giovedì 29 gennaio 2015

Canone Rai: firma per chiedere l'abolizione

INIZIATIVA DELL'ASSOCIAZIONE CONSUMATORI ALTROCONSUMO

20 gennaio 2015
Canone Rai più basso e direttamente in bolletta della luce? Niente da fare. Dopo tanto parlare, alla fine il canone resta lo stesso dell'anno passato e va pagato entro il 31 gennaio. Ma ormai è giunta l'ora di una riforma radicale sul servizio pubblico televisivo nel nostro Paese. Firma la petizione per chiedere l'abolizione di questa tassa.

Anche quest'anno, il 31 dicembre, scade il termine per il pagamento del canone rai. Il tormentone di questi mesi su una modifica delle modalità di pagamento (si era parlato addirittura di metterlo direttamente nelle bollette di luce e gas in modo da farlo pagare a tutti gli italiani, ma anche di ridurne l'importo) si è concluso con un nulla di fatto: la legge di stabilità recentemente approvata lascia per quest'anno le cose invariate. Quindi se possiedi un apparecchio televisivo (o un qualsiasi dispositivo potenzialmente in grado di ricevere il segnale dall'antenna tv) devi sborsare, come l'anno passato, i 113,50 euro necessari a sostenere i canali della televisione pubblica nazionale. Per sapere quando e come pagare puoi consultare lo speciale decicato al canone Rai.

E' il momento di dire basta

Ma fare il proprio dovere di cittadino non significa rinunciare a far sentire la propria voce. Per superare sprechi e inefficienze che, da tempo, contraddistinguono la gestione antieconomica della Rai abbiamo organizzato una petizione per chiedere l'abolizione del canone.


Firma anche tu per chiedere l’abolizione del canone RAI 


Al Presidente del Consiglio chiediamo di mostrare più coraggio nella riforma della Rai. Le misure ipotizzate al momento sono il taglio di 150 milioni di euro e la cessione di una quota di minoranza di Rai Way. Per quanto apprezzabili, non le riteniamo sufficienti per porre rimedio alla situazione. Proponiamo perciò, nell'interesse dei cittadini, un pacchetto di riforme strutturali serio e sostenibile, attraverso alcuni interventi:
  1. Abolizione del canone
    Che significherebbe restituire oltre 100 euro ogni anno alle famiglie italiane ed eliminare la pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.
  2. Mantenimento di un solo canale pubblico
    Come esito delle riforme, dovrà rimanere un solo canale di servizio pubblico che, indipendente e senza pubblicità, sarà chiamato a dare informazioni di qualità.
  3. Privatizzazione degli altri canali Rai
    Questo consentirà allo Stato anche di fare cassa
  4. Possibilità di fissare obblighi di servizio pubblico a carico delle altre reti private
    Lo Stato mette infatti a disposizione degli operatori privati le frequenze, permettendo loro di guadagnare attraverso la pubblicità e la pay tv e, a fronte di questo, a tali operatori potrebbe essere chiesto il rispetto di alcuni obblighi di servizio pubblico.
  5. Abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza
    La Commissione di vigilanza Rai non avrebbe più alcun significato e andrebbe pertanto abolita. Questo contribuirebbe a eliminare la pressione della politica sull'informazione televisiva.
  6. Potenziamento dell'Antitrust e riforma dell'Agcom
    Per evitare che la privatizzazione non abbia effetti negativi sulla pluralità dell'informazione occorre potenziare l'operatività dell'Antitrust in questo settore, a garanzia di una corretta ed efficiente concorrenza che produca benefici per i consumatori.

Fonte:http://www.altroconsumo.it/hi-tech/televisori/news/abolizione-canone-rai

mercoledì 28 gennaio 2015

Eric Schmidt (Google): "Internet è destinato a scomparire"


di QuiFinanza

"Internet è destinato a scomparire". Detto dal numero 1 di Google, e per di più davanti alla platea del World Economic Forum di Davos in Svizzera, assomiglia parecchio ad una provocazione dialettica. E infatti Eric Schmidt precisa subito che la "scomparsa" in questione si sostanzierà più che altro in un diverso rapporto con la rete, la quale troverà un nuovo spazio, meno intrusivo, per essere presente tutto intorno a noi.

LA RETE COME PRESENZA FISSA - "Saremo circondati da così tanti sensori e accessori connessi alla Rete, che pur essendo ovunque sarà sempre più difficile rendersene conto", ha specificato Schmidt. Immaginiamo una stanza della nostra casa in cui tutti gli oggetti tecnologici siano collegati alla Rete: “Diventeranno una presenza normale, interagire con loro un’abitudine quotidiana”, ammette il presidente esecutivo di Google. "E così Internet, pur passando in secondo piano, permetterà di far emergere un mondo altamente personalizzato, altamente interattivo e decisamente interessante". Una "sparizione" che è dunque in realtà una vera e prorpia "metabolizzazione" del web.

IL FUTURO - Sempre in occasione del WEF, altre considerazioni hanno cercato di analizzare il futuro della Rete. Sheryl Sandberg, Direttore Operativo di Facebook, ha fatto notare che il web attuale è ancora la punta di un iceberg destinato a diventare sempre più grande: "Al giorno d’oggi solo il 40% della popolazione mondiale ha accesso a Internet. Immaginiamoci quanto potrebbero cambiare le cose quando la percentuale salirà al 50 o al 60 per cento."

