sabato 7 settembre 2013

RELAZIONE PENSIERI CORPO FISICO










Puoi spiegare la connessione mente/corpo? Qual è la relazione esistente tra i pensieri ed il corpo fisico?

C’è un campo emergente della scienza chiamato psiconeuroimmunologia che sta dimostrando la connessione tra la mente ed il corpo, aiutandoci a comprendere il legame tra il modo in cui pensiamo ed il modo in cui sentiamo. Adesso sappiamo che ogni nostro pensiero produce una reazione biochimica nel cervello. Il cervello quindi rilascia segnali chimici che vengono trasmessi al corpo, dove agiscono come messaggeri del pensiero. In questo modo, i pensieri che producono queste sostanze chimiche nel cervello permetto al nostro corpo di sentire esattamente nello stesso modo in cui stavamo pensando.


Essenzialmente, quando abbiamo dei pensieri felici, ispiratori, o positivi, il nostro cervello produce delle sostanze chimiche che ci fanno sentire gioiosi, ispirati, o elevati. Ad esempio, quando desideriamo impazientemente di fare un’esperienza piacevole, il cervello produce immediatamente un neurotrasmettitore chiamato dopamina che attiva il cervello stesso e il corpo nell’anticipazione di quell’esperienza, e noi ci sentiamo eccitati. Se abbiamo pensieri di odio, rabbia, o insicurezza, il cervello produce sostanze chimiche a cui il corpo risponde in maniera corrispondente, e così ci sentiamo pieni di odio, irati, o indegni. Un’altra sostanza chimica prodotta dal nostro cervello, chiamata ACTH, segnala al corpo che per le ghiandole surrenali è il momento di produrre le secrezioni chimiche che ci fanno sentire minacciati o aggressivi.


Quando il corpo risponde ad un pensiero suscitando una sensazione, il cervello, che tiene costantemente sotto monitoraggio continuo la condizione del corpo, constata che il corpo si sente in un certo modo. In risposta a quella sensazione corporea, il cervello genera pensieri che producono i corrispondenti messaggeri chimici, e di conseguenza iniziamo a pensare come sentiamo. Il pensiero crea sensazione, e a sua volta la sensazione produce pensiero, in un continuo feedback biologico.


Alla fine questo ciclo crea un particolare stato del corpo, o uno stato d’essere, che determina la natura generale del nostro sentire e del nostro comportamento. Ad esempio, se qualcuno vive molto tempo della propria vita in un ciclo ripetitivo di pensieri e sensazioni collegate all’indegnità, nel momento in cui pensa di non essere abbastanza bravo o intelligente o altro, il suo cervello rilascia sostanze chimiche che producono una sensazione fisica di indegnità, e il modo in cui questa persona si sente adesso corrisponde al modo in cui stava pensando. Il suo cervello ne prende atto, e lei inizia ad avere pensieri di insicurezza che corrispondono al modo in cui si stava sentendo. Adesso il suo corpo la sta spingendo a pensare. Se i suoi pensieri e le sue sensazioni continuano, anno dopo anno, a generare il medesimo feedback cervello-corpo, questa persona vivrà in uno stato d’essere definito “indegnità”.


Questi segnali chimici ripetuti inducono le cellule del corpo a funzionare in modi non desiderabili, rendendoci malati. Così si inizia a capire come la mente possa fisicamente modificare il corpo. Nel libro porto l’esempio di un uomo che ho chiamato Tom, il quale aveva sviluppato un disturbo digestivo dopo l’altro. Alla fine questo lo condusse ad esaminare la propria vita, e così si rese conto che aveva continuato a reprimere le sensazioni di rabbia e disperazione che gli derivavano da un lavoro che lo rendeva infelice; la sua mente era presa in un feedback di pensieri e sensazioni corrispondenti ad atteggiamenti tossici che il suo corpo non poteva semplicemente “digerire”. Tom viveva continuamente in uno stato d’essere che ruotava intorno al vittimismo. La sua guarigione ebbe finalmente inizio quando prestò attenzione ai pensieri abituali rendendosi conto che i suoi atteggiamenti inconsci erano il fondamento della persona che era divenuto. Esistono molte prove scientifiche che indicano l’effetto diretto che la mente ha sul corpo sia nel senso buono che in quello cattivo.


