Grazie Leonardo per avermi invitato. Questo è il mio primo blog. Sono contento se posso collaborare alla divulgazione. Ho iniziato da circa un anno questo impegno. Tra qualche giorno inizia il #CamminoNMG e spero di farvi presto una relazione del tragitto. L'idea è nata per supportare la raccolta fondi per "Casa del Cuore" un progetto di Adriano Buranello, proiettare il trailer del film "Lacrime di San Lorenzo" e tutto ciò che riguarda la divulgazione delle 5 Leggi Biologiche.
Per ora qualche informazione si può già trovare sul sito: http://nmgeventi.jimdo.com
Blog d'informazione libera e indipendente. Lo scopo del blog è diffondere informazioni che troppo spesso vengono omesse dai media. Prendetele come una storia, ma concedete il beneficio del dubbio a questo blog, fate ricerche sugli argomenti trattati e decidete voi. “La verità attraversa sempre tre fasi. Prima viene ridicolizzata, poi violentemente contestata, infine accettata come una cosa ovvia”.
mercoledì 8 aprile 2015
lunedì 30 marzo 2015
NMG: “Raffreddore a causa del capo”
Tra
i disturbi più comuni
che ci possono affliggere sicuramente il raffreddore ne detiene il primato.
Quanti di noi non ne hanno avuto almeno un episodio nell'arco di un anno?
Ma
la causa qualè? “Il
freddo” - in molti
risponderebbero. “Forse
qualcuno ci ha contagiato!”.
Oppure si pensa ad un abbassamento delle difese immunitarie, allo stress e così via...insomma si
prendono in considerazione varie ipotesi.
Di
seguito ho voluto riportare una mia personale esperienza, raccontando la mia
storia e cercando di spiegarla alla luce delle scoperte del Dr. R.G. Hamer.
“Raffreddore a causa del capo”
Una
mattina di marzo, mentre ero al lavoro, mi accorgo di avere un piccolo
raffreddore e mi chiesi come mai, …poi grazie alle 5LB capii subito cosa mi era
accaduto.
Arrivai al lavoro verso le 8,00 del mattino e trovai alcuni
miei colleghi inaspettatamente nel mio ufficio, i quali mi comunicarono
l'ennesima richiesta assurda del mio capo ufficio nei miei confronti. Non accorgendomi
della sua presenza nella stanza adiacente, esclamai a voce alta: “Ma questo sta fuori di
testa!”. Di pronta
risposta i miei colleghi mi “tapparono
la bocca” per
evitarmi eventuali problemi, ma forse era troppo tardi:forse aveva sentito
tutto!(DHS)
Per un paio di ore rimasi con il dubbio se avesse
effettivamente ascoltato le mie parole, e nel caso le avesse ascoltate, mi
domandavo come l'avrebbe presa e cosa mi avrebbe detto. (CA )
Più tardi
venne nella mia stanza per chiedermi delle informazioni riguardanti il lavoro e
capii che non aveva sentito nulla. (CL)
Non molto tempo dopo, ormai tranquillo, mi accorsi di
respirare con la bocca aperta e questo perché avevo la narice destra totalmente chiusa. (PCLA)
Dopo pranzo iniziò
a colarmi il naso dalla stessa narice (muco chiaro), poi pian piano la
narice iniziò a
sgonfiarsi, anche se continuava la secrezione di muco. (PCLB)
Verso le 17,
improvvisamente, il naso tornò
libero di nuovo e senza secrezioni. (Normotonia)
Le 5 Leggi
Biologiche
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|
Le
varie fasi del processo SBS (Speciale-Biologico-Sensato).
|
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|
...forse
ha sentito tutto! (DHS)
|
Il trauma
Secondo
le 5 Leggi Biologiche, il mio trauma era scaturito dall’episodio con il capo. Ero nel terrore e nel dubbio
che il capo avesse udito o meno le mie parole, vivendo cosi il cosiddetto
“conflitto
di puzza” o “l'affare mi puzza”: una situazione intesa
come insidia biologica con relativa attivazione del processo SBS dell'epitelio
pavimentoso esterno sensoriale e filamenti olfattivi, entrambi di origine
ectodermica (DHS).
