martedì 25 dicembre 2012

Dr. Hamer: uno dei dogmi dell'oncologia, il tumore maligno


Articolo originale – Traduzione, modifiche e integrazioni di Giorgio Beltrammi
Nella nostra attuale comprensione medica, un tumore maligno è una specie di cancro che si crede essere molto pericoloso. “Maligno” significa letteralmente “nato per essere cattivo”.
L’intera industria del cancro – servizi oncologici, centri di ricerca, industria farmaceutica, chirurgia specializzata e supporti ai malati di cancro – sono stati progettati e vengono gestiti con il concetto di “tumore maligno”.
Che ci crediate o meno, è tutto completamente sbagliato.

1. Tumore maligno e tumore benigno

Un tumore significa letteralmente “gonfiore”. Il termine è generalmente impiegato per descrivere un agglomerato di cellule del corpo che “sembra” non avere uno scopo. Questa è la più importante svista della scienza medica che affronta la maggior parte dei trattamenti anticancro senza una guida e in modo pericoloso.
Un tumore benigno è quello considerato “innocuo”, ovvero quello che non ha intenzioni cattive verso di noi. Sono inclusi tutti quelli non maligni, i fibromi uterini, la mole vescicolare ed anche i cheloidi risultanti sulle ferite.
I tumori benigni non crescono ed hanno un evidente tessuto che li esclude da quelli vicini (capsula), quindi ai confini del tumore il tessuto è normale.
Per ricevere una diagnosi che possa definire la malignità di un tumore, è necessario procedere al prelievo di tessuto che deve essere poi esaminato. Il tessuto deve possedere almeno queste due caratteristiche:
  1. Il tumore deve avere i bordi indistinti Il che darebbe una idea della sua invasività sul tessuto normale, attaccandosi ad esso con una qualche forma di collante cellulare.
  2. La crescita della massa Questa è la base primaria che scatena la paura del cancro
Una attuale speculazione medica afferma che un tumore può essere letale se giunge a pesare oltre il chilogrammo.

2. Cosa deve fare, esattamente, un tumore per divenire letale?

La risposta più rapida è che se un tumore maligno viene lasciato stare, normalmente non diviene letale. Ma se credete che il tessuto cresca senza ragioni, ad eccezione che per una forza maligna che ha invaso il vostro sistema, siete disposti anche a credere nella possibilità che il tumore cresca fino ad occupare l’intero corpo!
Come possiamo sapere quali tumori cresceranno al punto di divenire così invadenti da consumare tutte le risorse? Dato che la medicina convenzionale non conosce la vera ragione del “perché” i tessuti corporei cresceranno più del normale, essa conclude che non c’è alcuna ragione o senso per cui questo tessuto cresca in modo anormale.
Questa credenza sui tumori maligni è anche il solo argomento per il quale si giustifica la diagnosi precoce del cancro (che è un piatto succulento e appetitoso per molte professioni mediche). In base a questa pur grave, ma profondamente creduta, aberrazione scientifica, nessun medico diligente potrebbe consentire la crescita di una forza maligna nel nostro corpo senza tentare di intervenire.