La ricerca dimostra che ci ammaliamo attraverso la pura e semplice anticipazione di un evento futuro o il ricordo di un’esperienza passata; in entrambi i casi, sono i nostri pensieri che creano potenti sostanze chimiche stressanti che vanno ad alterare la maggior parte dei sistemi corporei. Quindi quello a cui pensiamo e l’intensità di questi pensieri influenza direttamente la nostra salute, le scelte che facciamo, e la qualità della nostra vita.


Joe Dispenza


fonte
http://www.animazen.it/evolvi_il_cervello.html
da http://altrarealta.blogspot.it/2013/08/relazione-pensieri-corpo-fisico.html

venerdì 6 settembre 2013

POZIONI CHIMICHE DEMONIACHE


CYMBALTA, MI HAI RUBATO L'ANIMA. E ORA MI DISTRUGGI DI SCOSSE ALLE GAMBE

Vi racconto, come ormai faccio da molto tempo, un'ennesima giornata di delirio all'interno di una caserma dell'Arma dei Carabinieri, con rispetto della privacy e del segreto istruttorio.
Ieri ho infatti convocato e ricevuto un ragazzo, il cui telefono cellulare era stato rinvenuto vicino a una pozza di sangue conseguente a una lite avvenuta in un locale pubblico di Milano.
Il medesimo era accompagnato dalla propria madre, che ho subito notato essere molto rallentata nei movimenti e nelle risposte.
Dopo aver espletato gli atti di Legge necessari, con il mio solito misto di discrezione-sfacciataggine, ho chiesto alla signora come si sentisse.
"Insomma Maresciallo, ho fatto una forte depressione."
E io, sempre più sfacciato: "Mi raccomando signora, cerchi di affrontare il suo problema, che i farmaci sono solo un tampone. Soffocano i sintomi senza andare alla causa del problema".
"Lei ha ragione. Ora sto prendendo un farmaco che si chiama Cymbalta".
Premetto come sempre che non sono un dottore, non curo nessuno, non faccio diagnosi, non prescrivo farmaci e ben me ne guardo dal farlo.
Nulla però mi vieta di esprimere un'opionione e di fare delle considerazioni personali.
La signora davanti a me non era un essere umano, ma una sua parvenza.
Sguardo vitreo, assente, come se dietro gli occhi l'anima fosse racchiusa in un sacchetto di plastica.
Rallentata, visibilmente sedata, con l'immancabile sigaretta in bocca.
Questo, per voi, significa restituire alla società un essere umano guarito e pronto a godere della propria vita?
La signora mi ha raccontato come questa sia la terza o quarta depressione che fa, e che in passato, ogniqualvolta dimenticasse anche solo una dose del proprio antidepressivo, fosse vittima di dolorosissime scosse alle gambe.
Questo sono gli antidepressivi. Questo solo gli psicofarmaci.
Pozioni chimiche demoniache, che vi ammaliano come le sirene di Ulisse, per poi mostrare la loro vera natura.


I concetti che vado ad esprimere sono la verità, non perché la dica io, ma perché è davanti agli occhi di tutti:


1) Gli psicofarmaci non curano la causa delle malattie mentali, ma agiscono solo come soppressori dei sintomi.


2) Gli psicofarmaci provocano una tremenda assuefazione, tale da rendere infernale la loro dismissione.


3) Chiunque cominci una cura psicofarmacologica andrà incontro, nel futuro, a molteplici ricadute.


4) La psichiatria moderna tende a incatenare le persone ai farmaci per sempre: pochissimi "professionisti" portano i loro pazienti a dismettere i farmaci.


