Utilizzando i dati della sonda lunare Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, gli scienziati ritengono di aver risolto il mistero di una delle regioni più fredde del Sistema Solare, un cratere situato permanentemente in ombra sulla Luna. Gli scienziati spiegano come particelle di energia, penetrando nel suolo lunare, riescano ad ottenere idrogeno allo stato molecolare dal ghiaccio. La scoperta evidenzia come la radiazione solare possa cambiare la chimica del ghiaccio in tutto il sistema solare.
Gli scienziati dell’Università del New Hampshire e del NASA Goddard Space Flight Center hanno pubblicato i risultati di uno studio congiunto sul Journal of Geophysical Research: Planets.
Autore principale è Andrew Jordan, dell’Institute for the Study of Earth, Oceans and Space (EOS) presso l’Università del New Hampshire.
La scoperta di molecole di idrogeno è giunta a sorpresa dopo lo schianto, avvenuto a 5600 miglia orarie sulla superficie lunare, nel cratere Cabeus, del razzo Centaur, vettore del satellite della missione Lunar Crater Observation Sensing Satellite (LCROSS) della NASA.
Questa regione non è mai stata esposta alla luce solare e le temperature riscontrate sono rimaste prossime allo zero assoluto per miliardi di anni, preservando incontaminato il suolo lunare, ricoperto dalla regolite.
Con questo termine viene indicato uno strato di materiale a grana variabile e composizione eterogenea, che copre lo strato compatto della “roccia madre”, presente sulla Luna e sulla Terra. Mentre però sul nostro pianeta la derivazione viene dalla degradazione di rocce, dal trasporto e deposito ad opera di agenti meteorici o chimici (piogge, vento, alterazioni), sulla Luna e su altri corpi celesti privi di un’atmosfera, è causato dall'aggregazione gravitazione di materiale prodotto da impatti (meteoriti, comete), che ha originato un accumulo a granulometria decrescente dal basso verso l’alto.
Per merito del Lyman Alpha Mapping Project (LAMP) e per mezzo degli strumenti di bordo del LCROSS, è stato possibile rilevare nel suolo lunare la presenza di idrogeno nella sua forma molecolare.
“La formazione di molecole di idrogeno dall'acqua ghiacciata è stata inaspettata ed inspiegabile”, afferma Jordan. “La molecola dell’idrogeno è composta da due atomi di idrogeno e la formula chimica è H2. La presenza dell’idrogeno sotto forma di molecola nella regolite lunare è da attribuirsi probabilmente a particelle cariche di energia “piovute” sulla Luna che – a detta degli studiosi – avrebbero favorito la formazione del legame tra gli atomi di idrogeno H al di sotto della superficie lunare.
“Dopo la scoperta sono state elaborate due ipotesi sul modo in cui potrebbe essere avvenuta la formazione, ma nessuna sembra spiegare esattamente se sia stato per le condizioni del cratere o per l’impatto del razzo vettore”, afferma Jordan. “La nostra analisi mostra che i raggi cosmici, particelle cariche di energia sufficiente per penetrare al di sotto della superficie lunare, possono dissociare la molecola dell’acqua, H2O, in molecole H2, attraverso diversi potenziali percorsi”.
L’analisi si basa sui dati raccolti dal telescopio per raggi cosmici CRATER che si trova a bordo della sonda LRO. CRATER misura e distingue, infatti, le quantità delle radiazioni cosmiche in arrivo e le quantità delle particelle energetiche provenienti dal Sole.
Una simulazione al computer ha raccolto i dati e ha mostrato che le particelle cariche di energia possono produrre dal 10 al 100 per cento dell’idrogeno molecolare misurato dal LAMP.
Lo studio sottolinea che restringere la percentuale richiede esperimenti nel ghiaccio con gli acceleratori di particelle per valutare con maggior precisione il numero di reazioni chimiche risultanti per unità di energia depositata dai raggi cosmici e da particelle energetiche solari.
