domenica 23 settembre 2012

Vaccini: Milani controbatte "IL Fatto Quotidiano"

I recenti due articoli pubblicati su "il fatto quotidiano" riguardo i Vaccini, fanno pensare che quello che sembrava un giornale libero e pronto a combattere le lobby, sia invece a dir poco comandato a bacchetta, almeno dalle Big Pharma.
Visto ciò che il saccente autore degli articoli scrive a favore di questi "veleni", viene da pensare che ci sia qualcosa che non torna.
Per fortuna qualcuno lotta per informare su come stanno veramente le cose, riportiamo con piacere e dovere un articolo di  Milani Gabriele pubblicato su Autismo e vaccini, che risponde con sentenze ed informazioni reali a coloro che difendono a spada tratta qualcosa che risulta essere dannoso per la salute dei nostri figli.

 

AUTISMO da VACCINO: la controversia è tutt’altro che chiusa!

Pubblicato da Milani Gabriele su 21 settembre 2012

Le Sentenze dei Tribunali, e i ripetuti casi di danno da vaccino di cui si viene sempre più spesso a conoscenza con maggior prevalenza da fonti estere, proseguono a scuotere il mondo scientifico e della Pediatria.
Questi ultimi, a sostegno della mancanza di un nesso causale tra autismo e vaccinazioni, permangono erroneamente fossilizzati sulle notizie [lavorate, manipolate e romanzate] del caso che vide protagonista il Dr.Wakefield. Addirittura c’è sempre un certo personaggio, al quale consiglio vivamente [prima di nominare il sottoscritto] di concentrarsi sul processo penale che lo vede indagato per la morte di un nascituro, che prosegue in questo gioco incentrato sulla disinformazione.

Sembra anche che “Il Fatto Quotidiano“, da qualche giorno, sia diventato l’organo di stampa ufficiale del nostro Ministero della Salute.

Il Fatto Quotidiano a Maggio 2011 vendeva quasi 80.000 copie, mentre a Maggio 2012 ne ha vendute solo 60.000. I dati sugli abbonamenti non ci sono e, da quanto ho potuto consultare on-line, il loro Direttore afferma che sono circa 20.000. Quindi presumendo che questo numero sia costante, in mancanza di altri dati [considerato che non mi sembra realistico poter pensare in questo periodo di crisi a un raddoppio degli abbonamenti on-line e comparandolo al calo delle copie cartacee]  non serve un ragioniere per capire che la flessione è del 25%, cioè un quarto delle vendite!
Non sarà che, forse, anche “loro” hanno iniziato a parlare di autismo nella speranza di inaspettate donazioni da parte di qualche azienda farmaceutica compiacente?

Rimproverare a queste persone di non documentarsi seriamente sullo studio del Dr. Wakefield [studio valido a tutti gli effetti come dichiarato dall'editore di The Lancet - Sir. Richard Horton - nelle sue tante contraddizioni] che dal Canada, ove oggi risiede e lavora, prosegue a portare avanti tutto ciò che gli impedivano di ricercare in Gran Bretagna, non serve a nulla perchè l’ottusità non ha limiti.
Lo dimostra il fatto che queste persone evidenziano pesanti lacune sotto il profilo storicogiuridico e medico-legale, pretendendo di sovvertire sentenze costituzionali “a prescindere“, alla stessa stregua di Pediatri disinformati che hanno poi dovuto ricredersi amaramente quando sono venuti a conoscenza della vera documentata frode scientifica in merito all’autismo.