3. La visione medica convenzionale al riguardo dei tumori maligni

Ci vuole diverso tempo prima che una singola cellula cancerosa si moltiplichi fino a che la massa possa essere percepita nel nostro corpo. In ogni caso la massa non produce alcun sintomo e raramente ci si accorge della sua presenza, a meno che non la si palpi accidentalmente. Nondimeno il problema che ha veramente causato la nascita di quella massa, probabilmente occupa tutta la vostra attenzione.
Tuttavia, seguendo la superstizione medica che suggerisce che le cellule cancerose abbiano un intento maligno nei nostri confronti per impadronirsi di tutto il corpo, questo potrebbe accadere in poche settimane o qualche mese.
A parte che non ci sono prove che un tumore possa divenire così grosso, la scoperta di un tumore in accrescimento è sufficiente per un trattamento immediato con radiazioni, chemioterapia e chirurgia. Il trattamento del cancro, basato sulla credenza che le cellule tumorali siano comunque maligne, prevede la eradicazione dal corpo con qualsiasi mezzo possibile, non importa wse il paziente sta male per questi trattamenti.
Comunque, anche se i tumori sono primariamente non nocivi – sono infatti il modo impiegato dall’organismo per aiutare se stesso – molti di noi non vogliono averci nulla a che fare. Non vogliono essere fisicamente infastiditi, in nessun modo. Tipicamente non producono alcun sintomo, eccetto che per la presenza di un gonfiore o di un nodulo nella profondità o nella superfice del nostro corpo.
Dal momento che non vogliamo sapere per conto nostro se vi sia o meno un tumore nel nostro corpo, l’industria medica ha avviato una gigantesca campagna cinquantennale che ci invita e induce ad effettuare dei check-up per vedere in tempo se ci sia qualcosa che non va all’interno di noi stessi, anche se siamo in piena salute! Abbiamo dei medici che ci fanno fare cose che non avremmo mai sognato di compiere, se non fossimo stati terrorizzati dal cancro!
Il problema degli screening di diagnosi precoce è che ognuna di queste indagini è invasiva, spesso fisicamente ingiuriosa, inducendo un seme di paura su quanto possa risultare dalla loro applicazione. Se non siete preparati a queste indagini ed alla manomissione della vostra persona da parte di estranei, potreste incorrere in uno shock conflittuale capace di generare la malattia.

4. Domande senza risposta nel paradigma convenzionale sul cancro

Può un tumore partire da una singola cellula maligna che si duplica a velocità costante? Come può il nostro corpo starsene immobile e ignorare questo processo? Quali sono i fattori che governano questi processi?
Può un tumore, una volta avviato, continuare a crescere fino ad ucciderci? In quali circostanze un tumore può, senza intervento medico, smettere di crescere od anche sparire?
Le cellule tumorali sembrano essere molto “furbe” a paragone delle cellule normali. Come può essere che cellule danneggiate abbiano la capacità di lavorare insieme per prendere il controllo delle cellule normali, compreso il modo con cui queste interagiscono tra loro?
Quali sono i fattori che determinano il luogo dove un cancro inizia la sua inarrestabile conquista del potere?
Quali tipi di cancro crescono più rapidamente o più lentamente?
Quali fattori, eccetto le terapie mediche, influiscono sulla velocità di accrescimento?

Risposte: Il Sistema Ontogenetico dei Tumori Maligni

La risposta a tutte le domande di cui sopra, giunge dalla comprensione del modo con cui il corpo umano funziona e dei quattro sistemi con cui il corpo dirige tutte le sue funzioni. Ognuno di questi quattro sistemi è controllato dalle proprie aree specifiche nel cervello.
Ogni tipo di tumore maligno viene creato dal nostro corpo come parte di questi quattro sistemi. Comprendere ognuno di questi sistemi fornisce un contesto per tutte le attività – compresa la crescita “anormale” di tessuto chiamata cancro – che prendono parte ad ogni sistema.

Tutte le attività corporee – compresa la crescita di tumori “maligni” – sono controllate dal cervello!