Gaianews
Blog d'informazione libera e indipendente. Lo scopo del blog è diffondere informazioni che troppo spesso vengono omesse dai media. Prendetele come una storia, ma concedete il beneficio del dubbio a questo blog, fate ricerche sugli argomenti trattati e decidete voi. “La verità attraversa sempre tre fasi. Prima viene ridicolizzata, poi violentemente contestata, infine accettata come una cosa ovvia”.
giovedì 4 luglio 2013
mercoledì 3 luglio 2013
Apocalisse Genetica
Gli alimenti modificati con l’ingegneria genetica possono indurre cambiamenti permanenti al DNA umano. Data la diffusione ormai esponenziale ed inarrestabile di tali alimenti (cereali, carni, ortaggi, …) possiamo considerarci alla stregua di ratti da laboratorio in attesa di osservare in noi, nelle prossime generazioni, i cambiamenti desiderati dalle multinazionali della manipolazione genetica?
Il DNA umano è l’obiettivo finale delle tante operazioni di ‘inquinamento ambientale’ delle quali non riusciamo a trovare altre motivazioni valide, in primis la piaga delle scie chimiche. Gli scopi di tale interesse distruttivo sono poco comprensibili. Forse una razza biocibernetica ibrida umanoide è già stata allestita in qualche gigantesco hangar sotterraneo, pronta per essere immessa in un ecosistema planetario alterato a suo beneficio ed al nostro posto?
L’intervento degli arconti manipolatori è sempiterno. I primi autori gnostici intravvedevano nel pernicioso dio biblico uno dei tanti caporioni malevoli intenti a gestire il gregge umano con distacco e ribrezzo ma anche tanta cupidigia per le risorse accumulate (l’oro) e per un quid energetico a loro precluso. Oggi gli arconti usano chiamarsi Monsanto, Nasa, Onu, Unione Europea ... ma l’allevamento umano è sempre un grande progetto che si dipana da millenni. L’ Homo Sapiens è stato un passo decisivo in questa programmazione ma, è possibile, una razza più duttile ed efficiente è già in fase di ‘ultimo collaudo’ prima della messa su strada definitiva. I Sapiens probabilmente non spariranno subito, ma si assottiglieranno di numero in modo massiccio a meno che le operazioni di distruzione ambientale non dovessero arrestarsi a breve. Quelli che resteranno fungeranno probabilmente da schiavi rimbecilliti? E’ questo il nostro destino? Siamo stati usati per rimodellare l’ambiente al fine di predisporlo ad una razza a noi antagonista con il supremo inganno del lavoro?
Tutto sembra convergere verso questo cupissimo scenario. Radioonde, nano particelle, frequenze distoniche affliggono il nostro patrimonio genetico e lo predispongono ad essere alterato in modo permanente. Razze elusive si adoperano da sempre per ibridare, sostituire e modificare gli abitanti inconsapevoli di questo pianeta. Civiltà scomparse, ominidi ‘terminati’ (come il Nenaderthal), estinzioni di grandi rettili, sono tutte fasi di questa operazione? Gli autori gnostici più avveduti e sinceri lo avevano già compreso millenni orsono. Oggi alcuni validissimi autori ne rinfrescano le intuizioni: le Apocalissi Aliene, il dio alieno della Bibbia, l’altra genesi o Alieni e Demoni non ci raccontano sempre la stessa storia? Tali intuizioni sono poi avvalorate dagli studi scientifici più 'onesti' in materia.
E’ triste riconoscersi nelle cavie di un immenso laboratorio. Molto più triste però è vivere una vita all’oscuro di tutto, irretiti dalle mille spregevoli e deludenti lusinghe di un inganno probabilmente prossimo al suo disvelamento definitivo; sempre che a quel punto qualcuno di noi sarà ancora lucido da esserne fedele testimone.
*Articolo segnalato da Mobertos
Fonte: http://freeskies.over-blog.com
martedì 2 luglio 2013
La Rivoluzione della Forchetta Vegan
Una mia collega, ha recentemente acquistato il libro: "La Rivoluzione della Forchetta Vegan". Conoscendo la mia curiosità e passione per certi argomenti, mi ha mostrato il libro. Per alcuni giorni ho sfogliato il libro dopo la pausa pranzo, per qualche minuto.
Devo dire di averlo trovato molto interessante, lo consiglierei a tutti coloro vogliono farsi un'idea della cucina vegan, ma anche a chi ci si è avvicinato.
Il libro è diviso in varie parti, inizialmente troveremo la prefazione di T. Colin Campbell autore di The China Study, del quale trovate un ottima recensione sul nostro blog, scritta dalla nosta bravissima collaboratrice Giuliana: Introduzione a The China Study.
