercai incessantemente una soluzione ma senza trovarla, mi sentii sicuramente “non abbastanza valido” in quanto il problema era causato da una mia carenza di capacità tecnica specifica, i miei pensieri erano sempre gli stessi ridondanti nella mia testa, non mi lasciarono per alcune ore, finchè riuscimmo a trovare una soluzione temporanea grazie ad un amico che mise a disposizione un frigo di riserva fino alla riparazione di quello guasto. A quel punto mi rilassai e i pensieri via via andarono esaurendosi; con la tranquillità ritrovata iniziarono dei forti dolori alle vertebre cervicali, tali da provocarmi forti nausee e aver voglia di andarmene soltanto a dormire, cosa che tra l'altro feci visto che ormai era notte inoltrata.

Volendo dare una chiave di lettura in base alle 5 Leggi Biologiche, si può dire che tutto il processo è iniziato con una DHS (trauma) del tipo svalutativo con connotazione di “non sentirsi all’altezza”, "non sentirsi abbastanza validi", “non sentirsi validi intellettualmente”, per il fatto di non riuscire a trovare una soluzione al problema; in questa fase di conflitto attivo (CA), le cartilagini delle vertebre cervicali (mesoderma recente) subiscono una necrosi (fin qui non c'è dolore). Poi una volta superato il problema (con l'arrivo di un frigo di riserva), il cervello inverte la fase e attiva quella di riparazione (P.C.L.), qui si ha una iperplasia con un rigonfiamento del tessuto cartilagineo e il conseguente dolore da “cervicale” che perdurerà per buona parte di questa fase. Il processo troverà la sua conclusione a fine fase P.C.L. con conseguente totale “sgonfiamento” del tessuto in questione.
Il senso biologico di tale processo è il rafforzamento delle cartilagini e si ha alla fine del processo riparatorio, questo con lo scopo di renderci più forti di fronte alla prossima situazione di questo tipo.
Probabilmente il fatto che il freddo in questa patologia ci dia l'impressione di aumentarne il dolore e di contro le applicazioni di calore in loco ci procurano sollievo, ci inducono a credere che ne sia la causa; ma vorrei sottolineare ancora una volta che ogni volta che si presenta il sintomo, a monte c'è sempre un intenso e continuo lavoro “intellettuale” scaturito a seguito di un problema e nel tentativo di risolverlo senza riuscirci.
Verificate e fateci sapere!