Illustrazione dei tessuti interessati nel processo SBS
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| “…ha sentito o non ha sentito?” (CA) |
Il conflitto attivo
Dopo
la DHS, ero comunque “sulle spine” e continuavo a pensare se avesse sentito o
meno. Qui, il cervello attiva dei processi che danno inizio ad un'ulcerazione
dell'epitelio pavimentoso, cioè una diminuzione cellulare del tessuto, è la
fase di conflitto attivo (CA); il fine biologico
è l'allargamento dell'originaria cavità faringea, così da far entrare più aria
nel naso in modo da percepire maggiori informazioni dall'ambiente che ci
circonda dato che si vive in una situazione di “paura incognita”. In questa
fase non si percepisce nessun sintomo.
|
”…capii che non aveva sentito nulla.” (CL)
|
Una
volta risolto il conflitto (CL), cioè quando parlando con
lui capii che non aveva sentito nulla, mi tranquillizzai; a quel punto il
cervello invertì gli
ordini, passando alla fase di riparazione (PCL, “Post Conflitto Lisi”),…
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|
“…avevo la narice destra
totalmente chiusa” (PCLA)
|
…a livello locale
avviene una tumefazione cioè
un rigonfiamento dei tessuti della mucosa dovuto all’edema, il quale ha lo
scopo di portare nutrimento ai tessuti consumati.
Il “naso
è chiuso” (PCLA), però
malgrado il disagio sono rilassato.
La medicina ufficiale interpreterebbe questo momento come
fase di “malattia”, invece, grazie alle 5
Leggi Biologiche sappiamo che è
la “guarigione”.
Lo starnuto che si ha a questo punto del processo SBS, vale a
dire alla fine della fase PCLA, indica la “crisi epilettoide”(CE), ossia il
culmine della fase di riparazione che avviene appunto tra le fasi PCLA e PCLB.
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“naso che
cola” (PCLB)
|
Subito dopo la CE, fino al termine della fase di riparazione,(PCLB) viene ricostruito ciò che si è
deteriorato in fase CA; la mucosa inizia a sgonfiarsi e ciò che non serve più viene eliminato con la
secrezione di muco trasparente, ovvero il “naso che cola”.
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| (normotonia) |
Tutto torna alla normalità
Al termine della fase PCL si ha il ritorno alla normalità (normotonia) con la cessazione della secrezione.
Importante è come percepiamo la DHS
Vorrei
precisare che non è detto
che tutti gli “spaventi” di questo tipo portino
inevitabilmente ad un raffreddore; dipende tutto da come ognuno di noi
percepisce e affronta interiormente certe situazioni, altrimenti ci sarebbe una
grossa percentuale della popolazione costantemente alle prese con questo
problema.
Per
completare il quadro:
domenica 15 marzo 2015
Corso base 5 LB Ancona di Carlo Cannistraro
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| Clicca l'immagine per ingrandirla |
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sabato 7 marzo 2015
Cambiare senza paura: vale anche per Roberto Re?!
Ciao tutti. Da qualche tempo mi sono avvicinata alla PNL e mi sono iscritta ad un corso al quale parteciperò ad aprile. Non avendo alcuna cognizione di cosa sia la PNL ho deciso di andare a vedere Roberto Re nel suo "One Night Seminar" di giovedì 5 marzo. Max mi aveva detto che sarei rimasta delusa ma non pensavo che sarebbe accaduto ancor prima di entrare all'Auditorium del Massimo.
Gli amici che avevano acquistato il biglietto in prevendita erano già entrati e non gli era stato permesso di acquistare i nostri due biglietti. "Che strano!" - ho pensato. Perché non potevano pagare i nostri biglietti che erano comunque stati in precedenza prenotati?
Quando abbiamo varcato l'ingresso della porta tutto è diventato chiaro: di fronte a noi, sul lato destro, un lungo tavolo blu con dei fogli da compilare e tanta gente dedita nell'operazione. A sinistra invece, una schiera di hostess aspettavano che i partecipanti consegnassero buoni buoni questi piccoli moduli. Apprendiamo che per entrare vanno compilati, così Max ed io ci accingiamo a leggerli.