La vera documentata frode scientifica in merito all’autismo è stata pubblicata nel 2003 su Pediatrics con lo studio danese di Madsen et. all.
Avevo evidenziato le caratteristiche di questa frode in un’analisi dettagliata, pubblicata inizialmente in data 27 ottobre 2011 e approfondita poi in data 29 ottobre 2011. A sostegno di questa analisi è possibile consultare anche un interessante documento pubblicato nel 2004 sul Journal of American Physicians and Surgeons:
L’andamento della prevalenza dei dati in Danimarca suggeriscono una associazione temporale tra l’introduzione del vaccino MMR e l’aumento dell’autismo. Anche se il thimerosal non è stato utilizzato in qualsiasi vaccino pediatrico in Danimarca dal 1992 ed è seguito un maggior aumento della prevalenza di autismo, è molto probabile che uno o più dei componenti virali o la loro combinazione con il vaccino MMR hanno contribuito all’aumento.
I tassi di autismo negli STATI UNITI hanno superato quelli della Danimarca. In particolare, negli STATI UNITI il vaccino MMR è stato somministrato all’età di 12 anni mesi, spesso con due prodotti contenenti thimerosal, il vaccino per l’Haemophilus Influenzae B il vaccino anti-epatite B, mentre il più delle volte è stato somministrato da solo in Danimarca all’età di 15 mesi. Inoltre, all’età di 6 mesi, i neonati negli STATI UNITI sono esposti a 12 vaccini, fino a 187.5 microgrammi di thimerosal, rispetto a 6 vaccini senza thimerosal in Danimarca.

Ma non finisce qui!