  1. I tumori controllati dal Tronco Cerebrale nascono nelle parti più “vecchie” (evoluzionisticamente parlando) del nostro corpo: tratto digestivo, polmoni, tubuli collettori del rene ed altri organi coinvolti con l’introduzione e l’espulsione.
    Le cellule cancerose controllate dal Tronco Cerebrale compongono infatti i nostri tessuti che crescono in funzione di fare al meglio il proprio lavoro: digerire meglio, ad esempio, od avere una maggior superficie per incamerare ossigeno, oppure filtrare all’esterno l’acqua.
    Nel momento in cui venga risolto il conflitto che ha determinato la crescita di queste cellule, si interrompe la crescita stessa ed inizia la fase di riparazione.
  2. I tumori controllati dal Cervelletto nascono in tutti i tessuti con funzioni di protezione. Questi sono il derma (sotto l’epidermide) che avvolge tutto il corpo, il peritoneo (che fodera l’intera cavità addominale), la pleura (che fodera la cavità toracica e i polmoni), il pericardio (che avvolge il cuore), la ghiandola mammaria ed altri tessuti simili.
    Le cellule cancerose controllate dal Cervelletto crescono nel normale tessuto in funzione di migliorare la funzione protettiva tipica dei medesimi tessuti. Il tessuto che ne deriva è più robusto in funzione di rispondere ad un attacco al corpo, sia vero che figurato.
    Nel momento in cui il conflitto si risolve, la crescita di queste cellule si interrompe ed inizia la fase di riparazione.
  3. I tumori controllati dal Midollo Cerebrale (“sostanza bianca”) si sviluppano nel sangue, nel sistema linfatico, nelle ossa, nei muscoli e nel tessuto adiposo, ma possono essere anche rinvenuti nei reni, nelle ovaie, nei testicoli.
    Questi tumori nascono nella fase di guarigione di un conflitto di auto-svalutazione (“incapacità di fare le cose”). Questo accrescimento non si ferma fino a che la fase di guarigione non sia completata – o fino a che non venga interrotta da un nuovo conflitto di svalutazione dello stesso tipo del precedente.
    I tessuti controllati dal midollo cerebrale sono intenzionalmente necrotizzati durante la fase di conflitto attivo. Lo scopo biologico di questa necrosi tissutale si realizza durante la fa se di guarigione del conflitto, dopo che il conflitto è stato risolto.
    L’intensità e la durata del conflitto di auto-svalutazione determina le dimensioni a cui tenderà la crescita tumorale in fase di guarigione. Nulla – chirurgia, chemiotherapia, radiazioni – possono fermare il cervello nel suo proposito di riparazione, perchè?.
    Ma perchè le funzioni di quel tessuto devono essere riprese il più presto possibile e a tutti i costi, visto che si tratta di tessuti vitali per l’essere umano (ossa per sorreggersi, sangue per vivere, muscoli per muoversi, grasso per proteggersi e nutrirsi, ovaie e testicoli per riprodursi).
    La medicina convenzionale, nella sua ignoranza, considera questo inesorabile processo riparativo come ripresa di malattia. Quando la chirurgia interrompe la crescita tissutale prima che sia completata la guarigione, il cervello impone ai tessuti rimasti di riprendere la crescita.
    Se il tessuto viene completamente rimosso (asportazione completa dell’organo), il cervello avvia la crescita riparativa nel cervello stesso (tumori o metastasi cerebrali), perchè?.
    Perchè l’area del cervello che imponeva la crescita ora non ha più bisogno di lavorare tanto, non ha più bisogno di liquidi e sangue in abbondanza e viene riparata/modificata.

    Quando la fase di guarigione è completa – un periodo di tempo che viene quasi interamente determinato durante la fase di conflitto attivo, prima che il tumore inizi a crescere – il tumore smette immediatamente la sua crescita e non è più un tumore maligno.
  4. I tumori controllati dalla Corteccia Cerebrale si sviluppano in tutti i grandi dotti corporei, come la gola, le vie biliari, buona parte dell’esofago o il retto. Anche l’epidermide è controllata dalla corteccia cerebrale.
    I tumori maligni controllati dalla corteccia cerebrale nascono sempre nella fase di guarigione di conflitti di territorio e di relazione/separazione. La crescita di questi tumori è paragonabile all’intensità della necrosi dei tessuti avvenuta durante la fase attiva del conflitto.
    I tumori maligni sono una evenienza più rara nei tessuti governati dalla corteccia cerebrale, in quanto la corteccia cerebrale ha maggiori azioni sulle funzioni corporee come l’equilibrio zuccherino del sangue, il mantenimento del tono muscolare, il mantenimento delle capacità sensoriali e la maggior parte delle nostre funzioni psichiche.
    Quando la fase di guarigione è completata, la crescita del tumore si arresta e non è più un tumore maligno.