5) Gi psicofarmaci ottundono le emozioni, trasformando gli esseri umani in zombie menefreghisti.


6) Gli psicofarmaci sono causa di diabete, tumori, infarti, ictus.


7) Gli psicofarmaci fanno ingrassare le persone anche di 60 kg, o le riducono pelle e ossa.


8) Le crisi da dismissione degli psicofarmaci possono essere peggiori di quelle dell'eroina.


9) Gli psicofarmaci trasformano gli uomini in soggetti impotenti e le donne in soggetti frigidi o ninfomani.


10) Gli psicofarmaci, soprattutto gli antidepressivi delle categorie SSRI e SNRI, portano la gente ad ammazzare se stessa e/o gli altri.


11) Le "malattie mentali" non si curano con gli psicofarmaci, ma attraverso un riequilibrio totale del corpo, sia a livello fisico-organico (con un'impeccabile alimentazione vegana, il più crudista possibile), che a livello psicologico, cercando di azzerrare gli stress ed elaborando i traumi che nella vita possono occorrere: in pratica il binomio cibi puliti-pensieri puliti.


12) Una marea di manifestazioni psichiatriche hanno una base ORGANICA (diabete, tiroide, tumori, intolleranze al glutine, amalgame dentali etc...) e non meramente PSICOLOGICA.


13) Milioni di persone perdono anni della propria vita sul lettino di un psicologo, non sapendo, magari, che la loro depressione deriva da una cronica intossicazione di mercurio.


14) Le sinapsi cerebrali sono ancora praticamente sconosciute. Pensate che una pastiglia possa interagire con un organo complesso come il cervello umano?


15) Tutti gli effetti dati dagli psicofarmaci sono veri e reali. Quelli non voluti vengono chiamati collaterali, ma sono sempre diretta conseguenza del farmaco.




Ogni giorno, tre quarti delle persone che conosco è sotto psicofarmaci. Anni fa l'Iphone sarebbe stato considerato stregoneria, mentre oggi è la norma.

Zombielandia è sempre più reale.


Credete ancora che la vostra depressione passerà con una pastiglia?


mercoledì 4 settembre 2013

PIETRO BISANTI: SONO STANCO....



SONO stanco di vedere il mondo che lo circonda deteriorarsi con le proprie mani, stanco di vedere la gente ingurgitare cibi che la portano a sconnettersi con la realtà.

Sono stanco di vedere essere umani come me trasformati in zombie.

Sono stanco di vedere madri che uccidono i propri figli a causa degli psicofarmaci che assumono, e che dovranno poi passare il resto della loro misera esistenza in un ospedale psichiatrico giudiziario.

Sono stanco di vedere persone che si impiccano a causa dei farmaci prescritti loro proprio per stare meglio.

Sono stanco di vedere persone arrestate e condannate per aver commesso atti di violenti indotti da psicofarmaci.

Sono stanco di vedere i nostri giovani costretti a diventare zombie impotenti a causa dei farmaci.

Sono stanco di vedere i nostri giovani ingrassare di 20-40-60 kg a causa degli antipsicotici.


Sono stanco di vedere i nostri giovani nelle comunità, filmati nell'atto di infilare collanine o di tagliare l'erba, pieni di psicofarmaci, ma per i medici, "recuperati alla società".

Sono stanco di vedere un mondo in cui una persona che manifesta un disagio mentale non abbia altra alternativa all'ospedalizzazione e alla successiva psicomedicalizzazione.

Sono stanco di vedere un mondo in cui le forze di polizia non capiscono come anche il cosiddetto "scemo del paese" sia un uomo come loro.

Sono stanco di coadiuvare TSO, dove i "malati psichiatrici" sono terrorizzati alla sola idea di vedere una divisa, sia essa di un operatore delle forze dell'ordine che di un operatore sanitario.

Sono stanco di vedere un mondo dove non esista una struttura che permetta, a chi lo voglia, di dismettere in sicurezza gli psicofarmaci.