Siccome, personalmente, gradisco sempre approfondire la verità per “deformazione professionale” ma anche e soprattutto per rispetto dei bambini danneggiati e delle loro famiglie, mi pregio ricordare un lungo elenco di articoli che consiglio vivamente di leggere a certi smemorati del BOARD SCIENTIFICO VACCINAZIONI DA 0 A 100 anni, perchè sarà decisamente imbarazzante per “loro” dover affrontare tali argomentazioni in una qualunque “Aula di Tribunale”… soprattutto in sede Europea!
1.  Vaccino MPR: il più grande scandalo della medicina
2.  Prima, durante e dopo il caso del Dr. Wakefield – parte 1
3.  Prima, durante e dopo il caso del Dr. Wakefield – parte 2
4.  Prima, durante e dopo il caso del Dr. Wakefield – parte 3
5.  La doppia faccia del giornalista Brian Deer  – A questo link è accluso un interessante filmato di 45 minuti dove appaiono i genitori dei bambini dello studio The Lancet 12 e il giornalista in questione, non nuovo a uscite da voltaggabbana a favore di case farmaceutiche.
6.  Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 1
7.  Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 2  – A questo link è possibile consultare documenti che sconfessano quanto ho letto in un articolo de “Il Fatto Quotidiano” che rivelano la duplicazione dei reperti originali del Dr. Wakefield in altri cinque paesi, compresi gli Stati Uniti, Italia, Venezuela, Canada e Polonia!
8.   Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 3
9.   Tutte le menzogne scritte da Brian Deer – parte 4
10. Murdoch e i vaccini: esposizione del crimine
Sempre nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano” è riportato il link del British Medical Journal del 2011 dove si torna ad attaccare il Dr. Wakefield che, in quel periodo, aveva pubblicato il libro Callous Disregard dal quale ho potuto verificare, consultare la veridicità e pubblicare i riferimenti approfonditi nei link precedenti dall’1 al 9.
Ciò che l’autore dell’articolo ha nascosto bene è che allo stesso link del BMJ è presente una risposta inattesa, ovvero quella del Dr. David Lewis
[http://www.bmj.com/rapid-response/2011/11/09/re-how-case-against-mmr-vaccine-was-fixed].
Secondo il Dottor Lewis, “Non è stata commessa frode dal Dr. Wakefield. Il punto cruciale della questione nel caso di Wakefield, per quanto riguarda la frode di ricerca, è se Wakefield ha fabbricato la diagnosi di colite non specifica per 11 dei 12 bambini di The Lancet, come riportato nella tabella 1 dello studio. I fogli di classificazione dei Dottori Paul Dhillon e Andrew Anthony mostrano chiaramente che Wakefield non potè fabbricare la diagnosi di colite non specifica riportata nell’articolo Lancet“.
11. AUTISMO: ufficialmente riaperto il caso Wakefield
Il Dott. David Lewis, è un microbiologo ex membro dell’EPA [Agenzia di Protezione Ambientale], che è stato costretto ad abbandonare l’EPA dopo aver esposto le spinte promozionali per l’utilizzo di fanghi derivati da rifiuti umani per le aziende agricole [altro brutto capitolo di questo mondo avariato]. In definitiva esonerato, Lewis è ora membro del Centro Nazionale Informatori, che cerca di aiutare altri professionisti che si trovano in posizioni simili e collabora nella divulgazione scientifica con le riviste Nature, Science, Lancet, JAMA, National Geographic, Reader’s Digest, Voice of America, Paul Harvey News, Time, Newsweek, U.S. News & World Report, Forbes, NY Times, Washington Post, London Time.
12.  Il Prof. Walker-Smith vince il ricorso alla Alta Corte di Londra
13.  Vaccino MPR: la storia non si cancella!
14.  Vaccino MPR: ancora guai per la Merck
15.  30 studi scientifici dimostrano il legame autismo e danno vaccinale
16.  Autismo causato dai vaccini: il Governo Americano ammette correlazione
17.  Il CDC-gate svela la scia fraudolenta degli studi riguardanti l’autismo
I vaccini sono prodotti farmaceutici non esenti da rischi, che possono essere maggiori per alcuni rispetto ad altri.
Lo stato attuale della scienza non detiene risposte certe per i genitori e medici, che per molti anni hanno riportato lesioni multiple causate dai vaccini.
Le prove scientifiche sono insufficienti per effettuare una affermazione certa in merito al fatto che certi vaccini non causano una vasta gamma di condizioni di salute gravi, come l’encefalite, encefalopatia, ictus, asma, autismo, Sid, sclerosi multipla, artrite, lupus, disturbi della coagulazione, altri disturbi del sangue.
Queste sono problematiche che devono essere valutate quando i vaccini ottengono il mandato di legge per essere utilizzati per ogni bambino e consigliati per molti adulti.
C’è una chiara ammissione che esiste una mancanza scientifica di adeguata comprensione circa il meccanismo d’azione dei vaccini nel corpo umano, compreso come, quando, perché e per quali motivi essi sono nocivi.
Con così tanti bambini vaccinati pesantemente in ogni parte del mondo e un aumento ingravescente delle difficoltà di apprendimento [1 bambino su 6], asma [1 bambino su 9], ADHD [1 bambino su 10], autismo [1 bambino su 88], diabete [1 bambino su 450] e milioni sempre più sofferenti di gravi allergie, malattie infiammatorie intestinali, altri disturbi cerebrali e del sistema immunitario, riempire le lacune nelle conoscenze scientifiche circa la sicurezza dei vaccini deve essere posta come priorità in cima all’agenda di ricerca scientifica nazionale e mondiale.
Molte associazioni di consumatori e pazienti hanno denunciato in varie occasioni la presunta pericolosità dei vaccini, soprattutto polivalenti, i quali aumenterebbero il rischio di contrarre patologie gravi ed invalidanti, oltre all’inutilità di molti di loro, cosa che comporterebbe un aggravio per le finanze pubbliche di circa 114 milioni di euro. Non a caso è stato presentato anche un Atto di Sindacato Ispettivo al Senato.
Informati e informa: http://autismoevaccini.files.wordpress.com/2011/12/vaccines-get-the-full-story_ita.pdf

Link articolo: http://autismovaccini.com/2012/09/21/autismo-da-vaccino-la-controversia-e-tuttaltro-che-chiusa/

sabato 22 settembre 2012

Gesù era sposato con la Maddalena?