Comincio a leggere: nome, cognome, data di nascita, luogo di nascita, indirizzo, prov., città, tel, cell, e-mail, professione, azienda e persino il ruolo! Sotto leggo "dati per la fatturazione (se diversi)", codice fiscale o partita iva. Luogo, data e firma. Ho subito sentito puzza di bruciato e mi sono chiesta per quale motivo dovevo fornire questi dati per entrare a vedere uno spettacolo. Nessuno me li aveva mai chiesti! Ho avuto proprio l'impressione che volessero acquisire dei dati con la scusa di spedirci a casa o via email la fattura per poi utilizzarli a scopi commericiali, ma soprattutto per subissarti di mail e pubblicità. Ma fattura di cosa? Mica ho la partita iva! E poi, a qualcuno di voi è mai capitato di andare a teatro e ricevere una simile imposizione? A noi mai. Ci siamo recati dalle hostess e abbiamo esternato il nostro disagio e disappunto a compilare e firmare questo modulo. La signora, come caduta dalle nuvole, ci dice che assolutamente va compilato e firmato altrimenti non si può partecipare al "One Night Seminar". Noi insistiamo, dicendo che è un nostro diritto non fornire i nostri dati personali e la signora, per tutta risposta, tra lo scocciato e il non-saper-come-motivare la richiesta, ci guarda con gli occhi sbarrati e ci dice: "Ma lo fanno tutti!"
A quel punto Max chiede di parlare con un responsabile, ma nessuno si fa vivo. Ci viene detto che se non compiliamo il modulo non possiamo entrare! Allora chiamiamo la polizia per avere spiegazioni. Siamo convinti di subire una forzatura a compilare il modulo, soprattutto perché alla fine, prima della firma, reca le frasi seguenti:
Si dichiara di conoscere i diritti derivanti dalla normativa sul trattamento dei dati personali (L. 675/96 e Dlgs. 196/2003 e si autorizzano HRD ITALIA srl, HRD NET srl, e le aziende partner dell'iniziativa al trattamento dei dati qui rilasciati, in osservanza alla suddetta legislazione. Tali dati saranno registrati su archivio elettronico e/o informatico protetto e trattati in via del tutto riservata mediante strumenti manuali, elettronici, e telematici, e saranno consultati al fine di trasmettere comunicazioni e/o informazioni commerciali su nuove iniziative, tramite newsletter, posta elettronica e analogica, sms, mms, etc... I dati saranno inoltre raccolti, trattati e conservati ai sensi degli artt. 5, 18, 19 e 20 del Dlgs 31 marzo 1998, n. 114 (antiterrorismo).
Signor Roberto Re, noi non saremo esperti in PNL come lei, ma in virtù del nome del suo seminario di una notte, Cambiare senza paura, abbiamo deciso già da tempo di cambiare e non sottostare ad azioni che riteniamo forzate, per usare un eufemismo. Senza paura. Che i suoi dipendenti adducano alla scusa della fatturazione per "catturare" i dati di persone accorse al suo spettacolo o seminario dall'Umbria, dalla Toscana e dall'altra parte della città (come noi) mi sembra scorretto.
Dopo aver detto che avremmo chiamato la Polizia, l'organizzatissimo staff della manifestazione comincia a chiudere i battenti sostenendo che i posti a sedere sono terminati. Molta gente è sbigottita ma rassegnata, alcuni cominciano ad infuriarsi. Sicché fanno sapere che rimborseranno i biglietti di chi ha già pagato. Ma un dolce e accanito fidanzato toscano, già in sala, non ci sta a lasciare la sua fidanzata fuori e si infuria. Alla fine, fanno entrare lei ed altre poche persone. Così altri intrepidi spettatori reclamano il posto a sedere. Sembra il naufragio della Costa Concordia, ma per fortuna, la nostra vita non è nelle loro mani. Un membro dello staff esce fuori premuroso e rassicura tutti dicendo che lo staff rinuncia ai suoi posti per lasciarli a noi. Oh, quanta generosità!
A Max e me salta all'occhio una coincidenza a dir poco sincronistica: dopo aver chiamato la Polizia, all'improvviso vengono chiuse le porte e i posti all'interno sono esauriti! Ma la nostra amica all'interno, che non è al corrente di quanto sta accadendo fuori, ci risponde incredula, sostenendo che dentro è pieno di posti liberi a sedere! Ma che strano! La nostra amica sostiene una cosa e lo staff di Re o dell'Auditorium (chi lo sa?), sostengono esattamente il contrario.
Arriva la Polizia. Noi andiamo fuori a spiegare le nostre rimostranze e un responsabile viene a parlare con la Polizia e dopo un bel po' di attesa, anche con noi.