RETE ED ECONOMIA - Trattandosi di un Forum economico, anche il problema del lavoro è stato preso in considerazione, analizzando la nuova rivoluzione tecnologica che sta vivendo il mercato. “Tutti sono preoccupati per i posti di lavoro, ma semplicemente perché la trasformazione sta avvenendo a una velocità che non si è mai vista prima“, ha ammesso la Sandberg. “Però non dobbiamo dimenticare che la tecnologia non crea solo posti di lavoro tecnologici.“ Una statistica, citata da Eric Schmidt, infatti, mostra che per ogni posto di lavoro “tecnologico” si vengono a creare altri 5/7 posti di lavoro in altre aree economiche. La statistica non parla in realtà dei posti di lavoro (e delle tipologie) che invece la rete ha sostanzialmente soffocato; forse è davvero un mercato alla cui velocità non siamo abituati e per tirare le somme occorrerà attendere.

Fonte: http://www.quifinanza.it/9126/lavoro/eric-schmidt-google-internet-destinato-a-scomparire.html?refresh_ce


martedì 27 gennaio 2015

Perchè ci fanno controllare il colesterolo e non l'omocisteina?

Perché non ti dicono che l’omocisteina è peggio del colesterolo?


Colesterolo, solo il nome evoca in te e in me associazioni mentali terribili quali: ictus, infarto, diabete, obesità, sindrome metabolica ecc. Se invece ti dico “omocisteina” sembra non prodursi la stessa reazione a catena di sciagure, cavallette e  piaghe bibliche. Come mai visto che l’omocisteina, un amminoacido solforato,  è realmente un killer biologico spietato, molto peggiore di qualunque terrorista in libera circolazione?

Se leggo rapidamente cosa produce mi vengono i brividi: aterosclerosi, ictus, malattie cardiovascolari, malattia coronarica, infarto del miocardio, ipertensione, alzheimer, spina bifida  neonatale e  perché no impotenza.

Il colesterolo è sempre stato il grande indagato della patologia, ma come mai questo secondo pericolo ambulante, la fatidica omocisteina non è altrettanto wanted? Non voglio entrare nel verboso dettaglio in questi miei articoletti scritti con un metro divulgativo. Chiedo venia a “vossia”, ma a me interessa la salute della gente. Mi sovvengono anche le morti precoci di atristi che amavo e amo tanto che dopo un concerto salgono al cielo insieme alle note delle loro canzoni.
Mi dispiace tantissimo che gente così bella voli via. Ma quanto avevano di omocisteina, di vitamina D, di colesterolo...Perchè non facevano prevenzione? Naturalmente il solo killer solforato non è sufficiente a condannare una vita, dovrei dilungarmi sull’assetto lipidico, gli acidi grassi saturi e insaturi, la glicemia, il fumo, la dieta, lo stress ossidativo, l'alcool, la pillola estroprogestinica, il caffè, lo stile di vita sedentario, l'invecchiamento e bla bla bla. Magari ti fa piacere qualche link nel quale puoi approfondire la tua cultura perché urge, vedendo i tempi, che tu divenga medico di te stesso. Link 1   link 2  link 3 link 4  link 5  link 6 Ne avrei trovati centinaia di link tragicamente interessanti, ma andiamo oltre.

Come mai non sai il tuo valore di omocisteina? Perché non ti è mai stato richiesto? Sai che oltre i 12 micromoli/litro non va assolutamente bene? Link 7
E' per caso dovuto al fatto che il colesterolo si cura con le statine che costano un occhio e la iperomocisteinemia si abbassa con una corsa al giorno, tanta verdura e vitamine del gruppo B che non costano nulla?

Come fare a questo punto? Beh, intanto un bel tagliando ti farebbe bene  e dovrei sapere i valori della tua omocisteina insieme ad atri parametri fondamenteli. Ti lascio il link del TAGLIANDO.
Poi dovresti sapere che è il tuo stile di vita da modificare, la tua attività fisica,  la tua dieta con eccesso di proteine animali e grassi, sapendo che non ti piacciono le foglie verdi che contengono acido folico. Dovresti informarti che comunque la vitamina B9 (acido folico), la B6, la B12 abbassano l’omocisteina, ma che non sono sufficienti.

La vitamina B9 (acido folico)  poi te la devono somministrare a dosaggio giusto che non è 5mg al giorno ( sentito da un collega mentre mangiava il filetto e beveva l'amarone), ma  200 mcg perché naturamlente integrerai questo valore con ciò che ricavi da tanta frutta e verdura verde. Attento ai dosaggi degli integratori perché sono fattori di crescita a dosaggio sbagliato anche delle forme tumorali.

Eccoti i valori della iperomocisteinemia
moderato (16-30 μmol/L)
medio (31-100 μmol/L)
severo (>100 μmol/L).
Se i tuoi valori restano alti modificando la dieta e assumendo il giusto dosaggio di B9, B6, B12 puoi pensare di avere un difetto genetico. Esiste un test che indaga questo problema  genetico: il MTHFR test.
Clicca per ingrandire
Lo spirito, in medicina, è sempre troppo accantonato. Se sei  carico di ammioacidi solforati  la tua meditazione e l'ipnosi medica regressiva evocativa verranno interferiti.  La percorrenza delle vie del cuore e dell'anima richiedono una purificazione dalla tossicosi di morte e dolore derivati dall'assunzione in eccesso di proteine di animali uccisi per il tuo sostentamento.