5. Conclusioni

Ci vogliono far credere che ogni cancro, essendo “nato per essere cattivo”, attacca a caso e prova ad impadronirsi del nostro intero corpo, ma…
… è effettivamente un processo ben coordinato dal nostro cervello.
Non solo, ma il cancro interviene nella vita di una persona per una ragione e questa ragione è sempre quella di aiutarci a risolvere un qualche problema.
Ciò significa che non esiste alcun tumore “maligno”.
Poiché tutte le nostre credenze sul cancro sono basate su un vecchio e scorretto modo di interpretare la sua presenza, la medicina convenzionale ha lasciato e continua a lasciare molte domande senza risposta al riguardo di cosa voglia significare il cancro e quali siano le sue ragioni. Questo lascia troppo spazio a una insensata e pericolosa paura ed a tanto dolore in ogni singolo paziente.

Fonte:http://blogtre.wordpress.com/2012/12/18/dr-hamer-sul-cancro-la-diagnosi/

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale da Fronte Libero

Un Felice e Sereno Natale a tutti i nostri lettori dagli autori del blog Fronte Libero.




domenica 23 dicembre 2012

Thimerosal: Pediatri contestano le Nazioni Unite

Se si inietta Thimerosal negli animali, il loro cervello si ammala. Se si applica su tessuti viventi, le cellule muoiono. Se lo inserisci in un contenitore di Petri, la coltura muore. Se si conoscono questi fatti, è sconvolgente che qualcuno voglia pensare di iniettarlo in un neonato senza causare danni [Dr Boyd Haley, capo del Dipartimento di Chimica dell’Università del Kentucky, in Mercurio nei vaccini e specifiche lesioni cerebrali].
Malgrado questo concetto è stata versata nuova benzina sul fuoco, che ha inasprito il dibattito già acceso in merito sulla sicurezza dei vaccini somministrati  ai bambini, da parte della più grande organizzazione americana di pediatri, per contrastare una proposta delle Nazioni Unite di vietare il conservante contenente mercurio nei vaccini offerti su scala mondiale.
Così, la American Academy of Pediatrics ha approvato la raccomandazione di un gruppo di specialisti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in disaccordo con la rimozione del Thimerosal dai vaccini destinati all’infanzia e dalla filiera produttiva.
A questo proposito ricordiamo, se per caso l’Ufficio Legale della Glaxo di Verona capitasse da queste parti, che siamo sempre in attesa di ricevere Vostra dichiarazione scritta in merito alla sicurezza del vaccino combinato esavalente Infanrix Hexa, che confermiate con assoluta certezza che il Thimerosal non è presente in questo vaccino, e speriamo vivamente di non doverci rivolgere nuovamente alla Magistratura per chiarire anche questo ulteriore aspetto.
Chiusa questa doverosa divagazione, ricordiamo che il divieto in merito all’utilizzo del mercurio in ambito sanitario è stato perfezionato nel corso di riunioni organizzate dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente [UNEP]. L’obbiettivo è quello di creare un trattato universale vincolante in cui i paesi decidono di fermare l’inquinamento da mercurio per l’ambiente e l’esposizione tossica per l’uomo.
Associazioni come la Coalition for Mercury-Free Drugs hanno presentato studi alla UNEP che mostrano i “gravi pericoli”  per la salute nell’utilizzo del mercurio nei vaccini e nelle otturazioni dentarie.
La UNEP è stata invitata a modificare i propri programmi per l’uso del Thimerosal nei vaccini, soprattutto dalla Coalizione Safe Minds che detiene il mandato per l’Autismo e i disturbi alla salute indotti dal mercurio e da altre sostanze tossiche artificiali.
Per evitare che iniettino mercurio [Thimerosal] in donne incinte, neonati e bambini in tutto il mondo, Safe Minds si è fatta promotrice di una petizione che vi invitiamo a firmare per sostenere l’eliminazione globale del mercurio da tutti i prodotti medici, farmaceutici e per la cura personale: il secondo elemento più tossico sulla terra non deve avere posto nella medicina del XXI secolo!
Solo un trattato universale come questo può mettere sempre più pressione alle industrie farmaceutiche affinchè si impegnino a cercare alternative differenti, anche dall’alluminio [altro potente composto neurotossico] che in molti casi è stato potenziato in modo scriteriato nel tentativo di farci credere che il  Thimerosal era stato rimosso dai vaccini.
Gli specialisti della American Academy of Pediatrics si ostinano ad affermare che il divieto di utilizzo del Thimerosal metterebbe a rischio di malattie milioni di bambini, ignorando candidamente che il Thimerosal ha contribuito in modo esponenziale a rovinare il cervello e la vita dei nostri figli.
Gli specialisti della American Academy of Pediatrics giustificano la loro posizione affermando che il Thimerosal è indispensabile perchè in alcuni paesi mancano i sistemi di refrigerazione e non possono permettersi le più costose confezioni monodose. Anche in questa affermazione c’è una palese contraddizione in quanto, indipendentemente dalla presenza di Thimerosal, i vaccini sono farmaci soggetti a conservazione secondo le modalità della catena del freddo.
Il mancato rispetto delle indicazioni relative alla conservazione e alle modalità d’uso possono ridurre l’efficacia, con il risultato di una inadeguata risposta immunitaria nel soggetto ricevente, e ciò che è ancor più grave è che i vaccini mal conservati non sono distinguibili dai vaccini correttamente conservati.
Se ci fosse uno studio a discapito delle sigarette come generatrici del cancro al polmone finanziato dalla società Phillip Morris, quale sarebbe il valore nominale dello studio? Sarebbe esattamente ZERO, come il parere della American Academy of Pediatrics che vuole far credere alle Nazioni Unite che il mercurio è scientificamente sano per i nostri figli.