Alla fine il responsabile, non sapendo più quali diritti accampare per avere i nostri dati, dice a Max che non è un ospite gradito. Davanti alle forze dell'ordine. Ci tengo a precisare che abbiamo avuto modi fermi e decisi, ma mai maleducati. Senza paura. Max gli risponde che non glielo può dire e il responsabile alza i tacchi e se ne va. La polizia ci informa della regolarità formale del modulo e che il responsabile ha giustificato tale modus operandi con il fatto che si tratta di un evento privato, di un seminario, quindi di un corso di formazione e non di uno spettacolo: necessitava perciò di essere fatturato a ciascuno dei partecipanti onde incappare in una frode fiscale (mah...). D'accordo: ma perché non utilizzare una semplice ricevuta o uno scontrino ed emettere fattura soltanto a chi era interessato?
Durante la discussione accorre anche la responsabile dell'auditorium che specifica davanti alla polizia di avere informato l'azienda di Re sulla capienza di 850 posti, mentre dagli accertamenti risultano essere state accettate 1300 prenotazioni. Anche gli aerei lo fanno...ma non è una pratica un po' scorretta?
E poi mi chiedo: se dovevo fidarmi di lei, Signor Re, dei suoi insegnamenti, dei suoi metodi per accrescere la mia motivazione e il mio successo, per cambiare senza paura...perchè non dà il buon esempio lei per primo? Perché non guadagna la fiducia di chi la sceglie senza "estorcergli" i dati eper poi inondarlo di mail e telefonate? Non trova che sia un sinonimo di insicurezza? E soprattutto: perché non forma gratuitamente il suo staff e quello che organizza l'ingresso delle sue manifestazioni?
Signor Re, coraggio! Cambi senza paura.
Giuliana Sclerosette
giovedì 26 febbraio 2015
Tumore al seno: il lato oscuro della prevenzione
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Il lato oscuro del mese della prevenzione per il tumore al seno
Sayer Ji
Lo Zeneca Group plc, una sussidiaria farmaceutica della Imperial Chemical Industries, produttrice dei vendutissimi farmaci per il cancro al seno Arimidex e Tamoxifen, nel 1985 ha istituito il Mese Nazionale della Prevenzione del cancro al seno (MNP), con lo scopo di promuovere un'ampia adozione della mammografia a raggi X, oltre alla vendita dei propri prodotti). Mentre l’aumento degli esami di routine ha dato come risultato la forte crescita delle diagnosi di tumore al seno, il tasso di cancro invasivo al seno è attualmente aumentato in alcune frange della popolazione. Un recente studio ed editoriale pubblicato nel New England Journal of Medicine riporta che la mammografia ai raggi X può “salvare” solo una persona su 2.500 tra quelle analizzate. Di queste 2.500, almeno 1.000 avranno avuto un falso allarme, 500 si sottoporranno a una biopsia non necessaria e 5 o più verranno minacciate da risultati anomali che non diventeranno mai fatali, ossia le loro vite verranno accorciate per gli effetti negativi dovuti a medicazioni, interventi chirurgici o stress.
Dati questi risultati, la mammografia a raggi X è molto efficace per incrementare il numero delle diagnosi di tumore al seno e non tanto per la “prevenzione” della malignità e della mortalità di questa patologia. Al contrario, una quantità sempre maggiore di dati clinici indica che i raggi X a bassa energia utilizzati in questi esami sono fino al 500% più cancerogeni di quanto si pensasse in precedenza....
Il successo di un modello di “prevenzione” molto diffuso tra la popolazione, ma che non previene nulla, si spiega guardando in profondità chi sta dietro AstraZeneca, lo sponsor fondatore del MNP. AstraZeneca era, infatti, un sottoprodotto di una delle più grandi (e cancerogene) aziende chimiche, la Imperial Chemical Industries (ICI). Prima di essere acquistata da AkzoNobel nel 2008, ICI incassava milioni di sterline all’anno dalla vendita di sostanze cancerogene per il seno, come il clorato di vinile. Nel 1993 ICI scisse la propria divisione bioscientifico-farmaceutica per formare Zeneca Group plc, che successivamente si fuse con Astra BP per dare vita nel 1999 ad AstraZeneca (AZ). Il farmaco più venduto di AZ contro il cancro, il Tamoxifen, è attualmente classificato come cancerogeno dall’OMS. (Per vedere i dati tossicologici di questo farmaco visita il nostro Problem Substances Database alla pagina Tamoxifen). Attualmente, tutti gli annunci per la campagna e per gli eventi promozionali organizzati dal fondatore del MNP (che opera nell’arco di tutto l’anno) devono essere “approvati”, ossia bagnati di rosa, da AZ prima di essere rilasciati per il pubblico consumo.