La recente scoperta di Karen King, studiosa di storia della cristianita' ad Harvard, di un frammento (4 per 8 cm) di un papiro del IV secolo scritto in copto (l'egiziano non scritto in geroglifici) in cui Gesu' fa riferimento a sua "moglie", ha scatenato una serie di polemiche, molti Religiosi e studiosi cercano in tutti i modi di contrastare gli scritti.
Come noto, nel papiro si legge la frase: "Gesù disse loro: 'mia moglie'", parlando presumibilmente ai suoi discepoli.
Nel testo, ha spiegato la professoressa King, c'e' un dialogo in cui Gesu' parla di "mia moglie", che chiama "Maria".

Se si scoprisse che davvero Gesù era sposato crollerebbe di colpo l'intera credibilità di una dottrina fondata sul celibato. Già nei Vangeli - per quanto ripuliti dai Padri della Chiesa - erano rimaste tracce di questa "moglie" che ogni tanto saltava fuori all'improvviso, ma la frase di questo ultimo ritrovamento non lascia più spazio ad ambiguità di alcun tipo.
Roger Bagnall, direttore dell'Institute for the Study of the Ancient World di New York si e' detto convinto che il frammento, che la King ha definito 'Vangelo della moglie di Gesu'', sia autentico.

Jim West, pastore della chiesa battista del Tennessee, dice: "Una frase su un frammento di papiro non dimostra nulla. E' solo una affermazione sospesa nell'aria, senza sostanziale contesto".

Wolf-Peter Funk, esperto di lingua copta, ha detto: "Ci sono migliaia di frammenti di papiro su cui trovi scritte le cose più folli".

I Padri della Chiesa e gli studiosi invece di continuare a difendere a tutti i costi il celibato, dovrebbero leggersi il Vangelo e la Bibbia ufficiale della Chiesa cattolica. Queste dovrebbero essere abbastanza "affidabili" come fonte storica, per loro che credono fermamente in queste scritture.

Leggendo infatti  la Prima lettera di San Paolo a Timoteo (precisamente al capitolo 3, Vescovi e Diaconi), si legge testualmente: "Se uno aspira all'episcopato, desidera un nobile lavoro. Ma bisogna che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. Sappia dirigere bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi con ogni dignità, perché se uno non sa dirigere la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?"

Viene da chiedersi allora, perché Gesù non poteva essere sposato?

Le loro fonti "uffiiciali", non dicono: Dio si è fatto UOMO?

Credo che sposato o no, se i suoi insegnamenti erano giusti, non era necassario ingannare i credenti per secoli, ma la Chiesa voleva creare un Mito forte e senza debolezze. Così vanificaro i suoi insegnamenti ed il suo messaggio per i lori scopi di potere ed oggi siamo ancora a quel punto, visti i recenti scontri sulla veridicità degli scritti sul famoso Papiro appena scoperto.

giovedì 20 settembre 2012

Rai in profondo rosso: a metà anno perdeva 129 milioni

Per fine 2012 è atteso un buco di almeno duecento milioni di euro. Contributo alle perdite dalla raccolta pubblicitaria che al 30 giugno era in calo di 72 milioni di euro sull'anno prima, ma anche dall'aumento del costo del lavoro