Come vedi non è facile barcamenarsi, ma ce la possiamo fare.
Se sei un maschietto ti do un’ultima dritta. L' omocisteina produce disfunzione erettile inibendo  il NO  o  ossido nitrico uno dei fattori principali della dilatazione vasale.
Leggi questo importante link  Link 8
Medita, medita e  Buona Vita. Angelo Bona

lunedì 26 gennaio 2015

Contro il cancro c'è anche il normale sale da cucina.

Ohibò: il sale cura il cancro

di Federico Giovannini
Se vi dicessero che con delle iniezioni di sale si può sconfiggere il cancro, ci credereste? Ovviamente no.
Invece un articolo del Daily Mail di oggi si intitola proprio così: "Iniezione di sale 'uccide le cellule cancerogene' portandole all'auto-distruzione."

L'articolo cita la ricerca del Professor Philip Gale, dell'Università di Southampton dove hanno condotto degli approfonditi studi in cui avrebbero dimostrato di poter uccidere le cellule tumorali con il sale da cucina.
"Abbiamo scoperto che possiamo indurre la morte della cellula con il sale", ha dichiarato il professore.

Secondo Gale, all'Università starebbero sviluppando una molecola in grado di circondare il sodio per farlo entrare nelle membrane cellulari in modo da innescare l'apoptosi cellulare, ovvero la morte della cellula tumorale.

Ma scusate - viene da chiedersi - perchè allora non fare delle infusioni di cloruro di sodio (sale da cucina) direttamente nei tumori? ...
E' davvero necessario trovare una molecola supertecnologica che faccia entrare il sodio nelle cellule?

Fra l'altro, negli Stati Uniti la guerra al cancro con del sale non è più una novità da tempo. Nel 2012 il National Institute of Health (NIH) ha concesso all’Università dell’Arizona un finanziamento di 2 milioni di dollari proprio per studiare gli effetti del bicarbonato di sodio sui tumori.

La differenza fra i due metodi è questa: Il Professor Gale attraverso la sua molecola sintetica pensa di innescare l'apoptosi cellulare con il sale (il sodio in particolare), mentre il Professor Pagel (Università dell' Arizona) spiega che "alcuni tumori possono produrre acidi attraverso un processo conosciuto come Effetto Warburg, che incentiva la degradazione dei tessuti intorno alla massa cancerosa, favorendo così la crescita tumorale e le metastasi". (come il CICAP si affretta a puntualizzare nella sua rivista online).

E noi, stiamo a guardare?
Niente affatto: da noi già molti anni fa un certo Dott. Tullio Simoncini fu radiato dall'albo dei medici - come recita la motivazione ufficiale - "per aver somministrato bicarbonato di sodio a pazienti affetti da tumori".

Come ormai è noto Simoncini utilizza il bicarbonato di sodio perchè è convinto che sia un'infezione fungina (di Candida Albicans) a innescare la reazione di crescita delle cellule (che non trovano altro mezzo se non quello della riproduzione esasperata, per fronteggiare l'infezione), quindi il bicarbonato di sodio, uccidendo la Candida, riavvierebbe l'apoptosi cellulare, dato che una volta scomparso il fungo, i tessuti (le famose "cellule impazzite") non avrebbero più motivo di crescere in maniera incontrollata e ricomincerebbero a morire come tutte le altre cellule.
Ma se tutti usano dei sali come mai a uno onori, all'altro denari, mentre al nostro riserviamo solo scherno e persecuzioni?
Federico Giovannini (Fefochip)

domenica 25 gennaio 2015

Fronte Libero da Valdo Vaccaro :)



Giovedì 15 gennaio, Max, Marcello, Pierluigi e la sottoscritta siamo andati alla conferenza di Valdo VaccaroFronte Libero, Sclerosette e Compressamente presenziavano l'evento: Marcello e Pierluigi sono due miei "colleghi" di Fronte Libero; inoltre, Marcello ha due blog suoi, Compressamente e Mente Olistica...date un'occhiata;). http://compressamente.blogspot.ithttp://menteolistica.blogspot.it
Grazie all'immancabile Max che, alle mie spalle, ha organizzato il nostro incontro direttamente lì.
È stato emozionante rivedere Valdo Vaccaro dopo due anni dal nostro primo incontro (eh già: siamo vegani da due anni!) anche perché chi lo stima, ha tremato per la sua rovinosa caduta dal quale si sta riprendendo con fatica.
http://sclerosette.blogspot.it/2013/04/colloquio-con-valdo-vaccaro.html
In mezzo al pubblico ascoltavo temi a me ormai familiari ed ero felice. Ero felice del fatto di essere lì con Max, Pierluigi e Marcello. Ma soprattuto avrei voluto alzarmi, prendere il microfono e dire: "Valdo, si ricorda di me? Avevo la sclerosi multipla e ora guardi come sto!". Invece sorridevo ma mi sono vergognata e gliel'ho detto solo alla fine della conferenza, in disparte, quando siamo andati a salutarlo e a portagli della curcuma. Effettivamente, anche lui, gentile come sempre, mi ha detto che avrebbe condiviso volentieri con tutti il mio caso. Magari un'altra volta Valdo: è così bella questa storia da non sembrare vera. Come se un nero si guardasse allo specchio e pensasse di essere bianco.  
Se volete dare un'occhiata ai temi trattati nella conferenza, cliccate su questo link:
Buona notte