Sono stanco di vedere la gente voler delegare la propria salute ad altre persone.

Sono stanco di vedere un mondo dove la gente non ha alcuna intenzione di mettere in discussione le proprie malsane abitudini di vita, cercando di "guarire" con una pillola.

Sono stanco di vedere un mondo dove la gente non riesca a capire che ciò che mangiamo influenza in maniera preponderante i nostri pensieri.


Pietro Bisanti Fonte

Donna rifiuta Chemioterapia e...GUARISCE



Donna rifiuta Chemioterapia e autocura Linfoma ( Il linfoma è un tumore delle cellule linfoidi)

con centrifugati di frutta e verdura cruda, dopo 2 anni risolve il problema e arriva la completa guarigione


IL suo medico dice "'alimentazione non potra' guarirti solo la chemio potra' farlo"

Credere a un medico a volte puo' costarti la vita,non ascoltarlo puo' salvarti,
un medico se perde un cliente perde un reddito, una persona che perde il medico si  salva la vita,vedi tu chi vuoi favorire.

Antar Raja

domenica 1 settembre 2013

GIANNI LANNES: IL WI-FI UCCIDE LA VITA


27/08/2013 - a cura di Gianni Lannes

Giganteschi conflitti di interesse, ben occultati, dal WHO (World Health Organisation), ovvero da chi dovrebbe tutelare la salute della popolazione mondiale.
Gli effetti letali delle microonde sono noti all’Organizzazione Mondiale della Sanità almeno dal 1973 e ai cosiddetti “scienziati”della materia venduti all’industria del settore, ma sono stati nascosti per 40 anni al fine di preservare gli interessi economici delle multinazionali del settore.
Ecco la prova ufficiale dell’Oms: (International Symposium Research Agreement No. 05-609-04), lo studio è intitolato BIOLOGIC EFFECTS AND HEALTH HAZARDS OF MICROWAVE RADIATION. (EFFETTI BIOLOGICI E PERICOLI PER LA SALUTE DI radiazione a microonde).


http://www.next-up.org/pdf/Biologic_effects_and_health_hazards_of_microwave_radiation_23_04_2010.pdf
Recentemente un esperto in materia, il dottor Barrie Trower ha pubblicato una nuova relazione sul rovente argomento.
http://rense.com/general96/trower.html 

Ecco uno stralcio tradotto da Stefano Provato e riportato da donchisciotte: 

Avvertenza per i colleghi Scienziati: ho scritto questa relazione in modo da farmi capire anche da studenti e più in generale da persone che non abbiano formazione tecnica. 

Sommario
Come affermato da ricercatori universitari, scienziati governativi e consulenti scientifici internazionali, almeno il 57,7% delle studentesse esposte a radiazioni a microonde di basso livello (Wi-fi) sono a rischio di avere aborti, malformazioni fetali o bambini con tare genetiche. I danni genetici possono essere trasmessi alle generazioni successive. 