di | 19 settembre 2012

Centoventinove milioni di euro. A tanto ammontano le perdite accumulate dalla Rai nel primo semestre del 2012.  Il dato annunciato da viale Mazzini è in peggioramento di circa 178 milioni rispetto al 2011. A creare il rosso che per fine anno dovrebbe arrivare ad almeno 200 milioni,  ha contribuito il cattivo andamento della raccolta pubblicitaria, fronte su cui la televisione di Stato nella prima metà dell’anno ha registrato un calo di 72 milioni di euro sul 2011 attestandosi a 435 milioni di euro, mentre il fatturato complessivo del gruppo è arretrato di 110 milioni fermandosi a quota 1,433 miliardi.
“Il perdurare della difficile situazione del mercato pubblicitario – sostiene una nota – fa prevedere un secondo semestre anch’esso in perdita anche se di entità minore rispetto al primo”. La tv di Stato, tuttavia, rivendica  di aver mantenuto “la sua posizione di centralità e di leadership del mercato radiotelevisivo italiano fornendo un servizio sempre più articolato e finalizzato a soddisfare le crescenti esigenze di una platea televisiva progressivamente più segmentata”, nonostante il contesto di mercato “sempre più competitivo”
Affermazione che viale Mazzini supporta con dati che parlano di “leadership del mercato televisivo sia in prime time (41,7% di share) sia nell’intera giornata (40,3% di share)”. La nota, poi evidenzia l’andamento dellla semifinale degli Europei 2012 tra Italia e Germania che ha avuto 23,2 milioni di ascoltatori, l’80% circa di share e il Festival di Sanremo con 11.122.000 ascoltatori medi (circa il 48% di share). Entrambi eventi di cui però la Rai aveva l’esclusiva.
“Il deterioramento del quadro macroeconomico, il conseguente calo degli investimenti pubblicitari e i costi dei diritti dei grandi eventi sportivi (tipicamente elevati nei cosiddetti anni pari) hanno impattato negativamente sui risultati economici e finanziari del gruppo”, si argomenta poi a tal proposito. E l’andamento dei ricavi pubblicitari insieme al “costo dei diritti dei Campionati Europei di calcio, pari a 101,5 milioni di euro, hanno di fatto determinato il peggioramento del risultato netto rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente”.
La società evidenzia inoltre, “una diminuzione degli altri ricavi per 59 milioni di euro (da attribuire principalmente ai ricavi commerciali) che è stata parzialmente compensata con una riduzione dei costi per beni e servizi esterni”. Tra le voci in salita, il “costo del lavoro”, cioè gli stipendi, che sono saliti di 2,5 milioni di euro “nonostante gli effetti delle politiche di incentivazione agli esodi agevolati attuate negli esercizi precedenti e il sostanziale blocco delle politiche retributive”.
La forza lavoro della Rai al 30 giugno 2012 era di 11.569 dipendenti a cui si aggiungono 1.660 risorse a tempo determinato. Mentre i debiti complessivi della società erano di 168 milioni di euro.



Il manifesto del contribuente. L’illegittima alternativa: pagare o conciliare


Non è mia intenzione rovinarvi la giornata, ma notizie come questa vanno conosciute e sciolte nei nostri succhi gastrici possibilmente non facendoci venire la bile. 
È un po lunghetto ma credetemi ne vale la pena.
Qualcuno ieri mi ha detto che ormai il nostro bel paese non è più vivibile e forse sarebbe il caso di pensare a qualche posto esotico dove passare gli ultimi anni della nostra vita. Pensare a questa soluzione mi fa male. Forse la soluzione è combattere, chissà?
Attenzione che le leggi citate escono da un percorso iniziato dal nostro precedente disastroso governo e purtroppo non vedo come quello attuale possa cambiare strada. 
Lottiamo assieme agli autori del manifesto per far in modo che questo stato di cose cambi.
Quando sento, incredule,  che qualche cittadino si è tolto la vita anche in modo eclatante dandosi fuoco e ora dopo aver letto questo articolo e penso a tutto quello che hanno potuto passare inermi contro questa amministrazione a delinquere allora, oggi comprendo questo orribile gesto.
...dal Tao The Cing ci giungono insegnamenti per i governanti che tendono al bene del loro popolo:
Non esaltare i più capaci
fa sì che il popolo non contenda,
non pregiare i beni che con difficoltà s'ottengono
fa sì che il popolo non diventi ladro,
non ostentare ciò che può desiderarsi
fa sì che il cuore del popolo non si turbi.
Per questo il governo del santo
svuota il cuore al popolo
e ne riempie il ventre,
ne infiacchisce il volere
e ne rafforza le ossa
sempre fa sì che non abbia scienza né brama
e che colui che sa non osi agire.
Poiché egli pratica il non agire
nulla v'è che non sia governato.
Mobertos