Giuliana Sclerosette

venerdì 23 gennaio 2015

Acqua di mare per il cancro e la chemioterapia

L’acqua di mare è stata prescritta dal sistema sanitario francese fino al 1980, bevuta o iniettata. Vediamo qui come può aiutarci nel caso del cancro.

Prima di tutto l’ideale è capire esattamente cosa sta facendo il nostro corpo (Hamer). Con ciò otterremo il maggior beneficio: la calma, la pace interiore.
Se non siamo d’accordo con le teorie di Hamer, il cammino è più duro però l’acqua di mare ci aiuterà ad attenuare gli effetti secondari della chemioterapia.

Lo spiegheremo meglio in seguito.
Con una diagnosi di cancro al pancreas forse Hamer ci direbbe di smettere di litigare con i nostri fratelli per una eredità e non sarebbe una cosa semplice, soprattutto a causa dello stato d’animo che una diagnosi simile ci produrrebbe senza conoscere le leggi di Hamer. È più facile andare d’accordo con gli altri quando siamo calmi.
Se siamo ancora in una fase di tensione, l’acqua di mare ci aiuterà a rilassarci e a vedere le cose con più tranquillità. Probabilmente ci farà entrare nella fase di recupero. Dalle leggi di Hamer sappiamo che esistono alcuni casi in cui è molto pericoloso che l’ammalato entri in questa fase, altri in cui bisogna seguirne l’evoluzione con molta attenzione. In questo caso, non conviene assumere acqua di mare in nessuna forma: né bevuta, né in spiaggia, né in crociera,etc. (Ovviamente la decisione finale è del malato: vivere meno ma morire felice o vivere più anni senza pace interiore). Se già siamo nella fase di recupero, l’acqua di mare la accelererà (attenzione alle persone molto deboli o i casi menzionati in precedenza).

Gli effetti secondari dei trattamenti ufficiali in Italia (*) (chemio, trattamento ormonale) sono di tutti i tipi, inclusa la decalcificazione delle ossa come conseguenza dell’intossicazione generale. 

Dato che il principale effetto dell’acqua di mare è disintossicare, le persone che hanno subito la chemioterapia sono quelle che notano maggiori benefici dall’assunzione di acqua di mare, dal primo giorno.
Tutto il corpo torna a funzionare e a riparare i danni che può aver subito.

Nel sito internet di un’associazione di sub degli Stati Uniti (www.diversalertnetwork.org/medical/articles/Breast_Cancer_Survey), alcune donne raccontano le loro sensazioni tornando a fare immersioni dopo la chemioterapia. Si leggono frasi come: "I love the peace of mind and the open feeling when I dive"(Amo la pace mentale e la sensazione di apertura quando mi immergo), "Diving is mandatory for my psyche." (immergermi è un obbligo per la mia mente). Ad un 12% di loro si è ridotto il linfoedema. Non bevono acqua di mare ma questa entra ugualmente attraverso della loro pelle come qualunque pomata antinfiammatoria che ci spalmiamo. Notano miglioramenti già dal primo giorno.

(*)In Nicaragua le persone possono scegliere il tipo di trattamento cui sottoporsi negli ospedali pubblici: chemisierapia, sciamani, omeopatia, etc. (Legge 774 in Nicaragua). In un video (www.youtube.com/watch?v=4BsYaD8l6vw) , in spagnolo, la dottoressa Ilari spiega (al minuto 20:15) come trattano il cancro in Nicaragua (facendo riferimento ad Hamer e usando acqua di mare).
Più informazione nella web www.martini13.com Francisco Martin
Bere Acqua di Mare & Hamer Francisco Martin
Bere Acqua di Mare & Hamer
Considerando le leggi del Dr. Hamer sull'auto-guarigione

Francisco Martin

Vedilo su il Giardino dei Libri

mercoledì 21 gennaio 2015

L'ISLANDA RITIRA UFFICIALMENTE LA DOMANDA DI ADESIONE ALLA UE!


L'ISLANDA RITIRA UFFICIALMENTE LA DOMANDA DI ADESIONE ALLA UE! E IL PIL CRESCE DEL 5% DAL 2013 (L'82% NON VUOLE L'EURO) 


lunedì 19 gennaio 2015

Lo spauracchio della Grecia che esce dall'euro è sventolato ovunque, sui giornali e le televisioni italiane, mentre è passata - volutamente - inosservata una notizia che dà molto bene l'idea di quanto sia ormai al lumicino tanto l'euro quanto la stessa Unione europea che l'ha voluto. L'Islanda ha deciso di ritirare volontariamente la domanda di adesione alla Ue - e all'euro - presentata cinque anni fa, nel 2009. 