Wi-fi, un caso Talidomide in divenire: chi se ne preoccupa?
Il professore John R Goldsmith è consulente internazionale per le comunicazioni in R.F., consulente per l’Organizzazione Mondiale della Sanità in Epidemiologia e Scienze della Comunicazione, consulente militare e universitario nonché ricercatore. A proposito dei bassi livelli di esposizione (sotto il livello termico) all’irraggiamento da microonde aventi le donne come bersaglio ha scritto:
“Nelle donne esposte a radiazioni di microonde, nel 47.7% dei casi ci sono stati aborti prima della settima settimana di gravidanza….”(1)
Il livello di irraggiamento incidente sulle donne in esame partiva da cinque microwatt per centimetro quadrato. Un tale livello può sembrare privo di senso per un non scienziato, diventa però più significativo se diciamo che è al di sotto di quello che la maggior parte delle studentesse riceve in un’aula dotata di trasmettitori wi-fi, a partire dall’età di circa cinque anni in su.
Si deve fare una distinzione molto importante: le studentesse non sono ancora donne, sono bambine e i bambini sia neurologicamente che fisiologicamente sono diversi dagli adulti. Il tessuto cerebrale e il midollo osseo di un bambino ha proprietà di conducibilità elettrica diverse rispetto agli adulti a causa del maggior contenuto di acqua (2) (questo rende il SAR, Specific Absorption Rate, obsoleto). L’assorbimento della radiazione a microonde nei bambini può essere dieci volte superiore rispetto agli adulti. L’esposizione a microonde a basso livello permanente può indurre ‘stress’ cronico ossidativo e nitrosativo e quindi danneggiare i mitocondri cellulari (mitocondriopatia). Questo ‘stress’ può causare danni irreversibili al DNA mitocondriale (esso è dieci volte più sensibile allo stress ossidativo e nitrosativo del DNA nel nucleo della cellula). Il DNA mitocondriale non è riparabile a causa del suo basso contenuto di proteine istoniche, pertanto eventuali danni (genetici o altro) si possono trasmettere a tutte le generazioni successive attraverso la linea materna. (3)
Quindi, stiamo danneggiando non solo questa ma anche tutte le future generazioni femminili. Se questi due aumenti di dieci volte si ‘combinino’ per diventare 57,7% o siano addizionali, quindi pari al 67,7% di chi è danneggiato, non è chiaro. Ma in entrambi i casi ci troviamo di fronte all’equivalente di una vera pandemia. Di recente sono stato invitato a presentare una lezione all’Università di Brighton e un medico ha commentato un danno fetale tasso di natalità +60% in animali da fattoria. In effetti, tutte le specie di mammiferi subiscono ovviamente le stesse conseguenze dovute a bassi livelli di irradiazione a microonde in quanto ‘biologicamente’ c’è poca differenza tra le nostre cellule embrionali e le loro.
Invito il lettore a esaminare il mio diagramma e a leggere la mia semplice spiegazione relativa alla cottura a microonde dei follicoli ovarici delle studentesse. 

Una Spiegazione Semplice
Immaginate di essere una bambina di cinque anni e di essere a scuola, seduta con un computer portatile wi-fi vicino al vostro addome. Teoricamente, le ovaie possono essere irradiate fino a quando lascerete la scuola all’età di 16-18 anni. Quando poi rimarrete incinta, ognuno dei vostri follicoli (che poi diventeranno uova) sarà stato esposto alle microonde. Quindi, potreste avere un bambino sano oppure no.
Se rimaneste incinta da studentessa, il vostro embrione (per i suoi primi 100 giorni, se è femmina) produrrà circa 400.000 follicoli (nelle sue ovaie) per la futura neonata.
Il problema è che queste cellule follicolari in sviluppo non hanno la protezione cellulare delle cellule adulte mature. Di conseguenza le vostre ‘nipotine’ potrebbero aver avuto ogni singola cellula follicolare irradiata e danneggiata ancor prima del concepimento. Pertanto quando la bambina diverrà una donna adulta (con i suoi follicoli irradiati) vi sarà una maggiore probabilità che il suo bambino (vostro nipote) soffra dei disturbi menzionati in precedenza, durante il concepimento o le fasi di sviluppo embrionale e fetale. 

Oltre Ogni Immaginazione
La sconvolgente verità è che non solo tutto questo era noto e documentato molto prima che il wi-fi fosse messo in prossimità dei bambini, ma addirittura gli effetti biologici pericolosi sono stati nascosti al pubblico (com’è tutt’ora), per preservare i profitti delle industrie… 

suggerimenti di lettura:
http://www.next-up.org/Newsoftheworld/WHO_OMS.php
http://www.litalee.com/documents/Microwaves%20And%20Microwave%20Ovens.pdf
http://www.ebea.org/pdf/sc_docs/reviews/RFReview.pdf
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=elettrosmog

Fonte: http://www.stampalibera.com