A seguito delle numerose modifiche amministrative e giudiziali – deficitarie ed inefficaci, a parere degli scriventi - operate nel settore tributario, appaiono evidenti i continui intenti limitativi del diritto di difesa dei contribuenti, che vengono messi costantemente innanzi ad un illegittimo bivio: pagare o conciliare.
A questa filosofia astringente e persecutoria, soggiacciono ormai la gran parte dei contribuenti onesti, che si vedono raggiunti da atti degli uffici dell’Amministrazione finanziaria recanti, in buona parte, pretese erariali illegittime e prive di fondamento.
Il tessuto economico-finanziario del Paese si presenta, ormai, con una grossa nube sovrastante che prende il nome di “lotta all’evasione fiscale”.
In questo contesto, spesso terroristico e poco rassicurante per la molteplicità dei contribuenti, non si può prescindere, in prim’acchito, dal fornire alla moltitudine una precisa definizione del concetto di “evasione fiscale”; non di rado, infatti, capita di essere additati come “evasori”, per il solo fatto, ad esempio, di aver ricevuto una cartella di pagamento (spesso illegittima nell’an e nel quantum).
Nelle righe che seguono, si cerca di fare chiarezza sulla manifestazione del diritto di difesa dei contribuenti, garantita costituzionalmente, ma ormai lesa e limitata dalle numerose novità legislative, che seminano solo confusione normativa ed evidenti disparità operative tra fisco e contribuenti.
Il comune denominatore, dunque, è la lotta all’evasione, che si profila come presupposto di base ai fini dell’attuazione dei principi cardini delle norme tributarie vigenti, delle leggi costituzionali, oltre che come unica garanzia di civiltà e convivenza; è giusto combattere l’evasione fiscale, ma, allo stesso tempo, bisogna consentire una corretta e piena difesa dei contribuenti, senza limitazioni giuridiche e sostanziali.
Il contribuente onesto deve, come garantito dalla Costituzione - art. 111 - potersi difendere con gli strumenti predisposti a garanzia dei suoi diritti, senza essere costretto ad operare scelte radicali prive di fondamento alcuno.
1. Modifiche organizzative: D.L. 27 giugno 2012, n. 87, art. 4, comma 6 recante “misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario.”
La modifica varata dal D.L. 27 giugno 2012, n. 87 – recante “misure urgenti in materia di efficientamento(!!), valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico – finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario” – prevede, all’art. 4, comma 6, che: “ a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto la direzione della giustizia tributaria e la direzione comunicazione istituzionale della fiscalità sono trasferite, con il relativo assetto organizzativo e gli attuali titolari, al dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi. La direzione comunicazione istituzionale della fiscalità assume la denominazione di direzione comunicazione istituzionale e svolge propri compiti con riferimento a tutti i compiti istituzionali del Ministero. Il dipartimento delle finanze, direzione legislazione tributaria, esercita le competenze in materia di normativa, monitoraggio e analisi del contenzioso tributario; il predetto dipartimento continua inoltre ad esercitare le competenze in materia di coordinamento della comunicazione relativa alle entrate tributarie e alla normativa fiscale”.
Il successivo art. 12 prevede che: “ il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge”.
In buona sostanza, stando al tenore della norma, tutto il personale amministrativo delle commissioni tributarie provinciali e regionali passerà dal Dipartimento delle finanze al “Dag” – Dipartimento amministrazione generale del ministero dell’economia – , una struttura che non ha niente in comune con la Direzione di giustizia tributaria, in cui i funzionari hanno costruito la storia degli uffici, incentrando in modo univoco le proprie competenze da monomandatari della giustizia tributaria.
Il processo di riforma in corso, che sembra voler assumere la struttura del TAR, denota un declassamento del settore tributario, che si vede ora accorpato ad un organismo – il Dag – che non ha mai avuto cognizione alcuna di tutto ciò che si è svolto nelle direzioni tributarie.
L’evidente intento di sminuire l’importanza della giustizia tributaria, contribuisce inevitabilmente ad un declassamento improvviso: ogni ruolo, ogni compito, ogni mansione sarà filtrato dal Ministero dell’economia, con la sola ed unica conseguenza di destrutturare, organicamente e proceduralmente, ogni esigenza, ogni funzione ed ogni significato ad una categoria, come quella tributaria, che svolge un ruolo fondamentale nella lotta all’evasione.
Il personale delle commissioni tributarie, ovviamente, ha sollevato notevoli polemiche a riguardo, anche alla luce del fatto che ad opera del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modif. dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, art. 37, comma 6 , è stato introdotto nel processo tributario, in un’ottica di regolamentazione delle spese di giustizia e, quindi, di efficienza del sistema giudiziario, il contributo unificato, unica fonte di sovvenzionamento della giustizia che “lotta contro l’evasione”.