Dopo aver deciso quattro anni fa, di non salvare le sue banche private fallite per colpa di spericolate e truffaldine operazioni finanziarie speculative di banchieri senza scrupoli, e dopo averli anche portati in tribunale, sotto processo per i disastri che hanno provocato sia in Islanda che nel resto d'Europa, adesso il governo islandese ha fatto il definitivo passo per sganciarsi dal barcone Ue che sta affondando, sommerso dalle ondate di deflazione e zavorrato da un euro sbagliato e nefasto. 

Si ha notizia che il partito conservatore "Independence Party" appoggerà una nuova legge  in Parlamento per ritirare e cancellare la domanda di adesione dell’Islanda all’Unione europea.

La notizia è stata confermata ieri da Bjarni Benediktsson, il ministro delle Finanze e presidente del partito, in un’intervista con l’emittente di stato RÚV, riportano tutti i giornali islandesi (e neppure uno italiano)
Un po' di storia.

Reykjavik aveva presentato la domanda di adesione nel 2009, nel pieno di una profonda crisi che aveva colpito l’economia nazionale. Ma nel 2013 il nuovo governo islandese, formato da una coalizione di partiti e movimenti euroscettici, aveva congelato i negoziati per l’adesione nella UE. Una delle ragioni è stato lo scoppio delle tensioni tra l’Unione Europea e l’Islanda provocato dalla politica comunitaria sulla pesca. Le quote sul pesce pescato di Bruxelles non soddisfano Reykjavik, scrivono i giornalisti di Wsi, ma la vera ragione è molto, ma molto più importante e profonda. 

Dal 2013, il Pil dell'Islanda cresce di un gigantesco 5%: è un tasso di sviluppo dell'economia che non ha rivali in Europa, anche l'ottima crescita della Gran Bretagna, che nel 2014 ha superato il 3%, risulta seconda a quella dell'Islanda. L'unica nazione al mondo che sta facendo lo stesso sono gli Stati Uniti e meglio, solo la Cina (+7% previsto nel 2015).

E' evidente che con un'economia così florida e ben avviata a continuare in questa direzione, l'adesione alla Ue avvelenata dalla deflazione e con una Bce che pretenderebbe  - poi - di controllare e comandare nella finanza islandese, è una vera follia. Che infatti è stata rigettata come tale.

Quanto all'euro, in Islanda l'utlimo sondaggio di dicembre 2014 dava la valuta unica europea "gradita" solo dal 18% dei cittadini islandesi, contro l'82% che considera l'euro "dannoso" e "pericoloso" per l'economia e i risparmi. 

Max Parisi

Fonte: http://www.ilnord.it/c-3979_LISLANDA_RITIRA_UFFICIALMENTE_LA_DOMANDA_DI_ADESIONE_ALLA_UE_E_IL_PIL_CRESCE_DEL_5_DAL_2013_L82_NON_VUOLE_LEURO


lunedì 19 gennaio 2015

Codice Vegan Scopri gli Aspetti Etici e Scientifico-Salutistici del Vegetarismo!

Il nuovo libro di Franco Libero Manco, Codice Vegan, ti spiega in maniera approfondita e coinvolgente cosa significa vivere secondo i principi etici del Vegetarismo e perche' la strada del Vegetarismo e' l'unica che puo' arricchirti e portare una vita migliore a te e alle generazioni a venire.

E ti mostra i benefici di un nuovo (sempre piu' diffuso) modo di alimentarti e di pensare agli altri esseri viventi.

Il libro ti permette di scoprire in modo approfondito ognuno degli aspetti del Vegetarismo: etici, scientifico-salutistici, antropologici, spirituali e religiosi...

Questo libro raccoglie il meglio degli scritti degli ultimi anni dell'autore Franco Libero Manco, riguardanti gli aspetti fondamentali della filosofia universalista.

Tu come individuo sei parte di una complessita' omogenea, di un Tutto, fai parte di questa Terra: come tale, per raggiungere la salute psicofisica e il benessere olistico non puoi che liberarti dalla violenza e dallo sfruttamento verso cio' che ti circonda, rispettando la vita in tutte le sue forme.

Un affascinante viaggio tra storia, filosofia, basi scientifiche degli argomenti trattati (studi di antropologia, anatomia, fisiologia, biochimica dell'uomo) e acute riflessioni e considerazioni sulla conseguente, evidente necessita' di adottare una corretta alimentazione e un piu' giusto stile di vita da parte di ogni individuo.

Codice Vegan, come la scelta del Vegetarismo, si propone di:


  • darti gli strumenti di difesa dalle malattie derivanti da alimentazione e stili di vita contrari alla tua natura;
  • favorire il rispetto della vita in tutte le sue manifestazioni
  • debellare la fame nel mondo e salvaguardare la natura (continuare a produrre alimenti per ingrassare gli animali oppure cibo per gli esseri umani? Gli scienziati sono concordi nel dire che e' tecnicamente possibile nutrire tutta l'umanita' (a patto che questa sia vegetariana) e che la fame nel mondo non e' una questione di produzione ma di distribuzione delle risorse
  • sensibilizzare la coscienza umana verso le necessita' vitali di ogni essere vivente
  • abolire la violenza in senso lato mettendo in atto il principio "non ammazzare" e "non fare agli altri cio' che non vorresti ti fosse fatto"
  • opporsi a ogni pratica di sfruttamento dell'uomo come dell'animale sviluppando una mentalita' di pace, di condivisione, di non predominio.