Continuando la lettura, la prima parte è concentrata sui benefici che una dieta vegan apporta alla nostra salute, con i consigli pratici di medici e studiosi, testimonianze e consigli sugli utensili da cucina che non dovrebbero mai mancare.
La seconda parte si concentra su consigli pratici quali: come leggere le etichette nutrizionali, la guida agli alimenti a base vegetale e i consigli per la fase di passaggio.
Mentre nella parte finale vengono fornite 125 ricette vegan molto invitanti e sfiziose, dai Muffin all’avena, ai mirtilli alle Lasagne vegetali, dalla Polenta all’aglio e rosmarino al Croccante di pere e lamponi. Tutti piatti realizzati da esponenti di spicco della cucina vegana.
Questo libro è scritto veramente bene, chiaro e scorrevole, quindi credo non debba mancare nella libreria di chiunque tenga alla salute propria e dei suoi cari.
Ci sono milioni di uomini e donne che non hanno avuto paura di cambiare alimentazione per migliorare la qualità della loro vita. Hanno deciso di seguire una dieta a base di cibi vegetali naturali e integrali, per rispettare l'ambiente che li circonda, vivere in piena salute, e prevenire malattie quali cardiopatie, diabete, cancro, ecc.
La Rivoluzione della Forchetta Vegan è un prezioso manuale che propone tante utili informazioni per adottare e seguire un’alimentazione vegana.
| La Rivoluzione della Forchetta Vegan Una dieta di cibi vegetali può salvarti la vita! - Con 125 gustose ricette Gene Stone Vedilo su il Giardino dei Libri |
Vivere senza soldi? E’ possibile e ve lo insegno
Come vivere senza soldi. Sembra una contraddizione in termini, un paradosso, un ossimoro, eppure è possibile. Lo ha dimostrato Mark Boyle, inglese di 34 anni, laurea in economia e finanza, che nel 2008 si è stufato di cercare lavoro e indebitarsi, decidendo di cambiare vita in modo radicale. E’ andato a stare in una roulotte donatagli da un amico, parcheggiata in una fattoria del Somerset, si è cibato con gli ortaggi e la frutta del suo orto più alimentari regalati o scartati, ha ricavato energia da un pannello solare che è stato il suo ultimo acquisto prima di rinunciare al denaro, ha fatto un po’ di volontariato presso gli agricoltori dei dintorni e praticato il baratto per vestiti e altri generi di prima necessità. Dopo avere vissuto così per due anni, ha scritto un libro sulla sua esperienza: cosicché alla fin fine è riuscito perfino a guadagnare dalla scelta di vivere senza soldi. In compenso con quei soldi ha aperto un sito dove offre consigli, gratuiti, per vivere senza spendere.
“Quando rinunci ai soldi, rinunci a molto più dei soldi, cambi totalmente visione della vita”, dice Boyle al Daily Telegraph, che lo ha intervistato. “All’inizio i miei familiari e conoscenti pensavano che fosse uno scherzo o che fossi diventato matto. Ora si sono convinti che è una possibilità concreta e che può insegnarci qualcosa sul consumismo, sullo spreco e su quello è davvero importante per vivere. Il denaro non è tutto nella vita. Anzi, volendo, se ne può fare completamente a meno”.I primi mesi sono stati i più difficili, confessa. Poi ha imparato a provvedere con l’inventiva a problemi di ogni genere, per esempio fabbricandosi da solo il dentifricio con lische di pesce ed erbe. Per spostarsi è andato a piedi o in bicicletta o facendo l’autostop. Il suo libro, “The moneyless man” (L’uomo senza soldi), ha avuto così successo da ispirarlo a lanciare online “The moneyless manifesto” (Il manifesto di come si vive senza soldi), un sito da cui è nata una piccola comunità di persone interessate a vivere come lui o perlomeno a tagliare le spese e consumare di meno.
Non è il solo a prodigare consigli del genere: altri siti, come Freecycle e Freegle, offrono una guida all’esistenza senza denaro, e Freeeconomy insegna a come sopravvivere attraverso l’antica forma del baratto.
Prossima tappa nella vita alternativa di Mark Boyle: un free wedding, un matrimonio senza soldi. La sua fidanzata si dice d’accordo. “Non sono mai stato tanto felice e in buona salute”, dice lui, “come da quando ho smesso di maneggiare il denaro”.