venerdì 21 dicembre 2012

CARLOS CASTANEDA INCONTRA IL NAGUAL DON JUAN MATUS

Un incontro voluto dall'Infinito
Nel 1960 Carlos Castaneda, uno studente di antropologia, visita il territorio di confine tra l’Arizona e il deserto di Sonora in cerca di informazioni dagli indiani del luogo a proposito del Pejote e di altre sostanze psicotrope. In una stazione d’autobus della Greyhound, Carlos incontra un vecchio indiano Jaqui di nome Juan Matus. Quest’uomo, scambiato dapprima per un innocuo vecchietto e che si rivela poi essere un potente Sciamano Tolteco, cambierà definitivamente la sua vita. (Il termine tolteco viene qui usato non nella sua accezione etnologica, ma in quella originale di “studioso”, “artista”, o “uomo di conoscenza”).
A Carlos sembra inizialmente di essere venuto in contatto con l’opportunità di ampliare le sue vedute, ma Juan Matus, che legge come un segno dello spirito il “fatale” incontro, riconosce subito nel suo interlocutore il discepolo eletto, che le stesse forze astratte e misteriose dell’universo gli hanno condotto di fronte. Inizialmente, Castaneda si adatta ad accettare il ruolo di apprendista stregone al solo scopo di ottenere le informazioni desiderate. Don Juan invece compie ogni sforzo in suo potere per rompere i limiti della percezione del suo allievo al fine di metterlo nella posizione di poter vedere il mondo così come questo è veramente. Castaneda riferisce a questo proposito (1):
«I suoi insegnamenti furono come un randello, che continuò a picchiare sulla mia testa fino a quando non capii che la mia preziosa visione del mondo era solo un costrutto, basato su tutte le possibili interpretazioni fisse, che io usavo per “difendermi” dalla percezione pura e meravigliosa.»
Nel primo bel libro di Castaneda, un eccellente lavoro antropologico, GLI INSEGNAMENTI DI DON JUAN (Famoso anche come "A Scuola dallo Stregone"), si parla molto di droghe (Mescalito, Hierba del diablo, Datura inoxia) e di strani riti che contemplano incontri con alleati e spiriti della natura. È un “inganno”: le piante di potere e tante altre bizzarrie sono parte del magistrale intento di don Juan di rimuovere rapidamente le rigide certezze del suo allievo.
Anche nel secondo libro UNA REALTA' SEPARATA le droghe e le esperienze da esse causate sembrano avere un ruolo centrale. E Carlos, convinto, com’è, di raggiungere il suo scopo, cioè di trovare sempre più informazioni di prima mano per le sue “importanti” ricerche etnologiche, si sottopone a tutte le stranezze del suo maestro per amor di scienza.