Per un'espressione piu' alta, profonda e matura dell'intelligenza positiva e della coscienza universale, protese verso il bene, la verita', la vita e l'evoluzione integrale dell'uomo in armonia con tutti gli esseri.


Dall'introduzione (di Valdo Vaccaro)

Il Vegetarismo, come filosofia di vita, trova le sue origini nel pensiero dei grandi iniziati, nei mistici, filosofi, santi, uomini di cultura e di scienza di ogni tempo e paese, in un forte richiamo al senso della giustizia e della compassione universale estesi dall'uomo a ogni essere vivente.

Nella sua pratica attuazione il Vegetarismo vuole dare all'individuo gli strumenti per essere artefice del proprio destino attraverso la consapevolezza delle proprie capacita' di recuperare e conservare la propria salute fisica, di favorire il proprio equilibrio mentale e sviluppare la propria sfera spirituale attraverso stili di vita e abitudini alimentari conformi alla nostra natura.

Infatti da cio' che mangiamo, dalla qualita' dei nostri pensieri e dal nostro stato emotivo dipendono il nostro benessere e la nostra felicita'. Solo quando le quattro componenti fondamentali dell'individuo, corpo, mente, coscienza e spirito, sono in sintonia tra loro si ha il perfetto benessere.

Il Vegetarismo supera la concezione meccanicistica, settoriale e sintomatologica della medicina convenzionale per intervenire sulle cause che determinano la malattia, secondo approcci terapeutici alternativi, naturali, di tipo distico, ambientali e comportamentali.

Il superamento di cio' che genera disarmonia nel nostro essere, oltre a prevenire la malattia e ripristinare l'equilibrio energetico dell'individuo rafforzando le sue difese immunitarie, consente di sviluppare una coscienza giusta e compassionevole, una personalita' serena, forte e positiva nei confronti della vita rendendo l'individuo parte attiva della sua stessa guarigione...


Codice Vegan - Libro
L'autore

Franco Libero Manco nasce nella provincia di Lecce. Nel 1975 si laurea in architettura presso l'universita' di Roma. Nel 1975 diventa vegetariano e nel 1990 vegano per motivi etici. Nel 1993 diventa Dirigente Tecnico nella Pubblica Amministrazione. Ricercatore spirituale e studioso di antropologia morale, fonda il Movimento Cristiano Ecologico trasformatosi poi nel Movimento dell'Amore Universale. Da molti anni tiene conferenze nella sede dell'Associazione Vegetariana Animalista, della quale e' presidente, ed in varie citta' d'Italia. Ha stampato e pubblicato vari testi a carattere etico, spirituale, filosofico, poetico, antropologico. Giornali e riviste nel corso degli anni hanno pubblicato migliaia di suoi articoli.

lunedì 12 gennaio 2015

Lesione del midollo spinale, “impianto in silicone fa camminare i topi paralizzati”


La protesi potrebbe esser utilizzata in futuro sull'uomo anche per danni neurologici ed è stata sviluppata da un team dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) e descritta sulla rivista Science.

di F.Q. - 11 gennaio 2015

È solo un impianto in fase sperimentale, ma per chi ha subito una paralisi in seguito alla lesione del midollo spinale è probabilmente una buona notizia. Si tratta du un impianto elastico ‘cyborg’. Una protesi in silicone in grado di far tornare a camminare i topi paralizzati, e che potrebbe esser utilizzato in futuro sull’uomo anche per danni neurologici legati a epilessia e Parkinson, è stata sviluppata da un team dell’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL) e descritta sulla rivista Science.
Il midollo spinale è come un’autostrada con segnali elettrici che corrono su e giù al posto delle automobili. Le lesioni in questa zona portano alla paralisi quando i segnali elettrici vengono bloccati e non possono più arrivare dal cervello alle gambe. Tuttavia, ha dimostrato il gruppo di ricercatori svizzeri, stimolando il midollo spinale dopo una lesione significava, i topi possono tornare a correre, salire le scale e persino superare gli ostacoli. Per farlo serve però un impianto sufficientemente morbido da imitare i tessuti molli attorno alla colonna vertebrale senza provocare rigetto. In questo consiste ‘e-Dura’, una piccola protesi in silicone coperta con tracce conduttrici elettriche in oro e con elettrodi fatti di microsfere in silicio e platino, per piegarsi in qualsiasi direzione senza rompersi. Imita strettamente le proprietà meccaniche del tessuto vivente e può fornire impulsi elettrici e farmaci che attivano le cellule. Viene applicata direttamente sul midollo spinale, dove può rimanere per un lungo periodo grazie alla sua flessibilità che evita infiammazioni e cicatrici che si potrebbero creare strofinando i tessuti con materiale rigido.
“Il lavoro – secondo Dusko Ilic, da King College di Londra – potrebbe aprire la porta a una nuova era nel trattamento del danno neuronale. Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare prima che possiamo vedere l’uso pratico di tali neuroprotesi negli esseri umani”. Bisognerà infatti sviluppare materiali dedicati che necessitano una specifica approvazione. Ma certo è che la scienza si sta avvicinando a passi da gigante alla fantascienza hollywoodiana.


Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/11/lesione-midollo-spinale-impianto-in-silicone-fa-camminare-i-topi-paralizzati/1329960/


martedì 6 gennaio 2015

Ricerca svizzera conferma: il cancro è naturale e può autoguarirsi. Diagnosi precoci e chemioterapia sono il vero problema

Risultati di autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia – per esempio, in un incidente stradale – e il loro esito ha comprovato che molte di loro avevano uno o più tumori, ma non sapevano di averli. In questa specifica indagine è risultato qualcosa di sconvolgente:

Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;

Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;

Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.

Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.

Che di tumore si può anche NON morire, lo conferma anche lo psicologo clinico e sociale Luigi De Marchi, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale: «Non è una rarità che, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute, ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale».

Esponendo i suoi dubbi sull’utilità delle diagnosi e delle terapie anti­tumorali, De Marchi afferma: «Se la tanto conclamata diffusione delle patologie cancerose negli ultimi decenni in tutto l’Occidente avanzato fosse solo un’illusione ottica, prodotta dalla diffusione delle diagnosi precoci di tumori che un tempo passavano inosservati e regredivano naturalmente? E se il tanto conclamato incremento della mortalità da cancro fosse solo il risultato sia dell’angoscia di morte prodotta dalle diagnosi precoci e dal clima terrorizzante degli ospedali, sia della debilitazione e intossicazione del paziente prodotte dalle terapie invasive, traumatizzanti e tossiche della Medicina ufficiale? Insomma, se fosse il risultato del blocco che l’angoscia della diagnosi e i danni delle terapie impongono ai processi naturali di regressione e guarigione dei tumori?».

Di certo, sappiamo che nel corso della vita è “normale“ sviluppare tumori, la stessa Medicina sa bene che sono migliaia le cellule tumorali prodotte ogni giorno dall’organismo. Queste, poi, vengono distrutte e/o fagocitate dal Sistema Immunitario, se l’organismo funziona correttamente.

Molti tumori possono addirittura regredire, se la nostra energia vitale risanatrice (la Vis Medicratix Naturae) è libera di agire.

Ma cosa succede al meccanismo vitale di autoguarigione, se dopo una diagnosi di cancro la vita viene letteralmente sconvolta dalla notizia del male? Succede che viene data forza alla malattia piuttosto che alla possibilità di guarigione. E siccome la Fisica Quantistica ci insegna che l’osservatore cambia l’osservato e che la nostra realtà dipende dalla “possibilità” che scegliamo all’interno del campo, ecco che il tumore ne esce rafforzato.

Inoltre, a livello biochimico, non bisogna dimenticarsi che la chemioterapia distrugge tutte le cellule che si duplicano velocemente, come quelle cancerose, ma anche come quelle del sistema immunitario. Ecco che quindi la chemio elimina sì le cellule malate, ma anche quelle che dovrebbero farci guarire. Infatti, nei migliori dei casi, la chemio potrà contrastare l’80% del tumore, e il restante 20% sarà debellato sempre e solo dal nostro organismo. Sottoporsi a una seduta di chemio non è quindi sempre così vantaggioso, soprattutto alla luce del fatto che oggi è risaputo che i chemioterapici sono loro stessi concausa nello sviluppo dei tumori.

Qualche esempio?

Una vasta ricerca condotta per 23 anni dal prof. Hardin B. Jones, fisiologo dell’Università della California, oltre a denunciare l’uso di statistiche falsate, provò che i malati di tumore che NON si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia) sopravvivono più a lungo o almeno quanto coloro che ricevono queste terapie.

Il prof. Jones ha dimostrato che le donne malate di cancro alla mammella che hanno rifiutato le terapie convenzionali hanno mostrato una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete.  [Vedi anche Secondo uno studio shock le mammografie sono una crudele bufala medica]

Un’altra ricerca pubblicata su The Lancet del 13/12/1975 (che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi), dimostra che la vita media di quelli trattati con chemioterapia è stata di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 120 giorni.

Con questo, non vogliamo spingervi a rifiutare di sottoporvi agli esami, agli screening e ai trattamenti oncologici ufficiali, ma intendiamo fornire semplicemente delle informazioni che normalmente vengono oscurate, e che invece potrebbero aiutare la scelta terapeutica di una persona.

Va sottolineato, infatti, che gli studi parlano di tumori “in situ”, cioé senza metastasi. Se il tumore è localizzato, il sistema immunitario del nostro corpo ha ancora tutte le risorse per poterlo controllare, farlo regredire o addirittura debellare del tutto. Questo perché le cellule impazzite del cancro sono semplicemente cellule che hanno ricevuto un errore informazionale e che, quindi, hanno smesso di funzionare correttamente. Dando loro le giuste informazioni, esse possono ristabilire la loro corretta funzionalità. La nostra forza vitale opera esattamente in questo modo: corregge gli errori informazionali che il nostro corpo riceve quando è sottoposto quotidianamente a diversi tipi di stress.