Altre organizzazioni ed esperti hanno posto l’attenzione su questo lampante conflitto d’interessi:
“Un patto multimilionario decennale, stabilito tra gli sponsor del National Breast Cancer Awareness Month e la ICI, ha prodotto una disinformazione sconsiderata sul tumore al seno” – Dr. Samuel Epstein (autorità di spicco internazionale per quanto riguarda gli effetti cancerogeni della contaminazione ambientale).
“ICI ha contribuito a formare un’attitudine nell’establishment dei tumori che attribuisce la colpa alla vittima. Questa teoria attribuisce sempre maggiore incidenza all’ereditarietà e agli stili di vita sconsiderati, invece che all’evitabile esposizione alla contaminazione cancerogena industriale che avvelena l’aria, l’acqua, il cibo, i prodotti di consumo e luoghi di lavoro” - Cancer Prevention Coalition.
La prevenzione: un oculato sciacallaggio
Purtroppo, il National Breast Cancer Awareness Month non è diventato un momento di maggiore attenzione alle cause prevenibili del cancro al seno e ha invece nutrito la fame insaziabile di denaro delle industrie farmaceutiche, che cercano fondi per cercare una cura e promuovere il loro concetto di “prevenzione”: una diagnosi precoce con la mammografia ai raggi X.
In effetti, una “cura” farmaceutica è tanto improbabile quanto ossimorica. I farmaci non curano le malattie più di quanto i proiettili curino la guerra. Al di sotto dei grafici che mostrano la contrazione delle patologie, le eroiche procedure “salvavita” e un esercito di farmaci esotici dalla strana provenienza e dal potere ignoto, la vera causa dell’apparente successo della medicina è, al di là della pompa e della circostanza, la capacità del corpo di curare sé stesso. Troppo spesso, nonostante quello che la medicina “tratta” o “salva” nel corpo, è lo stesso corpo che, mentre lotta contro sostanze chimiche invasive e interventi chirurgici, prende in cura e salva se stesso.
Se non fosse per le capacità del corpo davvero miracolose di curare sé stesso, e per il processo incessante di auto-riparazione che avviene in ogni momento e in ogni cellula, i nostri corpi perirebbero in pochi minuti. Il mistero non è perché il nostro corpo soccomba al cancro; piuttosto il mistero è perché, dopo anni o decenni di esposizioni alle sostanze chimiche e di privazioni nutrizionali, i nostri corpi resistano al cancro per cosí tanto tempo. La cause principali del cancro al seno: deficienze nutrizionali, esposizione a contaminazione ambientale, infiammazioni, dominanza di estrogeni e la conseguenza rottura dell’integrità genetica e della sorveglianza immunologica. Queste cause vengono totalmente ignorate dalla fissazione sulla terapia farmaceutica e sul suo cosiddetto “proiettile magico” e dal concetto completamente muto e pseudo-scientifico che “i geni causano malattie” (vedi DNA: Not The Final Word On Health).
Miliardi di dollari vengono raccolti e incanalati della ricerca famaceutica, quando la più piccola pianta di curcuma, il più umile cavolo e la più modesta tazza di zuppa di muso possono offire molto di più nella prevenzione e nel trattamento del cancro al seno rispetto ai farmaci tossimolecolari che offre il mercato (Per vedere alcune dozzine di sostanze, vai su GreenMedInfo: Breast cancer).
L’ideologia patologica inerente alla medicina allopatica non è mai così evidente tanto quando proviene dall’enfasi, dell’industria del cancro al seno, nel far coincidere “prevenzione” con “diagnosi precoce” attraverso mammografie a raggi X. Nemmeno uno dei fattori di rischio dello sviluppo del cancro è la radiazione ionizzata utilizzata per identificare lesioni patologiche, ma l’identificazione della parola “prevenzione” con la parola” “diagnosi precoce" è una maniera scaltra per dire che tutto quello che possiamo fare per prevenire il cancro è individuare la sua presenza inevitabile prima di quanto sia possibile senza questa tecnologia. (vedi la nostra pagine X-Ray Mammography nel database Anti-Therapeutic Actions). Se le donne cedessero all’idea di prevenzione intesa come il non fare nulla se non aspettare la scoperta della malattia, molte vedrebbero emergere posteriormente una simile logica degradata, quando la profezia autorealizzante della prevenzione-attraverso-fare-nulla si è avverata e il “trattamento” è ora necessario.