mercoledì 19 settembre 2012

GLI SPRECHI DELLA REGIONE LAZIO

CONSIGLIERI REGIONALI AUTENTICI NABABBI - I 70 consiglieri, oltre allo stipendio di 18 mila euro al mese, si mettono in tasca oltre 210 mila euro l'anno. Le spese del bilancio sono aumentate di 6 milioni di euro rispetto al 2011.  Dei 17 gruppi, ben 8 sono formati da una sola persona. I settanta consiglieri della Regione Lazio, infatti, ottengono rimborsi quattro volte superiori a quelli della Camera con una voce nel bilancio che nel 2011, alla faccia dell'austerity, è aumentata di 6 milioni di euro rispetto l'anno precedente: 103.529.311 euro. Soldi con i quali i 17 gruppi consiliari (dei quali 8 sono composti da una sola persona che comunque ha minimo sette collaboratori pagati dalla Regione) fanno quel che vogliono senza dover rendere conto a nessuno.
Qualche settimana fa Sergio Rizzo, prima che scoppiasse il bubbone Pdl, aveva trovato su internet il bilancio del gruppo dei Radicali alla Pisana: nel 2011 la Regione Lazio ha versato al gruppo radicale, composto da due persone, 422.128 euro. Dividendo a metà questa somma si può dedurre che ogni singolo consigliere abbia avuto lo scorso anno a disposizione 211.064 euro. Oltre, naturalmente, a stipendio (18 mila euro al mese), diaria, annessi e connessi. Facendo il confronto con i gruppi parlamentari a Montecitorio viene fuori che nel 2011 sono stati pari a 36 milioni 250 mila euro, cifra che divisa per i 630 onorevoli dà 57.539 euro.  Più o meno quattro volte di meno dei consiglieri regionali. A tutto questo si aggiunge la cosiddetta "manovra d'aula", che non è nientr'altro che una serie di delibere che l'ufficio di presidenza del consiglio regionale approva, senza passare per l'approvazione dell'assemblea, in momenti particolari, tipo per tenersi buoni eventuali "contestatori": questa legislatura durante l'approvazione di un contestatissimo Biliancio ne è stata fatta una da oltre due milioni e mezzo che è stata giustificata con l'esigenza di pagare altri collaboratori dei gruppi consiliari. 
GLI ALTRI - Non solo. Nessuno sa dire con esattezza quanta gente gira intorno al consiglio regionale. Lo scorso anno i dipendenti ufficialmente presenti in quella struttura erano 786. I collaboratori dei gruppi, 180. Le persone addette alle segreterie dell'ufficio di presidenza, 87. Quelle delle segreterie delle commissioni, 71. Ma è niente in confronto alle poltrone che danno diritto a chi le occupa di incassare un'indennità aggiuntiva rispetto a una retribuzione base minima di 7.211 euro netti al mese. Sono un'ottantina, decisamente più numerose dei 70 consiglieri. Ci sono 17 gruppi consiliari, otto dei quali composti da una sola persona. Fra commissioni e giunte se ne contano 21. Le sole commissioni permanenti sono sedici: due più della Camera, che ha però 630 deputati.