Fonti:

http://www.dionidream.com/

Conferenza “Medicalizzazione della vita e comunicazione sanitaria” del Dottor Gianfranco Domenighetti – già Direttore sanitario del Canton Ticino

Medicina kaput col mito del placebo. Luigi De Marchi www.luigidemarchi.it

“Il tradimento della medicina”, Alberto Mondini

domenica 4 gennaio 2015

Big Pharma: repetita iuvant


Sul nostro blog e in giro per la rete troverete spesso riferimenti alle malefatte di Big Pharma, quindi indugiare sull'argomento sembra quasi una ripetizione per mancanza di fantasia sui temi da dissertare. E invece no, repetita iuvant.
Per Big Pharma si intende l'insieme delle multinazionali del farmaco che detengono il monopolio delle cure. Se ancora credete romanticamente all'idea che i farmaci servano a curare le malattie e a farci stare meglio è ora che poniate l'attenzione su alcuni dati di fatto. Innanzitutto, la malattia è il terzo business remunerativo al mondo; questo dato lascia supporre che ci sia poco spazio per il giuramento di Ippocrate o qualsiasi altra forma di etica civile. Vi siete mai chiesti perché negli anni siano stati fatti dei veri e propri roghi mediatici per cure alternative ai protocolli, che funzionavano a detta dei malati (e ovviamente, secondo quei medici ambasciatori e/o inventori della cura stessa), mentre i nostri vari ministri della salute, tra comunicati stampa e conferenze, si dicevano rammaricati di non poter aiutare i malati e che lo avrebbero fatto se ci fosse stata la benché minima speranza e che tale veto perentorio verso questa nuova terapia era soltanto per il loro bene...bla bla bla...ma purtroppo la cura in questione si era rivelata un bluff, una delusione, un niente inefficace, una favola senza lieto fine. Poveri malati, prima illusi, poi delusi e poi condannati a restare malati. Mi viene in mente Stamina e i fratelli Biviano che vivono accampati da più di un anno in una tenda di fronte a Montecitorio, con Sandro che è stato ricoverato qualche giorno fa. (Forza ragazzi!). Mi viene in mente la scoperta del Professor Zamboni, la pantomima dello Studio Cosmo di Aism, il pellegrinaggio in luoghi sconosciuti per la liberazione costosa delle vene, in mane a medici mercenari e senza scrupoli. Mi viene in mente la cura Di Bella e come fu fatto a pezzi mediaticamente e moralmente quell'uomo dai capelli bianchi e lo sguardo stupito di fronte a tanta inaspettata e mai cercata notorietà. Non c'è pietà per i malati, per i medici che scoprono cure valide. L'industria del farmaco ormai controlla e determina la medicina, le cure, la salute, non il contrario.
Sul libro di Marco Pizzuti, Scoperte mediche non autorizzate. Le cure osteggiate dalle multinazionali del farmaco, Ed. Il punto d'incontro, si apprende che il volume d'affari per le cure mediche in Italia, nel 2005 ha raggiunto 125 miliardi di euro annui, pari al 9% del PIL. 
Udite udite noi malati cronici siamo i migliori pazienti -ops- clienti, che l'industria del farmaco possa desiderare: noi saremo malati a vita, "acquisteremo" medicine spesso costosissime per sempre. Sarò ripetitiva: il Rebif per la sclerosi multipla che ho utilizzato per quasi due anni costava ben 1800 euro al mese (non direttamente pagati di tasca mia, ma indirettamente col sistema sanitario li paghiamo tutti). Perché consigliare il le carotine che fanno bene e costano poco?! O il sole e l'aria aperta che sono gratuiti?! Stiamo scherzando? Come fanno i creatori di malattie* ad arricchirsi? Non certo con le malattie rare, la cui cura costerebbe troppo e salverebbe quei pochi pochi sfigati al mondo. Chissenefrega. Facciamo ammalare i sani e peggiorare chi è già malato con farmaci che provocano effetti collaterali disastrosi e creano altre patologie. Quando entri in quel tunnel se non hai una rivelazione, coraggio e anche sprezzo del pericolo, non ne esci più.

Dal punto di vista economico produrre un farmaco a basso costo, efficace in modo definitivo, non potrà mai essere un buon investimento. Il massimo profitto si realizza commercializzando medicine che presentano molti effetti collaterali (ovvero che migliorano una patologia inducendone nello stesso tempo altre) e pochi benefici reali (o addirittura nessuno). Tutti i rimedi naturali non brevettabili e non sfruttabili commercialmente, quindi, non diverranno mai oggetto di studio, anche se possiedono eccellenti proprietà terapeutiche e non favoriscono l'insorgenza di altri disturbi. Per quale motivo? Un paziente guarito è un paziente in meno.

Marco Pizzuti, Scoperte non autorizzate, pag. 12.
Aprite il vostro cuore e non smettete di cercare mai, la soluzione è a portata di mano. La strada non è semplice ma l'avventura ne vale la pena!

* https://www.youtube.com/watch?v=s-pGFBKK888

Altri link:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__scoperte-mediche-non-autorizzate-libro
http://frontelibero.blogspot.it/2014/12/tumori-torna-la-cura-di-bella-dal.html
https://www.facebook.com/fratellibiviano
http://frontelibero.blogspot.it/2014/09/civico-117-diciamo-si-stamina.html
http://sclerosette.blogspot.it/2013/06/pazienti-o-clienti.html
http://www.ccsvi-sm.org/node/629

Giuliana Sclerosette