Ha creato, inoltre, una Freeconomy Community, con più di 17.500 iscritti che ha lo scopo di creare relazioni di scambio tra le persone. Questa comunità planetaria virtuale permette, a chi ne fa parte, di scambiare beni materiali, abilità, sapere e conoscenze. Si può assistere, quindi, a baratti tra chi cerca un tavolino e chi può offrire in cambio lezioni di russo. Gli scambi della Freeconomy Community avvengono tra persone che non abitano a più di 10 miglia l’una dall’altra e che vogliano incentrare la propria vita sull’importante valenza della gratuità. Non si vuole rifiutare totalmente il progresso ma si vuole solo esaltare le relazioni umane, abolire gli sprechi e aumentare il rispetto ambientale. Insomma, in poche parole, si vuole dimostrare quanto sia estremamente poco sostenibile la vita che viviamo.
Il progetto di Mark Boyle vuole trasformarsi in una scuola di pensiero. Ha già scritto un libro, per ora edito solo in Gran Bretagna: “The Moneyless man”, vero e proprio vademecum di sopravvivenza eco-radical ed ha aperto una sua pagina facebook dove gli si può chiedere consigli, domande e richieste per approfondire questo sua scelta di vita sostenibile.
Alessandro Ribaldi
Fonte: http://www.greenme.it/
lunedì 1 luglio 2013
Pazienti o clienti?
Gia', quando ci
ammaliamo diventiamo pazienti o clienti? Sul Corriere della Sera del 3 febbraio
2013 e' stato pubblicato un enorme dossier intitolato "Sclerosi multipla e
il caso Zamboni". Conoscerete ormai tutti il caso del chirurgo vascolare ferrarese
Paolo Zamboni, il quale, avendo sua moglie affetta da questa patologia, decise
di intraprendere un percorso di studi personale che lo porto' a scoprire la
cosiddetta CCSVI, l'insufficienza cronica venosa cerebrospinale, patologia
fortemente correlata alla sclerosi multipla, secondo Zamboni. Il resto della
storia lo conoscete tutti.
La mia attenzione
su questo dossier e' caduta su altre questioni, citate in pochi, brevissimi
trafiletti: i conflitti di interessi. Alcuni neurologi, tra i piu'
rinomati in Italia ammettono di aver ricevuto compensi a vario titolo dalle
stesse case farmaceutiche, le stesse che producono i cosiddetti farmaci "preventivi" che vengono
imposti a noi sclerosetti. E non e' difficile pensare che lo stesso iter
avvenga anche per altre patologie, come il cancro, l'Alzheimer, eccetera. Nomi
illustri, come Giancarlo Comi (Presidente della Societa' Italiana di
Neurologia), Diego Centonze (Responsabile della Unità Operativa Centro di
Riferimento Regionale per la Sclerosi Multipla presso il
Policlinico Universitario di Tor Vergata di Roma), Roberto Furlan
(Ricercatore, Istituto Scientifico San Raffaele di Milano), Gianluigi
Mancardi (Presidente del Comitato Scientifico dell’AISM e Direttore
Dipartimento di Neuroscienze dell'Universita' di Genova), Carlo Pozzilli
(Rsponsabile Centro sclerosi multipla Un. La Sapienza), Marina Trojano
(Presidente Ectrims, Committee for Treatment and Research in Ms), Angelo Ghezzi
(Direttore Unità Operativa Neurologia 2-Sclerosi Multipla, Ospedale
di Gallarate), Antonio Uccelli (Ricercatore dell'Università di
Genova - Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica)...
Attenzione! Non si tratta di nulla di illecito, anzi avviene tutto alla luce del sole, come una
pratica del tutto normale. I nostri neurologi hanno spiegato di aver ricevuto
onorari come relatori, conferenzieri o oratori a congressi delle case
farmaceutiche o per aver partecipato ad advisory board (un comitato
di consiglieri esterni che guida la proprietà nella gestione dell'azienda,
senza assumere ruoli esecutivi) oppure
anche di aver ricevuto finanziamenti per la ricerca scientifica. Nulla da eccepire: il lavoro va onorato e magari la ricerca scientifica ci portasse alla
scoperta della pillola miracolosa.