L’ambizioso studente di antropologia impiega qualche tempo per comprendere che è capitato dentro qualcosa che va ben oltre le sue ambizioni accademiche e che don Juan fa ricorso alle droghe solo per spezzare le catene della sua rigida visione del mondo. A tal proposito Carlos racconta:
«Il nagual parlava a lungo di alleati, di piante di potere, di mescalito, del fumino, del vento, degli spiriti dei fiumi e delle montagne. Quando in un secondo momento lo interrogai in merito all’enfasi che dava a quegli elementi, ammise senza vergogna che nella fase iniziale del mio apprendistato aveva fatto ricorso a tutte quelle tiritere pseudoindiane per il mio bene. Ero sbigottito. Come poteva dire certe cose, quando era evidente che non erano vere? Aveva parlato seriamente e, se c’era un uomo in grado di attestare la veridicità delle sue parole e dei suoi stati d’animo, quello ero io. “Non farne un dramma”, rise don Juan. “Mi ha divertito molto dilungarmi in tutte quelle sciocchezze, soprattutto perché sapevo di farlo per il tuo bene… Ti ho ingannato trattenendo la tua attenzione su elementi del tuo mondo che esercitavano su di te un grande fascino, e tu hai abboccato in pieno…”». (2)
Nei volumi successivi, VIAGGIO A IXTLAN e L'ISOLA DEL TONAL, l’apprendista stregone Carlos esplora la Via del Guerriero ed in essa, attraverso disciplina ed impeccabilità, impara lentamente a liberarsi dalle catene percettive senza usare alcuna droga.
«Don Juan mi insegnò che il mondo è molto più complesso di quanto siamo disposti ad ammettere di solito, e che ciò che normalmente ci aspettiamo dalla realtà ci viene imposto dal consenso sociale, il quale a sua volta non è altro che un trucco. Ci viene insegnato ad osservare e a comprendere il mondo attraverso un processo di socializzazione, il quale, quando funziona, ci convince che le interpretazioni della realtà che noi condividiamo sono anche i suoi confini. Don Juan interruppe in me questo processo, mostrandomi che ci è possibile trasferirci in altri mondi, dimensioni costanti ed indipendenti dalla nostra condizionatissima coscienza. La stregoneria (l’arte di manipolare la percezione) causa una nuova programmazione della nostra capacità di percepire queste altre dimensioni, che sono tanto reali, uniche, assolute ed accattivanti come lo è il nostro mondo profano di ogni giorno.» (3)
Ora una parte intensa tratta da: Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan

DON JUAN: «Per me c'è solo il viaggio su strade che hanno un cuore, qualsiasi strada abbia un cuore. Là io viaggio, e l'unica sfida che valga è attraversarla in tutta la sua lunghezza. Là io viaggio guardando, guardando, senza fiato.»

DON JUAN: «Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c'è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall'ambizione.»

«Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. Questa è una domanda posta solo da un uomo molto vecchio. Il mio benefattore me l'ha detta una volta quando ero giovane, e il mio sangue era troppo vigoroso perché la comprendessi. Ora la comprendo. Ti dirò che cosa è: "Questa strada ha un cuore?" Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di aver percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte. La domanda del mio benefattore ha adesso un significato."Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce.»
CARLOS CASTANEDA: «Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?»

DON JUAN: «Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: "Questa strada ha un cuore?" Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»CARLOS CASTANEDA: «Ma come faccio a capirlo?»

DON JUAN: «E' una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada.»CARLOS CASTANEDA: «Cosa devo fare per formulare la domanda nel modo giusto, don Juan?»