“Trattamento”, quando non strettamente chirurgico, che include l’uso di sostanze molto potenti e alte dosi di radiazioni ionizzare che “avvelenano” le cellule cancerogene. L’ovvio problema, con questo approccio, è che l’applicazione di entrambe le forme di energia non è selettiva e, a lungo andare, molte donne muoiono prima a causa degli effetti secondari della terapia “tossimolecolare” che del cancro stesso. Perché: ecco l’ovvia questione mai posta: se l’esposizione agli effetti genotossici, dannosi per il sistema immunitario, delle sostanze chimiche e delle radiazioni è causa del cancro al seno, allora perché bombardare il corpo con sostanze e radiazioni, considerate come cura, ancora più velenose? La risposta a questa questione ha molto più a che fare con l’ignoranza che con il desiderio intenzionale di fare del male. Ma i risultati sono gli stessi: dolore, sofferenza e morte non necessari.
Confrontata con una situazione dove le nozioni medievali di prevenzione e cura del cancro al seno sono la norma, non ci si meraviglia se oltre il 40% delle donne crede che prima o poi contrarrà un tumore, tre volte in più del loro rischio reale. Ma qualcuna di loro è stata informata del fatto che, al momento, si potrebbe prevenire la malattia in modo diverso dalla “diagnosi precoce”?
Il rosa spazza via le cause prevenibili di tumore al seno
Offuscando le reali misure di prevenzione accessibili alla donna per combattere il cancro al seno e tutti i linfomi in generale, fonti credibili e “autoritarie” come la Susan G. Komen Foundation hanno pubblicato irresponsabilmente dichiarazioni come questa:“Non è chiaro quale sia l’esatta relazione tra il nutrirsi di frutta e vegetali e il rischio di cancro al seno […] una piccola, se non esistente connessione fu trovata in un’analisi di laboratorio che combinò dati di otto grandi studi”.
Siamo davvero arrivati al punto in cui il normale consumo di frutta e verdura, considerato una prevenzione della malattia, può essere messo in discussione? Davvero abbiamo bisogno di analisi cliniche casuali, incrociate e controllate da placebo per provare senza ombra di dubbio che i nostri corpi possono trarre beneficio dai fitonutrienti e dagli antiossidanti presenti nella frutta e verdura per la prevenzione del tumore?
Un altro atroce esempio della cospirazione contro l’identificazione delle ovvie cause e cure per malattie come il cancro è il sito della National Breast Cancer Foundation. Andate al fondo della loro homepage e scrivete “carcinogen” nel box di ricerca. Questo è quello che apparirà nella pagina dei risultati: “Your search – carcinogen – did not match any documents. No pages were found containing ‘carcinogen’.”Nel sito della Susan G. Komen’s, il termine appare solo tre volte e il contenuto minimizza sempre la connessione tra fumo, consumo di grassi polinsaturi provenienti da carne e il cancro al seno.
Se è possibile cancellare la realtà delle sostanze cancerogene facendo sparire dalla testa dei possibili malati la parola cancerogeno, nascondendo la connessione tra esposizioni alimentari ed ambientali ad una moltitudine di tossine, allora la "cura" che queste organizzazioni di massa cercano mentre sprecano miliardi di dollari di donazioni all’anno non verrà mai scoperta.
Esempi come questo fanno diventare sempre più evidente come la medicina ortodossa, e la visione del mondo che rappresenta, si sta avvicinando a una fine del tempo, definita come Pharmageddon. In questo orizzonte le vitamine vengono ritenute tossiche, la frutta e la verdura solamente per il contenuto calorico (povero, tra l’altro), e i farmaci che causano il cancro sono concepiti come la sola legittima e, oltretutto, legale, via per combattere il cancro. Siamo veramente al punto di non ritorno o c’è ancora speranza?
Fortunatamente ci sono migliaia di studi scientifici che parlano del valore terapeutico degli alimenti, delle erbe e delle spezie per la cura del seno, molti dei quali possono essere trovati nel database biomedico MEDLINE di proprietà del governo. Decenni di ricerca hanno confermato la verità della frase di Ippocrate “Lasciate che il cibo sia la medicina” e non sono necessarie ricette per comprare e consumare cibo biologico, possiamo ancora scegliere tra una vasta cornucopia di sostanze naturali, la cui sicurezza ed efficacia fanno vergognare la farmacopea convenzionale.
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