Le case
farmaceutiche in questione sono quelle note a chi come noi ha fatto uso o fa
ancora di farmaci per la cura della sclerosi multipla, che a detta degli stessi
neurologi e' incurabile, pero' se non si assumiamo questi farmaci, sembra che un colpo
apoplettico e folgarante ci paralizzera' da un momento all'altro. Merck Serono
(Rebif), Novartis (Gilenya, Extavia), Teva (Copaxone), Biogen (Avonex),
Biogen/Elan Pharma (Tysabri), Bayer Schering (Betaferon), Tysabri. Farmaci i
cui benefici sembrano di gran lunga inferiori al peso, alla gravita' e al numero
di effetti collaterali, in alcuni casi irreversibili e anche mortali. Ma
torniamo al dunque. Non c'era bisogno di leggere il titolo, "Conflitto di
interessi", sui trafiletti in cui i giornalisti Corcella, Meli, Natali e
D'Amico avevano descritto queste pratiche comunemente usate in ambito medico,
per capire che qualcosa che non va precisamente per la retta via. Qualche
tempo fa girava in rete la notizia in cui la Merck Serono era stata
condannata a risarcire di 44, 3 milioni di dollari il governo americano per
aver "pagato" i medici per prescrivere e promuovere
farmaco Rebif, nella terapia della Sclerosi Multipla.
Almeno in America
li hanno scoperti. E qui da noi le cose come vanno? Quanto costano questi farmaci "preventivi"? Fino al 2010,
anno in cui ho smesso di assumere il Rebif il costo di ogni scatola, al mese
era di 1800 euro circa, per 12 mesi 21600 euro, per 21 mesi (il tempo in cui ho
seguito la "cura") fanno 37.800 euro. Supponiamo che un neurologo
guadagni un bonus dell'1% su ogni malato per i servizi resi alla casa
farmaceutica durante le conferenze. Quanto avrebbe guadagnato con me
dalla Merck Serono? 378 euro. Non e' tanto, ma supponiamo che in un centro ci siano 2000
pazienti, che come me, soltanto per 21 mesi hanno seguito le direttive del
medico. Quanto avrebbe guadagnato? 756,000 euro. Il costo di una casa che una
buona parte degli italiani pagheranno sotto forma di un mutuo trentennale. E se
i 2000 pazienti seguono la cura per 15 anni della loro vita? 6.480.000.000
euro. L'occasione fa l'uomo ladro e magari strizzare anche l'occhiolino al
giuramento di Ippocrate, ma queste sono solo congetture. Il punto non e'
soltanto che i medici ricevano compensi per partecipare ai congressi delle case
farmaceutiche, ma quanto vengono pagati. In che modo e quanto e'
intessuto il rapporto tra medico e case farmaceutiche? Crea conflitti di
interessi il fatto che neurologi a capo di dipartimenti
universitario-ospedalieri siano membri del comitato scientifico di fondazioni
come la Fondazione Serono o la FISM, percepiscano una retribuzione dalle case
farmaceutiche come conferenzieri e ricevano denaro dalle stesse per finanziare
la ricera scientifica?
Qui non si sta condannando la ricerca scientifica e i medici che si
impegnano in tal senso, ma il loro legame con le case farmaceutiche non puo'
essere visto passivamente e senza porsi delle domande.
Non parliamo poi
dei gadget che la Merck Serono invia a casa dei pazienti/clienti (?) del
Rebif: biglietti di auguri per le feste comandate, calendari, copie vecchie di
almeno cinque anni della rivista MS in Focus e, su richiesta, tamponcini
monouso per disinfettare, borsetta da viaggio, in varie misure, per trasportare
il Rebif dotate di ghiacciatori (non so come si chiamano, quegli oggetti
rettangolari, in plastica che si inseriscono anche nei frigo da viaggio per
tenere ghiacciati gli alimenti), contenitori per siringhe usate (certamente
utili)...e ovviamente abbiamo anche un numero verde a nostra disposizione per
ogni evenienza, una guida cartacea e telematica per iniettare il farmaco nel
modo a noi piu' congeniali, un calendario per segnare il giorno e l'ora di ogni
somministrazione, tutto corredato da fotografie di gente di bell'aspetto che
sorride felice e contenta, come se iniettarsi il Rebif forse una gioia della
vita. Mah...
Lo slogan accanto alla mamma (sorridente) col bambino recita: "Sono molto di piu' della mia SM, ecco perche' uso Rebif", come in una pubblicita' di uno shampo di marca...Perche' voi valete! Oddio...alla fine di tutte queste congetture, mi e' sorto il dubbio:
Siamo pazienti o clienti?!
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