DON JUAN: «Fallo e basta.»

C
ARLOS CASTANEDA: «Quello che vorrei sapere è se esiste un metodo per non mentire a se stessi credendo che la risposta sia positiva quando in realtà non lo è.»

DON JUAN: «Perché dovresti mentire?»CARLOS CASTANEDA: «Forse perché in quel momento la strada sembra piacevole e divertente.»

DON JUAN: «Sciocchezze. Una strada senza cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D'altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica.»(4)


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
(1) Keith Thompson, Portrait eines Zauberers

(2) Carlos Castaneda, La Ruota del Tempo

(3) Keith Thompson, Portrait eines Zauberers
(4) Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan

Fonte: www.carloscastaneda.it

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Scoperto pianeta abitabile vicino della Terra

Delle miliardi di stelle visibili a occhio nudo dalla Terra, ce n’è una in particolare che è simile al nostro Sole, Tau Ceti.
Adesso un team internazionale di astronomi guidato dall’Università di Hertfordshire ha scoperto che Tau Ceti fa parte di un sistema di cinque pianeti, e dista solo 12 anni luce dalla Terra.
Tau Ceti è la stella più vicina che ha la stessa classificazione spettrale del nostro Sole. I suoi cinque pianeti si stima che abbiano masse da due a sei volte quella terrestre. Uno di essi si trova nella zona abitabile, e ha una massa di circa cinque volte quella della Terra, rendendolo così il più piccolo pianeta conosciuto in orbita nella cosiddetta Cintura Verde di una stella simile al Sole.

Il team internazionale di astronomi, dal Regno Unito, Cile, Stati Uniti e Australia, hanno messo insieme e analizzato più di 6000 misurazioni della velocità di Tau Ceti da tre diversi strumenti calcolando che le incongruenze lievi della sua velocità e della direzione siano causati dall’attrazione gravitazionale di altri corpi celesti.
Da questo hanno scoperto che Tau Ceti non è una stella solitaria, ma ha un sistema planetario.
La ricerca adesso mira a capire se il pianeta simile alla Terra sia un pianeta roccioso.
Il tratto di orbita che percorre intorno alla stella, dove la temperatura non è nè troppo calda nè troppo fredda, può sostenere l’acqua allo stato liquido, essenziale per la vita come noi la conosciamo.

“Abbiamo scelto Tau Ceti per questo studio di modellazione del rumore perché avevamo pensato che non contenesse alcun segnale. E perché è così luminosa e simile al nostro Sole da renderla un sistema di riferimento ideale per testare i nostri metodi per l’individuazione di pianeti di piccole dimensioni “, ha commentato Hugh Jones dell’Università di Hertfordshire.

James Jenkins, dell’Università del Cile ha spiegato: “Tau Ceti è uno dei nostri ‘vicini cosmici’ più vicini e così luminoso che possiamo essere in grado di studiare le atmosfere di questi pianeti in un futuro non troppo lontano. I sistemi planetari intorno a stelle che si trovano vicino al nostro Sole indicano che questi sistemi sono comuni nella nostra galassia, la Via Lattea. “

Più di 800 mondi sono stati scoperti far parte di sistemi planetari, ma i pianeti in orbita intorno a stelle simili al Sole sono particolarmente preziosi.
Steve Vogt dellla University of California, a Santa Cruz ha detto: “Questa scoperta è in linea con la nostra visione emergente che praticamente ogni stella ha pianeti, e che la galassia deve avere molti di questi pianeti potenzialmente abitabili delle dimensioni della Terra. Sono ovunque, anche a destra della porta accanto! Ora stiamo cominciando a capire che la Natura sembra preferire  sistemi che hanno diversi pianeti con orbite di meno di cento giorni. Questo è molto diverso dal nostro sistema solare dove non c’è nulla con un’orbita all’interno di quella di Mercurio. Quindi, il nostro sistema solare è, in un certo senso, uno scherzo della natura!”



Fonte: Università di Hertfordshire comunicato stampa